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Forbes Italia e SiGMA lanciano la Top 50 del gioco legale: verso SiGMA World 2026

La Top 50 racconterà i profili più influenti del gioco legale prima dell’evento di Roma

Una importante ed innovativa iniziativa, firmata Forbes Italia e SiGMA Group, farà da apripista al percorso che porterà verso SiGMA World 2026, la più grande e partecipata manifestazione dedicata al gioco pubblico, che si terrà a novembre a Roma.

La Top 50 del Gioco Legale di Stato è un progetto che, più che stilare una classifica, cerca di raccontare chi sta davvero incidendo sull’evoluzione del settore. L’iniziativa nasce come una lettura dell’ecosistema del gioco legale, in una stagione in cui il comparto è chiamato a confrontarsi con temi centrali come regolazioneinnovazione tecnologicaresponsabilitàtutela dei giocatori e qualità del dibattito pubblico.

Secondo quanto riportato nella presentazione dell’iniziativa, nell’articolo a firma Tony Colapinto pubblicato da SiGMA, la Top 50 punta a individuare figure che, in ruoli diversi, incidono sullo sviluppo del settore: professionisti della compliance e della regolazione, operatori dell’innovazione, esperti di gioco responsabile, accademici, analisti e media.

La Top 50 verso SiGMA World 2026 a Roma

Il progetto si inserisce, come detto, nel percorso che porterà a SiGMA World 2026, in programma alla Fiera di Roma dal 2 al 5 novembre 2026. La pubblicazione della Top 50 è prevista nelle settimane precedenti l’evento e avrà l’obiettivo di offrire una mappa dei nomi, delle competenze e delle visioni che stanno contribuendo a definire il futuro del mercato italiano.

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Eman Pulis (Sigma World): Roma può diventare il centro della nuova iGaming economy italiana

Pulis: “Puntiamo al dialogo tra operatori, autorità di regolamentazione, investitori e innovatori”

Saper leggere in anticipo quali saranno gli sviluppi del mercato del gaming internazionale e sviluppare eventi che producono importanti benefici economici e reputazionali di grande impatto per città e imprese, sono due delle caratteristiche che rendono unica l’attività di Eman Pulis, imprenditore maltese e fondatore di SiGMA Group. In dodici anni ha costruito una piattaforma internazionale capace di abbracciare mercati e continenti, mantenendo un livello di coerenza industriale raramente visto nel settore degli eventi. Quello che oggi appare come un ecosistema globale nasce, tuttavia, da un’intuizione che all’inizio sembrava quasi anticipare i tempi.

La sua forza è saper giocare d’anticipo su quelli che saranno gli sviluppi imprenditoriali del settore del gaming, trasformando città, imprese e lavoratori in un unico centro di interesse, con vantaggi per tutti. Ha inventato un modello esclusivo, di successo, che ha conquistato imprese e città in tutto il mondo e che dallo scorso anno è sbarcato anche a Roma.

Nell’edizione dello scorso anno, come riporta Forbes Italia, la prima edizione del Sigma World a Roma ha avuto un impatto economico di quasi 100 milioni di euro, con proiezioni che indicano un potenziale compreso tra 134 e 168 milioni di euro all’anno entro la fine del decennio. Roma ha accolto circa 30.000 delegati nel 2025, con una crescita prevista fino a 42.000-50.000 delegati internazionali entro il 2030. Queste cifre non si limitano ai report, ma si traducono in flussi tangibili lungo l’intera catena di approvvigionamento urbana: ospitalità, trasporti, logistica, organizzazione di eventi e servizi.

“Quando ho iniziato, molti pensavano che il settore fosse già saturo” – afferma Eman Pulis. “L’industria della tecnologia e dell’iGaming già contava su eventi consolidati negli Stati Uniti, in Asia e a Londra. Inserirsi in quel calendario non solo era difficile, ma sembrava anche inutile. Eppure, il punto non era aggiungere un’altra Expo, ma cambiare la logica stessa dell’evento, puntando sule relazioni umane prima degli affari, il networking come motore principale, la comunità come infrastruttura”.

In questo piano, l’Italia non è soltanto una tappa europea. È un hub. Il mercato italiano è ora il secondo più grande in Europa, ma ha ancora margini di crescita, in particolare nel segmento online. “A differenza del Regno Unito, che è maturo, l’Italia è ancora in fase di sviluppo – spiega Pulis – e questo significa opportunità”. Accanto alla dimensione economica, nella visione dell’imprenditore emerge un elemento meno tangibile ma centrale: la fiducia. “Malta e l’Italia si capiscono. C’è un’affinità naturale”.

È in questo contesto che emerge la posizione più chiara di Pulis sulla questione della regolamentazione. “Il gioco regolamentato è l’unica via da seguire”. La sua non è una dichiarazione di principio, ma un’analisi economica del settore. “Vietare o tassare eccessivamente il gioco online – sostiene – non elimina il fenomeno: lo sposta verso operatori offshore, privi di supervisione e garanzie. Se ci sono troppe restrizioni per gli operatori legali o se questi sono eccessivamente tassati, il mercato legale si restringe e quello illegale cresce”. Si tratta di un delicato equilibrio che coinvolge la politica, le istituzioni e l’industria. Il rischio, secondo Pulis, è che il gioco legale gestito dallo Stato possa diventare una leva di consenso politico, compromettendo la stabilità del sistema. “Quando il settore viene utilizzato come arma politica, tutti perdono: le aziende, i lavoratori, ma soprattutto i consumatori”.

In questo scenario, SiGMA World mira a posizionarsi come piattaforma di dialogo. Non solo tra gli operatori, ma anche tra le autorità di regolamentazione di diverse giurisdizioni, gli investitori e gli innovatori “L’assenza di dialogo danneggia tutti”, osserva Pulis. Non è un vicolo cieco, ma una linea di lavoro. E forse è proprio in questa tensione – tra regolamentazione e mercato, tra locale e globale, tra profitto e responsabilità – che è in gioco il futuro dell’intero ecosistema.

C’è anche un’altra dimensione che distingue il percorso di SiGMA: la componente filantropica. Non come una cornice da mostrare, ma come un pilastro strutturale. “La SiGMA Foundation è al centro di ciò che facciamo”, afferma Pulis. L’obiettivo è generare un impatto positivo su almeno un milione di persone che vivono in condizioni di povertà. Ma al di là dei numeri, è il cambiamento di prospettiva a essere significativo”.

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Giornata nazionale del Made in Italy, D’Angelo: “Fondamentale la tutela dei gestori, il riordino del gioco fisico non penalizzi le imprese italiane”

Nel giorno del Made in Italy cresce la preoccupazione: “Il riordino non favorisca pochi grandi operatori”

“Mentre il Ministero delle Imprese del Made in Italy festeggia la giornata nazionale, un altro ministero a pochi metri di distanza, il MEF, sta lavorando sulla riforma del gioco fisico. Si tratta – ha dichiarato Sergio D’Angelo, presidente Sapar – di una riforma che, se andrà avanti come da indiscrezioni giornalistiche, porterà ad una sorta di “privatizzazione” del mercato del gioco fisico”. 

“Di fatto verranno escluse dal mercato 2300 aziende di gestione, eccellenze italiane e prima linea di difesa sul territorio della salute pubblica, della tutela dei minori e degli interessi erariali. Sono aziende che poche settimane fa hanno dato vita all’evento fieristico internazionale “Enada Primavera”, una delle filiere più importanti in Italia dal punto di vista occupazionale e non solo. Bisogna ricordare che tra aziende di gestione e relativo indotto, la filiera del gioco fisico in Italia conta circa 5000 aziende con 80.000 addetti. Le preoccupazioni per questa possibile “privatizzazione” del settore del gioco fisico da parte di pochi concessionari, tutti in mano a fondi o imprenditori esteri, non sono solo delle imprese ma anche di tanti politici.

“La riforma del gioco pubblico entra nella fase decisiva, ma tra operatori e osservatori cresce la preoccupazione per l’assenza di un pieno confronto politico. Bisogna sciogliere i nodi ancora sul tappeto e, innanzitutto, trai più importanti quello circa la formazione di un eventuale oligopolio.”. È quanto dichiarato dal senatore Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanza e Tesoro di Palazzo Madama, ricordando le tappe della vicenda.

