La candidatura di Roma come sede dell’Euca: il ruolo strategico di ADM nello scenario europeo
Il settore del gioco pubblico, in particolare la riforma del comparto del gioco fisico, è stato al centro dell’intervista rilasciata da Roberto Alesse, direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, alla trasmissione l’Economista.
Il numero uno di ADM, ospite su Urania TV, ha parlato a lungo del gioco pubblico, prima di soffermarsi anche sulla candidatura di Roma per ospitare la futura sede dell’Euca, l’autorità doganale europea.
“La fusione della materia doganale con quella monopolistica è stata una riforma complicatissima, approvata con l’avallo del Ministero dell’Economia. Questo renderà ancora più performante la nostra attività. Si tratta di materie ancora oggetto di riforme profonde, in quanto la delega fiscale rinvia ai decreti legislativi la loro attuazione. Ad esempio, per la materia dei giochi pubblici, settore molto complesso che porta nelle casse dello Stato circa 13 miliardi di euro di gettito fiscale”, ha dichiarato Alesse.
Il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha sottolineato come l’Italia stia attualmente riformando il settore dei giochi pubblici, con particolare attenzione al comparto fisico. Dopo aver già riordinato il settore online, si sta lavorando alla creazione di un quadro normativo aggiornato per il gioco fisico, con l’obiettivo di adattarsi alle evoluzioni tecnologiche.
“La materia è già stata riordinata dal punto di vista del settore online, ora siamo riformando il settore fisico. In questi giorni stiamo redigendo il testo finale. Il comparto del settore dei giochi pubblici è proiettato verso sviluppi tecnologici incredibili“, ha detto.
Alesse ha evidenziato come altri Paesi, come gli Stati Uniti, abbiano già superato l’online, arrivando a disciplinare il gioco pubblico attraverso tecnologie innovative come il multiverso e il metaverso. “In Italia riformiamo la rete fisica, mentre altri Paesi al mondo, come ad esempio l’America, hanno superato anche l’online arrivando a disciplinare il gioco pubblico attraverso il multiverso e il metaverso. L’America incassa già un miliardo di dollari di fatturato attraverso i visori o i caschi che permettono alle persone di entrate nelle sale da gioco virtuali. Questa materia poggia tutta quanta sull’evoluzione della scienza”, ha aggiunto.
Alesse ha concluso affermando che, oltre alla necessità di uniformare le normative sul territorio italiano, è fondamentale guardare oltre, verso le nuove generazioni. Le tecnologie digitali stanno cambiando le abitudini dei giovani, che sono più predisposti a strumenti innovativi come il metaverso, e il settore dei giochi pubblici deve evolversi per rimanere competitivo e conforme alle nuove esigenze.
“Se dovessi fare una previsione, al di là della necessità di omogenizzare su tutto il territorio a livello regionale la materia del gioco pubblico retail, è necessario guardare oltre. Le nuove generazioni sono tarate su strumenti tecnologici diversi rispetto alla generazione che è in graduale uscita”, ha concluso in merito al settore del gioco pubblico.
Alesse ha poi parlato della candidatura di Roma per ospitare la futura sede dell’Euca, l’autorità doganale europea. “Roma rappresenta un polo di eccellenza doganale che attraverso un work in progress è arrivata all’Italia a livelli veramente di alta efficienza. Questo polo di eccellenza doganale ce lo riconoscono in tutto il mondo. Questa sarà una vera e propria autorità che gestirà un potere enorme. Gestirà soprattutto i dati doganali. E questo significa controllo del commercio internazionale, che nel frattempo si è evoluto”.
“L’Agenzia recentemente ha assunto 39 super esperti di intelligenza artificiale che già hanno prodotto risultati incredibili. Insomma, siamo alla fase storica e rivoluzionaria per l’intelligenza artificiale, abbiamo un’applicazione che si chiama Autentica. Bastano 20 secondi e, attraverso degli algoritmi predittivi applicati alle macchine, si stabiliscono i prodotti contraffatti da quelli autentici. Quindi con vantaggi notevoli sul piano dell’efficienza delle procedure doganali. Ecco, avere un’unica rete doganale a livello europeo è una questione proprio geopolitica importante”, ha sottolineato Alesse.
“Il governo ci ha chiesto da diversi mesi, proprio sulla base di quello che ha deciso Trump, di monitorare tutta la materia dei dazi attraverso appunto un controllo serrato sui flussi commerciali delle merci che entrano e che escono. Perché effettivamente il braccio esecutivo del governo, con riferimento a questa materia così nuova come quella dei dazi, non può che farlo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”.
Il direttore di ADM ha infine ammesso: “Sarà una battaglia difficile, perché a un certo punto le questioni di merito vengono un po’ accantonate e i Paesi cercano tra di loro, all’interno dell’Europa, alleanze politiche per sostenere le varie candidature. Quindi qui tutta la forza dei governi nazionali che sono rappresentati all’interno del Consiglio europeo, e poi anche tutta la forza dei parlamentari, dei gruppi parlamentari presenti nel Parlamento europeo, che a questo giro vogliono dire la loro. Ovviamente questo dossier è molto delicato. Quindi speriamo nella forza relazionale dell’Italia”.






