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Giovani e lavoro digitale: al SiGMA World di Roma gli universitari italiani incontrano le aziende internazionali

L’iniziativa punta a creare un contatto diretto tra giovani, imprese italiane e internazionali e nuove professioni legate alla tecnologia, all’intelligenza artificiale e iGaming

In Italia le imprese faticano a trovare competenze digitali, mentre per molti giovani il passaggio dall’università al lavoro continua a essere più lento rispetto alla media europea. È in questa fascia di distanza tra formazione e mercato che SiGMA World dedica agli studenti universitari la giornata conclusiva dell’expo di Roma.

Il 5 novembre 2026, attraverso il SiGMA Rome Student Pass, gli studenti – riporta Agimeg – potranno accedere gratuitamente all’evento in programma alla Fiera di Roma, incontrare direttamente le aziende presenti, seguire gli interventi degli esperti sui palchi e conoscere più da vicino le opportunità professionali legate alla tecnologia, all’intelligenza artificiale, all’iGaming e all’economia digitale.

L’iniziativa punta soprattutto a mettere i giovani in contatto con il mercato lavorativo internazionale. Accanto alle imprese italiane, a Roma saranno infatti presenti aziende, operatori tecnologici e professionisti provenienti da diversi Paesi, offrendo agli universitari la possibilità di confrontarsi con modelli di business, professionalità e competenze richieste anche al di fuori del mercato italiano.

Il tema assume particolare rilevanza alla luce dei dati sul mismatch occupazionale. Secondo il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro, nel 2025 il 50,9% dei laureati ricercati dalle imprese risultava difficile da reperire, percentuale che saliva al 57,3% per i diplomati ITS Academy. Per i giovani analisti e progettisti software, la difficoltà di reperimento arrivava al 70%.

Parallelamente, i dati Istat mostrano che l’ingresso dei giovani laureati italiani nel mercato del lavoro resta più lento rispetto alla media europea. Tra chi ha conseguito il titolo da non più di tre anni, il tasso di occupazione in Italia era pari al 74,2%, contro l’84,9% dell’Unione europea.

Il divario riguarda in particolare le competenze tecnologiche. Nel 2025 gli specialisti ICT rappresentavano il 3,8% degli occupati in Italia, rispetto a una media europea del 5%.

Con l’accelerazione dell’intelligenza artificiale, la capacità di collegare la formazione alle imprese diventa ancora più importante. Le nuove tecnologie stanno modificando le competenze richieste dalle aziende e aumentando il valore di profili capaci di lavorare con dati, software, cybersecurity, automazione e sistemi di AI.

Il SiGMA Rome Student Pass nasce in questo contesto con l’obiettivo di offrire agli universitari un’occasione di esposizione diretta al mercato: non soltanto conoscere le aziende, ma anche comprendere quali professionalità stanno emergendo, quali competenze vengono richieste e quali percorsi possono aprire opportunità anche a livello internazionale.

SiGMA World si terrà a Fiera Roma dal 3 al 5 novembre 2026, riunendo aziende, operatori, investitori e professionisti attivi nei settori del gaming, della tecnologia, dei pagamenti, dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione digitale.

Tra gli appuntamenti istituzionali dell’evento, il 3 novembre alle 12:30 è prevista l’Opening Ceremony, alla quale prenderà parte il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, insieme ad altri rappresentanti istituzionali e del settore. La partecipazione degli studenti tramite il Rome Student Pass sarà gratuita il 5 novembre.

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SiGMA World Roma: sport, politica, imprenditoria e tecnologia protagonisti della più importante fiera sul gioco legale

Annunciati anche grandi sportivi come Fisichella, Materazzi, Zanetti, Zenga, Ventola e l’ex judoka Felice Mariani

I campioni del calcio, un volto della Formula 1, un pioniere del judo italiano. E, accanto a loro, rappresentanti delle istituzioni, investitori e aziende impegnate nello sviluppo delle tecnologie digitali. Roma ospiterà dal 3 al 5 novembre SiGMA World 2026, che torna a Fiera Roma per la seconda edizione italiana con un programma nel quale sport, economia e innovazione si incontrano.

L’appuntamento istituzionale centrale sarà la cerimonia ufficiale di apertura del 3 novembre, alle 12,30. Interverrà il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, insieme a Tulia Ackson, presidente dell’Unione interparlamentare, l’organizzazione che riunisce i parlamenti nazionali. Una partecipazione che inserisce la manifestazione nel confronto tra decisori pubblici e imprese sulle prospettive della trasformazione digitale.

Tra gli ospiti istituzionali sono annunciati anche Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, e l’eurodeputato David Casa, che interverrà il 4 novembre sui temi delle politiche pubbliche e della regolamentazione dei mercati.

Il programma del 3 novembre inizierà già alle 10,30 con Tim Draper, investitore della Silicon Valley tra i primi finanziatori di Tesla, SpaceX, Skype e Twitch. Il suo intervento precederà le sessioni dedicate all’intelligenza artificiale, all’espansione internazionale e alle prospettive del business digitale.

La dimensione della manifestazione emerge dai numeri annunciati dagli organizzatori: 30.000 delegati, oltre 1.200 sponsor ed espositori e 550 relatori. Cinque i palchi congressuali, ai quali si affiancheranno spazi per gli incontri professionali, presentazioni di startup e premiazioni. L’idea è far dialogare imprese affermate, nuovi progetti e investitori, favorendo contatti anche tra settori diversi.

A caratterizzare l’edizione romana, come riportato da Agimeg, sarà inoltre la presenza di protagonisti dello sport italiano e internazionale. Tra gli ospiti figurano Gigi Buffon, Marco Materazzi, Javier Zanetti, Walter Zenga e Nicola Ventola. Per il motorsport ci sarà Giancarlo Fisichella, mentre il judo sarà rappresentato da Felice Mariani.

Fisichella, ex pilota di Formula 1 e storico volto della Ferrari, accompagnerà anche l’esposizione di una Ferrari 296 GT da competizione. Il motorsport offre un esempio immediato del rapporto tra tecnologia e risultati: ricerca, dati e prestazioni costituiscono elementi inseparabili del lavoro in pista.

Mariani porterà invece l’esperienza di una carriera che ha segnato il judo italiano. A Montréal, nel 1976, conquistò il bronzo olimpico, prima medaglia dell’Italia nella disciplina ai Giochi. Al percorso agonistico ha poi affiancato quello alla guida tecnica della Nazionale.