“C’è da chiedersi vogliamo dare forza al libero mercato e alla concorrenza o vogliamo stringere verso l’oligopolio? Un rischio da evitare e quindi non è possibile aumentare i limiti di concentrazione dei punti fisici a pochi soggetti. Dobbiamo garantire il libero mercato o non andare verso una gestione di pochi soggetti”. Questo il pensiero dell’onorevole Andrea De Bertoldi, presidente dei Liberali Cristiano Democratici – Gruppo Lega.

Insomma nel giorno dedicato al Made in Italy, sono proprio le piccole e medie aziende di gestione italiane a lanciare un grido d’allarme per non essere escluse da una riforma che potrebbe farle scomparire, con danni per l’occupazione, la tutela dei giocatori e le entrate erariali.

“Il Made in Italy è molto più di un’etichetta; è un simbolo di eccellenza – ha concluso D’Angelo – che evoca qualità, tradizione, che rappresenta un’opportunità economica importante, rendendolo un patrimonio unico. Per questo chiediamo al Governo di non disperde questo patrimonio rappresentato dalle imprese di gestione ed anzi di tutelarlo nel rispetto di una qualità lavorativa unica nel suo genere.

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Mario Lollobrigida confermato direttore della direzione giochi di ADM

Lollobrigida ha attraversato con successo una delle fasi più importanti della trasformazione del gioco pubblico in Italia

Mario Lollobrigida è stato confermato Direttore Giochi di ADM per il prossimo triennio. Entrato in carica il 2 maggio 2023, il dirigente resterà quindi alla guida della Direzione Giochi per altri tre anni.

Con una lunga esperienza istituzionale nel settore, dal 2023 ad oggi Lollobrigida ha attraversato con successo alcune delle fasi più importanti di trasformazione del gioco pubblico in Italia, dal nuovo sistema concessorio dell’online all’imminente riordino del gioco fisico.

Entrato in carica nel 2023 – ricorda l’Agenzia Agimeg – dopo essere stato Dirigente della Sezione Tabacchi di ADM e aver guidato diversi Uffici della Direzione Giochi Lollobrigida si è sin da subito confrontato con un’industria in piena trasformazione.

Dall’inizio del suo nuovo compito da Direttore Giochi di ADM, Lollobrigida si è occupato della delicata riforma del gioco online in Italia, un processo lungo che ha visto la luce a novembre del 2025 con l’ingresso ufficiale del nuovo sistema concessorio.

Durante questi anni di lavoro, Lollobrigida si è sempre confrontato con tutti gli stakeholders contribuendo a disegnare una riforma che tutelasse allo stesso modo lo Stato, i giocatori e le aziende.

“Nel decreto delegato di riforma del gioco online sono state dettate regole innovative che porteranno sicuramente a una razionalizzazione del settore e al superamento delle criticità che si sono negli anni evidenziate. L’effettuazione della gara e l’assegnazione delle concessioni determinerà la definitiva conclusione del percorso”, aveva dichiarato sulle pagine di Agimeg.

Da una riforma completata a una che ancora deve vedere la luce, quella del gioco fisico. In questi anni, Lollobrigida si è sempre speso in prima persona per promuovere un riordino del gioco fisico che tutelasse tutte le parti in causa.

“I distanziometri e i limiti orari si sono dimostrati evidentemente inefficaci, anche a causa della frammentazione normativa. Bisogna dare regole certe a livello nazionale, anche per quel che concerne gli orari. Laddove non c’è la possibilità di usufruire del gioco legale le persone vanno verso l’illegale”, le sue parole che risuonano più che mai attuali alla luce del riordino che si sta discutendo in queste settimane.

Con la conferma alla guida dei Giochi di ADM, Lollobrigida avrà la possibilità di contribuire a una riforma che è sempre stata tra le sue priorità. “Il riordino del gioco fisico sarà un giusto bilanciamento tra le esigenze di sicurezza, tutela di giocatori e minori ed esigenze imprenditoriali”, ha recentemente dichiarato.

A proposito di priorità, un altro grande lavoro svolto da ADM in questi anni è stato quello di contrasto al gioco illegale. I controlli sono stati 27.280 nel 2023, aumentati a 28.031 nel 2024, con la rete fisica che è stata la più presidiata.

E il trend è destinato a continuare. Nel triennio 2026-2028, sempre sotto la guida di Lollobrigida nella sezione Giochi, ADM pianifica un incremento progressivo delle verifiche nel settore giochi, con un target di 26.500 controlli nel 2026, 27.000 nel 2027 e 27.500 nel 2028.

Con un indice di presidio sulle sale scommesse, sul bingo e sulle VLT, che cresce dal 34% nel 2026 al 35% nel 2027 fino al 36% nel 2028. Il numero di verifiche delle piattaforme di gioco online, dei sistemi di gioco VLT, bingo e scommesse e numero dei controlli sui criteri e sui processi eseguiti dagli Organismi di certificazione dei sistemi di gioco VLT e delle AWP è invece fissato a 18% per ciascun anno.

“Ma dovremo cominciare a interfacciarci anche con realtà come Meta, Google, Apple e Twitch per contrastare il gioco illegale”, le sue recenti parole, a seguito dell’ingresso di ADM nel Gambling Regulators European Forum.

In un settore in continua trasformazione come quello del gioco pubblico, da qui ai prossimi tre anni Lollobrigida è chiamato alle nuove sfide dettate dall’avvento dell’intelligenza artificiale, una tecnologia che già sta contribuendo a rivoluzionare l’economia mondiale.

“L’intelligenza artificiale sarà uno strumento fondamentale nella lotta al gioco patologico – ha dichiarato – In particolare, alcuni operatori hanno adottato sistemi di intelligenza artificiale in grado di monitorare in tempo reale comportamenti potenzialmente problematici, basandosi su parametri come il tempo di gioco, le somme giocate e la frequenza. Queste tecnologie – ha proseguito – permettono di inviare messaggi personalizzati, fino ad arrivare, nei casi più critici, alla sospensione temporanea del conto di gioco”.

La conferma di Lollobrigida alla guida della Direzione Giochi di ADM è quindi un segnale di continuità da parte dell’agenzia, oltre al riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto in questi tre anni.

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Enada Primavera 2026, D’Angelo (Pres. Sapar): “Edizione di successo, cresce la partecipazione e il consenso degli operatori”

Nei convegni largo spazio anche alle problematiche dei gestori e dell”amusement

Si è conclusa con un bilancio ampiamente positivo la 38ª edizione di Enada Primavera, la manifestazione di riferimento italiana, per il comparto del gaming e dell’amusement, organizzata da Italian Exhibition Group in collaborazione SAPAR. Tre giornate intense di lavoro e confronto che hanno confermato il ruolo centrale dell’evento per l’intera filiera del gioco pubblico.

L’edizione 2026 ha fatto registrare un incremento delle presenze, soprattutto di professionisti del settore, rispetto allo scorso anno, segnale concreto della vitalità del settore e della capacità della manifestazione di attrarre operatori, aziende e stakeholder da tutta Italia e dall’estero.

I padiglioni della Fiera di Rimini si sono confermati un punto di incontro qualificato per lo sviluppo di relazioni, il confronto sui temi strategici e la presentazione delle principali innovazioni di prodotto. Durante questa edizioni sono state anche annunciate importanti partnership e presentate offerte di gioco innovative.

A raccogliere direttamente il sentiment degli operatori è stato il presidente SAPAR, Sergio D’Angelo, che ha visitato gli stand nel corso della manifestazione. Le indicazioni emerse sono state unanimemente positive, con apprezzamenti per l’affluenza, la qualità dei contatti e le opportunità concrete di business generate nei tre giorni.

Questa edizione di Enada Primavera – ha dichiarato il presidente SAPAR Sergio D’Angelo – ha dimostrato ancora una volta la solidità e la centralità del nostro settore. Abbiamo registrato una partecipazione qualificata, con operatori motivati e un clima costruttivo che lascia ben sperare per il futuro”.

