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Flutter-Snaitech: conclusa l’operazione di acquisizione

Operazione da 2,3 miliardi di euro, la più grande mai realizzata in Italia nel settore del gioco pubblico

Flutter Entertainment, leader mondiale nel settore delle scommesse sportive online e dell’iGaming, annuncia oggi di aver perfezionato l’acquisizione di Snaitech S.p.A., uno dei principali operatori omnicanale in Italia, da una controllata di Playtech plc, per un corrispettivo in denaro sulla base di un enterprise value di 2,3 miliardi di euro.

Snai farà parte della divisione internazionale di Flutter che comprende il Sud Europa e l’Africa e la sua acquisizione è coerente con la strategia di Flutter di investire in posizioni di leadership nei mercati internazionali ad alto potenziale, e si prevede che creerà valore per gli azionisti grazie a:

  • Rafforzamento della posizione competitiva in Italia, il più grande mercato regolamentato in Europa, con significative opportunità di crescita nel segmento online, date le basse percentuali di penetrazione rispetto ad altri mercati. Inoltre, il quadro normativo relativo alla pubblicità aumenta il valore strategico della solida e complementare rete retail di Snai. Con questa acquisizione, la quota di mercato online di Flutter in Italia salirà a circa il 30%.
  • Rafforzamento del portafoglio di brand “local hero” di Flutter. Snai vanta una solida base di clienti omnicanale altamente fidelizzati ed è uno dei marchi più riconosciuti del mercato, in grado di ampliare e diversificare così le opportunità di acquisizione clienti per Flutter in Italia.
  • Generazione di valore, grazie all’accesso al Flutter Edge, con sinergie operative stimate in 70 milioni di euro da realizzare nei prossimi tre anni (con un costo pari a 1,25x), oltre a sinergie Capex per 10 milioni di euro. Ci si aspetta anche sinergie sui ricavi grazie alle capabilities derivanti dal Flutter Edge nei campi del pricing e del risk management, dai contenuti iGaming proprietari e da altre tecnologie Flutter per migliorare l’esperienza dei clienti Snai.

Peter Jackson, CEO, ha commentato: Sono molto lieto di dare il benvenuto nel nostro Gruppo a Snai, uno dei principali brand del gaming in Italia. La sua solida presenza omnicanale ci fornisce ulteriori asset strategicamente rilevanti per rafforzare la posizione competitiva di Flutter in Italia. Questa operazione è perfettamente in linea con la nostra strategia di M&A orientata alla creazione di valore e rappresenta una grande opportunità di crescita per Snai, grazie all’accesso ai prodotti e alle capacità leader di mercato di Flutter. Siamo pronti ad avviare i nostri solidi piani di integrazione e a iniziare a realizzare i significativi benefici derivanti da questa combinazione”.

Si prevede un aumento temporaneo dell’indebitamento, che sarà però rapidamente ridotto grazie alle chiare opportunità di crescita presenti in tutto il Gruppo. Flutter resta impegnata a mantenere un rapporto di leva finanziaria di medio termine compreso tra 2,0x e 2,5x.

Flutter fornirà ulteriori aggiornamenti, inclusa una guidance finanziaria, il 7 maggio 2025 in occasione della presentazione dei risultati del primo trimestre.

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Ippica tra crisi e rilancio: al centro dell’IGE il confronto su riforma, scommesse, visibilità e sostenibilità della filiera

L’ippica torna protagonista tra criticità e proposte concrete per un futuro all’insegna del rilancio

Un’ora e mezza di dibattito con al centro il variegato mondo dell’ippica ha animato l’ultima parte della prima giornata dell’Italian Gaming Expo & Conference in corso di svolgimento a Roma. “Riforma dell’ippica: innovazione e sostenibilità per il futuro del gioco”, il tema della tavola rotonda che ha suscitato grande interesse.

CHIODI (MASAF): “NEL COLLEGATO ALLA LEGGE DI BILANCIO LA RIFORMA COMPLESSIVA”

Il Direttore Generale per l’Ippica del Masaf Remo Chiodi ha rinforzato la tesi introduttiva specificando che “Quella sul prelievo sulle Scommesse a Quota Fissa è solo una delle tante misure necessarie per rinnovare l’intero comparto”. Nel segnalare come sia logico attendersi qualcosa di più e meglio da parte dei concessionari rispetto ai numeri non buoni riscontrati nella prima parte dell’anno (ma già il mese di marzo ha messo a segno un interessante recupero n.d.r.) Chiodi ha anche tracciato a grandi linee “il percorso portato avanti dalle istituzioni nel tentativo di dare impulso a rinnovamento: dalla neonata classificazione degli ippodromi con una buona fetta del 15% di risorse legate alla realizzazione di investimenti per migliorare le strutture, all’abbassamento dell’aliquota Iva sulla compravendita dei puledri tesa a favorire il mercato allevatoriale, senza trascurare le misure per il benessere animale, ma il tutto da inserire nel quadro della riforma complessiva del settore prevista all’interno del “collegato” alla Legge di Bilancio che inizierà a breve il suo percorso parlamentare e che dovrà rappresentare indiscutibilmente la madre di tutte le riforme.”

LOLLOBRIGIDA (ADM): “IL MONDO DEI CONCESSIONARI DEVE FARE QUALCOSA DI PIU’”

Anche dall’intervento del Direttore Centrale Giochi dell’Agenzia Dogane e Monopoli Mario Lollobrigida sono arrivate annotazioni interessanti: “È vero – ha affermato –  che ci aspettavamo un risultato diverso, una diversa reazione da parte dei concessionari cosa che non abbiamo visto nel primo trimestre. Il mondo dei concessionari deve fare qualcosa di più anche per evitare che si diffonda il concetto che la manovra sulla tassazione sia andata a beneficio di qualcuno piuttosto che di altri. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità al Masaf – ha aggiunto Lollobrigida – per lavorare sul resto delle azioni ipotizzate (totalizzatori, posta unitaria etc. ). Sono però azioni che non possiamo attualmente porre in essere vista la situazione delle concessioni (in proroga in attesa del nuovo bando n.d.r.), ma sono tutte azioni che saranno sicuramente intraprese nel momento in cui potremo mettere a regime le nuove concessioni con una sola tipologia di diritto di raccolta delle scommesse”. Un obiettivo interessante questo perché porrebbe fine alla diversità della rete di raccolta da parte della rete commerciale che è stato uno dei maggiori problemi con i quali l’ippica si è dovuta confrontare: “In quel momento – ha concluso il Direttore –  potremo finalmente unificare i totalizzatori, garantendo anche una maggior liquidità cosa che oggi manca fondamentalmente al gioco a totalizzatore. Sono tutte azioni che abbiamo già concordato. Per la riforma delle concessioni stiamo discutendo con le Regioni e gli Enti Locali.”

TARICONE (SISAL): “CONCESSIONARI PRONTI A RECEPIRE LA SFIDA”

La parola è poi passata ai concessionari chiamati in qualche modo a un maggior sostegno del comparto. Francesco Taricone di Sisal non si è sottratto e anzi, in perfetto stile poker ha rilanciato: “Il fatto di riunire per il secondo anno consecutivo una simile platea di attori e appassionati è importante. Dà l’idea di un settore che si muove compatto verso un obiettivo con una progressione costante. La tassazione come è detto è stato solo il primo di una serie di interventi. Poteva andare meglio, ma stiamo recuperando. È una sfida che noi concessionari recepiamo perché la vediamo come un’opportunità importante per questo dobbiamo e vogliamo fare di più, ma ovviamente con i tempi necessari. Noi come Sisal abbiamo già fatto una serie di interventi, abbiamo intrapreso iniziative promozionali che hanno bisogno di tempo e infatti abbiamo già visto che sul mese di marzo i dati sono in miglioramento. Puntiamo molto sull’omnicanalità e sulla presenza dell’ippica non solo on line, ma anche sulla rete di vendita fisica che per noi è importante. Tre mesi non sono molti e non è una scusante. Gli interventi posti in essere necessitano di un minimo di tempo per essere assimilati dal pubblico. Spero che al prossimo incontro saremo qui a commentare una crescita importante. Detto questo bisogna andare avanti e quindi dobbiamo lavorare sul prodotto, sull’abbassamento della posta minima di gioco, sull’organicità dei rimborsi e sull’unificazione dei protocolli perché quella di consentire allo scommettitore di giocare sport e ippica insieme può essere una carta vincente soprattutto per creare nuovi clienti attingendo dalle nuove generazioni.”

FECI (LOTTOMATICA): “LA VISIBILITA’ ALL’INTERNO DELLE AGENZIE TRAINO PER L’ON LINE”

Samuele Feci di Lottomatica ha posto l’accento anzitutto sull’unità manifestata da tutti gli operatori di gioco nella voglia di ottenere dei risultati importanti. “Dal canto nostro negli ultimi 14 mesi abbiamo inserito l’ippica in 330 agenzie in più della nostra rete: ben 60 solo nell’ultimo trimestre. Questo perché crediamo che la visibilità del prodotto all’interno delle agenzie sia un investimento anche per la raccolta on line. Dobbiamo capire quali sono i trend e gli interessi dei giocatori. I provvedimenti illustrati tutti ovviamente importanti e utilissimi hanno però tempi diversi di realizzazione. Dobbiamo quindi capire se ci sono delle cose che si possono fare subito. Alcuni piccoli interventi anche graduali potrebbero già iniziare a portare dei benefici in attesa che tutto il piano venga completato. Abbiamo già lavorato sulle quote per renderle più appetibili, dobbiamo dare anche il tempo per poter fare delle campagne promozionali anche con i bonus che vengano poi recepite dal pubblico che si deve accorgere che qualcosa sta cambiando.”

