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Bilancio di Sostenibilità 2024 Sisal: innovazione e inclusione al centro della crescita responsabile

Garantire un’esperienza di gioco divertente, sicura e responsabile tra gli obiettivi del gruppo

Sisal ha pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2024, il report annuale che illustra l’impegno dell’Azienda per la costruzione di un futuro più responsabile ed inclusivo per la società nel suo complesso. Il documento, che ripercorre i traguardi raggiunti nell’ultimo anno nell’ambito del gioco responsabile e della sostenibilità aziendale, sociale e ambientale, conferma ancora una volta l’attenzione di Sisal nel generare un impatto positivo per le persone e la società.

Il Bilancio di Sostenibilità 2024 mette in luce l’importante contributo di Sisal agli obiettivi del Positive Impact Plan del Gruppo Flutter, il piano di sostenibilità che promuove un impegno di lungo termine volto a guidare il business e il settore del gioco verso un futuro più sostenibile. Il piano si struttura su quattro pilastri fondamentali — Play Well, Work Better, Do More e Go Zero — rispetto ai quali Sisal ha definito e sta perseguendo con determinazione i propri obiettivi.

Leader nel Gioco Responsabile

All’interno del pilastro Play Well, Sisal pone il cliente al centro della propria strategia di sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di garantire un’esperienza di gioco divertente, sicura e responsabile. L’azienda investe costantemente in ricerca e innovazione per monitorare i comportamenti di gioco, individuare cambiamenti significativi e anticipare nuovi trend, così da sviluppare prodotti affidabili e all’avanguardia e fornire risposte concrete ai fenomeni di gioco problematico. La promozione del gioco consapevole è integrata in tutte le fasi, dal design dei giochi alla mitigazione dei potenziali impatti negativi, grazie a strumenti mirati di prevenzione e supporto ai giocatori.

Nel 2024 Sisal ha ulteriormente rafforzato il proprio approccio multidisciplinare, puntando su studi di neuroscienze e ricerche sociali, e potenziando A.D.A. (Anti Dependence Algorithm), il modello di intelligenza artificiale proprietario sviluppato e brevettato per monitorare i comportamenti di gioco e attivare tempestivamente strumenti di protezione in presenza di segnali di rischio.

I risultati di questo impegno sono evidenti: nel 2024 il 94,4% dei giocatori italiani ha utilizzato almeno uno degli strumenti di “Play Well”, pensati per supportare chi gioca e proteggerlo da pratiche non sane.

La solidità del programma di Gioco Responsabile di Sisal è certificata dal 2011 secondo i massimi standard internazionali di European Lotteries (EL) e World Lottery Association (WLA). Sisal ha ottenuto il rinnovo della certificazione per il triennio 2023-2026, confermando livelli di eccellenza in aree chiave come governance, rete retail, game design, educazione dei giocatori, ingaggio degli stakeholder, ricerca e apparecchi da intrattenimento.

A questa si affianca la Certificazione Gioco Sicuro, che ha permesso di certificare il 97% della rete di vendita Sisal. Questo risultato è stato raggiunto grazie a rigorosi sistemi di formazione del personale e a un modello di comunicazione ed educazione rivolto ai clienti, volto a promuovere comportamenti di gioco sempre più consapevoli e responsabili.

Le persone al centro

Le persone rappresentano il cuore pulsante di Sisal: con circa 3.500 dipendenti alla fine del 2024 (+9% rispetto al 2023) distribuiti in 4 Paesi, l’azienda si pone l’importante obiettivo, nell’ambito del pilastro Work Better, di costruire un ambiente di lavoro equo, inclusivo e capace di valorizzare le diversità presenti nel Gruppo. Tra le iniziative, programmi come il Women Empowerment Program, focalizzato sulla crescita professionale, che ha coinvolto oltre 350 donne con workshop di apprendimento e sensibilizzazione dal 2022, e il Parental Empowerment Program, percorso multidisciplinare a supporto della genitorialità, rivolto sia a madri che padri, con oltre 440 partecipanti dal 2023.

In linea con l’obiettivo di azzerare il Gender Pay Gap entro il 2030, Sisal monitora costantemente le retribuzioni, attivando interventi correttivi a parità di ruolo e merito, e controlla l’andamento delle promozioni per garantire pari opportunità di crescita e rappresentanza. Il 2024 ha registrato un divario salariare pari -2,9%, in riduzione rispetto al -3,4% del 2023 oltre che un incremento del numero di donne che hanno occupato ruoli di top leadership in azienda (37%).