L’offerta espositiva si è distinta per ampiezza e qualità, anche grazie al ritorno di importanti aziende leader e alla presentazione di nuove soluzioni tecnologiche. Parallelamente, il programma convegnistico ha rappresentato uno dei punti di forza della manifestazione, con numerosi appuntamenti dedicati ai principali temi che interessano il comparto, dal riordino del gioco retail all’evoluzione dei modelli distributivi, dall’impatto dell’iGaming al ruolo sempre più centrale del gioco responsabile, passando per il rilancio del settore degli apparecchi senza vincite in denaro.

La Vision Arena si è confermata uno spazio di confronto strategico, ospitando dibattiti e approfondimenti su scenari innovativi e prospettive future, in un momento particolarmente delicato per il settore, alle prese con importanti cambiamenti normativi.

Nel corso della manifestazione si è svolta anche la quinta edizione del torneo JJP Pinball Fest Enada by Luxury Games, competizione di flipper sportivo riconosciuta a livello internazionale, che ha contribuito ad arricchire l’offerta della fiera.

Particolarmente significativo il segnale arrivato dagli espositori: la grande maggioranza ha già manifestato l’intenzione di partecipare alla prossima edizione, a conferma della fiducia nel format e della capacità di Enada Primavera di generare valore per l’intera filiera.

Desidero rivolgere un sincero ringraziamento – ha aggiunto D’Angelo – a tutti gli espositori che hanno scelto di essere presenti, agli operatori che hanno visitato la fiera, ai relatori che hanno contribuito ad animare i numerosi momenti di confronto e a Italian Exhibition Group per l’organizzazione di un evento che continua a crescere e a rinnovarsi. Enada rappresenta un patrimonio comune per il settore e un’occasione fondamentale di dialogo e sviluppo e come nuova dirigenza di Sapar abbiamo puntato sul suo rilancio”.

Il successo dell’edizione 2026 conferma la capacità della manifestazione di evolversi, mantenendo al contempo un forte legame con il comparto e con le sue esigenze. Un equilibrio che consente a Enada Primavera di restare un appuntamento imprescindibile per produttori, gestori, concessionari e istituzioni.

L’appuntamento è già fissato al 2027 – ha concluso il presidente SAPAR – con l’obiettivo di proseguire questo percorso di crescita e di rafforzare ulteriormente il ruolo di Enada come punto di riferimento per il gaming e l’amusement. Ripartiamo da basi solide e dalla fiducia dimostrata dagli operatori in questi giorni”.

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Paciucci (LottoItalia): “Con Fai3 Fai4 ampliamo la famiglia del Lotto con un gioco semplice e veloce”

Estrazioni inizialmente ogni 30 minuti, poi ogni 5 minuti dal 18 novembre 2026

Debutta il 18 marzo “Fai 3 Fai 4”, la nuova modalità di gioco numerico a quota fissa disponibile nelle ricevitorie sui monitor del 10eLotto e anche online. Il gioco consente di puntare su combinazioni numeriche, cercando di indovinare i numeri estratti nell’esatta posizione.

“Con Fai3 Fai4 ampliamo la famiglia dei giochi Lotto introducendo una nuova esperienza di gioco semplice e veloce”, spiega Alessandro Paciucci, CEO di LottoItalia e SVP Italy Lottery Operations di Brightstar Lottery. “Il nuovo gioco interpreta i valori positivi del Lotto, leggerezza e divertimento, offrendo una modalità di gioco semplice e con un’alta frequenza di vincita.  La matrice numerica di soli 10 numeri (da 0 a 9) rende Fai3 Fai4 unico e vicino alla quotidianità delle persone, valorizzando combinazioni di numeri familiari come quelli che accompagnano la nostra giornata, un orario, una targa o un codice PiN”.

Come funziona Fai 3 Fai 4: regole e combinazioni

Il meccanismo, come ha sottolineato in anteprima Agimeg, è immediato: il giocatore sceglie 3 o 4 numeri tra le cifre da 0 a 9 e vince se la sequenza selezionata coincide, posizione per posizione, con quella estratta.

Per ogni giocata sono disponibili fino a 10 combinazioni diverse, da indicare in sequenza da sinistra a destra.

Con la modalità “Fai 3” si selezionano tre numeri. Per una puntata da 1 euro, i premi sono:

  • 3 numeri nella posizione esatta: 200 euro
  • 2 numeri nella posizione esatta: 10 euro
  • 1 numero nella posizione esatta: 1 euro

Con la modalità “Fai 4” si punta invece su quattro numeri nell’ordine corretto. Per una giocata da 1 euro:

  • 4 numeri nella posizione esatta: 1.000 euro
  • 3 numeri nella posizione esatta: 50 euro
  • 2 numeri nella posizione esatta: 3 euro
  • 1 numero nella posizione esatta: 1 euro

Posta di gioco e modalità di partecipazione

La posta minima è di 1 euro per combinazione, aumentabile in incrementi da 0,50 euro fino a un massimo di 200 euro.

Le giocate possono essere singole o in abbonamento, fino a 50 concorsi consecutivi, e si effettuano sia in ricevitoria sia a distanza.

Estrazioni e controlli

Le estrazioni avvengono tramite sistema RNG certificato. Nella fase iniziale le estrazioni saranno effettuate dalle 06,00 alle 23,59 con cadenza ogni 30 minuti. Successivamente, dal 18 novembre 2026, la frequenza passerà a ogni 5 minuti.

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Malta chiama Italia: gaming e ristorazione sbarcano sull’isola

Integrazione tra il comparto dei ristoranti e bar con il reparto dedicato al gioco

Nei casinò europei la ristorazione è sempre stata un servizio accessorio. A Malta, invece, cambia ruolo. Nel distretto di Portomaso, a St. Julian’s, il Portomaso Casino ha deciso di esternalizzare la gestione completa di food, beverage e servizio, introducendo un’impostazione finora poco diffusa nel panorama europeo.

Non si tratta solo della gestione di un ristorante. Per la prima volta in Europa, l’intero comparto, dai ristoranti ai bar fino ai servizi dedicati, viene affidato a un operatore esterno, in piena integrazione con il reparto del gioco.

La gestione è stata affidata a Era Ora Steakhouse, format nato in Abruzzo e sviluppato negli anni da Hector-Bi insieme a Chiara Taraborrelli e ad altri partner, oggi alla sua prima esperienza internazionale. Il progetto si colloca nel segmento alto della ristorazione e si rivolge a una clientela internazionale, in linea con il contesto in cui si inserisce. Il format è specializzato nella lavorazione della carne alla brace, con un approccio costruito sull’esperienza diretta del fuoco e sulla selezione della materia prima.

Non è solo una scelta organizzativa. Nei casinò, la ristorazione segue il ritmo del gioco: c’è chi si ferma pochi minuti, chi resta ore, chi chiede discrezione e continuità. In questo contesto, il food smette di essere un servizio accessorio e diventa parte della gestione del cliente, soprattutto nei segmenti premium.

In questo equilibrio, la cucina italiana continua a mantenere un ruolo riconoscibile a livello internazionale.

Il contesto: il gruppo Tumas e l’evoluzione del modello

Il Portomaso Casino fa parte del Tumas Group, realtà maltese attiva nei settori real estate, hospitality, leisure e gaming, con un posizionamento consolidato nel segmento alto di gamma.

Negli ultimi anni il gruppo ha avviato un percorso di evoluzione dell’offerta legata al gaming, con un’attenzione crescente all’esperienza complessiva del cliente. In questo scenario, la ristorazione non viene più considerata un elemento separato, ma parte integrante del funzionamento stesso della struttura.

Il modello sviluppato sotto la direzione di Fabio Fenech si muove proprio in questa direzione: integrare intrattenimento, servizio e offerta gastronomica in un unico sistema, capace di adattarsi a una clientela eterogenea e internazionale.

Un modello costruito sui tempi del cliente

All’interno del casinò convivono dinamiche molto diverse: chi entra per una breve permanenza, chi si ferma a lungo, chi frequenta le aree VIP e richiede un livello più alto di riservatezza e continuità.

In questo contesto, la ristorazione non può essere rigida. Deve adattarsi. Il modello adottato integra la proposta gastronomica con l’organizzazione del servizio e con i flussi del gioco, costruendo un’esperienza che segue il comportamento del cliente invece di interromperlo.