ROSI (MST): “QUATTRO FATTORI PER FAVORIRE LA RIPRESA”

Michele Rosi, COO di Mst ha proposto un approccio più analitico al dibattito. “Dei risultati sono stati indubbiamente portati a casa. Ovvio che la riforma della tassazione debba spingere ad andare avanti” e così dopo aver di fatto istituito prima e migliorato poi la distribuzione internazionale di corse italiane e dati e di aver lavorato fattivamente per rendere competitivo il palinsesto, soprattutto azzerando o quasi i ritardi e portandoli in qualche caso al di sotto della media internazionale, Rosi ha tracciato la strada per un possibile miglioramento identificando quattro fattori primari:
1)    Il miglioramento delle immagini trasmesse dagli ippodromi, in troppi casi ancora in formato standard , pochissimi in HD ancora meno in 4K e il progressivo aumento degli ippodromi che implementeranno il sistema di tracking nelle corse.
2)    Il miglioramento della trasmissione dei dati, troppo spesso non accurata e non immediata. La progressiva soluzione del problema del ritardo della refertazione che ancora oggi spesso avviene con troppo ritardo in un settore che conta 200mila corse all’anno e che quindi ha bisogno di tempi strettissimi.
3)    Il miglioramento della qualità delle corse soprattutto nel numero di partenti visto che a livello nazionale la media si è standardizzata in una forbice tra i 13 e i 15 partenti per corsa.
4)    Una maggior visibilità nei palinsesti dei media generalisti fondamentale per l’interessamento di nuove fasce di pubblico.

Tutti punti sui quali MST sta lavorando alacremente supportando anche gli investimenti dei concessionari.

PAUTASSO (FEDERIPPODROMI): “NEGLI IPPODROMI CITTADELLE DEL GIOCO LECITO”

Tracking, Qualità di immagini, investimenti in strutture, in una parola “ippodromi”: Elio Pautasso Presidente di FederIppodromi ha ovviamente richiamato l’uditorio al problema delle risorse. “Per investire bisogna avere più risorse e quindi aumentare il valore dei ricavi: come fare? Con la variazione dell’aliquota sulle scommesse a quota fissa è stato avviato un trend che ancora non ha dato grandi risultati, ma speriamo tutti di vederli a breve. Anche noi abbiamo notato che il numero di punti dove si vendono le scommesse sta aumentando, ma invito a non trascurare comunque le scommesse a totalizzatore. In tema di proposte per aiutare la ripresa credo di poter individuare due aspetti primari; la riforma del settore attraverso il Collegato alla Finanziaria citato dal Direttore Chiodi è un passo fondamentale. Siamo tutti consapevoli che la gestione del comparto attraverso un’agenzia proposta e controllata dal Masaf può essere più facile e più snella da gestire di quanto non sia, malgrado tutti gli sforzi, quella attuale e quindi è auspicabile che il processo subisca un’accelerazione in questo senso. In tema di riforma dei giochi, visto che se ne sta parlando in questi mesi, ritengo che permettere di istituire all’interno degli ippodromi, che sono dei luoghi deputati al gioco sicuro e lecito, delle grandi centrali di raccolta del gioco e, essendo queste aggiuntive, utilizzare una tassazione con una legislazione apposita per finanziare l’ippica, potrebbe costituire un’altra tappa importante sulla via del rilancio.”

STOPPINI (IPPODROMI SNAITECH): “LEGAME TRA IPPODROMO E SCOMMESSE INDISSOLUBILE”

Lorenzo Stoppini, direttore BU ippodromi Snaitech: “Rappresento una società che nel 2015 ha iniziato a chiedersi cosa fare per portare gente all’ippodromo e lo ha fatto attraverso eventi legati al cavallo, ma non solo alle corse. Poi si è pensato di fare in modo che chi veniva all’ippodromo avesse la possibilità di usufruire di servizi tesi a “facilitare” il suo essere utente di uno spettacolo e quindi sono arrivati i copertini colorati per identificare meglio i cavalli; 5 maxischermi, le schede informative di ciascun cavallo, i picchetti fronte pista. Poi con le riunioni eventi, ultima quella recente in preserale, abbiamo capito di avere la possibilità di appassionare nuove persone. E siccome il legame tra ippodromo e scommesse è indissolubile, l’assioma è: portare gente all’ippodromo farla appassionare e quindi scommettere.”

ARLETTI (IPP. MODENA): “NECESSARIO CONFRONTO TECNICO SU SCOMMESSE”

Con l’intervento di Alessandro Arletti dell’ippodromo della Ghirlandina di Modena, ma anche rappresentante di un poule che ha proposto un progetto di scommessa alternativa, si è tornato a parlare, appunto di scommesse: “Su stimolo del Dott. Chiodi abbiamo aggregato una serie di portatori di interesse e abbiamo presentato un progetto per una nuova scommessa al totalizzatore. Auspichiamo quindi che il confronto possa avvenire al più presto anche con Adm. Noi non siamo contrari alla diminuzione della tassazione sulle scommesse a quota fissa, ma pensiamo sia opportuno e utile un allineamento della tassazione anche per le scommesse a totalizzatore. Il nostro intento è ovviamente quello di aumentare la raccolta. Non siamo favorevoli a togliere introiti allo stato bensì ad aumentare i nostri considerando l’enorme volume realizzato complessivamente dal mercato dei giochi che testimonia come ci sia spazio per inserirsi. Quella che proponiamo è una scommessa istantanea semplice che possa attirare anche le nuove generazioni. Chiediamo di istituire un altro tavolo di confronto per poter trovare assieme una soluzione per portare gettito allo Stato e alla filiera ippica”.

A margine della tavola rotonda anche l’intervento dalla platea di Giorgio Sandi che ha espresso da un lato la preoccupazione per la fase estremamente critica attraversata dal settore, ma dall’altro anche la percezione della ferma volontà da parte di tutti di inseguire la ripresa. “Bisogna cercare di fare velocemente ciò che è possibile e quindi serve uno sforzo collettivo urgente. La coperta è corta, non ci sono risorse adeguate per tutti gli attori della filiera. Una nuova scommessa potrebbe favorire anche una nuova promozione”. Ha affermato.

Appello accolto dal Direttore di ADM Lollobrigida: “Siamo disponibili a valutare nuove proposte. Anche noi stiamo cercando di modificare l’offerta di scommesse. Ben venga quindi la possibilità di valutare nuove proposte.”

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IGE 2025, istituzioni e stakeholder a confronto nella tavola rotonda “La riforma del gioco pubblico 2025”

Al centro del dibattito il riordino del gioco fisico e il futuro sostenibile del comparto

Si sta svolgendo presso il Salone delle Fontane, a Roma, la seconda edizione dell’Italian Gaming Expo & Conference (IGE), l’appuntamento di riferimento per l’industria del gioco pubblico in Italia. Al centro del programma, il tema “Il futuro sostenibile del gioco”, con una due giorni di confronto tra istituzioni, regolatori, industria, accademici e stakeholder nazionali e internazionali. Tra i momenti più attesi, il panel di apertura intitolato “La riforma del gioco pubblico 2025: prospettive istituzionali su regolamentazione, innovazione e sviluppo del mercato”, che ha visto la partecipazione di rappresentanti della Camera dei deputati, Regioni e associazioni di categoria, impegnati a discutere le prospettive e le priorità della riforma in corso.

Lollobrigida (ADM): “Costruire insieme un futuro sostenibile”

Mario Lollobrigida, Direttore Centrale Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha sottolineato come sia importante“superare il periodo delle proroghe e introdurre disposizioni univoche per tutto il territorio nazionale, superando o reinterpretando quanto è stato fatto in materia di distanze. Il distanziometro, è ormai dimostrato che sia una misura assolutamente inutile: da quando è stato introdotto con le varie leggi regionali, la raccolta non è diminuita. Al contrario, si è creata una ghettizzazione dei punti vendita, senza alcun risultato concreto. Anzi, da un lato la raccolta è aumentata e dall’altro, purtroppo, è cresciuto anche il gioco illegale, perché è più facile spostarsi verso settori dove il gioco illecito è più accessibile rispetto al gioco legale. Purtroppo, non abbiamo ancora strumenti sufficienti per intervenire in modo significativo sul gioco illegale online. È vero che possiamo inibire e chiudere i siti illegali, quelli non riconducibili ai concessionari legali, ma non possiamo per esempio condurre indagini sotto copertura, che sarebbero invece utilissime per individuare i soggetti finali che effettivamente promuovono quel tipo di offerta. Le gare consentiranno agli operatori di realizzare gli investimenti richiesti dalla delega fiscale. La norma richiede un impegno importante da parte degli operatori per la formazione della filiera, in un’ottica di prevenzione del gioco d’azzardo compulsivo. È chiaro che la formazione può essere fatta solo con investimenti da parte degli operatori, e tali investimenti saranno possibili solo quando saranno attivate le nuove gare. Un altro argomento importante, introdotto dall’avvocato Cardia, riguarda proprio questi nuovi investimenti: le nuove gare ci permetteranno di introdurre apparecchiature più moderne nel settore degli apparecchi da intrattenimento, capaci di intervenire anche in chiave preventiva nei confronti del giocatore. Oltre alle suggestioni sull’intelligenza artificiale, anche con strumenti più semplici, come il temporizzatore dell’attività della macchina o i messaggi che l’apparecchio può trasmettere durante il gioco. Sono tutti interventi che però potranno essere implementati dagli operatori solo grazie a nuovi investimenti. È iniziata la stagione delle gare: con quella dell’online abbiamo già introdotto regole molto più stringenti rispetto al passato, anche sul fronte della prevenzione del gioco patologico. Questo è ciò che vogliamo fare anche per le concessioni terrestri, se ci verrà data la possibilità. Da tecnici, abbiamo concluso il nostro lavoro di predisposizione della parte normativa per il decreto delegato sul riordino del fisico. Spero e mi auguro che possa trovare accoglienza da parte della Conferenza Unificata e degli altri operatori istituzionali”.

