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Paola Maia (LeoVegas): “Mobile, sicurezza e innovazione. Così costruiamo il futuro del gioco online”

“Pionieri del mobile gaming che rappresenta l’oggi e il domani del settore”

Dalla centralità del mobile gaming alla qualità dei prodotti casinò, passando per la responsabilità sociale, Paola Maia – Senior Commercial Operations Manager di LeoVegas – racconta l’approccio di un brand che punta a coniugare tecnologia, intrattenimento e tutela del giocatore in un mercato complesso ma ricco di potenzialità come quello italiano.

Nel 2018 avete deciso di entrare nel mercato italiano del gioco online. In questi oltre 6 anni di attività, al netto del periodo del Covid, che idea vi siete fatti di questo settore anche in considerazione della vostra grande esperienza internazionale?

“L’Italia è un mercato complesso e altamente competitivo, con una forte cultura dell’intrattenimento digitale e un pubblico esigente. La nostra esperienza internazionale ci ha permesso di riconoscere subito le potenzialità del settore, ma anche le sue sfide, come il bisogno di innovazione costante. Abbiamo visto un’evoluzione significativa nelle abitudini degli utenti, con una domanda sempre più forte di esperienze digitali fluide, sicure e responsabili. Lavoriamo in un contesto regolamentato che garantisce trasparenza e tutela per i giocatori, e crediamo che il futuro del mercato italiano passi attraverso un equilibrio tra innovazione e gioco responsabile”.

Leo è il nome latino per il leone, Vegas è la magica città dei sogni: così riporta una vostra presentazione. Si può dire che affrontate in mercato con la forza di un leone e la voglia di regalare intrattenimento ai vostri utenti?

“La nostra identità è racchiusa proprio in quel nome: siamo ambiziosi, innovativi e determinati, come un leone che domina il suo territorio, ma vogliamo anche offrire un’esperienza di intrattenimento senza pari, ricca di emozioni e sorprese, proprio come Las Vegas. La nostra missione è garantire il miglior mobile gaming possibile, con un mix di tecnologia, sicurezza e qualità che rende l’esperienza di gioco unica. L’intrattenimento deve essere coinvolgente ma anche sicuro, e per questo ci impegniamo costantemente a migliorare gli strumenti di gioco responsabile e la protezione dei nostri utenti”.

Quali sono i vostri prodotti che vengono più apprezzati dagli utenti?

“Tra i nostri fiori all’occhiello c’è la nostra offerta di Casinò. Le slot machine, grazie alla loro varietà e qualità grafica, sono tra i prodotti più amati dagli utenti italiani, ma stiamo assistendo a una crescita sempre maggiore del Live Casinò, che porta l’esperienza di gioco a un livello superiore grazie a dealer dal vivo e interazioni in tempo reale. Anche lo sport è un segmento importante della nostra offerta, con particolare attenzione al tennis, dove proponiamo quote altamente competitive e un’ampia copertura di eventi seguitissimi dagli appassionati. Inoltre, offriamo un’esperienza di gioco avanzata e innovativa con la possibilità di seguire eventi in streaming, rendendo il coinvolgimento degli utenti e la gaming experience ancora più immersiva”.

Tra i vostri obiettivi c’è sempre quello di essere tra gli operatori più attenti e attivi nel mobile gaming?

“Non solo è un obiettivo, ma è il nostro DNA. LeoVegas è nato nella dimensione mobile e continuiamo a essere pionieri in questo settore. Il nostro focus è offrire un’esperienza di gioco ottimizzata al massimo per smartphone e tablet, con interfacce fluide, tempi di caricamento rapidi e una navigazione intuitiva. Investiamo costantemente in nuove tecnologie per garantire ai nostri utenti la migliore esperienza possibile, sia in termini di usabilità che di sicurezza. Oltre a un’interfaccia mobile innovativa, mettiamo al centro del nostro operato la sicurezza e la tutela del giocatore. In quest’ottica abbiamo per esempio introdotto l’accesso tramite SPID per rendere più sicure e veloci le operazioni. Il mobile gaming non è solo un trend, ma il presente e il futuro del settore, e noi vogliamo continuare a essere leader in questo ambito”. 

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Marcello Minenna, ex Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, assolto dalle accuse di falso e abuso d’ufficio

I fatti oggetto dell’inchiesta risalgono al settembre 2021

Il gup di Roma ha assolto con la formula ‘perché il fatto non sussiste’ l’ex direttore dell’Agenzia Dogane e Monopoli Marcello Minenna dalle accuse di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio.

I fatti risalgono al settembre 2021 e Minenna, difeso dagli avvocati Gianluca Tognozzi e Roberto D’Atri, era accusato di aver agito “per fini ritorsivi” nei confronti di un ex dirigente perché aveva denunciato presunte irregolarità della compagna dell’allora direttore.

Minenna “sopprimeva l’ufficio di segreteria del Vicepresidente e così intenzionalmente arrecando un danno ingiusto al Direttore della Segreteria, che subiva una revoca dell’incarico dirigenziale di ‘Direttore della Segreteria del Vicedirettore’ dichiarata illegittima in sede civile”.

Un’assoluzione che arriva dopo l’imputazione coatta che era stata disposta dal primo giudice che si era occupato della vicenda e che aveva respinto la richiesta di archiviazione già formulata dalla procura.

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“Comunicare il gioco responsabile”: gli obblighi degli operatori nel gioco legale

Politica, operatori, istituzioni e media a confronto sul tema della comunicazione e del gioco responsabile

Una normativa nazionale unica sul gioco pubblico con il definitivo superamento del distanziometro fisico e del divieto di pubblicità delle scommesse, una maggiore concertazione tra Stato, Regioni e concessionari di gioco: sono questi i temi principali toccati durante il convegno “Comunicare il gioco responsabile” tenutosi su iniziativa del Senatore Massimo Garavaglia presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquirio al Senato della Repubblica. Moderatore dell’evento Giuseppe Volpe, managing partner di Cuiprodest.

Oltre al Senatore Garavaglia sono intervenute importanti figure di spicco della politica, del settore e del mondo dei media. Tra i relatori figuravano: Fausto Orsomarso (Capogruppo Fdl Comm. Finanze Senato), Onorevole Ettore Rosato (Vicesegretario Azione), Adele Minutillo (Ricercatrice Centro Naz. Dipendenze ISS), Dario Evangelista (Deputy General Consuel Betsson Group), Mara Di Lecce (Direttrice comunicazione Novomatic Italia), Alessio Crisantemi (GN Media) e Fabio Felici (Direttore agenzia di stampa Agimeg).

Massimo Garavaglia, Presidente Commissione Finanze Stato

Ad aprire i lavori è stato il Senatore Massimo Garavaglia (Presidente Commissione Finanze Stato): “Abbiamo visto nell’ambito della riforma fiscale il decreto sul gioco online. Si è fatto un buon lavoro anche se si può sempre migliorare. Ora la partita è sul gioco fisico dove c’è da tanto tempo una discussione in atto che è stata spesso caratterizzata da ideologia. Il tema della distanza è diventato ingestibile e superato dai fatti. Dunque si dovrà trovare una nuova soluzione: si dovrà passare dal concetto di distanza fisica a quello di distanza giuridica. Un tema importante è come contemperare l’interesse della salute con l’esigenza di consentire di giocare a chi vuole farlo. Ebbene, noi da tempo chiediamo che ci sia la compartecipazione agli enti locali, così da responsabilizzarli con le loro scelte. In tal modo, se una regione decide di vietare il gioco ne subisce direttamente le conseguenze con le mancate entrate. Oltretutto è un tema necessitato dal PNRR che prevede il federalismo fiscale. Dunque, è chiaro che nella partita del federalismo fiscale dovrebbe entrarci anche la compartecipazione degli enti locali dal gettito del gioco. L’accordo si era trovato nella Conferenza Unificata del 2017 e, a mio personale avviso, alla fine si tornerà a quello poiché era un punto d’incontro molto equilibrato. Credo che si toglierà anche il divieto di pubblicità per il gioco e quindi sarà superato il Decreto Dignità, poiché non è la pubblicità a creare dipendenza. Il tema vero è contrastare le patologie dove si verificano”.