Dall’Abruzzo a Malta

Era Ora Steakhouse nasce a Vasto, in Abruzzo, dove ha operato per sette anni costruendo una propria identità nel segmento della carne.

L’arrivo a Malta segna il primo passaggio internazionale del progetto, maturato dopo una fase di analisi che ha coinvolto diverse destinazioni. La scelta si inserisce in un contesto caratterizzato dalla crescita dei flussi turistici e dallo sviluppo dell’hospitality sull’isola.

Uno sviluppo che guarda oltre

L’esperienza avviata all’interno del Portomaso Casino rappresenta un primo banco di prova per un modello che potrebbe essere replicato anche in altri contesti.

L’interesse da parte di operatori internazionali, anche al di fuori dell’Europa, indica come l’integrazione tra ristorazione e gaming stia diventando un tema sempre più centrale nel settore.

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FEEXPO 2026: numeri da record per la quarta edizione

Importante accordo con l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile

Dall’attenzione al sociale all’intrattenimento, passando per il valore economico dell’imprenditoria italiana. La quarta edizione di FEEXPO, la più importante fiera italiana dedicata agli apparecchi senza vincite in denaro, che si è chiusa oggi, ha proposto una visione a 360° di quello che è lo stato dell’arte ed il futuro delle sale giochi. Nella tre giorni di Bergamo, FEEXPO 2026 ha ribadito il suo ruolo di appuntamento importante ed unico per tutto il mondo dell’amusement.

La manifestazione, ospitata nel moderno centro espositivo e congressuale di Bergamo, si è svolta nel cuore di una delle macroregioni economicamente più rilevanti al mondo, beneficiando di collegamenti strategici con le principali reti stradali e ferroviarie e con l’aeroporto di Orio al Serio, che connette il territorio a oltre 140 destinazioni internazionali. Un elemento che ha rafforzato ulteriormente la vocazione nazionale e internazionale dell’evento.

L’edizione 2026 si è distinta per una proposta espositiva capace di coniugare tradizione e innovazione. Accanto ai giochi tradizionali, grande attenzione è stata riservata alle nuove frontiere del divertimento: realtà virtuali sempre più immersive, prototipi innovativi, tecnologie avanzate e attrazioni interattive di nuova generazione hanno offerto uno sguardo concreto sul futuro del settore. La fiera è stata anche l’occasione per gli imprenditori di scambiarsi esperienze e valutazioni sul settore ed anche per dare grande visibilità alle nuove offerte di giochi.

Tra gli elementi di maggiore rilievo dell’edizione 2026, l’accordo con l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile (ONBD), ente del Terzo Settore impegnato su scala nazionale in attività di informazione, prevenzione e sensibilizzazione sui temi che riguardano le nuove generazioni. Una collaborazione che ha rafforzato il profilo sociale della fiera, ponendo al centro valori come rispetto, responsabilità e inclusione.

Un ruolo centrale è stato affidato ai Campioni-Testimonial dell’Osservatorio come Annalisa Minetti, Alessia Pieretti e Stefano Pantano, atleti di alto livello che, attraverso le proprie esperienze di vita e di sport, hanno incarnato valori quali impegno, disciplina e resilienza, offrendo un messaggio diretto e credibile ai giovani. Il programma realizzato in collaborazione con l’Accademia dei Campioni ha unito contenuti istituzionali e momenti educativi, favorendo il dialogo con il pubblico e sottolineando il ruolo dello sport come strumento di crescita personale e antidoto all’isolamento digitale.

Annalisa Minetti ha sottolineato che: “Dobbiamo occuparci dei nostri figli, stare più vicini ai nostri figli e creare momenti sani di gioco, nelle sale giochi o negli oratori. Questi sono luoghi dove i nostri ragazzi devono tornare per riportare al centro dell’attenzione la socializzazione. E’ importante far stare insieme i nostri giovani, con gli amici, in ambienti sani e controllati. Dobbiamo fare sì che i ragazzi tornino a socializzare, perché si usano tanto i social ma si socializza poco”.

Luca Massacesi, presidente dell’ONBD ha dichiarato che: “Dove c’è una sala giochi c’è un centro di aggregazione. E dove c’è aggregazione ci sono i giovani che devono essere seguiti in un ambiente sano, dove divertirsi e socializzare”.

A caratterizzare la quarta edizione è stato anche il claim “Fun Without Borders”, filo conduttore che ha accompagnato l’intera manifestazione, celebrando il gioco come linguaggio universale e come strumento di connessione tra persone, generazioni e culture. Il messaggio ha trovato piena espressione non solo nell’area espositiva, ma anche nel ricco programma di talk, workshop e incontri tematici dedicati alle principali sfide contemporanee, dal contrasto all’isolamento digitale al ruolo educativo e sociale del gioco.

Elisabetta Poso, a capo della sezione apparecchi da intrattenimento dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, è intervenuta durante il workshop “Nulla osta e apparecchi senza vincita in denaro”: “Questo evento ci dà la possibilità di approfondire le tematiche degli apparecchi senza vincita in denaro e come ADM stiamo cercando di fare il possibile per alleggerire il settore da una normativa complicata”.

Particolarmente apprezzata la sezione dedicata alla memoria e alla storia del comparto, con due mostre che hanno richiamato l’attenzione di espositori e visitatori: una dedicata all’amusement e una ai giochi vintage, capaci di raccontare l’evoluzione del settore e il suo radicamento culturale.

Nel corso della manifestazione è stato inoltre presentato il progetto Safeplay, percorso formativo e certificativo nazionale ideato dall’ONBD per consentire alle sale giochi di garantire sicurezza, tutela e accoglienza dei bambini, migliorare la comunicazione con le famiglie, riconoscere segnali di disagio o bullismo e adottare procedure trasparenti e moderne, comunicando al pubblico un marchio etico di alto valore istituzionale.

Con una partecipazione numerosa e un forte coinvolgimento degli operatori, FEEXPO 2026 chiude dunque un’edizione che ha saputo rafforzare la propria identità, consolidare il dialogo tra imprese e istituzioni e proiettare il settore dell’intrattenimento verso nuove prospettive di sviluppo. Un appuntamento che, anno dopo anno, continua a crescere, affermandosi come piattaforma strategica per l’intero comparto dell’amusement.

Alessandro Lama, Presidente di Federamusement: “La quarta edizione si conclude con un bilancio che supera ampiamente le aspettative. Oltre ai risultati commerciali, la Fiera si consolida come sede privilegiata per lo sviluppo di relazioni istituzionali tra il settore dell’amusement e i principali decisori politici e sociali del territorio. A testimoniare tale rilevanza, la partecipazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che conferma il ruolo di ente chiave nel delicato confronto tra le istanze di semplificazione normativa richieste del settore e la necessaria definizione di un perimetro regolatorio, volto a garantire la massima legalità e a prevenire infiltrazioni illecite.  Il rinnovo della partnership con Promoberg fino al 2032 rappresenta un autorevole riconoscimento della solidità e della rilevanza strategica raggiunte da FEEXPO”.

Davide Lenarduzzi, amministratore delegato Promoberg: “Per Promoberg è una stata grande soddisfazione poter tornare ad ospitare FEEXPO, il salone che mette al centro la filiera dell’Amusement, un’eccellenza del Made in Italy a livello internazionale. Una quarta edizione che ha registrato un grande successo, sia in termini di visitatori che di risposta degli operatori del settore. I numeri di questa edizione sono infatti tutti dalla nostra parte: una crescita esponenziale in termini di ingressi, aumentati quasi del 50%, e dei due padiglioni che quest’anno hanno ospitato la fiera, due anziché uno. Abbiamo fortemente voluto sviluppare e dare ancora più importanza ad un appuntamento estremamente verticale anche per la filiera del divertimento e dell’intrattenimento, perché siamo convinti che mettere direttamente a confronto buyer e operatori del settore rappresenti un valore aggiunto non solo per Bergamo, ma anche e soprattutto per tutto il tessuto economico dell’intero settore. FEEXPO ha così portato a Bergamo una filiera tra le più significative per la nostra economia e che oggi, più che mai, ricopre un ruolo fondamentale anche dal punto di vista sociale. Ci tengo inoltre a sottolineare che questa edizione è anche stata caratterizzata dall’accordo, fondamentale, che è stato siglato proprio durante la cerimonia d’inaugurazione: Promoberg e il Consorzio Fee hanno infatti deciso di prolungare l’alleanza che li vede insieme ormai da quattro anni, portandola alla scadenza del 2032. Un passo importante e determinante perché arricchisce e consolida un’intesa oggi rinnovata nel tempo e dà ulteriore slancio al calendario fieristico del nostro polo”.