La presenza degli sportivi si collega a una trasformazione che riguarda anche il rapporto con il pubblico. Analisi delle prestazioni, preparazione atletica, contenuti e comunità digitali sono ambiti nei quali lo sport incontra strumenti e competenze tecnologiche. Per atleti e club, la relazione con i tifosi prosegue sulle piattaforme e coinvolge linguaggi e modalità di partecipazione differenti.

Questo legame troverà spazio in una manifestazione che riunisce quattro appuntamenti: SiGMA, AIBC, FX World e AGS. Gaming, intelligenza artificiale e blockchain, mercati finanziari e marketing di affiliazione condivideranno la sede, conservando programmi specializzati e aree dedicate.

Il filo conduttore sarà la possibilità di costruire relazioni tra questi mondi: un’impresa può incontrare un fornitore tecnologico, una startup confrontarsi con un investitore, un operatore esplorare un nuovo mercato. Nelle giornate romane, la presenza dei campioni affiancherà questo confronto, portando al centro anche l’evoluzione dello sport come esperienza, contenuto e attività economica.

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FAIR Forum, Maggi (Fondazione FAIR): “Porre la tutela del consumatore al centro delle strategie del gioco legale”

De Vita (Dir. Gen. FAIR): “Importante un confronto con le organizzazioni più critiche verso il settore per approfondire conoscenze utili alla prevenzione”

La responsabilità delle imprese del gioco si misura anche nella disponibilità a rinunciare ai ricavi quando arrivano da persone in difficoltà. È uno dei richiami emersi dalla seconda edizione del FAIR Forum, ospitata a Palazzo Montemartini, a Roma, dove istituzioni e operatori si sono confrontati su come trasformare la tutela dei consumatori in interventi verificabili. Sul tavolo, campagne di comunicazione condivise, strumenti di prevenzione costruiti sui comportamenti degli utenti e nuove regole per l’informazione digitale.

Dalla comunicazione alle scelte delle imprese

Per Giovanni Emilio Maggi, vicepresidente della Fondazione FAIR, la protezione del consumatore deve entrare nelle decisioni aziendali e coinvolgere direttamente i manager. Il rispetto delle norme costituisce il punto di partenza di un impegno che riguarda anche la trasparenza delle informazioni, il rapporto con i clienti e la capacità di verificare i risultati delle iniziative adottate.

Maggi

Una prospettiva nella quale il 2027, con l’evoluzione delle concessioni online e delle linee guida, rappresenterà un passaggio importante. La collaborazione della Fondazione con Ipsos punta proprio a raccogliere dati e valutare l’efficacia delle campagne. Maggi ha inoltre richiamato la necessità di rendere coerenti i livelli di protezione tra gioco online e rete fisica, utilizzati sempre più spesso dagli stessi consumatori.

ADM: campagne comuni e un tavolo sulla protezione degli utenti

Sul versante istituzionale, Mario Lollobrigida, direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha illustrato il percorso per coordinare la comunicazione sul gioco responsabile. Come riporta Agimeg, l’Agenzia ha concluso i lavori sugli indirizzi strategici per le campagne previste dall’articolo 15 del decreto legislativo 41/2024, trasmettendo il documento ai concessionari.

L’obiettivo è favorire iniziative condivise: “Non ci dispiacerebbe se i concessionari, tutti insieme o il maggior numero possibile, facessero delle campagne in comune, magari attraverso il contributo di enti del Terzo settore”, ha detto Lollobrigida.

L’Agenzia sta inoltre preparando un tavolo tecnico con i concessionari sulle linee guida per la protezione degli utenti online. Tra i temi indicati figurano il monitoraggio della spesa, l’impiego della tecnologia per prevenire comportamenti problematici e la definizione di standard condivisi.

Giuliani: dati, prevenzione e consapevolezza del rischio

La costruzione di misure concrete è stata al centro anche dell’intervento di Antonio Giuliani, direttore dell’Ufficio Gioco a distanza e scommesse dell’ADM: “È necessario dare contenuti concreti al concetto di gioco responsabile, valorizzando le migliori pratiche degli operatori, le esperienze internazionali e le evidenze analitiche a nostra disposizione”.

Le nuove linee guida saranno sviluppate attraverso il confronto con i concessionari e l’analisi delle relazioni degli operatori, delle banche dati dell’Agenzia e delle richieste di assistenza degli utenti. L’intenzione è tradurre le indicazioni in obblighi nel rapporto concessorio.

“Il giocatore resta al centro del gioco responsabile e che gli strumenti di tutela devono accompagnarlo nella comprensione del pericolo”, ha affermato Giuliani. L’esperienza dell’autoesclusione, con richieste di revoca presentate anche subito dopo l’attivazione, richiama la necessità di accompagnare i vincoli con una maggiore comprensione del rischio. In questo quadro si inseriscono le “spinte gentili”, interventi comportamentali che aiutano a compiere scelte più consapevoli.

AGCOM: prevenzione mirata e nuove regole per l’infotainment

Per Davide Gallino, rappresentante dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’efficacia della prevenzione richiede attenzione alle abitudini effettive degli utenti: frequenza dei depositi, velocità di gioco, intensità delle sessioni e prodotti utilizzati.

“L’elevato livello di riconoscimento delle linee guida sul gioco responsabile rappresenta un risultato positivo”, ha dichiarato, riferendosi all’atto di indirizzo pubblicato il 10 agosto e sviluppato attraverso una consultazione con associazioni, università, concessionari ed esperti.

Gallino ha inoltre illustrato una proposta di riconoscimento digitale dei contenuti, pensata per aiutare le piattaforme a distinguere le comunicazioni dei concessionari autorizzati da quelle degli operatori abusivi.

Un ulteriore passaggio riguarda l’aggiornamento delle linee guida del 2019 sull’infotainment, i contenuti che combinano informazione e intrattenimento. Le proposte di revisione, approvate dal Consiglio dell’Autorità e in fase di perfezionamento formale, saranno pubblicate e sottoposte a una consultazione pubblica di 30 giorni.

De Vita: la responsabilità passa anche dalla rinuncia ai ricavi

Nelle conclusioni, Stefano De Vita, direttore generale della Fondazione FAIR, ha posto una questione che riguarda direttamente le scelte economiche delle imprese: “Dobbiamo avere il coraggio di rinunciare a una parte del profitto se questo profitto deriva da persone che si stanno rovinando”.