Ettore Rosato, Vicesegretario di Azione

Ha poi preso la parola l’Onorevole Ettore Rosato, Vicesegretario di Azione: “Penso che il gioco sia un tema che viene discusso molto più con la pancia che con la testa. Questo tipo di approccio non porta mai da nessuna parte. Ovviamente, è chiaro che esiste un problema di gioco d’azzardo patologico ma va affrontato prevenendo e curando questa patologia attraverso un’alleanza tra lo Stato e l’operatore di gioco che svolge la sua attività in concessione statale. C’è da notare che ormai c’è un trasferimento del gioco fisico verso quello digitale, come in tutti gli altri settori economici. Ciò va considerato sia sotto l’aspetto delle entrate erariali sia per contrastare eventuali rischi di sviluppare patologie. Inoltre, non va sottovalutato il contrasto all’illegalità che molto spesso sa inserirsi anche online. Se facessimo un’analisi di quanto spendono i giovani sui vari giochi online, cosiddetti pay to win, che non è diversa dal gioco d’azzardo senza che ci sia nessuna regolamentazione. È un terreno su cui dobbiamo intervenire. Bisogna costruire un’alleanza seria con gli operatori perché il giocatore patologico non arricchisce il sistema, ma lo indebolisce. Il tema del gioco illegale viene sempre trascurato, ma è il paradiso della criminalità organizzata poiché lo usa per riciclare i suoi proventi. Ci vuole la consapevolezza che la presenza del gioco legale sul territorio è il primo baluardo contro l’illegalità. Inoltre, quando qualcuno propone di eliminare una tipologia di gioco non pensa alla perdita di gettito e non sa minimamente come coprire questa eventuale mancanza. La distinzione, anche attraverso la pubblicità, tra l’illegalità e il gioco legale è fondamentale non solo dal punto di vista degli operatori ma anche per gli utenti, poiché inserire la carta di credito su un sito illegali comporta rischi importanti”.

Fausto Orsomarso, Capogruppo Fdl Commissione Finanze Senato

Il Senatore Fausto Orsomarso (Capogruppo Fdl Commissione Finanze Senato) ha dichiarato: “Rispetto al dibattito sul tema del gioco si sente incertezza, perché da parte di tutti c’è la massima attenzione verso l’1,5 milioni di giocatori problematici. Dobbiamo continuare a ribadire che se non c’è il gioco legale si sviluppa il gioco illegale e lo hanno dimostrato svariate inchieste. La difficoltà su questo tema è quello di scalzare le visioni populiste. L’elemento fondamentale nel confronto con le Regioni sarà capire quanto contributo dare a delle Regioni, poiché sono gli enti più prossimi a cui si rivolgono i giocatori problematici. Tuttavia, non ci possono essere normative differenziate tra i vari comuni poiché su questo argomento è necessaria una uniformazione normativa. A mio avviso, non ci deve essere il timore di regolamentare un fenomeno che esiste e che coinvolge 15-16 milioni di persone e dà un gettito importante per le Casse dello Stato”.

Dario Evangelista, Deputy General Consuel Betsson Group

La parola è passata poi agli esponenti dei concessionari. Dario Evangelista, Deputy General Consuel Betsson Group, ha dichiarato: “Il nostro impegno verso il gioco responsabile lo possiamo riassumere in tre pilastri: offrire al giocatore un ambiente sicuro, opera di controllo sull’attività del cliente che serve a capire se ci sono delle problematiche e, infine, c’è l’intervento per contrastare queste criticità. Mettere a disposizione un ambiente sicuro significa dare degli strumenti al giocatore per gestirsi, come ad esempio limiti di giocata o di tempo da impiegare sul sito, fino ad arrivare all’autoeaclusione che può essere temporanea o permanente. Inoltre, viene anche consentito ai clienti di effettuare un test valutativo per capire se si è a rischio di sviluppare una problematicità col gioco. Tutte queste informazioni si possono trovare nella sezione “gioco responsabile” sul sito. Accanto alle strumentazioni tecnologiche messe a disposizione dei clienti, c’è la formazione ai nostri addetti affinché siano in grado di prevenire e contrastare eventuali criticità. Tutto i nostri dipendenti, a questo proposito, sono obbligati a seguire dei corsi di formazione. La fase di controllo e monitoraggio è fatta sia dal nostro personale sia dall’intelligenza artificiale. Abbiamo un tool che analizza il comportamento di gioco dei nostri clienti e registra se ci sono dei cambiamenti sia a livello di tempo che di quantità di denaro investire sul sito. Sono tutti campanelli che, nel caso il cliente sia a rischio medio-alto, scatta la fase di intervento da parte del nostro personale. L’ordinamento giuridico deve introdurre un ordinamento che sia coerente con i gusti dei giocatori e che sia concorrenziale a quello illegale, affinché venga tutelato il gioco legale. Introdurre determinati paletti potrebbe solo favorire l’illegalità”.

Mara Di Lecce, Direttrice comunicazione Novomatic Italia

Successivamente è intervenuta Mara Di Lecce, Direttrice comunicazione Novomatic Italia: “L’azienda investe in formazione e su risorse che hanno contatto diretto con i clienti quotidianamente. Spesso si parla di contrasto del gioco patologico, ma noi miriamo a prevenire che si sviluppi la patologia attraverso degli operatori che sono formati sotto tutti i punti di vista. Le spinte gentili, come i cosiddetti nudges, è quello che i nostri operatori fanno. È chiaro che gli operatori di gioco diffondono la cultura della responsabilità attraverso la formazione di tutti i dipendenti. Le nostre risorse assicurano che situazioni non controllate siano sicure e gestite. Questo approccio responsabile può combattere anche tutti gli attacchi strumentali che il settore subisce molto spesso. Sui mezzi di stampa generalisti, non viene mai detto che rappresentiamo un’industria legale e siamo un presidio di un’attività di riserva statale. L’innovazione tecnologica sul gioco fisico può essere molto importante e può rendere concreta l’espressione di gioco responsabile. “È necessario che ci sia un approccio corale e che valorizzi tutte le anime in gioco, affinché il giocatore sia formato e informato affinché possa intrattenersi in maniera sana. La comunicazione in questo senso svolge un ruolo fondamentale. La parola che rappresenta questo comunicare il gioco responsabile è la sostenibilità, poiché essa passa esclusivamente dal gioco responsabile”.

Adele Minutillo, Ricercatrice del Centro Nazionale Dipendenze ISS

Adele Minutillo, Ricercatrice del Centro Nazionale Dipendenze ISS, ha detto: “La distinzione tra giocatore problematico e patologico è molto importante, poiché il giocatore patologico ha consapevolezza della propria difficoltà con il gioco. Avere una diagnosi in questo senso consente di intraprendere diversi percorsi che sono garantiti dal nostro servizio sanitario nazionale. Il giocatore problematico non ha contezza della sua difficoltà e sono quelle persone che non riescono a fermarsi e che li porta a giocare tante ore di seguito. Per questi soggetti, il gioco diventa così importante da distoglierlo da tutte le altre attività. La ricerca ci aiuta tanto in questo caso poiché ci permette di catalogare i giochi anche in base ai giochi scelti. Un esempio banale: il giocatore di slot problematico è tendenzialmente un uomo che va dai 30 ai 45 anni. Conoscere questi identikit potrebbe essere utile anche per gli operatori per dare il proprio supporto, poiché gli addetti delle sale sono il primo contatto che hanno queste persone e potrebbero aiutarli indirizzandoli verso percorsi di cura. L’Istituto da quando si è avvicinato a questa tematica, ha fatto diversi studi epidemiologici per avere contezza del fenomeno anche in base alle fasce d’età. Ad esempio, se un minore gioca d’azzardo va monitorato poiché è predisposto verso comportamenti a rischio anche sotto altri punti di vista. Il giocatore problematico è problematico anche per gli operatori perché è una situazione critica da gestire. Lo studio del 2018 dell’istituto dedicato al comportamento di gioco fa emergere che la percentuale di giocatori adulti è del 36%, con il 3% di giocatori problematici con una proiezione di 1,5 milioni di persone con problemi per il gioco. Inoltre avevamo delle proporzioni del 5-6% a rischio di sviluppare delle problematicità. La ludopatia esiste solo in Italia, poiché significa letteralmente una sofferenza intorno al gioco. La ricerca scientifica ci dice che c’è una profonda differenza tra il gioco e gioco d’azzardo. Infatti, nella letteratura troviamo la dicitura di giocatore problematico. Il nostro tentativo è quindi quello di diffondere informazioni corrette e comprensibili per tutti, spazzando via eventuali distorsioni cognitive. L’illusione della vincita, in tal senso, è una delle tante. Abbiamo attivato un numero verde nazionale che accolgono tutte le richieste che molto spesso arrivano più dai familiari che dagli stessi giocatori problematici. Attualmente la frontiera perseguibile per la prevenzione si chiama “prevenzione partecipata” dove gli attori coinvolti possono costruire punti di dialogo. Credo si debba uscire dalle dicotomie come quella del gioco legale e gioco illegale per fare dei passi in avanti su questo tema. Sottolineo che dalle ricerche emerge che molti utenti non avevano neanche la contezza se il sito su cui giocano sia legale o meno. Questo dovrebbe fare riflettere”.