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La riforma del gioco fisico accende il confronto politico: a Roma convegno organizzato dai Liberali Cristiano Democratici

Al centro del dibattito la tutela delle PMI italiane dal rischio di concentrazione del mercato del gioco pubblico

La riforma del gioco pubblico si avvicina al passaggio parlamentare in un clima di grande incertezza. Nella Sala della Lupa di Montecitorio, il convegno promosso dai Liberali Cristiano Democratici con il presidente Andrea de Bertoldi, ha rappresentato un momento di confronto diretto tra esponenti di maggioranza, opposizione e rappresentanti delle imprese del comparto.

Il tema non è solo tecnico. Intreccia tutela della salutesostenibilità del gettito, equilibrio concorrenziale, occupazione e trasformazione digitale. E soprattutto riporta al centro la questione politica e chi deve scrivere questa riforma.

La cornice istituzionale: la tutela della salute

La tutela della salute pubblica come “obiettivo primario” e bussola per il riordino del gioco in Italia. È questo il messaggio centrale inviato dal Presidente della Camera, Lorenzo Fontana.

“Il fenomeno delle dipendenze ha assunto negli anni proporzioni preoccupanti. Tra queste, la ludopatia risulta particolarmente insidiosa per la sua capacità di incidere in maniera profonda sulla vita quotidiana, causando un graduale impoverimento materiale e sociale”, si legge nel messaggio.

Il Presidente della Camera ha descritto il meccanismo che caratterizza la dipendenza da gioco: “Il soggetto patologico sviluppa un legame con il gioco che lo induce a trascurare la famiglia, gli affetti e gli impegni lavorativi. Aumenta inoltre in modo progressivo la frequenza delle scommesse e le somme spese nel tentativo di recuperare le perdite, generando così un circolo vizioso dalle conseguenze sempre più gravi”.

“È essenziale una disciplina regolata e vigilata, da aggiornare e potenziare costantemente. Il contrasto della ludopatia non può prescindere da una regolamentazione strutturata che rappresenta al contempo un indispensabile presidio di difesa contro il fenomeno delle scommesse illegali”.

Gasparri: “Non demonizzare un settore che garantisce legalità”

Se il richiamo della Presidenza della Camera si è concentrato sulla salute, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha scelto di spostare il baricentro del dibattito sul valore economico e civile del comparto. Gasparri ha usato toni netti per difendere la filiera: “Un realtà diffusa che raccoglie risorse e paga tasse come quella del gioco pubblico va rispettata e ascoltata perchè rappresenta un presidio di legalità, controllo e contrasto alla ludopatia”.

“Lo Stato con ipocrisia da un lato biasima il gioco dall’altro ne trae grande profitto. Bisogna dialogare. E’ necessario sollecitare il Governo al confronto e all’ascolto per una migliore riforma del settore.

“Dobbiamo smetterla di guardare a questo comparto con pregiudizio”, ha incalzato Gasparri. “Le imprese che operano seguendo le regole dello Stato sono il primo argine contro l’illegalità e le infiltrazioni mafiose. Se lo Stato arretra o punisce il gioco legale, lo spazio vuoto viene immediatamente occupato dalle bische clandestine e dalle piattaforme offshore”.

“L’economia si sposta in una dimensione che non paga tasse. Inoltre, coloro che sono più forti ricevono maggiore protezione, mentre i forti dovrebbero proteggere i deboli. Siete fisicamente rintracciabili, mentre la dimensione online per sua natura è portata a sfuggire al pagamento del giusto.

È più semplice colpire chi è visibile, chi ha un esercizio commerciale, chi è fisicamente presente. Un mondo in cui il progresso trasferisce attività in un paradiso che paga pochissime tasse, mentre noi viviamo nell’inferno della fisicità, porterà a Stati che avranno difficoltà a garantire servizi essenziali.

Dobbiamo difendere il mondo reale rispetto al gigantismo online che sfugge e non paga nulla e vuole anche dettare regole”, ha concluso.

De Bertoldi: “Riforma necessaria, ma no a squilibri territoriali”

Sulla questione del riordino territoriale e del futuro del gioco fisico, l’intervento dell’onorevole Andrea de Bertoldi ha acceso i riflettori su uno dei nodi più critici della riforma. “Quando si parla di temi di questo genere non si deve parlare di maggioranza e opposizione, si deve parlare di politica”, ha affermato, rivendicando la necessità di convergenze trasversali nell’interesse “della produttività, del Paese e del sistema economico”.

De Bertoldi ha spiegato la genesi dell’iniziativa, promossa dai Liberali Cristiano Democratici, con l’obiettivo di “dare voce a tutti: alla politica, al mondo economico, alle imprese in modo trasversale”.

“Le riforme non si calano dall’alto – ha sottolineato – si discutono, ascoltando anche le persone che la pensano diversamente da noi”.

Entrando nel merito, De Bertoldi ha indicato come prioritaria la questione territoriale.

“Qual è quell’imprenditore che è pronto a investire milioni senza sapere che magari un sindaco può bloccare l’apertura di un locale?”, ha osservato, auspicando che si arrivi a “basi comuni tra comuni e regioni”.

L’obiettivo dichiarato è garantire certezza normativa e uniformità, evitando differenze territoriali che possano creare instabilità per le imprese.

Una parte rilevante dell’intervento è stata dedicata alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane sul possibile impianto della riforma. De Bertoldi ha utilizzato più volte il condizionale, precisando di non avere conferme ufficiali, ma ha sollevato interrogativi su alcuni punti.

Tra questi, la possibile riduzione dei punti di gioco fisico, un aumento del costo delle concessioni e una modifica delle soglie di concentrazione, attualmente fissate al 25%, che – secondo quanto riportato da alcune fonti – potrebbero salire al 35% o al 40%.

“Se queste indiscrezioni fossero vere – ha affermato – potremmo trovarci di fronte a criticità rilevanti”.

Il rischio, secondo il parlamentare, sarebbe duplice: da un lato possibili contenziosi per violazione delle norme sulla concorrenza; dall’altro un impatto negativo sulle piccole e medie imprese del settore, che potrebbero essere penalizzate da un’eccessiva concentrazione del mercato.

“Le imprese che ogni mattina alzano la saracinesca sul territorio – ha detto – rischierebbero di non esserci più”.

De Bertoldi ha rivendicato un ruolo centrale per il Parlamento nel processo di riforma.

“Le riforme non si calano dall’alto”, ha sottolineato, richiamando la necessità che le istituzioni dialoghino con gli operatori attraverso audizioni e momenti strutturati di confronto.

De Bertoldi ha anche evidenziato di aver “invitato all’evento l’associazione AGIC, che ha preferito non partecipare e ADM, che non ha potuto partecipare per impegni pregressi”.

Vaccari: “Non possiamo accettare una riforma che sia solo una operazione di cassa per lo Stato”

Intervenendo al convegno sul riordino del gioco pubblico, Stefano Vaccari ha ribadito la posizione del Partito Democratico sulla riforma in corso.

Vaccari ha però evidenziato una criticità nel metodo seguito finora dall’esecutivo: “La parola che è mancata è ascolto del Governo, in particolare dentro questo percorso di riforma con i principali rappresentanti delle associazioni di impresa”.

Secondo l’esponente dem, il settore necessita di una riforma “organica e non per pezzi”, superando la stratificazione normativa che si è accumulata dal 2003, quando l’obiettivo era far emergere dall’illegalità una parte rilevante del gioco.

Richiamando il lavoro svolto nella Commissione Antimafia, Vaccari ha sottolineato come la mancanza di un disegno complessivo abbia lasciato spazi a infiltrazioni criminali. “Per rendere più forte il settore servono regole diverse per tenere fuori chi può delinquere e riciclare denaro”.