Testa (Commissione Finanze): “Riforma unitaria e fine delle frammentazioni”

Guerino Testa, Segretario della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, ha sottolineato: “Porto in questo evento anche il saluto del presidente della Commissione Finanze, On. Osnato. Ribadisco che, in questa sede, parliamo di gioco legale, ben distinto da quello illegale. Il comparto è in crescita e occupa tantissime persone. Questo Governo ha messo mano a un settore che aveva bisogno di evoluzione. Sono già usciti i primi decreti, e ora si sta spingendo sempre di più per velocizzare una riforma che deve portare a un quadro normativo unificato. Non possiamo più permettere che esistano legislazioni frammentate”.

“Il distanziometro è una presa in giro – ha aggiunto – anche alla luce della presenza del gioco online, che consente di giocare ovunque. È importante che si attuino politiche efficaci per contrastare la ludopatia, ma va ricordato che gli apparecchi aiutano a sostenere i piccoli bar e le tabaccherie nei comuni con meno di 5.000 abitanti. Dobbiamo considerare tutte queste questioni e salvaguardare un comparto che ha un’importanza economica da non sottovalutare”.

“Credo che questo Governo darà risposte concrete entro la fine della legislatura. Troppo spesso la politica è andata dietro alla pancia delle persone su questi temi, dando vita a leggi sbagliate. Ora, però, dobbiamo invertire la rotta”.

Rosato (Commissione Difesa): “Serve un’alleanza tra Stato e concessionari”

Ettore Rosato, Segretario del Copasir e membro della Commissione Difesa della Camera, ha commentato: “A questo tipo di eventi siamo sempre gli stessi del mondo della politica e ciò dimostra che tipo di stigma c’è tra i politici il settore del gioco. Continuo sempre a ribadire che serva una legislazione nazionale perché gli operatori lavorano in base ad una concessione nazionale. Questo settore non può essere normato dagli enti locali”.

“La tassazione è molto alta e quindi riduce i margini del settore e favorisce l’illegalità. Il divieto di pubblicità non è stato utile e gli effetti sono stati catastrofici e sono sotto gli occhi di tutti. Infine, la ludopatia c’è ed esiste, ma servono nuove modalità di combatterla. Questo comparto a mio avviso va sostenuto e aiutato, ma ci vuole anche che lo Stato faccia norme chiare e costruisca un’alleanza costruttiva con i concessionari per ottenere un gioco sempre più responsabile”.

Alparone (Conferenza Regioni): “Stop proroghe, servono investimenti e prevenzione”

Marco Alparone, Coordinatore della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni, ha affermato: “Questo Governo vuole porre fine alla questione delle proroghe, per contrastare in modo più efficace la ludopatia e dare certezze agli operatori affinché possano investire. La compartecipazione al gettito per gli enti locali è fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Un tema importante è quello delle distanze – ha proseguito – che ormai risulta superato. Tuttavia, vanno evitate le aree con un’altissima concentrazione di gioco. Serve una distribuzione più uniforme sul territorio: bisogna evitare i ghetti del gioco. Abbiamo ben chiari i paletti necessari, e quello della prevenzione è uno dei più rilevanti”.

“Credo sia fondamentale non vincolare le risorse, ma permettere agli enti di decidere dove investire i fondi per il contrasto alla ludopatia. Superare la distanza fisica e arrivare a quella giuridica richiede strumenti tecnologici adeguati. Questo permetterà di intervenire sulla prevenzione e sulla formazione degli operatori. Il modello di gioco è profondamente cambiato rispetto a quindici anni fa – ha concluso – poiché anche nei punti fisici oggi si può giocare online. Una normativa nazionale chiara e certa consentirà agli operatori di pianificare investimenti a lungo termine”.

Maggi (AGIC): “Il nostro appoggio è totale alla riforma”

Giovanni Maggi, Vice Presidente di AGIC Confindustria, ha dichiarato: “Agic è un’associazione dei cinque più importanti concessionari italiani con circa 60.000 punti vendita sul territorio e il 70% di quota mercato. La riforma del settore è attesissima. Abbiamo apprezzato la Delega Fiscale e il riordino dell’online. Aspettiamo quindi ora con ansia la riforma del gioco fisico poiché è molto più complessa e tocca problematiche che si trascinano da anni come le leggi regionali frammentate e le concessioni del mondo del betting scadute nel 2016”.

“Il nostro interesse è quello di fare le gare per poter pianificare il futuro con tranquillità. Abbiamo sempre auspicato che il lavoro del viceministro Leo andasse a buon fine, proprio per risolvere tutte le questioni. Su questo tema la cosa più delicata è la distanza dai luoghi sensibili poiché così come sono state pensate dai legislatori locali impediscono di fare le gare. Questo non lo dicono gli operatori, ma il Consiglio di Stato. Recentemente c’è stata una sentenza della CGUE che mette in mora lo Stato italiano per le concessioni in proroga nel settore del bingo. Il nostro appoggio è totale sul tema e offriamo anche la nostra esperienza alle istituzioni. Trenta anni fa c’era un illegalità impressionante, ora non è del tutto sparita ma se continuiamo a lavorare così potremo ridurla ancora di più. Vedo che negli ultimi tempi stiamo riuscendo a fare capire che siamo un’industria e ciò significa economia, occupazione, regole e innovazione”.

Cardia (ACADI): “Tecnologia per un gioco più sicuro. Serve riequilibrio tra i diversi prodotti”

Geronimo Cardia, Presidente di ACADI Confcommercio, ha spiegato: “Le due grandi rappresentanze, Confindustria e Confcommercio, sono in assoluta sintonia sulle tematiche più importanti del settore. All’interno di Confcommercio ci sono diverse realtà, e il dialogo all’interno della filiera è fondamentale. Vorrei quindi porre l’accento su due temi: la dignità dei lavoratori e la libertà degli utenti. Credo che, negli ultimi anni, siano stati calpestati”.

“Il settore non è capito dall’esterno – ha spiegato – perché è molto complesso: comprende 33 giochi, ma gli unici bersagliati sono gli apparecchi, soggetti a limiti orari e distanziometro, misure che non valgono per le altre tipologie. I numeri dicono che dal 2015 a oggi, dopo l’introduzione delle restrizioni, la spesa dei giocatori è aumentata di 2 miliardi. La raccolta è cresciuta, e quella dell’online ha superato quella del fisico. A mio avviso, bisogna smantellare le regole che non sono produttive, sostituendole con politiche attive. Il tema della salute è certamente importante, ma va salvaguardata anche la libertà degli utenti”.

“La tecnologia è fondamentale in questo comparto – ha proseguito – e oggi esistono prodotti sicuri proprio grazie a strumenti innovativi capaci di individuare criticità. Un apparecchio, ad esempio, può riconoscere la ripetitività di una sessione e attivare messaggi dissuasivi per l’utente. Per sviluppare questi strumenti servono però grandi investimenti, e per investirci servono certezze. Per questo è fondamentale fare gare, così da poter puntare su prodotti sempre più sicuri”. “Non può sparire dal radar il riequilibrio dei parametri tra i diversi tipi di gioco, che oggi presentano layout e tassazioni differenti”.

Garavaglia (pres. Commissione Finanze Senato): “Superare la distanza fisica, serve un nuovo approccio”

Infine, il Senatore Massimo Garavaglia, Presidente della Commissione Finanze del Senato, ha concluso:

“Il gioco esiste e esisterà sempre. Se ci sono troppe regole si rischia di spostare la domanda di gioco verso l’illegalità. Inoltre, se c’è una distorsione tra i tipi di gioco possono crearsi delle distorsioni importanti”.

“L’ultimo tassello per la riforma è quello del fisico: qui bisogna superare le distanze. Il concetto della distanza fisica è totalmente da superare poiché ha dimostrato di non funzionare. In alcuni casi i luoghi sensibili sono fuori luogo. Bisogna passare da un concetto di distanza fisica a quella giuridica. La tecnologia può aiutarci a raggiungere questo scopo. Inoltre, a mio avviso è fondamentale che le Regioni partecipino al gettito erariale creato dal gioco. Ciò porterà gli enti locali a riflettere maggiormente prima di fare regolamenti restrittivi poiché potrebbero perdere importanti entrate”.

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Entrate tributarie, nei primi due mesi del 2025 dai giochi 1,5 miliardi di euro

La crescita rispetto al 2024 è stata del +12%

Nei primi due mesi del 2025, le entrate tributarie erariali ammontano a 92.082 milioni di euro, in crescita di 5.410 milioni rispetto allo stesso periodo del 2024 (+6,2%).

Le imposte dirette hanno invece raggiunto 58.639 milioni, con un aumento di 3.657 milioni rispetto all’anno precedente (+6,7%). Aumentano anche le imposte indirette, pari a 33.443 milioni di euro (+1.753 milioni di euro, +5,5% rispetto al 2024).