“Sono fermamente convinto che incontri come questo siano fondamentali per arrivare ad una regolamentazione efficace su questo settore molto tecnico. La definizione ludopatia è stata superata anche dagli ultimi interventi, facendo riferimento a definizioni derivanti dalla letteratura scientifica”. Lo ha dichiarato Alessio Crisantemi, di GN Media. ““Oggi, la tecnologia ci può aiutare dal punto di vista del gioco responsabile sotto ogni punto di vista. Inoltre, è evidente che si stia facendo già tanto in questo senso e gli operatori stanno mettendo in atto diverse azioni per prevenire o intervenire sulle problematicità. Il giocatore problematico non è utile all’operatore, poiché il cliente ideale è chi spende poco ma in maniera continuativa. Anche lo Stato sta facendo importanti cose su questo tema”.

“Non siamo all’anno zero, come non lo eravamo nel 2003 quando è stato legalizzato il gioco, poiché già all’epoca c’erano 800mila videopoker sul territorio. Sono dunque certo che la soluzione passi nell’affrontare l’intero settore nella sua complessità, senza creare interventi spot evitando le scorciatoie. A mio avviso, vanno coinvolti gli esperti e ci dovrà essere una concertazione vera. Al momento abbiamo un riordino fatto a metà, lasciando indietro il gioco fisico. Il tema però è che se non verrà completata anche l’altra parte di riordino verrà vanificata anche la parte relativa al gioco online. È fondamentale quindi arrivare ad un riordino complessivo“, ha aggiunto.

“In conclusione, siamo di fronte ad una situazione sospesa da troppo tempo perché è ancora in vigore il decreto dignità che impedisce la pubblicità, mentre il riordino del gioco obbliga gli operatori a comunicare in modo responsabile. È evidente anche qui che serve un approccio globale affinché vengano risolti tutti questi problemi”, ha concluso.

Fabio Felici, Direttore agenzia di stampa Agimeg, è infine intervenuto dando anche una panoramica sul rapporto tra il mondo dei media generalisti e il gioco pubblico: “A mio avviso il nome giusto per il settore è quello di gioco pubblico, evitando il termine gioco d’azzardo che lo connota in maniera negativa. Nel 2003 il mercato illegale, valeva la stessa cifra del legale. Ora, attraverso l’aumento della qualità dell’offerta di gioco è emerso tutto quello che era sommerso nell’illegalità. Questo è stato un passo importante fatto dallo Stato per riappropriarsi di un’attività presente sul territorio. Tante volte, gli articoli di giornale che riportano dati sbagliati possono avere una presa sulla politica portandola a compiere interventi sbagliati. Strumenti come il distanziometro sono totalmente inutili perché “aiutano” il giocatore problematico allontanandolo dai luoghi in cui può essere visto da amici e familiari. C’è uno stigma negativo sul gioco che va assolutamente superato poiché anche chi gioca in modo sano se ne vergogna. Il gioco è l’ottava dipendenza in Italia, quindi ciò dimostra che ci sono problematiche molto più importanti che arrivano anche a causare la morte delle persone. Dunque, questi numeri vanno visti con la giusta prospettiva senza sottovalutare tutte le criticità. Sulla stampa nazionale, anche su giornali importanti, si trova ancora la confusione tra il dato della raccolta e quello della spesa. Ad esempio, sul Tirreno, in un articolo recente, c’era scritto che a Cecina si giocavano 3mila euro al giorno a persona, ma ovviamente era preso come dato quello della raccolta. Andando a vedere bene i numeri si trattava di una spesa di 1,30 euro a persona, ovvero il costo di un caffè e in linea con i numeri nazionali. A mio avviso, mi dispiace dirlo, ma c’è anche della malafede da parte di chi arriva a scrivere dati palesemente erronei. È questa la battaglia che conduciamo noi giornalisti di settore proprio per dare i numeri reali del settore. Il gioco non è il male del terzo millennio, ma è una forma di intrattenimento uguale a tutte le altre. Da giornalista trovo importante che si riportino i dati su questo comparto nel giusto contesto poiché dalla cattiva comunicazione scaturisce anche la cattiva politica”.

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FEEXPO: numeri da record per la terza edizione della fiera degli apparecchi senza vincita in denaro

Nella tre giorni di Bergamo presente con uno stand anche l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Sorrisi, strette di mano, suoni, colori e tanto intrattenimento: questo il colpo d’occhio per tutti coloro che hanno partecipato alla terza edizione della FEEXPO, la più grande fiera italiana dedicata agli apparecchi senza vincite in denaro. Quella che si è conclusa oggi è stata una fiera che ha confermato il trend di gradimento e di crescita che era iniziato con le prime due edizioni. Le aziende presenti hanno avuto modo di mostrare prodotti e novità, di concludere affari e soprattutto di confrontarsi sullo stato dell’arte ed il futuro dell’amusement.

A dare lustro a questa due edizioni due importanti presenza. La prima quella del Moige, Movimento Italiano Genitori, presente alla Fiera con uno stand ed una unità mobile dedicata ad incontri per promuovere la lotta al bullismo ed al cyberbullismo. In questa edizione è stata annunciata la collaborazione tra il Consorzio FEE ed il Moige, accordo che si tramuterà in iniziativa e sostegno di un percorso di cultura, educazione e socializzazione dei ragazzi.

Il direttore generale del Moige, Antonio Affinita, ha dichiarato: “Oggi la sfida è quella di avere un “villaggio educativo. L’educazione non può essere relegata solo ai genitori, che sono sì i primi educatori e il centro dell’educazione, ma nello stesso tempo ci sono anche tanti altri “attori” che devono giocare un ruolo importante: dai docenti all’interno della scuola agli allenatori all’interno delle palestre, a coloro che si occupano di intrattenimento e di gioco per i nostri ragazzi, come il settore dell’amusement”.

La seconda presenza che ha regalato alla FEEXPO un respiro istituzionale è stata quella dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La dottoressa Elisabetta Poso, a capo dell’Ufficio Apparecchi da Intrattenimento dell’ADM, in merito alla Fiera ha dichiarato che: “Mi incuriosisce molto vedere quali sono le offerte più recenti, più tecnologiche, più moderne che vengono presentate. L’idea che mi sono fatta è sicuramente quella di una grande vivacità del settore che secondo me sta vivendo un periodo di rinascita, di modernizzazione. Oltre a un tentativo, che io trovo apprezzabile, di riunirsi in reti, quindi di fare gruppo, di proporre delle cose interessanti su questo settore”.

Lo spazio convegni ha ospitato un talk con il magistrato Donato Ceglie, conoscitore degli aspetti giuridici e sociali del mondo del gaming e noto per essere stato spesso protagonista di processi al mondo dell’ecomafia e dell’abusivismo. “Ma perché non si dice con chiarezza la differenza tra gli apparecchi che prevedono vincite con denaro e quelli invece da mero intrattenimento? Questi di cui parliamo oggi sono due mondi completamente distanti. C’è una differenza abissale tra questi due mondi, comma 7 e comma 6. Ma se non si fa un’analisi puntuale dell’uno e dell’altro rischio, si parte con il piede sbagliato. Conseguentemente viene il risk management, lo devi gestire il rischio per evitare che ti procuri danni”.

Insomma una terza edizione all’insegna della grande qualità sia a livello sociale sia istituzionale. “Desideriamo ringraziare il direttore generale Roberto Alesse, il direttore per i giochi Mario Lollobrigida e la dottoressa Poso, per aver accettato il nostro invito ad essere presenti attraverso uno stand dedicato – ha dichiarato Alessandro Lama presidente Federamusement – “La dottoressa Poso, presente in fiera, ha mostrato grande sensibilità e vicinanza alle problematiche del settore dell’amusement, rispondendo anche ad una serie di importanti quesiti. Vogliamo anche ringraziare il Moige, anch’esso presente con uno stand dedicato, per l’importante contributo fornito in tema di attenzione alle problematiche giovanili ed al supporto che può arrivare dal settore dell’amusement”.

Da ricordare anche gli interventi di Elisa Benedetti, ricercatrice del CNR, Veronica Ungaro, dell’Università di Roma Tre, Gennaro Parlati, presidente di Sistema Gioco Italia – Confindustria.