Il percorso indicato parte dalla conoscenza delle diverse vulnerabilità e dalla disponibilità di strumenti di protezione comprensibili e utilizzabili. La comunicazione deve trovare riscontro nell’esperienza concreta del giocatore: la distanza tra le promesse delle campagne e ciò che accade sui siti comprometterebbe la credibilità delle iniziative.

De Vita ha sollecitato anche un confronto con le organizzazioni più critiche verso il settore, comprese le realtà cattoliche e quelle impegnate nelle periferie, che incontrano direttamente le conseguenze del gioco problematico. Da queste esperienze, ha osservato, possono arrivare conoscenze utili alla prevenzione, insieme a un’informazione sui rischi capace di raggiungere anche le scuole.

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Cuiprodest compie 18 anni: a Roma politica e imprese si confrontano sul futuro delle lobby

Oltre sessanta parlamentari e circa duecento ospiti alla Terrazza Divinity

Diciotto anni di attività e un tema al centro del confronto: il rapporto tra politica e imprese, il ruolo della rappresentanza degli interessi e la necessità di renderne trasparenti le regole. Cuiprodest ha celebrato a Roma il proprio anniversario riunendo circa duecento ospiti, tra manager, rappresentanti delle associazioni, professionisti, giornalisti e oltre sessanta parlamentari di tutti gli schieramenti.

L’appuntamento, ospitato alla Terrazza Divinity del The Pantheon Iconic Hotel, nel cuore della Capitale, ha offerto l’occasione per ripercorrere il lavoro della società di consulenza e discutere delle prospettive delle relazioni istituzionali. Sullo sfondo, l’avvicinarsi delle elezioni e il ruolo dei corpi intermedi nel consentire al sistema produttivo di partecipare al confronto sulle decisioni pubbliche.

A intervenire con un messaggio scritto è stata la ministra per le Riforme istituzionali Maria Elisabetta Casellati, che ha espresso “apprezzamento per l’attività di Cuiprodest volta a promuovere le opportune sinergie tra il mondo imprenditoriale e le Istituzioni politiche al fine di consentire al Sistema Paese di rilanciarsi”. Per la ministra, “occuparsi di politica e attualità per delineare il futuro dell’Italia” rappresenta una priorità per garantire “prospettive di benessere e di sviluppo economico sostenibile”.

Il lobbying, tra riconoscimento e trasparenza

Il cambiamento nella percezione del lobbying è stato uno dei temi affrontati da Giuseppe Volpe, managing partner di Cuiprodest. “Corroborare i rapporti tra politica e imprese è funzionale al Sistema Paese. Siamo stati i primi in Italia a registrare la parola ‘lobbying’ nel marchio. All’epoca era una dicitura guardata con sospetto, oggi è finalmente una pratica accettata e in fase di regolamentazione”, ha sottolineato.

Una riflessione ripresa dalla partner Paola Cirilli, che ha ricordato come “in tutte le democrazie evolute, il settore della rappresentanza di interessi è parte integrante e fondamentale dei processi decisionali”. Cirilli ha rivendicato la specializzazione della società nei servizi con focus politico e la capacità maturata negli anni di seguire le diverse fasi di questi processi.

Tra gli ospiti anche il giornalista David Parenzo, protagonista di un monologo dedicato alla trasparenza dell’attività di lobbying. Il suo intervento ha richiamato l’esperienza del Parlamento europeo come possibile riferimento per l’Italia: regolare la rappresentanza degli interessi e riconoscerne il ruolo nel funzionamento democratico.

Specializzazione e nuove alleanze

Per Cuiprodest, che opera nelle relazioni istituzionali, nei public affairs e nella comunicazione, l’anniversario è stato anche il momento per delineare le prossime scelte. La società ha indicato nella specializzazione tecnica e nell’indipendenza dai partiti i tratti da preservare, affiancandoli allo sviluppo di partnership strategiche.

“Siamo noti per essere boutique che impiega solo persone esperte e indipendenti dai partiti e negli anni a venire questa connotazione tecnica sarà ancor più importante”, è la visione espressa dalla società. L’obiettivo dichiarato è mantenere un’elevata specializzazione e costruire alleanze capaci di inserire il lobbying in un’offerta più ampia di servizi per le imprese interessate a partecipare alla vita pubblica.

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Forum Acadi: “Impatto sociale delle regole”. Incontro tra associazioni e istituzioni sul futuro del gioco pubblico in Italia

Nel Bilancio di sostenibilità la fotografia e le problematiche del settore

Il gioco pubblico, tra problematiche, mancato riordino e futuro. Sono alcuni dei temi trattati durante il Forum Acadi 2026, che si è svolto il 7 ottobre a Roma, nella sede di Confcommercio in piazza Belli. L’appuntamento dell’Associazione dei concessionari di giochi pubblici, dedicato quest’anno all’“Impatto sociale delle regole”, ha riunito istituzioni, parlamentari, associazioni e imprese per la presentazione del nuovo Bilancio di sostenibilità del comparto.

Al centro del confronto, il futuro del gioco fisico dopo il mancato riordino: come proteggere i giocatori, mantenere una rete autorizzata economicamente sostenibile e contrastare l’offerta illegale.

Il Bilancio restituisce le dimensioni di una filiera che coinvolge circa 60.000 imprese e 145.000 occupati, con oltre 260 concessioni. Il valore aggiunto complessivamente generato, considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti, è stimato in 28,03 miliardi di euro.

Come riporta Agimeg, nel 2025 la spesa effettiva dei giocatori si è attestata intorno ai 21,7 miliardi di euro, mentre il gettito derivante dalle attività di gioco e dalle vincite è stato di circa 11,5 miliardi. Numeri da distinguere dalla raccolta, cioè il totale delle somme giocate, che comprende anche gli importi successivamente restituiti in premi.

La trasformazione del mercato emerge soprattutto dal confronto tra canali. L’online ha rappresentato circa il 61% del totale, a fronte di una spesa effettiva di 5,7 miliardi. Il gioco fisico continua invece a concentrare la maggior parte della spesa e delle entrate fiscali. La crescita delle giocate, dunque, non coincide necessariamente con una crescita proporzionale del contributo all’Erario.

Il caso degli apparecchi è particolarmente significativo. Tra il 2018 e il 2025, la spesa sulle AWP e sulle VLT è scesa da 10,3 a 7,8 miliardi di euro, con una contrazione del 24,3%. Nello stesso periodo, la spesa complessiva nei giochi regolamentati è aumentata del 14,8%. La flessione delle slot si inserisce quindi in un mercato che cresce, ma nel quale cambiano prodotti e modalità di consumo.