Le entrate totali relative ai giochi, che includono entrate erariali sia dirette sia indirette, ammontano invece a 1.496 milioni di euro. L’aumento rispetto al 2024 è stato del +11,9%. Considerando solo le imposte indirette, il gettito dai giochi (lotterie e delle altre attività di gioco) è di 1.265 milioni (+89 milioni di euro e +7,6%). Infine, la cifra relativa all’imposta sul consumo dei tabacchi è pari a 1.842 milioni (+68 milioni di euro, +3,8%).

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Paola Maia (LeoVegas): “Mobile, sicurezza e innovazione. Così costruiamo il futuro del gioco online”

“Pionieri del mobile gaming che rappresenta l’oggi e il domani del settore”

Dalla centralità del mobile gaming alla qualità dei prodotti casinò, passando per la responsabilità sociale, Paola Maia – Senior Commercial Operations Manager di LeoVegas – racconta l’approccio di un brand che punta a coniugare tecnologia, intrattenimento e tutela del giocatore in un mercato complesso ma ricco di potenzialità come quello italiano.

Nel 2018 avete deciso di entrare nel mercato italiano del gioco online. In questi oltre 6 anni di attività, al netto del periodo del Covid, che idea vi siete fatti di questo settore anche in considerazione della vostra grande esperienza internazionale?

“L’Italia è un mercato complesso e altamente competitivo, con una forte cultura dell’intrattenimento digitale e un pubblico esigente. La nostra esperienza internazionale ci ha permesso di riconoscere subito le potenzialità del settore, ma anche le sue sfide, come il bisogno di innovazione costante. Abbiamo visto un’evoluzione significativa nelle abitudini degli utenti, con una domanda sempre più forte di esperienze digitali fluide, sicure e responsabili. Lavoriamo in un contesto regolamentato che garantisce trasparenza e tutela per i giocatori, e crediamo che il futuro del mercato italiano passi attraverso un equilibrio tra innovazione e gioco responsabile”.

Leo è il nome latino per il leone, Vegas è la magica città dei sogni: così riporta una vostra presentazione. Si può dire che affrontate in mercato con la forza di un leone e la voglia di regalare intrattenimento ai vostri utenti?

“La nostra identità è racchiusa proprio in quel nome: siamo ambiziosi, innovativi e determinati, come un leone che domina il suo territorio, ma vogliamo anche offrire un’esperienza di intrattenimento senza pari, ricca di emozioni e sorprese, proprio come Las Vegas. La nostra missione è garantire il miglior mobile gaming possibile, con un mix di tecnologia, sicurezza e qualità che rende l’esperienza di gioco unica. L’intrattenimento deve essere coinvolgente ma anche sicuro, e per questo ci impegniamo costantemente a migliorare gli strumenti di gioco responsabile e la protezione dei nostri utenti”.

Quali sono i vostri prodotti che vengono più apprezzati dagli utenti?

“Tra i nostri fiori all’occhiello c’è la nostra offerta di Casinò. Le slot machine, grazie alla loro varietà e qualità grafica, sono tra i prodotti più amati dagli utenti italiani, ma stiamo assistendo a una crescita sempre maggiore del Live Casinò, che porta l’esperienza di gioco a un livello superiore grazie a dealer dal vivo e interazioni in tempo reale. Anche lo sport è un segmento importante della nostra offerta, con particolare attenzione al tennis, dove proponiamo quote altamente competitive e un’ampia copertura di eventi seguitissimi dagli appassionati. Inoltre, offriamo un’esperienza di gioco avanzata e innovativa con la possibilità di seguire eventi in streaming, rendendo il coinvolgimento degli utenti e la gaming experience ancora più immersiva”.

Tra i vostri obiettivi c’è sempre quello di essere tra gli operatori più attenti e attivi nel mobile gaming?

“Non solo è un obiettivo, ma è il nostro DNA. LeoVegas è nato nella dimensione mobile e continuiamo a essere pionieri in questo settore. Il nostro focus è offrire un’esperienza di gioco ottimizzata al massimo per smartphone e tablet, con interfacce fluide, tempi di caricamento rapidi e una navigazione intuitiva. Investiamo costantemente in nuove tecnologie per garantire ai nostri utenti la migliore esperienza possibile, sia in termini di usabilità che di sicurezza. Oltre a un’interfaccia mobile innovativa, mettiamo al centro del nostro operato la sicurezza e la tutela del giocatore. In quest’ottica abbiamo per esempio introdotto l’accesso tramite SPID per rendere più sicure e veloci le operazioni. Il mobile gaming non è solo un trend, ma il presente e il futuro del settore, e noi vogliamo continuare a essere leader in questo ambito”. 

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Marcello Minenna, ex Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, assolto dalle accuse di falso e abuso d’ufficio

I fatti oggetto dell’inchiesta risalgono al settembre 2021

Il gup di Roma ha assolto con la formula ‘perché il fatto non sussiste’ l’ex direttore dell’Agenzia Dogane e Monopoli Marcello Minenna dalle accuse di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio.

I fatti risalgono al settembre 2021 e Minenna, difeso dagli avvocati Gianluca Tognozzi e Roberto D’Atri, era accusato di aver agito “per fini ritorsivi” nei confronti di un ex dirigente perché aveva denunciato presunte irregolarità della compagna dell’allora direttore.

Minenna “sopprimeva l’ufficio di segreteria del Vicepresidente e così intenzionalmente arrecando un danno ingiusto al Direttore della Segreteria, che subiva una revoca dell’incarico dirigenziale di ‘Direttore della Segreteria del Vicedirettore’ dichiarata illegittima in sede civile”.

Un’assoluzione che arriva dopo l’imputazione coatta che era stata disposta dal primo giudice che si era occupato della vicenda e che aveva respinto la richiesta di archiviazione già formulata dalla procura.

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“Comunicare il gioco responsabile”: gli obblighi degli operatori nel gioco legale

Politica, operatori, istituzioni e media a confronto sul tema della comunicazione e del gioco responsabile

Una normativa nazionale unica sul gioco pubblico con il definitivo superamento del distanziometro fisico e del divieto di pubblicità delle scommesse, una maggiore concertazione tra Stato, Regioni e concessionari di gioco: sono questi i temi principali toccati durante il convegno “Comunicare il gioco responsabile” tenutosi su iniziativa del Senatore Massimo Garavaglia presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquirio al Senato della Repubblica. Moderatore dell’evento Giuseppe Volpe, managing partner di Cuiprodest.

Oltre al Senatore Garavaglia sono intervenute importanti figure di spicco della politica, del settore e del mondo dei media. Tra i relatori figuravano: Fausto Orsomarso (Capogruppo Fdl Comm. Finanze Senato), Onorevole Ettore Rosato (Vicesegretario Azione), Adele Minutillo (Ricercatrice Centro Naz. Dipendenze ISS), Dario Evangelista (Deputy General Consuel Betsson Group), Mara Di Lecce (Direttrice comunicazione Novomatic Italia), Alessio Crisantemi (GN Media) e Fabio Felici (Direttore agenzia di stampa Agimeg).

Massimo Garavaglia, Presidente Commissione Finanze Stato

Ad aprire i lavori è stato il Senatore Massimo Garavaglia (Presidente Commissione Finanze Stato): “Abbiamo visto nell’ambito della riforma fiscale il decreto sul gioco online. Si è fatto un buon lavoro anche se si può sempre migliorare. Ora la partita è sul gioco fisico dove c’è da tanto tempo una discussione in atto che è stata spesso caratterizzata da ideologia. Il tema della distanza è diventato ingestibile e superato dai fatti. Dunque si dovrà trovare una nuova soluzione: si dovrà passare dal concetto di distanza fisica a quello di distanza giuridica. Un tema importante è come contemperare l’interesse della salute con l’esigenza di consentire di giocare a chi vuole farlo. Ebbene, noi da tempo chiediamo che ci sia la compartecipazione agli enti locali, così da responsabilizzarli con le loro scelte. In tal modo, se una regione decide di vietare il gioco ne subisce direttamente le conseguenze con le mancate entrate. Oltretutto è un tema necessitato dal PNRR che prevede il federalismo fiscale. Dunque, è chiaro che nella partita del federalismo fiscale dovrebbe entrarci anche la compartecipazione degli enti locali dal gettito del gioco. L’accordo si era trovato nella Conferenza Unificata del 2017 e, a mio personale avviso, alla fine si tornerà a quello poiché era un punto d’incontro molto equilibrato. Credo che si toglierà anche il divieto di pubblicità per il gioco e quindi sarà superato il Decreto Dignità, poiché non è la pubblicità a creare dipendenza. Il tema vero è contrastare le patologie dove si verificano”.

Ettore Rosato, Vicesegretario di Azione

Ha poi preso la parola l’Onorevole Ettore Rosato, Vicesegretario di Azione: “Penso che il gioco sia un tema che viene discusso molto più con la pancia che con la testa. Questo tipo di approccio non porta mai da nessuna parte. Ovviamente, è chiaro che esiste un problema di gioco d’azzardo patologico ma va affrontato prevenendo e curando questa patologia attraverso un’alleanza tra lo Stato e l’operatore di gioco che svolge la sua attività in concessione statale. C’è da notare che ormai c’è un trasferimento del gioco fisico verso quello digitale, come in tutti gli altri settori economici. Ciò va considerato sia sotto l’aspetto delle entrate erariali sia per contrastare eventuali rischi di sviluppare patologie. Inoltre, non va sottovalutato il contrasto all’illegalità che molto spesso sa inserirsi anche online. Se facessimo un’analisi di quanto spendono i giovani sui vari giochi online, cosiddetti pay to win, che non è diversa dal gioco d’azzardo senza che ci sia nessuna regolamentazione. È un terreno su cui dobbiamo intervenire. Bisogna costruire un’alleanza seria con gli operatori perché il giocatore patologico non arricchisce il sistema, ma lo indebolisce. Il tema del gioco illegale viene sempre trascurato, ma è il paradiso della criminalità organizzata poiché lo usa per riciclare i suoi proventi. Ci vuole la consapevolezza che la presenza del gioco legale sul territorio è il primo baluardo contro l’illegalità. Inoltre, quando qualcuno propone di eliminare una tipologia di gioco non pensa alla perdita di gettito e non sa minimamente come coprire questa eventuale mancanza. La distinzione, anche attraverso la pubblicità, tra l’illegalità e il gioco legale è fondamentale non solo dal punto di vista degli operatori ma anche per gli utenti, poiché inserire la carta di credito su un sito illegali comporta rischi importanti”.