E sul successo di questa edizione è intervenuto anche Luciano Patelli, presidente di Promoberg, la società che gestisce la fiera di Bergamo: “Siamo felici per questa manifestazione, che è sempre in crescita. Una manifestazione che l’anno prossimo ci auguriamo di poter aumentare sia dal punto di vista degli espositori sia da quello degli spazi allocati”.

Insomma una terza edizione dove la qualità ha trovato riscontro nelle aziende presenti, nelle istituzioni, nelle associazioni, con il settore dell’amusement che guarda al futuro e ad una quarta edizione che già si prospetta come un successo annunciato.

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DigitalEjis: la prevenzione del gioco compulsivo fa un salto di qualità

Decandia (Head of Sales): “Possibile conciliare protezione e intrattenimento, garantendo un ambiente di gioco sostenibile per tutti”

L’Italia, prima al mondo, sta ridefinendo il concetto di tutela dei giocatori grazie a un sistema regolatorio introdotto dall’Amministrazione delle Dogane e Monopoli (ADM), all’avanguardia e a un approccio innovativo alla prevenzione dei comportamenti a rischio. In questo contesto, il connubio tra scienza e tecnologia gioca un ruolo cruciale, e DigitalEjis si pone come partner strategico per garantire un’esperienza di gioco sicura e sostenibile.

Le soluzioni sviluppate da DigitalEjis si basano su ricerche scientifiche nei campi delle neuroscienze, della psicologia computazionale, delle scienze comportamentali e della salute mentale, potenziate dall’IA. Grazie a un approccio basato sulla ricerca neuroscientifica e comportamentale, è possibile individuare in anticipo segnali di rischio e intervenire prima che si sviluppino problematiche legate alla dipendenza.

La prevenzione è la chiave, e con l’aiuto di decenni di studi comportamentali e psicologici, potenziati dalle più moderne tecnologie d’intelligenza artificiale, possiamo veramente intervenire in maniera mirata ed efficace, aiutando i giocatori a mantenere un rapporto sano con il gioco” – spiega Marco Decandia, Head of Sales di DigitalEjis.

L’impegno di DigitalEjis si inserisce in un percorso di innovazione e responsabilità che sta trasformando il settore in Italia. L’evoluzione della regolamentazione e l’adozione di soluzioni avanzate dimostrano che è possibile conciliare protezione e intrattenimento, garantendo un ambiente di gioco sostenibile per tutti. 

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Enada: dalla storica fiera sul gioco pubblico importanti segnali per il futuro del settore

Tra gli eventi un importante convegno dedicato al rapporto tra media e gioco legale

Si è aperta lunedì scorso, la 37ma edizione di Enada, principale fiera del gioco pubblico in Italia. Il convegno di apertura, moderato da Fabio Felici, direttore di Agimeg, ha visto la partecipazione di figure di rilievo del settore e delle istituzioni.

Ad aprire i lavori è stato il presidente di Italian Exhibition Group, Maurizio Ermeti, che ha sottolineato l’importanza strategica della fiera: “Enada e con lei, Rimini Amusement Show, sono eventi che hanno trovato in Rimini la location ideale per crescere e svilupparsi, diventando una piattaforma strategica di business per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Dimostrazione ne è il fatto che nell’edizione 2025 sono raddoppiate le aziende estere”. Ermeti ha poi evidenziato l’impegno verso l’innovazione e il supporto alle start-up: “Abbiamo dato particolare impulso alle start-up e ai giovani imprenditori con l’Innovation District, un punto di scambio di idee che potrà fornire risposte a un settore in costante e veloce trasformazione”.

Domenico Distante, presidente Sapar

Il presidente di Sapar, Domenico Distante, ha ribadito la storica collaborazione tra l’associazione e la fiera di Rimini: “La partnership tra Sapar e fiera di Rimini va avanti da tantissimi anni. Ciò ci rende molto orgogliosi. Oggi è un momento difficile per il comparto e quindi inauguriamo questa manifestazione con l’auspicio di migliorare. Ringrazio ovviamente tutti gli espositori presenti che fanno tanti sacrifici per essere qui. Voglio ringraziare in particolare modo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per partecipare a questa fiera con uno stand e l’importante presenza della dottoressa Elisabetta Poso. Il mio ringraziamento va anche alle istituzioni che sono presenti a questo evento”. Distante ha poi sottolineato il ruolo fondamentale delle istituzioni e ha difeso la legalità del settore: “Ribadisco nuovamente che il nostro settore è legale ed è svolto in concessione dallo Stato. Va trattato con rispetto e auspico che le istituzioni si rivolgano agli esperti del settore per conoscerne le complessità”.

L’assessore alle politiche sociali del Comune di Rimini, Francesco Bragagni, ha portato il saluto dell’amministrazione: “Ringrazio l’IEG che ci ospita a questa importante fiera. Porto il saluto della nostra amministrazione a tutti i presenti oggi e il ringraziamento di aver scelto nuovamente il nostro comune. Rimini è felice di accogliere questa realtà che è in espansione e proprio per questo necessità di normative al passo coi tempi e che permetta di fare business agli operatori di questo settore. Il gioco sta diventando sempre più importante dal punto di vista economico, come dimostrano le tante presenze di operatori Esteri.”. L’ assessore Bragagni ha poi sottolineato l’importanza economica del settore e l’impegno della città per destagionalizzare il turismo: “Stiamo investendo molto, cercando di far comprendere che Rimini ha tanto da offrire anche nella stagione invernale. Rimini è una città che ha saputo rinnovarsi e ampliare i propri orizzonti, a dimostrazione di ciò ci sono le 4 importanti fiere che si sono tenute dall’inizio del 2025.Rimini sta cercando di farsi trovare sempre pronta al cambiamento e credo che la nostra città possa ospitare al meglio tutti gli operatori del settore. Ovviamente questo comparto crea divisione, ma non credo che bisogna guardarlo con paura o demonizzarlo, anzi è necessario avere un approccio positivo al comparto e limitare gli aspetti negativi“.

Elisabetta Poso, direttore Ufficio Apparecchi da Intrattenimento ADM

Elisabetta Poso, direttrice dell’Ufficio Apparecchi da Intrattenimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha evidenziato la vicinanza dell’ente alla filiera: “Ringrazio l’invito e partecipiamo con molto piacere a questa manifestazione. Siamo presenti anche per rappresentare la vicinanza alla filiera perché è il braccio operativo del gioco pubblico, poiché attraverso essa riusciamo ad offrire il gioco legale. Inoltre, partecipiamo anche per conoscere tutte le innovazioni che gli operatori presentano durante la fiera, soprattutto in vista del riordino. In particolare gli apparecchi hanno bisogno di una modernizzazione dal punto di vista tecnico e normativo”.

Jason Frost, presidente di Euromat, ha chiuso il convegno di apertura sottolineando l’importanza dell’innovazione nella regolamentazione: “Ringrazio per l’invito a partecipare a questa importante Fiera. Euromat è alla quarta partecipazione e ciò ci onora immensamente. L’innovazione fa parte della regolamentazione e serve anche per la protezione dei giocatori. Inoltre, una normativa chiara e certa è necessaria anche per poter permettere una pianificazione di business da parte degli operatori”. Frost ha poi affrontato il tema del gioco online, evidenziando le difficoltà nella tutela dei consumatori: “L’industria si sta orientando sempre più verso l’omnichannel. Gli operatori presenti sul territorio e che sono presenti anche online possono avere un rapporto più diretto con i clienti e con l’amministrazione, al contrario gli operatori online tendono a considerare le persone come account. Per il gioco a distanza è più complicato tutelare i consumatori nonostante tutte le innovazioni tecnologiche come l’IA. L’unione europea sta lavorando su un sistema che andrà a valutare tutti i siti web per eliminare offerte illegali. Ciò non riguarda esclusivamente il gioco, ma sarà uno dei settori inclusi”.

“Il gioco pubblico sotto attacco mediatico”

Nel pomeriggio si è svolto il talk dal titolo “Il gioco pubblico sotto attacco mediatico: errori e malafede mettono a rischio imprese, posti di lavoro ed entrate erariali“. Elisabetta Poso, Direttore Ufficio Apparecchi da intrattenimento di ADM, ha sottolineato la necessità di diffondere informazioni corrette su un settore complesso come quello del gioco pubblico: “Non sono un’esperta di comunicazione, ma su questo tema c’è la necessità di diffondere informazioni precise, poiché è un settore complicato. Abbiamo notato che spesso ci sono degli errori sui dati e il più comune è proprio quello della confusione tra raccolta e spesa. Inoltre, si sa che una notizia negativa fa molto più scalpore rispetto ad una positiva –  ha poi aggiunto Poso -. Dal mio punto di vista c’è la necessità di normalizzare il settore anche a livello mediatico e trattarlo come qualsiasi altra industria”.