Lollobrigida: nuove AWP, payout più alto e PREU più basso

Lollobrigida ha sottolineato come il testo predisposto da ADM per il riordino, fosse equilibrato e capace di affrontare le criticità territoriali. La delega scaduta rende però difficile riproporlo ora: l’auspicio è che il prossimo governo lo riprenda tra i primi interventi. “A questo punto le proroghe sono necessarie”.

Sugli apparecchi, il direttore ha segnalato un calo soprattutto delle AWP, confermato dal trend del 2026; la lieve ripresa delle VLT non compensa il risultato negativo. Ha richiamato la pressione delle restrizioni locali, citando i controlli sugli orari a Roma e il confronto con slot online disponibili senza analoghi limiti temporali. Il testo di riordino manteneva comunque distanze e orari giustificati dalla tutela della salute.

Sul fronte illegale, i controlli con Guardia di Finanza e altre forze dell’ordine hanno rilevato apparecchi con doppia scheda, utilizzati in parte fuori dal circuito autorizzato. Nuove AWP, previste dal riordino, dovrebbero affrontare anche queste criticità.

Lollobrigida ha annunciato: “Noi faremo una proposta sull’aumento del payout delle macchine, con una corrispondente diminuzione del PREU”. Per ADM sarebbe sostenibile per l’Erario anche nel breve periodo. L’Agenzia è inoltre disponibile ad approfondire con GdF e MEF l’utilizzo delle carte di credito sulle VLT.

Le misure ponte

Su questo terreno si colloca la proposta di Sergio D’Angelo, presidente SAPAR: una nuova AWP con payout al 70%, PREU al 20% e vincita massima di 200 euro, accompagnata da messaggi di prevenzione del gioco problematico. Parametri che restano una proposta dell’associazione, da valutare nel loro insieme attraverso il confronto con istituzioni e filiera.

D’Angelo ha insistito sulla necessità di tutelare anche le piccole e medie imprese di gestione e di affiancare alla tecnologia formazione, informazioni sui servizi di aiuto e collaborazione con le competenze sanitarie.

Per Geronimo Cardia, presidente Acadi, l’attesa del riordino rende urgenti le misure ponte e la sperimentazione degli apparecchi del futuro. Ha chiesto di evitare nuovi aumenti fiscali e oneri sulle proroghe, richiamando anche il calo dell’occupazione: 5.000 addetti in meno nel comparto in un anno e 9.500 persi dalla filiera degli apparecchi rispetto al 2018. La sua posizione è che gli operatori non debbano sostenere il costo di una proroga resa necessaria dalla paralisi normativa.

Regole efficaci, investimenti e tutela del giocatore

Il presidente di FIPE-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani, ha sintetizzato la richiesta delle imprese: “Le imprese del gioco legale non chiedono meno regole: chiedono regole migliori”. Tra le priorità indicate, una cornice nazionale uniforme, formazione certificata, tecnologia per verificare l’età e intercettare comportamenti problematici, collaborazione tra imprese, sanità e Terzo Settore.

Emilio Zamparelli, presidente STS, ha affiancato alla richiesta di stabilità normativa un appello ai concessionari a investire nei punti vendita: nuovi prodotti, terminali evoluti e strumenti digitali che rafforzino il rapporto tra ricevitore e cliente. Imma Romano, direttrice Relazioni istituzionali di Codere Italia, ha sottolineato la necessità di preservare occupazione e imprese durante la trasformazione, evitando una contrapposizione tra fisico e online.

Sul versante digitale, Moreno Marasco, presidente LOGiCO, ha chiesto di valutare le norme attraverso i risultati concreti e la loro applicabilità, indicando nel blocco dei flussi finanziari verso gli operatori illegali uno strumento essenziale. Elisabetta Gregni di Novomatic Italia ha richiamato la necessità di considerare il giocatore all’interno di un unico ecosistema, coordinando gli strumenti di tutela tra i diversi canali.

Dalla politica, Andrea de Bertoldi, deputato della Lega, ha contestato l’ipotesi di proroghe onerose e il rischio di concentrare il mercato a danno delle PMI. Fabrizio Sala, deputato di Forza Italia, ha chiesto di riavviare rapidamente il riordino, affrontando il nodo territoriale attraverso il confronto con le Regioni e spostando la discussione dai pregiudizi all’efficacia delle misure.

Per Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati: “la misura ponte da prendere è chiamare il cosiddetto ‘tavolo’ nel quale si possono ritrovare istituzioni e associazioni come Acadi, per capire ora e adesso quali sono i correttivi per assicurare che queste disomogeneità non vadano avanti”.

“Dove non c’è il gioco legale c’è sempre il gioco illegale, che troneggia tra le difficoltà di regolamentazione, nonostante il grande lavoro della Polizia”, è invece l’allarme lanciato da Ettore Rosato, di Azione.

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Nuove misure fiscali gioco legale, avv. Giacobbe ad Agimeg: “Cambiate le regole e violato il principio di affidamento a neanche un anno dal rilascio delle licenze”

Il settore del gioco pubblico nuovamente al centro di un intervento economico che avrà un impatto negativo sulle aziende

Una campagna per prevenire il gioco patologico è un costo imposto dalla legge oppure una spesa sostenuta per promuovere l’immagine dell’impresa? È attorno a questa distinzione che si concentra una delle principali criticità delle nuove misure fiscali introdotte dal decreto-legge del 26 agosto 2026, nato per contrastare l’aumento del prezzo dei carburanti ma contenente anche disposizioni rivolte al settore del gioco legale.

Le novità interessano soprattutto i concessionari del gioco online. A esaminarne gli effetti è l’avvocato Luca Giacobbe, che in una dichiarazione rilasciata ad AGIMEG ha definito la norma “fortemente criticabile”, perché interviene in maniera significativa sul trattamento fiscale di alcuni costi sostenuti dagli operatori.

Il primo intervento riguarda le somme che i concessionari devono destinare ogni anno alle campagne informative, alla comunicazione responsabile e alle iniziative per prevenire il gioco patologico. La nuova disposizione stabilisce che questi costi siano considerati, in ogni caso, spese di rappresentanza.

“Non significa che tali spese diventino totalmente indeducibili, ma che la loro deducibilità viene sottoposta ai limiti quantitativi previsti per le spese di rappresentanza”, spiega Giacobbe. Il tetto viene calcolato sulla base dei ricavi dell’impresa: l’1,5% fino a 10 milioni di euro, lo 0,6% sulla quota compresa tra 10 e 50 milioni e lo 0,4% sulla parte eccedente i 50 milioni.