Fausto Orsomarso, Capogruppo Fdl Commissione Finanze Senato

Il Senatore Fausto Orsomarso (Capogruppo Fdl Commissione Finanze Senato) ha dichiarato: “Rispetto al dibattito sul tema del gioco si sente incertezza, perché da parte di tutti c’è la massima attenzione verso l’1,5 milioni di giocatori problematici. Dobbiamo continuare a ribadire che se non c’è il gioco legale si sviluppa il gioco illegale e lo hanno dimostrato svariate inchieste. La difficoltà su questo tema è quello di scalzare le visioni populiste. L’elemento fondamentale nel confronto con le Regioni sarà capire quanto contributo dare a delle Regioni, poiché sono gli enti più prossimi a cui si rivolgono i giocatori problematici. Tuttavia, non ci possono essere normative differenziate tra i vari comuni poiché su questo argomento è necessaria una uniformazione normativa. A mio avviso, non ci deve essere il timore di regolamentare un fenomeno che esiste e che coinvolge 15-16 milioni di persone e dà un gettito importante per le Casse dello Stato”.

Dario Evangelista, Deputy General Consuel Betsson Group

La parola è passata poi agli esponenti dei concessionari. Dario Evangelista, Deputy General Consuel Betsson Group, ha dichiarato: “Il nostro impegno verso il gioco responsabile lo possiamo riassumere in tre pilastri: offrire al giocatore un ambiente sicuro, opera di controllo sull’attività del cliente che serve a capire se ci sono delle problematiche e, infine, c’è l’intervento per contrastare queste criticità. Mettere a disposizione un ambiente sicuro significa dare degli strumenti al giocatore per gestirsi, come ad esempio limiti di giocata o di tempo da impiegare sul sito, fino ad arrivare all’autoeaclusione che può essere temporanea o permanente. Inoltre, viene anche consentito ai clienti di effettuare un test valutativo per capire se si è a rischio di sviluppare una problematicità col gioco. Tutte queste informazioni si possono trovare nella sezione “gioco responsabile” sul sito. Accanto alle strumentazioni tecnologiche messe a disposizione dei clienti, c’è la formazione ai nostri addetti affinché siano in grado di prevenire e contrastare eventuali criticità. Tutto i nostri dipendenti, a questo proposito, sono obbligati a seguire dei corsi di formazione. La fase di controllo e monitoraggio è fatta sia dal nostro personale sia dall’intelligenza artificiale. Abbiamo un tool che analizza il comportamento di gioco dei nostri clienti e registra se ci sono dei cambiamenti sia a livello di tempo che di quantità di denaro investire sul sito. Sono tutti campanelli che, nel caso il cliente sia a rischio medio-alto, scatta la fase di intervento da parte del nostro personale. L’ordinamento giuridico deve introdurre un ordinamento che sia coerente con i gusti dei giocatori e che sia concorrenziale a quello illegale, affinché venga tutelato il gioco legale. Introdurre determinati paletti potrebbe solo favorire l’illegalità”.

Mara Di Lecce, Direttrice comunicazione Novomatic Italia

Successivamente è intervenuta Mara Di Lecce, Direttrice comunicazione Novomatic Italia: “L’azienda investe in formazione e su risorse che hanno contatto diretto con i clienti quotidianamente. Spesso si parla di contrasto del gioco patologico, ma noi miriamo a prevenire che si sviluppi la patologia attraverso degli operatori che sono formati sotto tutti i punti di vista. Le spinte gentili, come i cosiddetti nudges, è quello che i nostri operatori fanno. È chiaro che gli operatori di gioco diffondono la cultura della responsabilità attraverso la formazione di tutti i dipendenti. Le nostre risorse assicurano che situazioni non controllate siano sicure e gestite. Questo approccio responsabile può combattere anche tutti gli attacchi strumentali che il settore subisce molto spesso. Sui mezzi di stampa generalisti, non viene mai detto che rappresentiamo un’industria legale e siamo un presidio di un’attività di riserva statale. L’innovazione tecnologica sul gioco fisico può essere molto importante e può rendere concreta l’espressione di gioco responsabile. “È necessario che ci sia un approccio corale e che valorizzi tutte le anime in gioco, affinché il giocatore sia formato e informato affinché possa intrattenersi in maniera sana. La comunicazione in questo senso svolge un ruolo fondamentale. La parola che rappresenta questo comunicare il gioco responsabile è la sostenibilità, poiché essa passa esclusivamente dal gioco responsabile”.

Adele Minutillo, Ricercatrice del Centro Nazionale Dipendenze ISS

Adele Minutillo, Ricercatrice del Centro Nazionale Dipendenze ISS, ha detto: “La distinzione tra giocatore problematico e patologico è molto importante, poiché il giocatore patologico ha consapevolezza della propria difficoltà con il gioco. Avere una diagnosi in questo senso consente di intraprendere diversi percorsi che sono garantiti dal nostro servizio sanitario nazionale. Il giocatore problematico non ha contezza della sua difficoltà e sono quelle persone che non riescono a fermarsi e che li porta a giocare tante ore di seguito. Per questi soggetti, il gioco diventa così importante da distoglierlo da tutte le altre attività. La ricerca ci aiuta tanto in questo caso poiché ci permette di catalogare i giochi anche in base ai giochi scelti. Un esempio banale: il giocatore di slot problematico è tendenzialmente un uomo che va dai 30 ai 45 anni. Conoscere questi identikit potrebbe essere utile anche per gli operatori per dare il proprio supporto, poiché gli addetti delle sale sono il primo contatto che hanno queste persone e potrebbero aiutarli indirizzandoli verso percorsi di cura. L’Istituto da quando si è avvicinato a questa tematica, ha fatto diversi studi epidemiologici per avere contezza del fenomeno anche in base alle fasce d’età. Ad esempio, se un minore gioca d’azzardo va monitorato poiché è predisposto verso comportamenti a rischio anche sotto altri punti di vista. Il giocatore problematico è problematico anche per gli operatori perché è una situazione critica da gestire. Lo studio del 2018 dell’istituto dedicato al comportamento di gioco fa emergere che la percentuale di giocatori adulti è del 36%, con il 3% di giocatori problematici con una proiezione di 1,5 milioni di persone con problemi per il gioco. Inoltre avevamo delle proporzioni del 5-6% a rischio di sviluppare delle problematicità. La ludopatia esiste solo in Italia, poiché significa letteralmente una sofferenza intorno al gioco. La ricerca scientifica ci dice che c’è una profonda differenza tra il gioco e gioco d’azzardo. Infatti, nella letteratura troviamo la dicitura di giocatore problematico. Il nostro tentativo è quindi quello di diffondere informazioni corrette e comprensibili per tutti, spazzando via eventuali distorsioni cognitive. L’illusione della vincita, in tal senso, è una delle tante. Abbiamo attivato un numero verde nazionale che accolgono tutte le richieste che molto spesso arrivano più dai familiari che dagli stessi giocatori problematici. Attualmente la frontiera perseguibile per la prevenzione si chiama “prevenzione partecipata” dove gli attori coinvolti possono costruire punti di dialogo. Credo si debba uscire dalle dicotomie come quella del gioco legale e gioco illegale per fare dei passi in avanti su questo tema. Sottolineo che dalle ricerche emerge che molti utenti non avevano neanche la contezza se il sito su cui giocano sia legale o meno. Questo dovrebbe fare riflettere”.

“Sono fermamente convinto che incontri come questo siano fondamentali per arrivare ad una regolamentazione efficace su questo settore molto tecnico. La definizione ludopatia è stata superata anche dagli ultimi interventi, facendo riferimento a definizioni derivanti dalla letteratura scientifica”. Lo ha dichiarato Alessio Crisantemi, di GN Media. ““Oggi, la tecnologia ci può aiutare dal punto di vista del gioco responsabile sotto ogni punto di vista. Inoltre, è evidente che si stia facendo già tanto in questo senso e gli operatori stanno mettendo in atto diverse azioni per prevenire o intervenire sulle problematicità. Il giocatore problematico non è utile all’operatore, poiché il cliente ideale è chi spende poco ma in maniera continuativa. Anche lo Stato sta facendo importanti cose su questo tema”.

“Non siamo all’anno zero, come non lo eravamo nel 2003 quando è stato legalizzato il gioco, poiché già all’epoca c’erano 800mila videopoker sul territorio. Sono dunque certo che la soluzione passi nell’affrontare l’intero settore nella sua complessità, senza creare interventi spot evitando le scorciatoie. A mio avviso, vanno coinvolti gli esperti e ci dovrà essere una concertazione vera. Al momento abbiamo un riordino fatto a metà, lasciando indietro il gioco fisico. Il tema però è che se non verrà completata anche l’altra parte di riordino verrà vanificata anche la parte relativa al gioco online. È fondamentale quindi arrivare ad un riordino complessivo“, ha aggiunto.