Geronimo Cardia, presidente Acadi

Geronimo Cardia, Presidente di Acadi, ha evidenziato la frammentazione normativa: “Ringrazio la Sapar che negli anni sta tenendo il punto e che ci convoca a questa manifestazione. Il dato da rilevare è che c’è una presenza non completa del settore. Il settore è composto da 33 tipologie di giochi, ma il problema molto grande a livello mediatico non riguarda tutto il comparto del gioco pubblico, ne riguarda solo una parte. Oggi c’è un dibattito forte sul riordino del gioco fisico, ma è solo tra istituzioni perché gli operatori non sono presenti – ha proseguito Cardia -. C’è uno stato centrale che ha dato delle regole e degli enti che hanno legiferato in vari modi, ma solo ed esclusivamente a riguardo delle slot. Credo che chi gestisce gli apparecchi debba compattarsi e capire la delicatezza del problema. Negare che esista un tema sanitario significa prestare il fianco a chi invece si sta mettendo di punta per gestire questo problema. Credo che il confronto tra posizioni diverse sia fondamentale. Oggi ad un tavolo tecnico si stanno confrontando lo Stato e gli enti locali. In questo momento le Regioni stanno puntando i piedi affinché non venga smantellato il sistema di distanziometro e limiti orari che sono applicati fondamentalmente solo agli apparecchi da intrattenimento. Lo Stato sta chiedendo invece di risolvere un grande problema, quello di non riuscire a fare la riforma perché le diverse normative regionali e comunali non permettono di fare le gare. Questo va detto e tutti gli organi di informazione devono dirlo. Se si analizzano i dati, la spesa dei giocatori per gli apparecchi dal 2015 al 2023 è crollata di 2 miliardi, mentre la spesa per altri giochi è aumentata di 4 miliardi di euro”.

Gianmaria Chiodo, presidente CNI

Gianmaria Chiodo, Presidente di CNI, ringraziando Evada ha affrontato il problema dell’accesso ai servizi bancari: “Il problema delle banche è molto profondo e quindi esorto tutti a mettere una firma per la nostra iniziativa così da poter arrivare fino alle istituzioni. Non è il codice etico a fare bloccare i nostri conti, ma dal momento che i gestori versano molto denaro, gran parte per conto dello Stato, potrebbero superare il massimale di rischio. Ad un nostro associato hanno chiesto un investimento di 3 milioni di euro nella banca per poter aprire un conto. Dunque, non è problema etico ma solo di volontà e di soldi. Lo Stato, visto che vuole che il denaro sia giustamente tracciato, deve mettere in condizione l’operatore di poterlo fare. È inutile continuare ad attaccare il nostro sistema che ci invidiano in tutto il mondo. Andrebbe solo messo in condizione di poter lavorare senza ostacoli. Il nostro è un comparto pulito e sano e non lo trovo corretto che lo si faccia passare come un problema per lo Stato, quando portiamo all’Erario oltre 13 miliardi di euro. A mio avviso, per fare un riordino serio, le istituzioni devono confrontarsi con tutte le associazioni di gestori e di esercenti. Devono essere sentiti per fare delle normative che non impattino negativamente sul settore”.

Emmanuele Cangianelli, presidente EGP-Fipe

Emmanuele Cangianelli, Presidente di EGP-Fipe, ha chiesto maggiore collaborazione istituzionale: “Una ventina di anni fa abbiamo vissuto un momento nel quale le istituzioni erano partner anche nelle campagne di comunicazione. Purtroppo, sono molti anni che questo non accade più. Sembra sia stato dimenticato che ogni punto vendita di gioco legale è in concessione. È necessario un maggior contributo anche dalla parte pubblica con campagne istituzionali e di informazione, come ad esempio sul registro di autoesclusione, strumento utile per tutelare il consumatore. L’informazione sta vivendo un periodo complicato e quindi diventa sempre più importante fare squadra tra operatori e addetti ai lavori di questo settore. Un esempio in questo senso è sicuramente la raccolta firme contro la discriminazione attuate dalle banche nei confronti di chi opera in questo settore”. In conclusione, il numero uno di EGP-Fipe ha dichiarato: “La prima cosa da fare su ogni tavolo è quella di fare chiarezza. Strumenti come distanziometro e limiti orari si sono rivelati inefficaci, ma continuano ad essere al centro dell’attenzione. Per quanto riguarda il problema delle banche c’è una complessità maggiore: si tratta di rapporti tra privati. Tuttavia, dato che quel denaro appartiene già allo Stato andrebbero trovate delle soluzioni. Inoltre, a livello mediatico è necessario fare squadra e fare comunicazione agli interlocutori corretti. Non sono convinto che sia utile ribattere ad ogni articolo che viene fatto contro il gioco, anche perché credo che sia impossibile farlo”.

Gennaro Parlati, presidente Acmi e SGI

Gennaro Parlati, Presidente di Acmi e SGI, ha criticato la scarsa attenzione alla comunicazione: “Perché nascono questi attacchi al settore? Lo si fa solo per fare politica e tenere in vita le associazioni per la tutela dei consumatori. Ciò è stato reso evidente dalle dichiarazioni di Elly Schlein, quella è pura campagna elettorale per attaccare il Governo. Il nostro settore ha una pecca: abbiamo investiti pochi di soldi in comunicazione. Forse sarebbe necessario investire nella comunicazione sana per fare arrivare il messaggio di tutto il lavoro che c’è dietro alla filiera. Spero che il riordino sia condiviso tra istituzioni e operatori di settore. Purtroppo veniamo coinvolti poco e probabilmente, per evitare errori, sarebbe necessario confrontarsi con noi. Se non si scioglie il nodo con le Regioni non si andrà da nessuna parte. Forse la chiave di volta potrà essere un prodotto ancora più tecnologico per dare le garanzie di sicurezza che chiedono le Regioni”.

Domenico Distante, Presidente di Sapar, ha denunciato la cattiva informazione: “l gioco pubblico continua ad essere sotto attacco dai media. Non è una novità purtroppo, perché già dal 2004 il settore è stato visto dalla stampa nazionale in maniera negativa. Fare informazione è molto difficile e sappiamo che molto spesso le notizie vengono pubblicate senza la dovuta verifica delle fonti. Purtroppo, questa cattiva informazione porta a leggi limitanti per il gioco. Gli enti locali infatti hanno messo in atto legislazioni che impediscono di lavorare con dignità”. Secondo Distante, “Il giornalista dovrebbe ricercare le fonti e capire il funzionamento delle cose. Molti giornalisti della stampa nazionale confondono ancora la raccolta con la spesa. Questi errori sono fuorvianti per l’opinione pubblica ed è molto più semplice buttare fango su questo settore piuttosto che comprenderlo. Molti dimenticano che quello del gioco è un settore in concessione dallo Stato ed è del tutto legale. Prego la stampa, prima di pubblicare le notizie, di informarsi in modo serio poiché, come detto, questi articoli possono portare a problemi seri sotto vari aspetti”. Il Presidente Distante ha poi evidenziato il problema delle banche: “L’idea della raccolta firme è nata con Pasquale Chiacchio (AGSI) per portare alla luce delle istituzioni il continuo attacco delle banche a chi lavora in questo settore. Ci sono aziende che hanno visto rifiutare le linee di credito solo perché appartenenti alla nostra categoria. Il sistema delle banche inibisce a poter continuare la pratica di apertura del conto appena viene inserito il codice Ateco. All’inizio era una sola banca, ma adesso il problema sì sta allargando a macchia d’olio. È una cosa che ormai va avanti da tempo e pensiamo che debba finire il prima possibile. Dunque, questa manifestazione ci sembrava ideale per presentare questa denuncia poiché riguarda tutti gli operatori del settore. Ricordo che il conto corrente è fondamentale per poter svolgere la nostra attività e fare restare tutto tracciato”, ha anche dichiarato il numero uno dell’Associazione nazionale gestori gioco di stato. Infine, Distante ha affermato: “Sul riordino c’è ancora una distanza importante tra Governo ed enti locali. Ancora oggi ci sono comuni che regolano in maniera sempre più stringente il settore. Tutto questo è assurdo perché non possiamo combattere con ogni singolo Comune italiano che fa normative solo ed esclusivamente contro il settore degli apparecchi. Per concludere, voglio ringraziare i relatori, in particolare modo la dottoressa Poso di ADM, ogni espositore presente ad Enada e ovviamente tutti i delegati Sapar che mi onoro di rappresentare”.