“In altri termini, una spesa che il concessionario è obbligato per legge a sostenere viene fatta concorrere con le ordinarie spese di rappresentanza al medesimo plafond fiscale. Superato tale limite, il costo non è deducibile”, osserva il legale.

Secondo Giacobbe, la scelta è discutibile perché “una campagna obbligatoria di gioco responsabile difficilmente può essere considerata, nella sostanza, una normale spesa sostenuta per finalità promozionali o di rappresentanza dell’impresa”. Si tratterebbe, piuttosto, di un costo regolatorio necessario per esercitare l’attività in concessione.

Il secondo intervento riguarda le sponsorizzazioni e i contratti analoghi conclusi con soggetti collegati direttamente o indirettamente agli operatori di gioco e impegnati in attività di informazione o di comparazione di quote e offerte. In presenza delle condizioni previste dal decreto, le relative spese diventano integralmente indeducibili sia ai fini delle imposte sui redditi sia dell’IRAP.

Giacobbe invita però a non confondere gli effetti fiscali della disposizione con le regole sulla pubblicità del gioco: “Questa disposizione ha natura fiscale: non introduce automaticamente un nuovo divieto di pubblicità e non può essere confusa con il divieto previsto dall’articolo 9 del Decreto Dignità”.

“Un’attività informativa eventualmente lecita ai sensi di tale disciplina non diventa per questo illecita: semplicemente, ricorrendo i presupposti della nuova norma, il relativo costo non è fiscalmente deducibile”, precisa il legale nella dichiarazione rilasciata ad AGIMEG.

Resta da comprendere quanto sia esteso il perimetro della misura. Espressioni come “soggetti riconducibili direttamente o indirettamente” e “analoghe tipologie contrattuali”, sostiene Giacobbe, sono “estremamente ampie e non consentono di individuare con sufficiente precisione il perimetro dei soggetti e dei rapporti contrattuali interessati”.

La norma potrebbe quindi coinvolgere le società appartenenti allo stesso gruppo del concessionario, ma anche soggetti legati all’operatore da rapporti di collaborazione e impegnati in attività informative o nella comparazione di piattaforme, quote e offerte.

Il punto più delicato riguarda tuttavia il rapporto tra le nuove misure e le condizioni sulle quali si è svolta la gara per le concessioni online. Il decreto legislativo n. 41 del 2024 riconosce il principio di stabilità delle regole della concessione, anche sotto il profilo fiscale. Prevede inoltre che, durante il periodo di efficacia della concessione, gli obblighi e i diritti del concessionario, compresi il canone e il regime di tassazione delle attività di gioco, non vengano modificati.

“Gli operatori hanno partecipato a una gara, hanno formulato i propri piani economici e hanno sostenuto un rilevante costo per ottenere la concessione facendo affidamento su un quadro normativo nel quale lo stesso legislatore garantiva espressamente la stabilità delle condizioni economiche e fiscali”, sottolinea Giacobbe.

A meno di un anno dal rilascio delle nuove licenze viene invece modificato il trattamento fiscale di alcune spese direttamente collegate alla concessione e, nel caso delle campagne per il gioco responsabile, di costi che lo stesso legislatore impone agli operatori.

“La sequenza appare quindi paradossale: lo Stato impone una spesa, garantisce la stabilità delle condizioni fiscali sulla cui base viene assegnata la concessione e, dopo l’aggiudicazione, modifica il trattamento fiscale di quella stessa spesa”, afferma il legale.

A rendere il quadro ancora più complesso è la decorrenza delle nuove disposizioni. Il decreto stabilisce che si applichino alle spese sostenute dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025. Per le società il cui esercizio coincide con l’anno solare, gli effetti partono quindi dal 1° gennaio 2026, nonostante la norma sia stata introdotta soltanto ad agosto.

“Si pone pertanto anche un tema di affidamento e di incidenza della nuova disciplina su costi già sostenuti prima della sua entrata in vigore”, osserva Giacobbe.

La disciplina apre almeno tre questioni giuridiche: la ragionevolezza della qualificazione come spesa di rappresentanza di un costo obbligatorio; la certezza del diritto e la tutela dell’affidamento rispetto alle condizioni economiche e fiscali della gara; l’applicazione delle nuove regole all’intero periodo d’imposta 2026.

Su quest’ultimo punto, Giacobbe richiama i principi di irretroattività, affidamento e capacità contributiva, anche alla luce degli articoli 3 e 53 della Costituzione e dello Statuto dei diritti del contribuente.

“Non si può valutare questa disposizione come una normale modifica fiscale di carattere generale”, conclude il legale. “Il Governo ha deciso di intervenire con decretazione d’urgenza – strumento che andrebbe usato con moderazione e nei casi di effettiva necessità ed urgenza – su un settore regolato attraverso concessioni appena messe a gara, rispetto alle quali il legislatore aveva espressamente assunto la stabilità delle regole – comprese quelle fiscali – quale elemento di tutela dell’investimento e dell’affidamento del concessionario”.

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Da Amazon Slots a Netflix Casino, passando per quotidiani e operatori legali: la grande truffa sui social

Le false proposte online utilizzano nomi e loghi di importanti testate e aziende autorizzate

Dopo il caso “Amazon Slots”, una nuova campagna pubblicitaria sfrutta il nome e l’identità grafica di un marchio internazionale per promuovere il gioco online in Italia. Questa volta l’esca è “Netflix Casino”, un presunto casinò che non ha alcun collegamento dichiarato con la piattaforma di streaming.

A ricostruire il meccanismo è un’inchiesta di SiGMA News a firma Tony Colapinto. Le inserzioni, diffuse attraverso diversi account social, presentano “Netflix Casino” come una piattaforma legale e autorizzata, mostrando una falsa licenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la dicitura “100% legale in Italia”.

Per aumentare la credibilità dell’offerta, alcune campagne mettono il falso casinò a confronto con operatori regolarmente autorizzati, come SNAI ed Eurobet. Alle società legali vengono attribuite condizioni meno favorevoli e, in un caso, persino l’assenza di una licenza.

La costruzione coinvolge anche l’informazione. Le pagine raggiunte attraverso gli annunci imitano l’aspetto grafico di Repubblica, Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, pubblicando articoli mai comparsi sulle testate originali. I contenuti raccontano vincite, pagamenti e reazioni degli operatori italiani che non risultano realmente avvenuti.