“Se si prosegue nella strada scelta, cioè spacchettare prima l’online e poi occuparsi del gioco fisico, i problemi emergono”, ha affermato, condividendo alcune delle preoccupazioni espresse dagli operatori.

Vaccari ha evidenziato che alcune misure potrebbero necessitare di correzioni, ma non di cancellazioni integrali, e ha richiamato l’asimmetria che si è creata tra i due comparti.

Ha inoltre citato l’esempio del Regno Unito, dove la tassazione sull’online è stata aumentata dal 21% al 40%, producendo – a suo dire – maggiori entrate e un riequilibrio rispetto al gioco fisico.

“Ci sono regole europee e italiane per vietare l’accesso ai minori, ma devono essere applicate e fatte rispettare”, ha detto, chiedendo maggiore responsabilizzazione dei concessionari e delle piattaforme globali.

L’esponente dem ha poi richiamato il tema dell’impatto sociale complessivo del gioco, includendo anche lotterie istantanee e nuove formule introdotte per finanziare altri settori.

Ha criticato la riduzione delle risorse all’Osservatorio nazionale e ha definito “eticamente e culturalmente sbagliata” la compartecipazione delle Regioni al gettito fiscale in questo ambito, ritenendo che ciò possa indebolire la loro posizione nelle politiche di contrasto.

Cardia: “Distanziometri e orari a scacchiera sono un fallimento”

Al centro del dibattito tecnico sul futuro del comparto, l’intervento dell’avvocato Geronimo Cardia ha puntato il dito contro l’inefficacia delle attuali politiche locali. “La persona è quella che va tutelata per prima, è l’utente. Il disturbo da gioco d’azzardo, se non viene trattato con attenzione e con una visione organica dell’intero comparto, finisce per sfuggire a quella tutela che invece è necessaria”.

“Il riordino dell’online è stato fatto. È stato dato quindi il via, dopo una gara che ha portato un gettito erariale molto importante per lo Stato, a quello che era il prodotto, il canale di distribuzione che già a vele spiegate aveva il vento in poppa. I numeri parlano in modo molto chiaro. L’aumento della raccolta dell’online negli ultimi anni ha una tendenza molto importante. Il comparto degli apparecchi del territorio di cui parla il collega ha perso diversi miliardi di euro. Eppure, colpo di scena, così aggiungiamo all’elemento del denaro, nonostante questo è quello che porta dell’intero gettito erariale portato da tutto il comparto più della metà. Ma com’è possibile? È facile. Se a un lavoratore gli abbassi lo stipendio e gli aumenti l’aliquota fiscale, allo Stato entrano sempre le stesse somme. Quindi, cambiando l’argomento, il dramma non cambia. Nel momento in cui non c’è una visione organica nella gestione del prodotto, si crea un problema. L’online è continuato ad andare avanti”.

“È una partita molto difficile che deve giocare lo Stato, con le Regioni che in virtù del titolo V della Costituzione, giustamente regolamentano in materia di salute, perché al centro di ogni norma ci deve essere la persona, la tutela dell’utente. Però già lì quelle stesse Regioni hanno perso l’occasione di fermare la riforma dell’online, pretendendo una visione organica della gestione del disturbo del gioco d’azzardo insieme al territorio. E oggi qual è la cosa che ci sorprende? Oggi, parlando di riordino del territorio, lo sa come si battono le regioni per difendere la salute dell’utente? E dicono che è giusto lasciare la distanza di 100 metri di un punto di gioco da un luogo sensibile per dissuadere l’utente. 100 metri. Quando, anche senza percorrerli, lo stesso prodotto è disponibile sul territorio da sempre”.

“Le voci che sono uscite sul 40%, ha smosso un po’ tutti. “Abbiamo l’associazione che storicamente rappresenta le migliaia di aziende sul territorio, doc, italiane, italianissime, che da sempre fa questo lavoro importantissimo di non portare solo gli apparecchi, ma prendono il denaro, rischiano come trasporto valori, lo immettono nel circuito bancario e quindi lo mettono a disposizione dello Stato. Cioè chi lavora sa la rilevanza di questo tipo di attività. E siamo arrivati anche ai gestori. Oggi c’è quasi una sommossa popolare. Da cosa nasce? Ebbene, noi non sappiamo se è vero, perché ci hanno detto di aspettare, sappiamo se è vero, però l’onorevole l’ha già detto, parliamo del 40%. 40% significa valutare se ci sono dei soggetti giuridici che hanno la possibilità di arrivare ad aggiudicarsi il 40% di questo mercato del fisico”.

Gatti: “Le piccole e medie imprese devono essere ascoltate dalla politica”

“Abbiamo un problema che riguarda le piccole medie imprese italiane che sono state e sono tuttora l’ossatura di questo settore. Sono 2500 aziende che operano sul territorio per la gestione delle macchine da gioco allacciate ed hanno una forza lavoro pari a circa il 50% del valore occupazionale del settore”. E’ quanto ha dichiarato nel suo intervento Francesco Gatti, vicepresidente della Sapar.

“Queste società sono in buona parte associate alla SAPAR di cui sono vicepresidente. La tutela di queste piccole medie imprese, la tutela dei posti di lavoro, la tutela di esperienza, la tutela di anni di sacrifici, in cui il settore è passato dai videopoker alle attuali macchine da gioco, sono stati messi a rischio da una politica discriminatoria attuata dagli enti locali. Tutte le altre tipologie di gioco, gratta e vinci, online, scommesse istantanee, etc. sono state mai messe in discussione”.

“Consideriamo che oggi il 73% dei ludopatici in cura nei SERT si dichiara dipendente non dalle VLT, ma da altri prodotti di gioco. Oggi continuare una battaglia contro un sistema così ben rappresentato, così ben distribuito sul territorio è quanto mai inutile, perché stiamo facendo una battaglia contro un prodotto che non è più il centro della problematica. Il nostro compito è quello di rappresentare i diritti di queste aziende con forza, con un impegno costante che riguarda ovviamente anche il confronto con la politica, confronto che fino a oggi purtroppo non c’è stato”.

“Se il bando di gara fosse come quello che è stato delineato da alcune anticipazioni, quindi con uno sbarramento al 40% e il massimo rialzo sui diritti relativi alle macchine da gioco, sarebbe un bando ritagliato un po’ su misura per determinate società rispetto ad altre. Noi come piccoli operatori di settore vorremmo invece continuare a lavorare. Siamo piccoli ma siamo tantissimi e ci deve essere data la possibilità, come imprese e dipendenti, di poter continuare a poter fare questo lavoro. Quindi oggi la domanda che noi come associazione dobbiamo fare al mondo politico è: esiste questa voglia di tutela della piccola media impresa italiana? Questo governo ha anche un importante dicastero che è quello del made in Italy. Chiediamo, come aziende italiane, di essere rappresentati e soprattutto, lo dico alla politica, di essere ascoltati”.

Borrelli: “Servono regole che impediscano la desertificazione delle piccole imprese fisiche”

Durante il confronto politico è intervenuto l’onorevole Francesco Emilio Borrelli (A.V.S.): “Ogni tipo di monopolio o duopolio, a meno che non sia di carattere statale e a tutela della cittadinanza, ci vede contrari. Ancor di più ci vede contraria l’idea che dei soggetti con gestioni e management esterni al nostro Paese possano aumentare notevolmente l’azione all’interno della nostra economia.

Non perché noi aprioristicamente siamo contrari a qualsiasi tipo di investimento, ma perché ci sembra un’operazione che può essere utile a incassare qualcosa subito, ma che in prospettiva desertifica il sistema di attività rodate nel tempo che fanno, che generano economia, che pagano le tasse e che hanno dipendenti”.

“Io non sono un fan del gioco, ma finché esiste, a meno che non decidiamo di diventare uno stato etico vietando anche gli alcolici o altre cose del genere, bisogna controllarlo al meglio, regolamentarlo e creare più concorrenza possibile.

Dal mio punto di vista, io limiterei addirittura molto di più il gioco online in questo caso specifico, perché è molto meno controllabile”.