Claudio Bianchella, consulente As.Tro

Claudio Bianchella, consulente As.Tro della Sezione Puro Intrattenimento, ha presentato un’iniziativa per la formazione gratuita degli operatori di sala: “Grazie ad una collaborazione con l’Università Bicocca, l’ATS e l’associazione Astro abbiamo messo in atto una partnership che ha permesso ai ricercatori dell’università di studiare le sale giochi al fine di mettere in piedi una formazione facoltativa gratuita per gli operatori di sala ai quali verranno indicati i diversi fattori di criticità. Questo è un esempio di collaborazione tra enti diversi e credo sia importante che la filiera dimostri di avere tutto l’interesse per contenere il problema della ludopatia. Ovviamente questo non risolve il problema che è più profondo e complesso, ma è una iniziativa che va verso la comunicazione del nostro impegno su questo aspetto. È importante fare emergere tutto quello che di buono facciamo. Auspico ovviamente la nostra presenza nei tavoli in cui si discute nel riordino. La speranza più importante è che la riforma sia sostenibile per le piccole e medio imprese del gioco. Il punto di scontro focale tra Regioni e Stato sono il distanziometro e i limiti orari. Penso che seppure dovessero rimanere questi strumenti, spero che siano uniformi e sostenibili”.

Lorenzo Allegrucci, di Milano Finanza

Lorenzo Allegrucci, di Milano Finanza, ha spiegato l’importanza del rating di legalità: “È un’attestazione rilasciata dall’AGCM che esprime un giudizio sulla qualità della governance aziendale e del personale. Questo rating lo possono richiedere tutte le aziende private, ma ci sono dei requisiti: fatturato di 2 milioni di euro minimo, due anni almeno di iscrizione al registro delle imprese e che abbiano sede nel territorio italiano. L’AGCM, dopo la domanda, avvia un dialogo con il richiedente e se mancano i requisiti non prosegue con la richiesta – ha spiegato Allegrucci -. Quali sono i requisiti di base per accedere a questo rating? Assenza di condanne per delitti non colposi negli ultimi 5 anni, organizzazione aziendale (ad esempio adozione mod. 231). I numeri per le aziende in possesso di questo rating sono molto elevati. I benefici di questo rating sono la facilitazione dell’accesso al credito; punteggi aggiuntivi per partecipazione a gare e finanziamenti e riduzione sino al 50% dell’importo delle fideiussioni; incremento del capitale reputazionale; rafforzamento e misurabilità del driver G di Governance (ESG). Ovviamente, queste sono solo le cose principali”. Allegrucci ha infine dichiarato”Le imprese che sono maggiormente attente, nel tempo generano maggiore ricchezza. Questo è un dato empirico. Con il rating di legalità si pone allo Stato un ulteriore problema poiché sarebbe ancora più grave non concedere una linea di credito ad un operatore in possesso di tutti questi requisiti”.

Pasquale Chiacchio, presidente AGSI

Pasquale Chiacchio, Presidente di AGSI, ha concluso sottolineando la gravità del problema bancario: “Ringrazio il presidente della Sapar, Domenico Distante, per l’invito e per la messa a disposizione di una sede per raccogliere le firme sul problema delle banche. Prima di tutto però, voglio ringraziare la comunicazione di settore perché grazie a questa il settore ha una voce. La comunicazione negativa la considero relativamente perché so qual è la realtà dei fatti. Lo Stato ci chiede di rispettare le regole, cosa che siamo abituati a fare. Purtroppo, non riuscendo ad aprire i conti corrente non possiamo fare tutte le pratiche richieste. Le banche negano finanziamenti anche per le necessità private come l’acquisto di una casa o una macchina. Questo è un problema grave perché mette in crisi una filiera di oltre 100mila lavoratori. Tutto questo potrebbe spingere gli operatori e lavoratori verso l’illegalità. Capisco che le banche sono società private, ma svolgono un servizio pubblico e dovrebbe essere garantito. Credo che nei contratti con l’ADM debba essere inserita una mora affinché ci sia l’impegno a mantenere una linea di credito per l’operatore e che la sua presenza sia garantita dall’agenzia stessa. Far vedere i numeri alla politica e la gravità di questo problema potrebbe essere importante per raggiungere i risultati che tutti sperano. Dunque, invito tutti gli addetti ai lavori a firmare questo documento. So che questo non risolverà tutto, ma è un primo passoLe banche negano finanziamenti anche per necessità private, come l’acquisto di una casa, mettendo in crisi un’intera filiera. Chiedo alle istituzioni di intervenire affinché gli operatori abbiano accesso ai servizi bancari fondamentali per lo svolgimento delle loro attività”.

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Presentato il convegno “Ruolo sociale, economico e industriale del gioco da intrattenimento”, evento centrale di FEEXPO 2025

Tiziano Tredese, presidente Consorzio Fee: “La Fiera sta riscuotendo un successo a livello europeo”

Si è svolta ieri, presso la Camera dei Deputati, la conferenza stampa di presentazione della FEEXPO, la fiera dedicata al settore dell’amusement e degli apparecchi da intrattenimento senza vincite in denaro, che si terrà alla Fiera di Bergamo dal 25 al 27 febbraio 2025. Tra gli eventi principali della manifestazione, la prima in Italia completamente dedicata al settore degli apparecchi senza vincita in denaro, ci sarà un importante convegno dal titolo “Ruolo sociale, economico e industriale del gioco da intrattenimento in Italia”.

On. Andrea Dara, Lega

Ad accogliere i rappresentanti del settore è stato l’onorevole Andrea Dara, esponente della Lega, che ha dichiarato: “Sono lieto di ospitare i rappresentanti di questo settore alla Camera dei Deputati. In qualità di vicesindaco di un piccolo comune, conosco bene la realtà di questo comparto e ritengo che il convegno rappresenti un’occasione di grande rilievo. Sono qui per ascoltare le vostre proposte e soluzioni rispetto alla situazione attuale. Spero che, in futuro, ci sia una maggiore partecipazione e collaborazione con il settore degli apparecchi senza vincita in denaro”.

Elisabetta Gavasci Scala, vice-presidente del MOIGE (Movimento Italiano Genitori), ha dichiarato: “Ringrazio i rappresentanti di questo settore per averci coinvolto in questa iniziativa. La nostra associazione supporta i genitori nel difficile compito educativo e siamo convinti che il gioco sano sia essenziale per lo sviluppo dei ragazzi. L’intrattenimento è fondamentale quando può essere vissuto in famiglia, con altre famiglie e tra coetanei, sempre in luoghi sani e sicuri”.

Elisabetta Gavasci Scala, vice-presidente MOIGE

La vice-presidente ha poi annunciato la partecipazione del MOIGE alla Fiera di Bergamo: “Saremo presenti alla FEEXPO con la nostra aula mobile per sensibilizzare sui rischi del bullismo e del cyberbullismo. I nostri esperti saranno disponibili tutti i giorni per fornire consulenze e consigli ai genitori e alle associazioni. Speriamo che questa collaborazione possa proseguire nel tempo, perché garantire divertimento e sicurezza ai nostri figli richiede il coinvolgimento di tutte le parti. Luoghi di intrattenimento sani e sicuri possono svolgere un ruolo cruciale”.

Infine, ha sottolineato l’importanza di un approccio equilibrato tra reale e virtuale: “Oggi è fondamentale integrare il mondo virtuale e quello reale per educare i ragazzi. La pandemia ha accelerato questa evoluzione, chiudendo molti giovani nel digitale e rendendo rischiosa la socializzazione con i loro pari, che invece è imprescindibile per la loro crescita”.

Alessandro Lama, presidente di Federamusement Confesercenti, ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti della collaborazione con il Moige, che inizia oggi ma che si svilupperà in un percorso pluriennale. Per noi è un progetto estremamente importante, e il convegno rappresenta solo un primo passo verso una collaborazione sempre più profonda. Vorrei proporre l’organizzazione di una tavola rotonda aggiuntiva, oltre al convegno, magari all’interno della Fiera di Bergamo, coinvolgendo ADM, CNR, Università, Moige e altre associazioni per progettare un’iniziativa di più ampio respiro. La presenza dell’ADM sarà fondamentale, perché è un attore imprescindibile per il nostro settore”.