“In conclusione, siamo di fronte ad una situazione sospesa da troppo tempo perché è ancora in vigore il decreto dignità che impedisce la pubblicità, mentre il riordino del gioco obbliga gli operatori a comunicare in modo responsabile. È evidente anche qui che serve un approccio globale affinché vengano risolti tutti questi problemi”, ha concluso.

Fabio Felici, Direttore agenzia di stampa Agimeg, è infine intervenuto dando anche una panoramica sul rapporto tra il mondo dei media generalisti e il gioco pubblico: “A mio avviso il nome giusto per il settore è quello di gioco pubblico, evitando il termine gioco d’azzardo che lo connota in maniera negativa. Nel 2003 il mercato illegale, valeva la stessa cifra del legale. Ora, attraverso l’aumento della qualità dell’offerta di gioco è emerso tutto quello che era sommerso nell’illegalità. Questo è stato un passo importante fatto dallo Stato per riappropriarsi di un’attività presente sul territorio. Tante volte, gli articoli di giornale che riportano dati sbagliati possono avere una presa sulla politica portandola a compiere interventi sbagliati. Strumenti come il distanziometro sono totalmente inutili perché “aiutano” il giocatore problematico allontanandolo dai luoghi in cui può essere visto da amici e familiari. C’è uno stigma negativo sul gioco che va assolutamente superato poiché anche chi gioca in modo sano se ne vergogna. Il gioco è l’ottava dipendenza in Italia, quindi ciò dimostra che ci sono problematiche molto più importanti che arrivano anche a causare la morte delle persone. Dunque, questi numeri vanno visti con la giusta prospettiva senza sottovalutare tutte le criticità. Sulla stampa nazionale, anche su giornali importanti, si trova ancora la confusione tra il dato della raccolta e quello della spesa. Ad esempio, sul Tirreno, in un articolo recente, c’era scritto che a Cecina si giocavano 3mila euro al giorno a persona, ma ovviamente era preso come dato quello della raccolta. Andando a vedere bene i numeri si trattava di una spesa di 1,30 euro a persona, ovvero il costo di un caffè e in linea con i numeri nazionali. A mio avviso, mi dispiace dirlo, ma c’è anche della malafede da parte di chi arriva a scrivere dati palesemente erronei. È questa la battaglia che conduciamo noi giornalisti di settore proprio per dare i numeri reali del settore. Il gioco non è il male del terzo millennio, ma è una forma di intrattenimento uguale a tutte le altre. Da giornalista trovo importante che si riportino i dati su questo comparto nel giusto contesto poiché dalla cattiva comunicazione scaturisce anche la cattiva politica”.

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FEEXPO: numeri da record per la terza edizione della fiera degli apparecchi senza vincita in denaro

Nella tre giorni di Bergamo presente con uno stand anche l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Sorrisi, strette di mano, suoni, colori e tanto intrattenimento: questo il colpo d’occhio per tutti coloro che hanno partecipato alla terza edizione della FEEXPO, la più grande fiera italiana dedicata agli apparecchi senza vincite in denaro. Quella che si è conclusa oggi è stata una fiera che ha confermato il trend di gradimento e di crescita che era iniziato con le prime due edizioni. Le aziende presenti hanno avuto modo di mostrare prodotti e novità, di concludere affari e soprattutto di confrontarsi sullo stato dell’arte ed il futuro dell’amusement.

A dare lustro a questa due edizioni due importanti presenza. La prima quella del Moige, Movimento Italiano Genitori, presente alla Fiera con uno stand ed una unità mobile dedicata ad incontri per promuovere la lotta al bullismo ed al cyberbullismo. In questa edizione è stata annunciata la collaborazione tra il Consorzio FEE ed il Moige, accordo che si tramuterà in iniziativa e sostegno di un percorso di cultura, educazione e socializzazione dei ragazzi.

Il direttore generale del Moige, Antonio Affinita, ha dichiarato: “Oggi la sfida è quella di avere un “villaggio educativo. L’educazione non può essere relegata solo ai genitori, che sono sì i primi educatori e il centro dell’educazione, ma nello stesso tempo ci sono anche tanti altri “attori” che devono giocare un ruolo importante: dai docenti all’interno della scuola agli allenatori all’interno delle palestre, a coloro che si occupano di intrattenimento e di gioco per i nostri ragazzi, come il settore dell’amusement”.

La seconda presenza che ha regalato alla FEEXPO un respiro istituzionale è stata quella dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La dottoressa Elisabetta Poso, a capo dell’Ufficio Apparecchi da Intrattenimento dell’ADM, in merito alla Fiera ha dichiarato che: “Mi incuriosisce molto vedere quali sono le offerte più recenti, più tecnologiche, più moderne che vengono presentate. L’idea che mi sono fatta è sicuramente quella di una grande vivacità del settore che secondo me sta vivendo un periodo di rinascita, di modernizzazione. Oltre a un tentativo, che io trovo apprezzabile, di riunirsi in reti, quindi di fare gruppo, di proporre delle cose interessanti su questo settore”.

Lo spazio convegni ha ospitato un talk con il magistrato Donato Ceglie, conoscitore degli aspetti giuridici e sociali del mondo del gaming e noto per essere stato spesso protagonista di processi al mondo dell’ecomafia e dell’abusivismo. “Ma perché non si dice con chiarezza la differenza tra gli apparecchi che prevedono vincite con denaro e quelli invece da mero intrattenimento? Questi di cui parliamo oggi sono due mondi completamente distanti. C’è una differenza abissale tra questi due mondi, comma 7 e comma 6. Ma se non si fa un’analisi puntuale dell’uno e dell’altro rischio, si parte con il piede sbagliato. Conseguentemente viene il risk management, lo devi gestire il rischio per evitare che ti procuri danni”.

Insomma una terza edizione all’insegna della grande qualità sia a livello sociale sia istituzionale. “Desideriamo ringraziare il direttore generale Roberto Alesse, il direttore per i giochi Mario Lollobrigida e la dottoressa Poso, per aver accettato il nostro invito ad essere presenti attraverso uno stand dedicato – ha dichiarato Alessandro Lama presidente Federamusement – “La dottoressa Poso, presente in fiera, ha mostrato grande sensibilità e vicinanza alle problematiche del settore dell’amusement, rispondendo anche ad una serie di importanti quesiti. Vogliamo anche ringraziare il Moige, anch’esso presente con uno stand dedicato, per l’importante contributo fornito in tema di attenzione alle problematiche giovanili ed al supporto che può arrivare dal settore dell’amusement”.

Da ricordare anche gli interventi di Elisa Benedetti, ricercatrice del CNR, Veronica Ungaro, dell’Università di Roma Tre, Gennaro Parlati, presidente di Sistema Gioco Italia – Confindustria.

E sul successo di questa edizione è intervenuto anche Luciano Patelli, presidente di Promoberg, la società che gestisce la fiera di Bergamo: “Siamo felici per questa manifestazione, che è sempre in crescita. Una manifestazione che l’anno prossimo ci auguriamo di poter aumentare sia dal punto di vista degli espositori sia da quello degli spazi allocati”.

Insomma una terza edizione dove la qualità ha trovato riscontro nelle aziende presenti, nelle istituzioni, nelle associazioni, con il settore dell’amusement che guarda al futuro e ad una quarta edizione che già si prospetta come un successo annunciato.

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DigitalEjis: la prevenzione del gioco compulsivo fa un salto di qualità

Decandia (Head of Sales): “Possibile conciliare protezione e intrattenimento, garantendo un ambiente di gioco sostenibile per tutti”

L’Italia, prima al mondo, sta ridefinendo il concetto di tutela dei giocatori grazie a un sistema regolatorio introdotto dall’Amministrazione delle Dogane e Monopoli (ADM), all’avanguardia e a un approccio innovativo alla prevenzione dei comportamenti a rischio. In questo contesto, il connubio tra scienza e tecnologia gioca un ruolo cruciale, e DigitalEjis si pone come partner strategico per garantire un’esperienza di gioco sicura e sostenibile.

Le soluzioni sviluppate da DigitalEjis si basano su ricerche scientifiche nei campi delle neuroscienze, della psicologia computazionale, delle scienze comportamentali e della salute mentale, potenziate dall’IA. Grazie a un approccio basato sulla ricerca neuroscientifica e comportamentale, è possibile individuare in anticipo segnali di rischio e intervenire prima che si sviluppino problematiche legate alla dipendenza.

La prevenzione è la chiave, e con l’aiuto di decenni di studi comportamentali e psicologici, potenziati dalle più moderne tecnologie d’intelligenza artificiale, possiamo veramente intervenire in maniera mirata ed efficace, aiutando i giocatori a mantenere un rapporto sano con il gioco” – spiega Marco Decandia, Head of Sales di DigitalEjis.

L’impegno di DigitalEjis si inserisce in un percorso di innovazione e responsabilità che sta trasformando il settore in Italia. L’evoluzione della regolamentazione e l’adozione di soluzioni avanzate dimostrano che è possibile conciliare protezione e intrattenimento, garantendo un ambiente di gioco sostenibile per tutti. 

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Enada: dalla storica fiera sul gioco pubblico importanti segnali per il futuro del settore

Tra gli eventi un importante convegno dedicato al rapporto tra media e gioco legale

Si è aperta lunedì scorso, la 37ma edizione di Enada, principale fiera del gioco pubblico in Italia. Il convegno di apertura, moderato da Fabio Felici, direttore di Agimeg, ha visto la partecipazione di figure di rilievo del settore e delle istituzioni.