“Il tema è: oggi nel sistema moderno la politica, intesa in modo trasversale, si sente più pressata da gruppi organizzati di cittadini, di imprenditori, di piccole e medie imprese, o da grandi monopoli, da grandi gruppi organizzati? Temo la seconda. Dobbiamo riflettere sul fatto che se riteniamo che la piccola e media impresa sia la spina dorsale del nostro Paese deve valere anche per questo settore. Perchè allora non mantenere la situazione attuale? Passare dal 25 al 40 è chiaro che ti permette di fare un incasso immediato stratosferico. Ma in prospettiva la desertificazione che porterà sarà molto, molto maggiore.

Il legislatore non deve ragionare all’oggi ma in prospettiva. Questa battaglia noi in modo costruttivo, dialogando, la porteremo avanti perché quello che si sta prospettando è una cosa ingiusta, scorretta sotto alcuni punti di vista e soprattutto pericolosa anche per la prospettiva e per il controllo del settore”, ha sottolineato.

Cavandoli: “Rete territoriale soffocata da una stratificazione normativa spesso caotica”

Intervenendo al convegno sul riordino del gioco pubblico, Laura Cavandoli (Lega) ha difeso l’impostazione scelta dal Governo nella delega fiscale, che ha previsto la distinzione tra riforma del gioco online e riforma del gioco fisico attraverso due diversi decreti legislativi.

“La suddivisione era già nata nella legge delega”, ha ricordato, sottolineando come l’intervento sull’online rispondesse a un’esigenza urgente di regolamentazione. “Ci sono quote rilevanti che rischiano di andare verso il mondo illegale. L’online deve avere tracciabilità, controllo e deve garantire legalità”.

“Il gioco è un’attività che appassiona, ma implica flussi economici significativi e quindi necessita di un quadro regolatorio attento”, ha affermato.

Difendendo la scelta di intervenire prima sull’online, la deputata ha spiegato che si trattava di un passaggio necessario e più rapido, mentre la riforma del gioco fisico presenta maggiore complessità perché incide su un sistema “vivo e vitale”, composto da operatori che negli anni hanno dimostrato professionalità e capacità di adattamento.

Cavandoli ha inoltre ricordato l’iter parlamentare previsto per i decreti legislativi. Il testo passerà dalla Commissione Finanze, dove potranno essere svolte audizioni e formulate osservazioni e condizioni.

“Le commissioni di merito potranno intervenire con pareri e indicazioni, in modo che il Governo possa recepire eventuali correttivi prima dell’approvazione definitiva”, ha spiegato.

D’Alessio: “Una materia così delicata non può essere gestita con decisioni calate dall’alto e senza confronto”

Nel corso del convegno sul riordino del gioco pubblico, Antonio D’Alessio (Azione) ha richiamato la complessità del provvedimento in discussione, sottolineando la pluralità di interessi coinvolti.

“Libertà, economia, risorse dello Stato, produzione, imprese, occupazione, legalità, tutela dei minori, salute, sanità e rischio di monopolio: quando tanti valori entrano in gioco, la politica deve svolgere fino in fondo il proprio ruolo”, ha affermato.

Secondo il deputato di Azione, un intervento che incide su un settore con ricadute economiche e sociali così ampie non può prescindere da un confronto strutturato e approfondito.

“Il percorso parlamentare, le audizioni in Commissione, il dialogo e il dibattito devono essere espletati fino in fondo. Se manca l’ascolto, il provvedimento resta incompleto”.

Per l’esponente di Azione, la risposta non è fermare il provvedimento, ma rafforzarne la legittimazione attraverso un percorso democratico pieno.

“La politica deve ascoltare e fare sintesi. Deve portare dentro le istituzioni le esigenze degli operatori, dei territori e delle comunità”.

Rispondendo a una domanda sulla posizione del partito, D’Alessio è stato chiaro:

“Azione pretenderà un vero percorso parlamentare, con audizioni e confronto reale sia in Commissione sia in Aula, e offrirà la massima disponibilità a contribuire a un testo che rappresenti una sintesi equilibrata delle esigenze in campo”. 

Zega: “Il settore ha bisogno di sostenibilità, non di aste selvagge”

Marco Zega ha lanciato un monito preciso sui rischi economici legati alle modalità dei prossimi bandi. Il manager di Codere ha espresso forte preoccupazione per l’ipotesi di procedure basate esclusivamente su criteri economici estremi: “Una gara al massimo rialzo, come si paventerebbe, porterebbe maggiori casse immediate allo Stato, ma poi nel medio-lungo periodo ci sarebbero delle ripercussioni molto importanti”, ha esordito Zega, sottolineando come la stabilità del sistema dipenda dalla sostenibilità finanziaria degli operatori.

“Ho provato da economista d’azienda a valutare quelli che potevano essere gli impatti finanziari delle voci che sono trapelate in queste ultime settimane. E questo vedendolo sia dal punto di vista dello Stato e conseguentemente anche degli operatori. Una nota metodologica, quello che si è cercato di fare è partire dal giocato medio dei due prodotti di gioco AWP e VLT, così da arrivare ai flussi di cassa che effettivamente generano queste macchine in capo al soggetto concessionario più gestore, isolando soltanto la remunerazione dell’esercente”.

“Questi flussi di cassa li abbiamo proiettati nei nove anni che dovrebbe coprire la prossima concessione e li abbiamo attualizzati per tener conto appunto del vero impatto. La domanda quando ogni operatore economico è chiamato a fare un investimento importante, è: chi gli mette a disposizione i capitali in quanto tempo rientrerà il denaro investito? L’analisi condotta cerca di rispondere a questa domanda. I risultati sono abbastanza sovrapponibili”.

Pedrizzi: “Il Ministero non sia un bunker. Errore separare fisico e online: si rischia l’oligopolio”

Intervenendo nelle battute finali del convegno sul riordino del gioco pubblico, Riccardo Pedrizzi ha offerto una riflessione ampia, toccando sia i profili economici sia quelli istituzionali e giuridici della riforma.

Pedrizzi ha richiamato i dati forniti dagli operatori e ha messo in guardia rispetto al rischio di concentrazione del mercato.

“Si è parlato di direzione verso l’oligopolio, vale a dire la concentrazione in poche mani di tutto il settore”, ha affermato, invitando “gli amici del Governo ad andarsi a leggere Francesco Vito, che dopo la crisi del ’29 studiò proprio il fenomeno degli oligopoli”.

Un riferimento storico utilizzato per evidenziare i rischi economici di una eccessiva concentrazione del mercato.

“Era uscito un testo dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli su cui c’era sostanzialmente unanimità nel giudizio positivo. Poi il testo è arrivato al Ministero. Il Ministero è un bunker. Nessuno ha la possibilità di accedere”.

Pedrizzi ha denunciato la mancanza di interlocuzione: “È possibile che non venga in mente a nessuno di alzare il telefono e chiamare gli operatori del settore? Una riforma così delicata non può essere affrontata senza concertazione”.

“Non rendersi conto che l’online accentua le problematiche della dipendenza significa non voler affrontare il tema sanitario”, ha affermato. “Un ragazzo o una persona anziana che si chiude nella propria stanza e gioca sul telefonino non è controllabile come nel gioco fisico”.

Ha inoltre contestato l’idea che l’Osservatorio sia stato abolito: “Non è stato abolito, è stato incorporato nel Dipartimento delle Dipendenze”.

Pedrizzi ha insistito sull’importanza della semantica: “Qui si tratta di gioco pubblico legale. Anche dall’utilizzo delle parole si capisce se si è proibizionisti oppure se si affronta il problema conoscendo la materia”.

In chiusura, Pedrizzi ha sottolineato la centralità delle PMI. “Noi non facciamo una questione di nazionalità dell’operatore. Ben vengano investimenti dall’estero. Ma dobbiamo tutelare le piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura del nostro sistema economico”.

Centemero: “Questione centrale non è soltanto definire la nuova tassazione del comparto, ma ridefinire i concetti economici e fiscali di riferimento”

Nel dibattito sulla riforma, l’onorevole Giulio Centemero ha tracciato una rotta basata sulla modernizzazione e sulla stabilità del comparto. Secondo l’esponente della Lega, il cuore del riordino deve essere la creazione di un ecosistema equo per tutti gli operatori.