Alessandro Lama, presidente Federamusement Confesercenti

Lama ha poi sottolineato il significato della FEEXPO: “Questa fiera è nata come un’alternativa nazionale di rilievo rispetto ad altri eventi che non ci rappresentavano, e il successo è stato evidente. L’edizione di Bergamo darà voce a un comparto che chiede di essere riconosciuto per la sua dignità e rilevanza. Il settore è essenziale per il Paese e il territorio, con migliaia di attività che da oltre 40 anni hanno costruito rapporti solidi con i propri clienti. Il nostro lavoro è completamente sicuro e rappresenta il primo baluardo contro l’esposizione dei ragazzi a realtà pericolose. La tavola rotonda potrebbe trasformare i concetti teorici in iniziative concrete, avviando un percorso condiviso per valorizzare e mantenere il nostro settore essenziale. Per noi, vedere bambini e famiglie uscire con il sorriso è il miglior compenso possibile”.

Lama ha concluso con uno sguardo al futuro e un omaggio al passato del settore: “Le giostre italiane sono celebri in tutto il mondo, e un tempo lo era anche il settore dell’amusement, quando eravamo leader globali. È importante ricordare che ci sono molti imprenditori impegnati nel Sud Italia, come dimostra la partecipazione di numerosi espositori provenienti da regioni meridionali. Stiamo persino valutando l’organizzazione di una seconda fiera nazionale annuale, da tenere a Napoli, per rafforzare ulteriormente il nostro settore”.

Tiziano Tredese, presidente del Consorzio Fee, ha dichiarato: “La Fiera sta riscuotendo un successo a livello europeo, e quest’anno il numero di stand è ulteriormente aumentato. Questo dimostra che gli espositori credono nella nostra missione e stanno investendo nel settore. Il nostro obiettivo è far comprendere che il gioco che proponiamo è rivolto alle famiglie. In altri Paesi il nostro settore viene trattato diversamente, essendo incluso nella macroarea dedicata alla famiglia”.

Tiziano Tredese, presidente Consorzio Fee

Tredese ha poi sottolineato la necessità di un cambiamento di prospettiva per il settore in Italia: “Questa deve diventare la nuova visione del gioco nel nostro Paese, orientando le attività di intrattenimento verso un pubblico familiare. Vorrei ringraziare la dottoressa Poso, responsabile del nostro settore nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per il suo impegno nel riportare il nostro comparto a quello che era vent’anni fa: puro e sano intrattenimento”, ha concluso.

“La Fiera rappresenta una vera presa di coscienza, perché per troppo tempo siamo stati i primi a sottovalutare le potenzialità di questo settore nella sua totalità – ha dichiarato Gennaro Parlati, presidente di Sistema Gioco Italia -. Sono profondamente emozionato, perché oggi non si parla solo di soldi o economia, ma si mette al centro la famiglia, che è il valore più importante e parte integrante del nostro vivere quotidiano. Essere protagonisti nel recupero della socializzazione è qualcosa di cui dobbiamo essere orgogliosi. Se vogliamo davvero fare del bene ai ragazzi, dobbiamo partire dai dati emersi dalle ricerche dell’Università Roma Tre e del CNR, dialogare con i consumatori e comprenderli sempre meglio. Oggi avverto la concreta possibilità di avviare un circolo virtuoso”.

Gennaro Parlati, presidente Sistema Gioco Italia

Parlati ha poi aggiunto: “La tecnologia, nata per supportare l’essere umano, sta diventando forse il nostro peggior nemico. Dobbiamo recuperare spazi per i ragazzi. Quando ero giovane, le prime ‘tirate d’orecchie’ le ho ricevute dai titolari di piccole attività come macellerie, panetterie o sale giochi. Questa rete sociale è quasi scomparsa e credo sia necessario ripristinarla. Se lavoriamo insieme con impegno, possiamo ritrovare la socializzazione perduta, e le sale giochi sono in prima linea in questo processo. Purtroppo, il nostro settore è stato spesso valutato solo dal punto di vista economico, un approccio che ci ha penalizzato, perché ci si è concentrati solo sul finanziamento di determinate iniziative. Il comparto dell’amusement deve riconoscere la sua importanza strategica per il Paese e ottenere la dignità che spetta a tutti i settori imprenditoriali”.

Luciano Patelli, presidente Promoberg

Promoberg rappresenta molteplici settori e, attualmente, stiamo puntando con decisione su B2B verticali, all’interno dei quali si inserisce anche la FEEXPO. La nostra fiera è situata in una posizione strategica e per questo siamo profondamente grati che abbiate scelto Bergamo, una scelta che ci offre una visibilità importante. Il nostro calendario conta oltre 30 fiere annuali, e il nostro obiettivo è continuare a crescere, anche in sinergia con il settore dell’Amusement“, ha dichiarato Luciano Patelli, presidente di Promoberg (Fiera di Bergamo).

Elisa Benedetti, ricercatrice CNR

Elisa Benedetti, ricercatrice del CNR, ha dichiarato: “Partecipo in qualità di esperta scientifica, poiché nel mio laboratorio conduciamo uno studio che analizza i comportamenti a rischio tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Qualche anno fa abbiamo iniziato a occuparci del fenomeno dell’isolamento sociale, un fenomeno originario del Giappone che si è rapidamente diffuso anche in Italia, soprattutto a seguito della pandemia. Circa il 2% dei giovani ha vissuto un isolamento completo, sia dai coetanei che dalla famiglia, per periodi superiori a due mesi. Inoltre, un ulteriore 10% tende a isolarsi per intervalli più brevi, ma comunque rilevanti, spesso ritirandosi nella propria stanza. Questi ragazzi, nella maggior parte dei casi, presentano difficoltà nel rapportarsi con gli altri e preferiscono trascorrere il tempo navigando su internet”.

Mauro Bussoni, Segretario generale di Confesercenti, ha affermato: “La nostra associazione si occupa di analisi sulla sostenibilità delle imprese e abbiamo riscontrato che, in assenza di servizi, vengono meno anche i luoghi di aggregazione. I bambini hanno bisogno di giocare, perché il gioco stimola la fantasia e insegna ad affrontare le sfide”.

Mauro Bussoni, Segretario generale Confesercenti

“Ritengo – ha continuato Bussoni – che l’iniziativa della Fiera di Bergamo debba essere interpretata in questo senso. Alcune attività meritano un sostegno particolare perché rivestono un ruolo fondamentale dal punto di vista sociale. È necessario garantire una presenza adeguata e diffusa sul territorio, anche per contrastare uno dei problemi più critici del nostro Paese: la denatalità. Per questo, va riconosciuto un grande merito a questo tipo di attività“.

Roberta Guglielmetti Mugion, Professoressa Ordinaria del Dipartimento di Economia Aziendale di Roma Tre, ha spiegato: “La ricerca si è svolta nell’arco di circa due anni, articolandosi in diverse fasi. Abbiamo iniziato con un’analisi della letteratura, sia nazionale sia internazionale, che ha rivelato l’assenza di studi simili in questo ambito. Successivamente, è stata condotta un’indagine qualitativa che ha coinvolto adolescenti e accompagnatori presenti nelle sale giochi, al fine di analizzare le loro motivazioni e i comportamenti adottati all’interno di questi contesti”.

Roberta Guglielmetti Mugion, Professoressa Ordinaria del Dipartimento di Economia Aziendale di Roma Tre

La professoressa ha poi approfondito i risultati relativi agli aspetti più attuali: “In questo caso, il gioco è stato percepito prevalentemente come un’attività di intrattenimento e un’occasione per socializzare. Abbiamo inoltre realizzato un’indagine quantitativa rivolta alla fascia d’età 18-30 anni, includendo i giochi con vincita in denaro, per verificare l’esistenza di una correlazione tra ticket redemption e lo sviluppo di comportamenti a rischio legati al gioco. I risultati hanno mostrato una relazione molto debole e, soprattutto, l’esistenza di numerose soluzioni per mitigarne eventuali effetti negativi“.

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Gnazzi (AdmiralPay): “Nuova opportunità per i PVR grazie ad una innovativa soluzione di prelievo e deposito da wallet”

‘Pronti ad un ruolo di protagonisti anche nel nuovo mercato dell’online’

Nuove opportunità per i PVR, la gara per il gioco online ma soprattutto il grande successo dell’offerta di Admiral Pay. Sono questi i temi principali dell”intervista rilasciata ad Agimeg da Raffaele Gnazzi, CEO AdmiralPay.

Tra i prodotti più noti e apprezzati di casa Novomatic c’è sicuramente AdmiralPay. Qual è il segreto di questo successo?

