Nel Bilancio di sostenibilità la fotografia e le problematiche del settore
Il gioco pubblico, tra problematiche, mancato riordino e futuro. Sono alcuni dei temi trattati durante il Forum Acadi 2026, che si è svolto il 7 ottobre a Roma, nella sede di Confcommercio in piazza Belli. L’appuntamento dell’Associazione dei concessionari di giochi pubblici, dedicato quest’anno all’“Impatto sociale delle regole”, ha riunito istituzioni, parlamentari, associazioni e imprese per la presentazione del nuovo Bilancio di sostenibilità del comparto.
Al centro del confronto, il futuro del gioco fisico dopo il mancato riordino: come proteggere i giocatori, mantenere una rete autorizzata economicamente sostenibile e contrastare l’offerta illegale.
Il Bilancio restituisce le dimensioni di una filiera che coinvolge circa 60.000 imprese e 145.000 occupati, con oltre 260 concessioni. Il valore aggiunto complessivamente generato, considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti, è stimato in 28,03 miliardi di euro.
Come riporta Agimeg, nel 2025 la spesa effettiva dei giocatori si è attestata intorno ai 21,7 miliardi di euro, mentre il gettito derivante dalle attività di gioco e dalle vincite è stato di circa 11,5 miliardi. Numeri da distinguere dalla raccolta, cioè il totale delle somme giocate, che comprende anche gli importi successivamente restituiti in premi.
La trasformazione del mercato emerge soprattutto dal confronto tra canali. L’online ha rappresentato circa il 61% del totale, a fronte di una spesa effettiva di 5,7 miliardi. Il gioco fisico continua invece a concentrare la maggior parte della spesa e delle entrate fiscali. La crescita delle giocate, dunque, non coincide necessariamente con una crescita proporzionale del contributo all’Erario.
Il caso degli apparecchi è particolarmente significativo. Tra il 2018 e il 2025, la spesa sulle AWP e sulle VLT è scesa da 10,3 a 7,8 miliardi di euro, con una contrazione del 24,3%. Nello stesso periodo, la spesa complessiva nei giochi regolamentati è aumentata del 14,8%. La flessione delle slot si inserisce quindi in un mercato che cresce, ma nel quale cambiano prodotti e modalità di consumo.
Lollobrigida: nuove AWP, payout più alto e PREU più basso
Lollobrigida ha sottolineato come il testo predisposto da ADM per il riordino, fosse equilibrato e capace di affrontare le criticità territoriali. La delega scaduta rende però difficile riproporlo ora: l’auspicio è che il prossimo governo lo riprenda tra i primi interventi. “A questo punto le proroghe sono necessarie”.
Sugli apparecchi, il direttore ha segnalato un calo soprattutto delle AWP, confermato dal trend del 2026; la lieve ripresa delle VLT non compensa il risultato negativo. Ha richiamato la pressione delle restrizioni locali, citando i controlli sugli orari a Roma e il confronto con slot online disponibili senza analoghi limiti temporali. Il testo di riordino manteneva comunque distanze e orari giustificati dalla tutela della salute.
Sul fronte illegale, i controlli con Guardia di Finanza e altre forze dell’ordine hanno rilevato apparecchi con doppia scheda, utilizzati in parte fuori dal circuito autorizzato. Nuove AWP, previste dal riordino, dovrebbero affrontare anche queste criticità.
Lollobrigida ha annunciato: “Noi faremo una proposta sull’aumento del payout delle macchine, con una corrispondente diminuzione del PREU”. Per ADM sarebbe sostenibile per l’Erario anche nel breve periodo. L’Agenzia è inoltre disponibile ad approfondire con GdF e MEF l’utilizzo delle carte di credito sulle VLT.
Le misure ponte
Su questo terreno si colloca la proposta di Sergio D’Angelo, presidente SAPAR: una nuova AWP con payout al 70%, PREU al 20% e vincita massima di 200 euro, accompagnata da messaggi di prevenzione del gioco problematico. Parametri che restano una proposta dell’associazione, da valutare nel loro insieme attraverso il confronto con istituzioni e filiera.
D’Angelo ha insistito sulla necessità di tutelare anche le piccole e medie imprese di gestione e di affiancare alla tecnologia formazione, informazioni sui servizi di aiuto e collaborazione con le competenze sanitarie.
Per Geronimo Cardia, presidente Acadi, l’attesa del riordino rende urgenti le misure ponte e la sperimentazione degli apparecchi del futuro. Ha chiesto di evitare nuovi aumenti fiscali e oneri sulle proroghe, richiamando anche il calo dell’occupazione: 5.000 addetti in meno nel comparto in un anno e 9.500 persi dalla filiera degli apparecchi rispetto al 2018. La sua posizione è che gli operatori non debbano sostenere il costo di una proroga resa necessaria dalla paralisi normativa.
Regole efficaci, investimenti e tutela del giocatore
Il presidente di FIPE-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani, ha sintetizzato la richiesta delle imprese: “Le imprese del gioco legale non chiedono meno regole: chiedono regole migliori”. Tra le priorità indicate, una cornice nazionale uniforme, formazione certificata, tecnologia per verificare l’età e intercettare comportamenti problematici, collaborazione tra imprese, sanità e Terzo Settore.
Emilio Zamparelli, presidente STS, ha affiancato alla richiesta di stabilità normativa un appello ai concessionari a investire nei punti vendita: nuovi prodotti, terminali evoluti e strumenti digitali che rafforzino il rapporto tra ricevitore e cliente. Imma Romano, direttrice Relazioni istituzionali di Codere Italia, ha sottolineato la necessità di preservare occupazione e imprese durante la trasformazione, evitando una contrapposizione tra fisico e online.
Sul versante digitale, Moreno Marasco, presidente LOGiCO, ha chiesto di valutare le norme attraverso i risultati concreti e la loro applicabilità, indicando nel blocco dei flussi finanziari verso gli operatori illegali uno strumento essenziale. Elisabetta Gregni di Novomatic Italia ha richiamato la necessità di considerare il giocatore all’interno di un unico ecosistema, coordinando gli strumenti di tutela tra i diversi canali.
Dalla politica, Andrea de Bertoldi, deputato della Lega, ha contestato l’ipotesi di proroghe onerose e il rischio di concentrare il mercato a danno delle PMI. Fabrizio Sala, deputato di Forza Italia, ha chiesto di riavviare rapidamente il riordino, affrontando il nodo territoriale attraverso il confronto con le Regioni e spostando la discussione dai pregiudizi all’efficacia delle misure.
Per Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati: “la misura ponte da prendere è chiamare il cosiddetto ‘tavolo’ nel quale si possono ritrovare istituzioni e associazioni come Acadi, per capire ora e adesso quali sono i correttivi per assicurare che queste disomogeneità non vadano avanti”.
“Dove non c’è il gioco legale c’è sempre il gioco illegale, che troneggia tra le difficoltà di regolamentazione, nonostante il grande lavoro della Polizia”, è invece l’allarme lanciato da Ettore Rosato, di Azione.