Compaiono inoltre false recensioni, ricevute PostePay, conversazioni WhatsApp e classifiche di presunti vincitori. Alcune schermate, realizzate per ricordare quelle degli store digitali, mostrano centinaia di migliaia di download e decine di migliaia di valutazioni. Non si tratta però di dati certificati, ma di numeri inseriti nelle pagine analizzate.

Seguendo i collegamenti sponsorizzati, il nome “Netflix Casino” finisce per scomparire. L’utente viene indirizzato verso piattaforme di gioco con denominazioni differenti, nelle quali può arrivare fino alla registrazione e al deposito di denaro.

SiGMA News precisa che gli elementi raccolti non consentono di attribuire automaticamente tutti i domini coinvolti a un unico soggetto. L’inchiesta permette però di ricostruire il percorso: il marchio Netflix attira l’attenzione, la falsa licenza e gli articoli contraffatti generano fiducia, mentre il collegamento conduce a un’offerta di gioco presentata con un altro nome.

Lo schema ricorda quello già utilizzato con “Amazon Slots”, promosso attraverso il marchio Amazon e le immagini di Jeff Bezos e Khaby Lame. In quel caso Amazon aveva escluso qualsiasi coinvolgimento e ADM aveva confermato che le piattaforme segnalate non risultavano autorizzate a offrire gioco a distanza in Italia.

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SiGMA World Roma, Pulis: “Un ponte tra operatori, regolatori e investitori internazionali”

Dal 2 al 5 novembre 2026 a Roma la seconda edizione italiana dell’evento sul gaming più importante a livello mondiale

Roma si prepara a diventare nuovamente uno dei principali punti d’incontro internazionali per l’industria del gaming. Dal 2 al 5 novembre 2026 la Capitale ospiterà la seconda edizione italiana di SiGMA World, con decine di migliaia di delegati, centinaia di relatori, oltre mille espositori e sponsor e, soprattutto, la presenza record di 65 regolatori del gioco provenienti da tutto il mondo.

L’appuntamento punta a riunire nello stesso luogo operatori, autorità, investitori, fornitori e imprese tecnologiche, offrendo alle aziende italiane un accesso diretto a interlocutori internazionali che richiederebbero normalmente mesi di lavoro per essere raggiunti.

A illustrare le prospettive della manifestazione e il ruolo assunto dall’Italia nella strategia internazionale del gruppo sono Eman Pulis, fondatore di SiGMA, e Heathcliff Farrugia, Chief International Relations Officer di SiGMA World, in due interviste esclusive rilasciate al direttore di Agimeg, Fabio Felici.

“Se vuoi capire davvero dove sta andando il gaming, incontrare chi lo sta costruendo e, allo stesso tempo, aprire il tuo business al mondo, Roma durante SiGMA World è probabilmente il posto migliore in cui puoi essere nei prossimi anni”, afferma Pulis.

Roma ponte tra mercato italiano e investitori internazionali

Il ritorno nella Capitale nasce dal successo della prima edizione e dal peso attribuito all’Italia all’interno del mercato europeo. Secondo Pulis, il Paese rappresenta da anni uno dei mercati con le maggiori potenzialità per il gioco online, in una fase caratterizzata dalla crescita del digitale e dal confronto ancora aperto sul riordino del gioco fisico.

La scelta di Roma non risponde però soltanto alle dimensioni del mercato. La città viene considerata una sede strategica per favorire l’incontro tra industria, istituzioni e nuove tecnologie.

“Portare SiGMA World a Roma significa metterci esattamente nel cuore di questa trasformazione”, spiega Pulis ad Agimeg. “Ci aspettiamo una fortissima componente internazionale: in alcune nostre proiezioni, oltre l’80% dei partecipanti arriva da fuori Italia. Questo genera un impatto economico concreto e, allo stesso tempo, posiziona Roma come hub globale di innovazione nel gaming e nel tech”.

La Capitale, aggiunge il fondatore di SiGMA, sta rafforzando la propria credibilità anche nei settori delle politiche digitali, del venture capital, del fintech, dell’intelligenza artificiale e della blockchain. L’obiettivo è quindi consolidare “un ponte tra operatori italiani, regolatori, investitori internazionali e il mondo delle tecnologie di frontiera”.

Anche Farrugia sottolinea la centralità del mercato nazionale: “L’Italia rappresenta un mercato estremamente importante, non solo per la sua dimensione economica e per la maturità del settore, ma anche per la sua posizione strategica in Europa. Per SiGMA, Roma è una piattaforma ideale per mettere in contatto operatori locali e internazionali, favorendo nuove partnership e opportunità di crescita”.

A Roma il record di 65 regolatori del gioco

Uno degli elementi più rilevanti dell’edizione 2026 sarà la partecipazione di 65 regolatori internazionali, chiamati a confrontarsi nei panel dedicati ai principali temi normativi e industriali.

“Non è da tutti poter partecipare a un’esposizione e a una conferenza che riuniscono nello stesso luogo ben 65 regolatori del gioco provenienti da tutto il mondo”, evidenzia Farrugia.

Il programma comprenderà cinque palchi tematici: Gioco Regolamentato, Affiliation, AI & Blockchain, Global Finance e, per la prima volta, uno spazio interamente dedicato al mercato italiano, realizzato in collaborazione con Sapar.

Sono previste anche tre giornate di workshop, organizzate insieme ad associazioni internazionali per approfondire temi specifici di interesse per l’industria.

“Per il 2026 siamo particolarmente entusiasti della nuova collaborazione con Sapar, che porta con sé anni di esperienza e competenza nel mercato italiano”, spiega Farrugia. “Il nostro obiettivo è offrire un’esperienza ancora più completa e di maggiore valore per espositori, operatori e visitatori”.

L’organizzazione di una manifestazione di queste dimensioni richiede il coordinamento di logistica, sicurezza, contenuti, relatori, espositori, networking e accoglienza. La finalità, sottolinea Farrugia, è consentire a ogni partecipante di concentrarsi sulle opportunità professionali senza avvertire la complessità della macchina organizzativa.

Riordino del gioco, Pulis: “La stabilità normativa è la condizione per attrarre capitali”

Tra i temi centrali dell’appuntamento romano ci sarà la regolamentazione, in una fase nella quale l’Italia sta completando la riforma del gioco online e continua a discutere il riordino della rete fisica.

Per Pulis, un quadro di regole chiaro e prevedibile rappresenta il presupposto indispensabile per attirare investimenti e permettere agli operatori di pianificare strategie di lungo periodo.