E’ un prodotto studiato e costruito sulle esigenze del mondo del gioco, sfruttando le nostre conoscenze sia nel mercato del retail sia in quello dell’online. Si tratta di un prodotto in linea con le nuove direttive PVR. A differenza di altri operatori che lavoravano già nel settore dei pagamenti e che si sono affacciati al mondo del gioco, siamo gli unici al momento a convenzionare e tracciare il PVR. L’attività diventa quindi un punto di pagamento soggetto alla normativa bancaria, con operazioni tracciate e con un’intensa attività dedicata all’assistenza del punto vendita. Questo ci consente di dare al PVR maggiori opportunità perchè acquisisce una sua identità come prestatore di pagamento e garantisce maggiore trasparenza nel gioco online.

Si può quindi parlare di un PVR 3.0, perché grazie a voi ha delle opportunità che normalmente non ha

Alcuni PVR già per loro natura svolgevano alcuni tipi di servizi per altri provider. La nostra offerta include tutti questi servizi, che vanno dal mondo delle ricariche, fino a quello dei pagamenti, spedizioni e bollettini. E abbiamo introdotto un elemento innovativo che è il prelievo e il deposito da wallet, che funziona a prescindere dal collegamento con il mondo del gioco. Il punto vendita può diventare un punto di prossimità dove il cliente va a prelevare o depositare somme di denaro. Ovviamente, dal momento che il DNA del prodotto proviene dal mondo del gioco, dalla propria app il consumatore può facilmente veicolare il denaro caricato sul proprio wallet nel market place dove sono presenti anche prodotti di gioco online.

Si tratta di un’evoluzione importante per il mondo dei PVR che non ha ancora una connotazione precisa. Tuttavia proprio grazie a questo wallet, il PVR potrà diventare un’attività gratificante anche dal punto di vista economico.

Assolutamente sì. Era necessario un intervento di questo tipo. Mi occupo da tanti anni del gioco, nel gruppo Novomatic, nel settore legale ed ho quindi sempre avuto un’attenzione particolare in termini di compliance dei PVR. Fino ad oggi, i PVR non avevano mai avuto un’attestazione di ruolo, come quella data dal nuovo decreto, che attribuisce loro un riconoscimento importante e centrale nel mercato del gioco online.

Novomatic parteciperà alla gara per il gioco online con un approccio importante. E’ uno sviluppo che vi vedrà sicuramente protagonisti.

Certamente. Novomatic è sempre molto attenta alle tendenze e il gioco online ha avuto sicuramente una grande crescita. Il Gruppo è molto aperto al canale dell’online ed è un metrcato che ci vedrà sicuramente protagonisti.

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Amusement: conferenza stampa di presentazione del convegno: “Ruolo sociale, economico e industriale del gioco da intrattenimento in Italia”

Il settore del gioco senza vincita in denaro coinvolge oltre 60 mila addetti e 6.200 imprese

Oltre 60 mila addetti tra impiegati diretti e indotto; più di 6200 imprese (nella stragrande maggioranza PMI di tradizione familiare con oltre 30 anni di attività alle spalle); 800 milioni di euro di fatturato diretto annuo; oltre 90.000 apparecchi sul territorio: questi i numeri che rappresentano il SETTORE DEL GIOCO SENZA VINCITA IN DENARO in Italia, un settore industriale sano e sicuro.

Il prossimo 22 gennaio, dalle ore 13, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati di Palazzo Montecitorio (Via della Missione 4 Roma) – le principali Associazioni di settore (Federamusement-Confesercenti, Consorzio FEE, Acmi/SGI Confindustria, New Asgi Italia, Anbi, Astro, Anesv, Fondazione Tellus, Consorzio Family Entertainment Expo, Leisure Group Italia, Promoberg) faranno il punto sulla situazione del comparto.

Alla conferenza stampa saranno presenti rappresentanti delle principali istituzioni e stakeholder di riferimento.

La conferenza stampa, che anticiperà alcuni dei contenuti che saranno trattati nel corso del convegno dal titolo “Ruolo sociale, economico e industriale del gioco da intrattenimento in Italia”, che si terrà il 25 febbraio 2025 all’interno della FEEXPO (Family Entertainment Expo), in programma alla Fiera di Bergamo dal 25 al 27 febbraio, rappresenterà l’occasione per sottolineare il ruolo strategico dell’industria dell’intrattenimento e delle sale giochi con particolare riferimento al contrasto all’isolamento sociale dei giovanissimi alimentatosi con la pandemia e il conseguente lockdown.

Nel corso dell’incontro con la stampa, saranno anticipati alcuni dati della ricerca redatta in collaborazione con l’Università Roma 3 denominata “Family Amusement“, che ha analizzato i comportamenti dei fruitori dei giochi senza vincita in denaro.

Sarà annunciato, inoltre, l’inizio di un’importante collaborazione con il MOIGE (Movimento Italiano Genitori), finalizzata a un percorso innovativo di confronto e condivisione su tematiche delicate e attuali, quali l’isolamento, il disagio sociale e il bullismo, con un focus particolare sui bambini. Questo progetto segna un primo passo concreto verso la sensibilizzazione e la prevenzione di fenomeni che colpiscono le nuove generazioni. Un’importante iniziativa di questa collaborazione sarà la presenza del Centro Mobile MOIGE contro il bullismo e il cyberbullismo, che offrirà servizi di prevenzione e counseling grazie a un team di psicologi esperti. Il Centro sarà a disposizione della cittadinanza e dei visitatori all’esterno della FEEXPO di Bergamo, un’opportunità per sensibilizzare e offrire supporto diretto a chiunque desideri affrontare questi temi fondamentali.

Alla Conferenza Stampa parteciperanno:

On. Andrea Dara

Mauro Bussoni, Segretario Generale Confesercenti

Alessandro Lama, Presidente Federamusement e Fondazione Tellus

Elisabetta Scala, Vicepresidente MOIGE – Movimento Italiano Genitori

Roberta Guglielmetti, Professore Ordinario Dipartimento di Economia Aziendale Uniroma 3

Tiziano Tredese, Presidente Consorzio FEE

Gennaro Parlati, Presidente ACMI/SGI Confindustria

Luciano Patelli, Presidente Promoberg.

FEEXPO 2025

In agenda alla Fiera di Bergamo, dal 25 al 27 febbraio 2025, alla sua terza edizione. Organizzata dal Consorzio FEE (costituito da un gruppo di aziende leader nella produzione e installazione di giochi e parchi gioco) in collaborazione con Promoberg (da 40 anni tra le realtà più dinamiche del sistema fieristico nazionale), oltre all’esposizione dei giochi tradizionali, consentirà di compiere un viaggio nel domani del divertimento: realtà virtuali sempre più immersive, prototipi rivoluzionari, tecnologie all’avanguardia e attrazioni interattive e innovative. FEEXPO rappresenta anche una straordinaria opportunità per tutti gli operatori per fare networking, stringere partnership e generare nuovi business oltre ad essere un’importante occasione per confrontarsi su tematiche di interesse sociale ed economico.

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Stake punta sull’Italia: Fabio Angeli Bufalini nuovo Country Manager

Scommesse e gioco online, una guida esperta per consolidare la presenza del nuovo brand in Italia

Stake, azienda mondiale nel settore delle scommesse e del gioco online appartenente al Gruppo Easygo, ha ufficializzato la nomina di Fabio Angeli Bufalini come Country Manager Italia. Questo incarico segna un passaggio cruciale nella strategia di espansione del brand, che ha già rafforzato la sua presenza con l’acquisizione di IdealBet lo scorso luglio.

Con una carriera consolidata nell’iGaming, Fabio Angeli Bufalini ha ricoperto ruoli chiave in importanti aziende del settore, contribuendo allo sviluppo di realtà multinazionali di successo nel mercato italiano. La sua competenza sarà determinante per rafforzare il posizionamento di Stake, coordinare il team operativo e garantire la piena conformità alle normative locali.

Bufalini ha commentato così la sua nuova sfida professionale:
“Dopo anni di esperienza nell’iGaming, sono onorato di intraprendere questo viaggio con Stake. Grazie alla mia conoscenza del mercato, sono entusiasta di costruire una presenza solida in Italia, formare un team di talento e offrire un’esperienza di gioco innovativa e personalizzata per i nostri utenti italiani.”

Questa nomina riflette l’impegno di Stake nel consolidare la sua posizione in Italia, un mercato maturo e ricco di potenzialità.

Chi è Stake

Fondato nel 2017, Stake è un marchio molto importante nel panorama mondiale delle scommesse e del gioco online. Il brand si distingue anche per le prestigiose sponsorizzazioni internazionali, tra cui la collaborazione con Drake, lo Stake F1 Team, l’Everton Football Club e l’UFC. Stake è da sempre impegnato nella promozione di pratiche di gioco responsabile, offrendo risorse per aiutare i propri utenti a gestire il tempo e il budget dedicato al gioco.