Ad aprire i lavori è stato il presidente di Italian Exhibition Group, Maurizio Ermeti, che ha sottolineato l’importanza strategica della fiera: “Enada e con lei, Rimini Amusement Show, sono eventi che hanno trovato in Rimini la location ideale per crescere e svilupparsi, diventando una piattaforma strategica di business per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Dimostrazione ne è il fatto che nell’edizione 2025 sono raddoppiate le aziende estere”. Ermeti ha poi evidenziato l’impegno verso l’innovazione e il supporto alle start-up: “Abbiamo dato particolare impulso alle start-up e ai giovani imprenditori con l’Innovation District, un punto di scambio di idee che potrà fornire risposte a un settore in costante e veloce trasformazione”.

Domenico Distante, presidente Sapar

Il presidente di Sapar, Domenico Distante, ha ribadito la storica collaborazione tra l’associazione e la fiera di Rimini: “La partnership tra Sapar e fiera di Rimini va avanti da tantissimi anni. Ciò ci rende molto orgogliosi. Oggi è un momento difficile per il comparto e quindi inauguriamo questa manifestazione con l’auspicio di migliorare. Ringrazio ovviamente tutti gli espositori presenti che fanno tanti sacrifici per essere qui. Voglio ringraziare in particolare modo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per partecipare a questa fiera con uno stand e l’importante presenza della dottoressa Elisabetta Poso. Il mio ringraziamento va anche alle istituzioni che sono presenti a questo evento”. Distante ha poi sottolineato il ruolo fondamentale delle istituzioni e ha difeso la legalità del settore: “Ribadisco nuovamente che il nostro settore è legale ed è svolto in concessione dallo Stato. Va trattato con rispetto e auspico che le istituzioni si rivolgano agli esperti del settore per conoscerne le complessità”.

L’assessore alle politiche sociali del Comune di Rimini, Francesco Bragagni, ha portato il saluto dell’amministrazione: “Ringrazio l’IEG che ci ospita a questa importante fiera. Porto il saluto della nostra amministrazione a tutti i presenti oggi e il ringraziamento di aver scelto nuovamente il nostro comune. Rimini è felice di accogliere questa realtà che è in espansione e proprio per questo necessità di normative al passo coi tempi e che permetta di fare business agli operatori di questo settore. Il gioco sta diventando sempre più importante dal punto di vista economico, come dimostrano le tante presenze di operatori Esteri.”. L’ assessore Bragagni ha poi sottolineato l’importanza economica del settore e l’impegno della città per destagionalizzare il turismo: “Stiamo investendo molto, cercando di far comprendere che Rimini ha tanto da offrire anche nella stagione invernale. Rimini è una città che ha saputo rinnovarsi e ampliare i propri orizzonti, a dimostrazione di ciò ci sono le 4 importanti fiere che si sono tenute dall’inizio del 2025.Rimini sta cercando di farsi trovare sempre pronta al cambiamento e credo che la nostra città possa ospitare al meglio tutti gli operatori del settore. Ovviamente questo comparto crea divisione, ma non credo che bisogna guardarlo con paura o demonizzarlo, anzi è necessario avere un approccio positivo al comparto e limitare gli aspetti negativi“.

Elisabetta Poso, direttore Ufficio Apparecchi da Intrattenimento ADM

Elisabetta Poso, direttrice dell’Ufficio Apparecchi da Intrattenimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha evidenziato la vicinanza dell’ente alla filiera: “Ringrazio l’invito e partecipiamo con molto piacere a questa manifestazione. Siamo presenti anche per rappresentare la vicinanza alla filiera perché è il braccio operativo del gioco pubblico, poiché attraverso essa riusciamo ad offrire il gioco legale. Inoltre, partecipiamo anche per conoscere tutte le innovazioni che gli operatori presentano durante la fiera, soprattutto in vista del riordino. In particolare gli apparecchi hanno bisogno di una modernizzazione dal punto di vista tecnico e normativo”.

Jason Frost, presidente di Euromat, ha chiuso il convegno di apertura sottolineando l’importanza dell’innovazione nella regolamentazione: “Ringrazio per l’invito a partecipare a questa importante Fiera. Euromat è alla quarta partecipazione e ciò ci onora immensamente. L’innovazione fa parte della regolamentazione e serve anche per la protezione dei giocatori. Inoltre, una normativa chiara e certa è necessaria anche per poter permettere una pianificazione di business da parte degli operatori”. Frost ha poi affrontato il tema del gioco online, evidenziando le difficoltà nella tutela dei consumatori: “L’industria si sta orientando sempre più verso l’omnichannel. Gli operatori presenti sul territorio e che sono presenti anche online possono avere un rapporto più diretto con i clienti e con l’amministrazione, al contrario gli operatori online tendono a considerare le persone come account. Per il gioco a distanza è più complicato tutelare i consumatori nonostante tutte le innovazioni tecnologiche come l’IA. L’unione europea sta lavorando su un sistema che andrà a valutare tutti i siti web per eliminare offerte illegali. Ciò non riguarda esclusivamente il gioco, ma sarà uno dei settori inclusi”.

“Il gioco pubblico sotto attacco mediatico”

Nel pomeriggio si è svolto il talk dal titolo “Il gioco pubblico sotto attacco mediatico: errori e malafede mettono a rischio imprese, posti di lavoro ed entrate erariali“. Elisabetta Poso, Direttore Ufficio Apparecchi da intrattenimento di ADM, ha sottolineato la necessità di diffondere informazioni corrette su un settore complesso come quello del gioco pubblico: “Non sono un’esperta di comunicazione, ma su questo tema c’è la necessità di diffondere informazioni precise, poiché è un settore complicato. Abbiamo notato che spesso ci sono degli errori sui dati e il più comune è proprio quello della confusione tra raccolta e spesa. Inoltre, si sa che una notizia negativa fa molto più scalpore rispetto ad una positiva –  ha poi aggiunto Poso -. Dal mio punto di vista c’è la necessità di normalizzare il settore anche a livello mediatico e trattarlo come qualsiasi altra industria”.

Geronimo Cardia, presidente Acadi

Geronimo Cardia, Presidente di Acadi, ha evidenziato la frammentazione normativa: “Ringrazio la Sapar che negli anni sta tenendo il punto e che ci convoca a questa manifestazione. Il dato da rilevare è che c’è una presenza non completa del settore. Il settore è composto da 33 tipologie di giochi, ma il problema molto grande a livello mediatico non riguarda tutto il comparto del gioco pubblico, ne riguarda solo una parte. Oggi c’è un dibattito forte sul riordino del gioco fisico, ma è solo tra istituzioni perché gli operatori non sono presenti – ha proseguito Cardia -. C’è uno stato centrale che ha dato delle regole e degli enti che hanno legiferato in vari modi, ma solo ed esclusivamente a riguardo delle slot. Credo che chi gestisce gli apparecchi debba compattarsi e capire la delicatezza del problema. Negare che esista un tema sanitario significa prestare il fianco a chi invece si sta mettendo di punta per gestire questo problema. Credo che il confronto tra posizioni diverse sia fondamentale. Oggi ad un tavolo tecnico si stanno confrontando lo Stato e gli enti locali. In questo momento le Regioni stanno puntando i piedi affinché non venga smantellato il sistema di distanziometro e limiti orari che sono applicati fondamentalmente solo agli apparecchi da intrattenimento. Lo Stato sta chiedendo invece di risolvere un grande problema, quello di non riuscire a fare la riforma perché le diverse normative regionali e comunali non permettono di fare le gare. Questo va detto e tutti gli organi di informazione devono dirlo. Se si analizzano i dati, la spesa dei giocatori per gli apparecchi dal 2015 al 2023 è crollata di 2 miliardi, mentre la spesa per altri giochi è aumentata di 4 miliardi di euro”.

Gianmaria Chiodo, presidente CNI

Gianmaria Chiodo, Presidente di CNI, ringraziando Evada ha affrontato il problema dell’accesso ai servizi bancari: “Il problema delle banche è molto profondo e quindi esorto tutti a mettere una firma per la nostra iniziativa così da poter arrivare fino alle istituzioni. Non è il codice etico a fare bloccare i nostri conti, ma dal momento che i gestori versano molto denaro, gran parte per conto dello Stato, potrebbero superare il massimale di rischio. Ad un nostro associato hanno chiesto un investimento di 3 milioni di euro nella banca per poter aprire un conto. Dunque, non è problema etico ma solo di volontà e di soldi. Lo Stato, visto che vuole che il denaro sia giustamente tracciato, deve mettere in condizione l’operatore di poterlo fare. È inutile continuare ad attaccare il nostro sistema che ci invidiano in tutto il mondo. Andrebbe solo messo in condizione di poter lavorare senza ostacoli. Il nostro è un comparto pulito e sano e non lo trovo corretto che lo si faccia passare come un problema per lo Stato, quando portiamo all’Erario oltre 13 miliardi di euro. A mio avviso, per fare un riordino serio, le istituzioni devono confrontarsi con tutte le associazioni di gestori e di esercenti. Devono essere sentiti per fare delle normative che non impattino negativamente sul settore”.