“La proibizione spinge i giocatori nel sottobosco, la regolamentazione li porta alla luce, ma è fondamentale che la stessa sia equilibrata”, sostiene il fondatore di SiGMA. “Un quadro normativo chiaro, proporzionato e prevedibile crea un ambiente nel quale investitori e aziende seri vogliono entrare e rimanere”.

Il riferimento è anche all’esperienza maturata da Malta in oltre 25 anni come giurisdizione del gioco. Secondo Pulis, un eccesso di vincoli rischia di spostare operatori e domanda verso il mercato illegale, mentre la stabilità normativa consente di valutare con maggiore certezza rischi, tempi e margini.

“Per un Paese come l’Italia, in una fase di riordino del settore fisico e di forte evoluzione del digitale, la stabilità normativa è la condizione di base per attirare capitali internazionali. Nessun gruppo globale pianifica investimenti a lungo termine se non può stimare rischi, tempi e margini con un minimo di certezza”.

SiGMA si propone quindi come luogo di confronto tra industria, regolatori e stakeholder, con l’obiettivo di condividere le esperienze dei mercati maturi e individuare un equilibrio tra tutela del giocatore e innovazione. Nella stessa direzione si inserisce la Top 50 Gioco Legale di Stato, iniziativa ideata con Forbes Italia per valorizzare gli operatori che contribuiscono allo sviluppo del settore nel rispetto dei principi di legalità e tutela.

Da Malta a una rete globale presente in più continenti

La storia di SiGMA è iniziata nel 2014, quando Pulis lanciò a Malta una manifestazione destinata a riunire sotto lo stesso tetto l’intero ecosistema dell’iGaming. Quella prima fiera, alla quale parteciparono circa 1.500 delegati, si è progressivamente trasformata in un circuito globale di eventi presente in Europa, Asia, Africa e Americhe.

La svolta arrivò durante la pandemia. Con il settore fieristico fermo e il primo appuntamento di Manila bloccato dall’emergenza, il gruppo scelse di trasferire il summit a Dubai e di accelerare la diversificazione delle proprie attività.

“La pandemia del 2020 è stata una svolta brutale ma decisiva. Invece di tirarci indietro abbiamo scelto di andare avanti, portando il summit a Dubai e dimostrando a noi stessi e all’industria che potevamo giocare su un palcoscenico mondiale”, racconta Pulis.

Da quella fase sono nati o si sono sviluppati i diversi pilastri del gruppo: eventi, media, investimenti, risoluzione alternativa delle controversie, fondazione e poker tour. SiGMA coordina ora centinaia di professionisti in diversi uffici e organizza un World Tour con tappe in città e Paesi come Dubai, Malta, Brasile, Messico, Roma e Sri Lanka.

La sfida, sottolinea Pulis, consiste nel mantenere riconoscibilità e qualità adattando ogni evento alla cultura, alla lingua e alle aspettative del mercato ospitante.

Gaming, intelligenza artificiale e finanza verso un unico ecosistema

L’evoluzione di SiGMA riflette la crescente convergenza tra gaming, fintech, criptovalute e intelligenza artificiale. Nel 2018 il gruppo ha lanciato AIBC per portare AI, blockchain, finanza tecnologica e crypto all’interno del confronto sul futuro dell’industria del gioco.

Secondo Pulis, lo sviluppo del mercato passerà sempre di più da tecnologie come quantum computing, big data, DeFi, GameFi e Internet of Things, destinate a incidere sui prodotti, sui pagamenti, sulla sicurezza e sugli strumenti di gioco responsabile.

“SiGMA è già qualcosa di più di un expo del gioco. È una piattaforma dove gaming, tecnologia, finanza e innovazione si incontrano e dove un operatore può parlare nella stessa settimana con un regolatore, il fondatore di un exchange crypto e un venture capitalist”.

Guardando al 2030, la prospettiva è quella di una rete sempre più integrata, nella quale la componente tecnologica assumerà un peso crescente e l’intelligenza artificiale applicata al gioco responsabile sarà affrontata insieme alle nuove verticali di scommessa e all’evoluzione degli operatori tradizionali.

America Latina, Africa e Asia tra i mercati da osservare

Oltre all’Italia, SiGMA guarda con particolare interesse all’America Latina, all’Africa e ad alcune aree dell’Asia. La crescita della digitalizzazione, la presenza di popolazioni giovani e la progressiva apertura verso innovazione e regolamentazione possono accelerarne lo sviluppo nei prossimi anni.

“Diversi mercati emergenti sorprenderanno per velocità di crescita e capacità di attrarre investimenti”, prevede Farrugia. “Tuttavia, la regolamentazione rappresenta il vero punto di svolta: è il fattore che più di ogni altro determina la crescita sostenibile e la maturità di un mercato”.

Il confronto tra mercati consolidati e giurisdizioni emergenti sarà uno dei contenuti dell’appuntamento romano, con la possibilità per gli operatori italiani di conoscere tendenze, modelli normativi e opportunità internazionali senza uscire dal proprio Paese.

Il valore delle connessioni per le aziende

Per Pulis e Farrugia, il principale valore di SiGMA risiede nella capacità di concentrare in pochi giorni una rete di contatti qualificati. Gli eventi del gruppo, spiega Pulis, sono apprezzati dagli espositori per la combinazione tra traffico professionale, networking strutturato e una filosofia che privilegia la costruzione dei rapporti personali prima del business.

A Roma, un’impresa italiana potrà incontrare partner, fornitori, regolatori e investitori internazionali, accedendo al tempo stesso alle attività del gruppo nei settori dei media, dell’affiliazione, della risoluzione delle controversie e della responsabilità sociale.

“Il motivo principale per esserci è il valore delle connessioni”, conclude Farrugia. “A SiGMA si incontrano in pochi giorni persone e aziende che normalmente richiederebbero mesi di lavoro per essere raggiunte. È un’occasione unica per creare relazioni strategiche, scoprire nuove opportunità di business e avere una visione concreta delle tendenze che stanno plasmando il futuro dell’industria”.

La SiGMA Foundation e l’obiettivo di aiutare un milione di persone

La crescita commerciale è accompagnata dalle attività della SiGMA Foundation, impegnata in progetti in Etiopia, Uganda, Perù, Guatemala, Filippine e Brasile. L’obiettivo dichiarato è raggiungere almeno un milione di persone, contribuendo concretamente al contrasto della povertà.