“Si è parlato molto di dipendenze, che si collegano strettamente a un fenomeno strisciante di cui non parla nessuno, che è la solitudine, che si sta diffondendo in maniera esponenziale soprattutto nelle nostre grandi città”.

Portando l’esempio di Milano, ha sottolineato come “la fascia dei giovani adulti si senta sempre più sola” e come, in questo contesto, i presìdi fisici assumano un valore sociale.

“Abbiamo sbagliato anche come partiti a chiudere le sedi, che erano punti di aggregazione. E lo stesso vale per altre attività, compreso il gioco”.

“Il vero tema è il concetto di stabilizzazione nel nostro Paese”, ha affermato. “È un concetto collegato a un’economia che quasi non esiste più”.

Centemero ha richiamato l’evoluzione del mercato globale, osservando che le regole fiscali sono state definite in un contesto precedente all’affermazione delle grandi piattaforme digitali.

“Il concetto di stabile organizzazione è stato definito ben prima che arrivasse sul mercato globale un soggetto come Amazon”, ha spiegato. “È normale che questi soggetti costino meno e siano più performanti, ma operano senza stabile organizzazione e quindi con una tassazione molto inferiore rispetto agli operatori domestici”.

Secondo il deputato, la questione centrale non è soltanto definire la nuova tassazione del comparto, ma ridefinire i concetti economici e fiscali di riferimento.

“Il tema vero non è tanto la fase finale della nuova tassa, ma ridefinire i concetti dell’economia e, da qui, del fisco”.

De Bertoldi: “La politica torni protagonista. Porterò le criticità del settore al viceministro Leo e ad Alesse”

L’onorevole Andrea de Bertoldi ha voluto chiudere il suo contributo al convegno con un’intervista ad Agimeg. “Credo che il messaggio più importante sia che la politica deve tornare protagonista”, ha dichiarato. “Non si devono decidere le sorti importanti del Paese, dell’economia, delle imprese e dei cittadini nelle segrete stanze di nessun ministero o di nessuna casa”.

De Bertoldi ha ribadito la necessità di un confronto aperto con gli operatori del settore.

“Una riforma, qualunque essa sia, non può nascere nelle stanze di qualcuno, ma deve nascere nelle sale dove si incontrano operatori, imprenditori e parti politiche diverse. L’interesse del Paese deve essere il fine al quale tutti miriamo”.

Secondo il parlamentare, se emergono criticità nell’impianto della riforma, è necessario affrontarle prima dell’approdo definitivo in Parlamento.

“Se, come appare, ci sono delle criticità nella riforma è giusto che vengano sviscerate nel confronto, così da arrivare in Parlamento con un decreto che sia nella gran parte accolto da tutti”.

L’esponente LCD ha annunciato un’iniziativa immediata. “Mi rivolgerò subito al viceministro Leo, che è competente sulla materia, e al direttore delle Dogane e dei Monopoli Alesse per trasmettere loro quanto emerso in questa mattinata”.

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Gioco pubblico, Alesse accelera sulla riforma del retail: “Testo finale entro pochi giorni, il settore guarda al metaverso”

La candidatura di Roma come sede dell’Euca: il ruolo strategico di ADM nello scenario europeo

Il settore del gioco pubblico, in particolare la riforma del comparto del gioco fisico, è stato al centro dell’intervista rilasciata da Roberto Alesse, direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, alla trasmissione l’Economista.

Il numero uno di ADM, ospite su Urania TV, ha parlato a lungo del gioco pubblico, prima di soffermarsi anche sulla candidatura di Roma per ospitare la futura sede dell’Euca, l’autorità doganale europea.

“La fusione della materia doganale con quella monopolistica è stata una riforma complicatissima, approvata con l’avallo del Ministero dell’Economia. Questo renderà ancora più performante la nostra attività. Si tratta di materie ancora oggetto di riforme profonde, in quanto la delega fiscale rinvia ai decreti legislativi la loro attuazione. Ad esempio, per la materia dei giochi pubblici, settore molto complesso che porta nelle casse dello Stato circa 13 miliardi di euro di gettito fiscale”, ha dichiarato Alesse.

Il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha sottolineato come l’Italia stia attualmente riformando il settore dei giochi pubblici, con particolare attenzione al comparto fisico. Dopo aver già riordinato il settore online, si sta lavorando alla creazione di un quadro normativo aggiornato per il gioco fisico, con l’obiettivo di adattarsi alle evoluzioni tecnologiche.

“La materia è già stata riordinata dal punto di vista del settore online, ora siamo riformando il settore fisico. In questi giorni stiamo redigendo il testo finale. Il comparto del settore dei giochi pubblici è proiettato verso sviluppi tecnologici incredibili“, ha detto.

Alesse ha evidenziato come altri Paesi, come gli Stati Uniti, abbiano già superato l’online, arrivando a disciplinare il gioco pubblico attraverso tecnologie innovative come il multiverso e il metaverso. “In Italia riformiamo la rete fisica, mentre altri Paesi al mondo, come ad esempio l’America, hanno superato anche l’online arrivando a disciplinare il gioco pubblico attraverso il multiverso e il metaverso. L’America incassa già un miliardo di dollari di fatturato attraverso i visori o i caschi che permettono alle persone di entrate nelle sale da gioco virtuali. Questa materia poggia tutta quanta sull’evoluzione della scienza”, ha aggiunto.

Alesse ha concluso affermando che, oltre alla necessità di uniformare le normative sul territorio italiano, è fondamentale guardare oltre, verso le nuove generazioni. Le tecnologie digitali stanno cambiando le abitudini dei giovani, che sono più predisposti a strumenti innovativi come il metaverso, e il settore dei giochi pubblici deve evolversi per rimanere competitivo e conforme alle nuove esigenze.

“Se dovessi fare una previsione, al di là della necessità di omogenizzare su tutto il territorio a livello regionale la materia del gioco pubblico retail, è necessario guardare oltre. Le nuove generazioni sono tarate su strumenti tecnologici diversi rispetto alla generazione che è in graduale uscita”, ha concluso in merito al settore del gioco pubblico.

Alesse ha poi parlato della candidatura di Roma per ospitare la futura sede dell’Euca, l’autorità doganale europea. “Roma rappresenta un polo di eccellenza doganale che attraverso un work in progress è arrivata all’Italia a livelli veramente di alta efficienza. Questo polo di eccellenza doganale ce lo riconoscono in tutto il mondo. Questa sarà una vera e propria autorità che gestirà un potere enorme. Gestirà soprattutto i dati doganali. E questo significa controllo del commercio internazionale, che nel frattempo si è evoluto”.

“L’Agenzia recentemente ha assunto 39 super esperti di intelligenza artificiale che già hanno prodotto risultati incredibili. Insomma, siamo alla fase storica e rivoluzionaria per l’intelligenza artificiale, abbiamo un’applicazione che si chiama Autentica. Bastano 20 secondi e, attraverso degli algoritmi predittivi applicati alle macchine, si stabiliscono i prodotti contraffatti da quelli autentici. Quindi con vantaggi notevoli sul piano dell’efficienza delle procedure doganali. Ecco, avere un’unica rete doganale a livello europeo è una questione proprio geopolitica importante”, ha sottolineato Alesse.

“Il governo ci ha chiesto da diversi mesi, proprio sulla base di quello che ha deciso Trump, di monitorare tutta la materia dei dazi attraverso appunto un controllo serrato sui flussi commerciali delle merci che entrano e che escono. Perché effettivamente il braccio esecutivo del governo, con riferimento a questa materia così nuova come quella dei dazi, non può che farlo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”.

Il direttore di ADM ha infine ammesso: “Sarà una battaglia difficile, perché a un certo punto le questioni di merito vengono un po’ accantonate e i Paesi cercano tra di loro, all’interno dell’Europa, alleanze politiche per sostenere le varie candidature. Quindi qui tutta la forza dei governi nazionali che sono rappresentati all’interno del Consiglio europeo, e poi anche tutta la forza dei parlamentari, dei gruppi parlamentari presenti nel Parlamento europeo, che a questo giro vogliono dire la loro. Ovviamente questo dossier è molto delicato. Quindi speriamo nella forza relazionale dell’Italia”.