Emmanuele Cangianelli, presidente EGP-Fipe

Emmanuele Cangianelli, Presidente di EGP-Fipe, ha chiesto maggiore collaborazione istituzionale: “Una ventina di anni fa abbiamo vissuto un momento nel quale le istituzioni erano partner anche nelle campagne di comunicazione. Purtroppo, sono molti anni che questo non accade più. Sembra sia stato dimenticato che ogni punto vendita di gioco legale è in concessione. È necessario un maggior contributo anche dalla parte pubblica con campagne istituzionali e di informazione, come ad esempio sul registro di autoesclusione, strumento utile per tutelare il consumatore. L’informazione sta vivendo un periodo complicato e quindi diventa sempre più importante fare squadra tra operatori e addetti ai lavori di questo settore. Un esempio in questo senso è sicuramente la raccolta firme contro la discriminazione attuate dalle banche nei confronti di chi opera in questo settore”. In conclusione, il numero uno di EGP-Fipe ha dichiarato: “La prima cosa da fare su ogni tavolo è quella di fare chiarezza. Strumenti come distanziometro e limiti orari si sono rivelati inefficaci, ma continuano ad essere al centro dell’attenzione. Per quanto riguarda il problema delle banche c’è una complessità maggiore: si tratta di rapporti tra privati. Tuttavia, dato che quel denaro appartiene già allo Stato andrebbero trovate delle soluzioni. Inoltre, a livello mediatico è necessario fare squadra e fare comunicazione agli interlocutori corretti. Non sono convinto che sia utile ribattere ad ogni articolo che viene fatto contro il gioco, anche perché credo che sia impossibile farlo”.

Gennaro Parlati, presidente Acmi e SGI

Gennaro Parlati, Presidente di Acmi e SGI, ha criticato la scarsa attenzione alla comunicazione: “Perché nascono questi attacchi al settore? Lo si fa solo per fare politica e tenere in vita le associazioni per la tutela dei consumatori. Ciò è stato reso evidente dalle dichiarazioni di Elly Schlein, quella è pura campagna elettorale per attaccare il Governo. Il nostro settore ha una pecca: abbiamo investiti pochi di soldi in comunicazione. Forse sarebbe necessario investire nella comunicazione sana per fare arrivare il messaggio di tutto il lavoro che c’è dietro alla filiera. Spero che il riordino sia condiviso tra istituzioni e operatori di settore. Purtroppo veniamo coinvolti poco e probabilmente, per evitare errori, sarebbe necessario confrontarsi con noi. Se non si scioglie il nodo con le Regioni non si andrà da nessuna parte. Forse la chiave di volta potrà essere un prodotto ancora più tecnologico per dare le garanzie di sicurezza che chiedono le Regioni”.

Domenico Distante, Presidente di Sapar, ha denunciato la cattiva informazione: “l gioco pubblico continua ad essere sotto attacco dai media. Non è una novità purtroppo, perché già dal 2004 il settore è stato visto dalla stampa nazionale in maniera negativa. Fare informazione è molto difficile e sappiamo che molto spesso le notizie vengono pubblicate senza la dovuta verifica delle fonti. Purtroppo, questa cattiva informazione porta a leggi limitanti per il gioco. Gli enti locali infatti hanno messo in atto legislazioni che impediscono di lavorare con dignità”. Secondo Distante, “Il giornalista dovrebbe ricercare le fonti e capire il funzionamento delle cose. Molti giornalisti della stampa nazionale confondono ancora la raccolta con la spesa. Questi errori sono fuorvianti per l’opinione pubblica ed è molto più semplice buttare fango su questo settore piuttosto che comprenderlo. Molti dimenticano che quello del gioco è un settore in concessione dallo Stato ed è del tutto legale. Prego la stampa, prima di pubblicare le notizie, di informarsi in modo serio poiché, come detto, questi articoli possono portare a problemi seri sotto vari aspetti”. Il Presidente Distante ha poi evidenziato il problema delle banche: “L’idea della raccolta firme è nata con Pasquale Chiacchio (AGSI) per portare alla luce delle istituzioni il continuo attacco delle banche a chi lavora in questo settore. Ci sono aziende che hanno visto rifiutare le linee di credito solo perché appartenenti alla nostra categoria. Il sistema delle banche inibisce a poter continuare la pratica di apertura del conto appena viene inserito il codice Ateco. All’inizio era una sola banca, ma adesso il problema sì sta allargando a macchia d’olio. È una cosa che ormai va avanti da tempo e pensiamo che debba finire il prima possibile. Dunque, questa manifestazione ci sembrava ideale per presentare questa denuncia poiché riguarda tutti gli operatori del settore. Ricordo che il conto corrente è fondamentale per poter svolgere la nostra attività e fare restare tutto tracciato”, ha anche dichiarato il numero uno dell’Associazione nazionale gestori gioco di stato. Infine, Distante ha affermato: “Sul riordino c’è ancora una distanza importante tra Governo ed enti locali. Ancora oggi ci sono comuni che regolano in maniera sempre più stringente il settore. Tutto questo è assurdo perché non possiamo combattere con ogni singolo Comune italiano che fa normative solo ed esclusivamente contro il settore degli apparecchi. Per concludere, voglio ringraziare i relatori, in particolare modo la dottoressa Poso di ADM, ogni espositore presente ad Enada e ovviamente tutti i delegati Sapar che mi onoro di rappresentare”.

Claudio Bianchella, consulente As.Tro

Claudio Bianchella, consulente As.Tro della Sezione Puro Intrattenimento, ha presentato un’iniziativa per la formazione gratuita degli operatori di sala: “Grazie ad una collaborazione con l’Università Bicocca, l’ATS e l’associazione Astro abbiamo messo in atto una partnership che ha permesso ai ricercatori dell’università di studiare le sale giochi al fine di mettere in piedi una formazione facoltativa gratuita per gli operatori di sala ai quali verranno indicati i diversi fattori di criticità. Questo è un esempio di collaborazione tra enti diversi e credo sia importante che la filiera dimostri di avere tutto l’interesse per contenere il problema della ludopatia. Ovviamente questo non risolve il problema che è più profondo e complesso, ma è una iniziativa che va verso la comunicazione del nostro impegno su questo aspetto. È importante fare emergere tutto quello che di buono facciamo. Auspico ovviamente la nostra presenza nei tavoli in cui si discute nel riordino. La speranza più importante è che la riforma sia sostenibile per le piccole e medio imprese del gioco. Il punto di scontro focale tra Regioni e Stato sono il distanziometro e i limiti orari. Penso che seppure dovessero rimanere questi strumenti, spero che siano uniformi e sostenibili”.

Lorenzo Allegrucci, di Milano Finanza

Lorenzo Allegrucci, di Milano Finanza, ha spiegato l’importanza del rating di legalità: “È un’attestazione rilasciata dall’AGCM che esprime un giudizio sulla qualità della governance aziendale e del personale. Questo rating lo possono richiedere tutte le aziende private, ma ci sono dei requisiti: fatturato di 2 milioni di euro minimo, due anni almeno di iscrizione al registro delle imprese e che abbiano sede nel territorio italiano. L’AGCM, dopo la domanda, avvia un dialogo con il richiedente e se mancano i requisiti non prosegue con la richiesta – ha spiegato Allegrucci -. Quali sono i requisiti di base per accedere a questo rating? Assenza di condanne per delitti non colposi negli ultimi 5 anni, organizzazione aziendale (ad esempio adozione mod. 231). I numeri per le aziende in possesso di questo rating sono molto elevati. I benefici di questo rating sono la facilitazione dell’accesso al credito; punteggi aggiuntivi per partecipazione a gare e finanziamenti e riduzione sino al 50% dell’importo delle fideiussioni; incremento del capitale reputazionale; rafforzamento e misurabilità del driver G di Governance (ESG). Ovviamente, queste sono solo le cose principali”. Allegrucci ha infine dichiarato”Le imprese che sono maggiormente attente, nel tempo generano maggiore ricchezza. Questo è un dato empirico. Con il rating di legalità si pone allo Stato un ulteriore problema poiché sarebbe ancora più grave non concedere una linea di credito ad un operatore in possesso di tutti questi requisiti”.

Pasquale Chiacchio, presidente AGSI

Pasquale Chiacchio, Presidente di AGSI, ha concluso sottolineando la gravità del problema bancario: “Ringrazio il presidente della Sapar, Domenico Distante, per l’invito e per la messa a disposizione di una sede per raccogliere le firme sul problema delle banche. Prima di tutto però, voglio ringraziare la comunicazione di settore perché grazie a questa il settore ha una voce. La comunicazione negativa la considero relativamente perché so qual è la realtà dei fatti. Lo Stato ci chiede di rispettare le regole, cosa che siamo abituati a fare. Purtroppo, non riuscendo ad aprire i conti corrente non possiamo fare tutte le pratiche richieste. Le banche negano finanziamenti anche per le necessità private come l’acquisto di una casa o una macchina. Questo è un problema grave perché mette in crisi una filiera di oltre 100mila lavoratori. Tutto questo potrebbe spingere gli operatori e lavoratori verso l’illegalità. Capisco che le banche sono società private, ma svolgono un servizio pubblico e dovrebbe essere garantito. Credo che nei contratti con l’ADM debba essere inserita una mora affinché ci sia l’impegno a mantenere una linea di credito per l’operatore e che la sua presenza sia garantita dall’agenzia stessa. Far vedere i numeri alla politica e la gravità di questo problema potrebbe essere importante per raggiungere i risultati che tutti sperano. Dunque, invito tutti gli addetti ai lavori a firmare questo documento. So che questo non risolverà tutto, ma è un primo passoLe banche negano finanziamenti anche per necessità private, come l’acquisto di una casa, mettendo in crisi un’intera filiera. Chiedo alle istituzioni di intervenire affinché gli operatori abbiano accesso ai servizi bancari fondamentali per lo svolgimento delle loro attività”.