Pulis lega proprio a questo traguardo la sua idea di successo: “Se nel 2030 potrò dire che SiGMA è diventata una piattaforma che genera business, innova il settore e, allo stesso tempo, ha cambiato la vita a un milione di persone, allora sarò molto più vicino all’idea di ‘milionaire’ come la intendo oggi”.

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Mondiali 2026 da record su Flashscore: oltre 12,6 miliardi di visualizzazioni

Messi il calciatore più cercato, Brasile primo mercato mondiale

I Mondiali 2026 hanno segnato nuovi record per Flashscore, piattaforma conosciuta in Italia con il nome di Diretta.it. Nei 55 giorni della competizione, 84,66 milioni di utenti unici hanno consultato risultati, statistiche e contenuti dedicati al torneo, generando complessivamente 12,62 miliardi di visualizzazioni.

A conquistare il primato assoluto è stata la finale tra Spagna e Argentina, che ha totalizzato 92,41 milioni di visualizzazioni e coinvolto 18,98 milioni di utenti unici. Nessun’altra partita aveva mai raggiunto numeri così elevati nella storia della piattaforma.

“I Mondiali rappresentano il nostro più grande banco di prova in termini di scalabilità e lo abbiamo superato meglio di quanto avessimo previsto”, ha dichiarato Martin Matějka, direttore marketing di Livesport, la società che sviluppa Flashscore.

Secondo Matějka, il torneo ha portato sulla piattaforma oltre 30 milioni di utenti in più rispetto a una normale estate, il doppio dell’incremento generato complessivamente dagli Europei e dalla Copa América. I risultati hanno inoltre superato di oltre il 20% le previsioni elaborate nella primavera del 2026.

La crescita più consistente è stata rilevata in America Latina e in alcuni dei Paesi ospitanti, tra cui Perù, Indonesia, Messico e Colombia. Con l’inizio della fase a eliminazione diretta è aumentato in maniera significativa anche l’utilizzo delle applicazioni mobili. Nel luglio 2026, tutte le piattaforme di Livesport hanno raggiunto complessivamente circa 122 milioni di utenti, stabilendo un nuovo record mensile.

Il torneo ha riscritto la classifica degli incontri più seguiti su Flashscore. Otto delle prime dieci partite di sempre si sono disputate durante i Mondiali 2026, mentre 15 incontri sono entrati nella top 20 per numero di utenti. Soltanto le sfide più importanti della Champions League riescono a raggiungere livelli di attenzione paragonabili.

Alle spalle della finale tra Spagna e Argentina si è piazzato l’ottavo di finale tra Argentina ed Egitto, seguito da 18,76 milioni di utenti e capace di generare 85,88 milioni di visualizzazioni.

Al terzo posto figura la finale per il terzo posto tra Francia e Inghilterra, con 18,50 milioni di utenti e 69,88 milioni di visualizzazioni. Nella top 15 è rimasta anche la partita della fase a gironi tra Portogallo e Uzbekistan, che ha raccolto 17,39 milioni di utenti e 63,87 milioni di visualizzazioni.

Il Brasile è stato il mercato con il maggiore coinvolgimento durante la competizione, raggiungendo 1,2 miliardi di visualizzazioni. Alle sue spalle si sono collocate la Francia, con 785,8 milioni, e l’Italia, con 650 milioni.

Numeri rilevanti anche in Colombia e Ghana, che hanno registrato rispettivamente 450,7 milioni e 436,8 milioni di visualizzazioni, confermando la forte crescita della piattaforma al di fuori del mercato europeo.

Sul fronte dei protagonisti, Lionel Messi ha chiuso il torneo in testa alla classifica dei calciatori più consultati, con 13,8 milioni di aperture del profilo. L’argentino ha preceduto Kylian Mbappé, fermatosi a 10,3 milioni, Cristiano Ronaldo con 7,3 milioni e Mikel Oyarzabal con 7,2 milioni.

Spagna e Argentina sono state invece le nazionali più seguite, entrambe con 14,4 milioni di visualizzazioni del profilo. Seguono Francia, con 13,7 milioni, e Portogallo, con 12 milioni.

L’Argentina ha guidato anche la classifica delle nuove aggiunte tra le “squadre del cuore”, scelta da 1,6 milioni di utenti. La Spagna ha raccolto 1,4 milioni di preferenze, davanti a Francia con 1,3 milioni e Portogallo con un milione.

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Mondiali, semifinali al via: Francia favorita contro la Spagna, equilibrio tra Inghilterra e Argentina

Martedì 14 luglio la Francia affronta la Spagna, mentre mercoledì 15 sarà la volta di Inghilterra-Argentina

I Mondiali 2026 entrano nella fase decisiva. Martedì 14 e mercoledì 15 luglio sono in programma le due semifinali, che metteranno in palio i primi due pass per la finale. Secondo le valutazioni dei bookmaker, Francia e Inghilterra partono con un leggero vantaggio, anche se entrambe le sfide si preannunciano molto equilibrate.

La prima semifinale, in programma martedì 14 luglio alle 21:00, vedrà di fronte Francia e Spagna. I bookmaker indicano i francesi come favoriti a 2,35, mentre un successo della Spagna vale 3,25. Anche il pareggio al termine dei 90 minuti è proposto a 3,25, a conferma di un match che potrebbe restare in bilico fino agli ultimi minuti.

Per quanto riguarda il numero di reti, la linea dell’Over/Under è fissata a 2,5 gol, con quote perfettamente in equilibrio: sia Over 2,5 sia Under 2,5 sono offerti a 1,87, segnale che gli operatori si aspettano una gara combattuta e dall’esito incerto.

Scenario simile nella seconda semifinale, in programma mercoledì 15 luglio alle 21:00, tra Inghilterra e Argentina. Gli inglesi sono leggermente avanti nelle quote a 2,55, mentre il successo dell’Argentina è bancato a 3,10. Il pareggio nei tempi regolamentari è invece offerto a 3,15.

Diversa, invece, la valutazione sul possibile numero di gol. Anche in questo caso la soglia è fissata a 2,5 reti, ma i bookmaker ritengono più probabile una partita con poche marcature: l’Under 2,5 è infatti favorito a 1,62, mentre l’Over 2,5 sale a 2,25.

Le quote confermano quindi due semifinali dall’elevato equilibrio, con Francia e Inghilterra leggermente favorite per conquistare la finale, ma con margini ridotti che lasciano aperta ogni possibilità in due sfide tra le più attese dell’intero torneo.