L’impegno verso la Diversità, Equità e Inclusione (DEI) si riflette nei riconoscimenti ricevuti nel 2024: Sisal ha infatti ottenuto la certificazione UNI/PdR 159:2024 sul lavoro inclusivo, risultando tra le prime realtà a raggiungere questo importante traguardo. Per ribadire l’attenzione a un ambiente di lavoro inclusivo, l’Azienda ha adottato un obiettivo di Zero Disability Gap entro il 2030, impegnandosi a eliminare le disuguaglianze che le persone con disabilità affrontano in ambito occupazionale, garantendo pari opportunità, accessibilità e partecipazione. Infine, Sisal è stata inserita tra i Top Employers e leader DEI da Statista e annoverata tra le 100 aziende più attrattive per la Gen Z da Joinrs.

L’impatto positivo sulle comunità

Nell’ambito del pilastro Do More Sisal ha l’obiettivo di generare valore per le comunità, promuovendo l’innovazione e il benessere. L’impegno dell’Azienda si concentra su due aree: Solidarietà Aziendale e Social Innovation.

Nel 2024 è proseguito l’impegno nel generare un impatto positivo sulle comunità attraverso il programma di solidarietà aziendale WeDo, con 81 progetti di volontariato attivati nel corso dell’anno e oltre 1.600 ore dedicate al volontariato tra Italia, Albania, Marocco e Turchia. Gli investimenti nella comunità sono stati focalizzati prevalentemente verso progetti a supporto della salute e del benessere, incluso il contrasto della violenza di genere, e “Tech4Good”, con il sostegno a organizzazioni che utilizzano tecnologia e accesso alle competenze tecnologiche per migliorare la vita delle persone.

GoBeyond, la piattaforma di Social Innovation di Sisal dedicata al supporto dell’ecosistema delle startup che vogliono innovare responsabilmente, ha raggiunto l’ottava edizione della sua Call for Ideas, raccogliendo 460 candidature. Per valutare l’impatto generato dal programma, è stata condotta una valutazione esterna da Promos Srl SB in collaborazione con Social Innovation Monitor (SIM) e Social Innovation Teams (SIT) del Politecnico di Torino, basata sulla metodologia SROI (Social Return on Investment). L’indagine, relativa al quinquennio 2020–2024, ha evidenziato che per ogni euro investito nel 2024, GoBeyond ha generato un valore sociale pari a 5,19 euro per la società e le comunità coinvolte. Nel corso dell’anno, il programma ha inoltre superato i confini nazionali con il lancio in Marocco di Impact Beyond Borders, il primo progetto pilota internazionale nato per valorizzare l’imprenditorialità locale, adattato dal modello di innovazione già sperimentato con successo in Italia.

Le sfide ambientali

Consapevole dell’urgenza della sfida climatica, Sisal ha proseguito il proprio percorso di decarbonizzazione, in linea con l’obiettivo del pilastro Go Zero di riduzione delle emissioni GHG.

Nel 2024, sono state sviluppate iniziative di efficientamento energetico, utilizzo di energia da fonti rinnovabili, mobilità sostenibile, coinvolgimento dei fornitori, oltre che di riduzione del consumo di risorse naturali, tra cui la carta.

La strategia di riduzione degli impatti ambientali di Sisal fa leva su un approccio integrato che combina la digitalizzazione dei processi, la promozione dell’economia circolare e una gestione efficiente delle risorse. Tra i risultati raggiunti, l’azienda ha ridotto dell’11% i consumi energetici rispetto all’anno baseline e ha utilizzato il 100% di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, evitando l’emissione di 4.219 tonnellate di gas a effetto serra.

Da anni l’azienda investe nella sostenibilità delle proprie infrastrutture digitali: i data center utilizzati in Italia vengono alimentati al 100% con energia elettrica da fonti rinnovabili (64% a livello di Gruppo). Per il terzo anno Sisal ha inoltre misurato la carbon footprint della propria principale piattaforma di gioco per identificare azioni di efficientamento e ottimizzazione, compensando le emissioni digitali con progetti certificati.

Per ridurre il consumo di risorse naturali è stato inoltre ottimizzato il QR code presente sulle ricevute di gioco del comparto Lotterie: grazie a questa azione è stato stimato un risparmio annuo di 6,78 milioni di metri di carta termica. Una iniziativa semplice ma molto efficace che potrà essere replicata in altre geografie e su altre tipologie di gioco.

L’innovazione come leva di crescita sostenibile

Anche nel 2024, l’innovazione ha avuto un ruolo centrale nella strategia aziendale. Sisal ha infatti intensificato gli investimenti nell’intelligenza artificiale, riconoscendola come uno strumento chiave per promuovere uno sviluppo etico e responsabile, in piena conformità con i più alti standard normativi europei. Durante l’anno, sono stati gestiti 199 progetti innovativi e oltre 700 dipendenti hanno ricevuto formazione specifica sull’IA. Inoltre, più di 630 persone di Sisal hanno preso parte agli “Envisioning Day”, cinque momenti dedicati alla condivisione della cultura dell’innovazione e all’esplorazione di tecnologie emergenti, con il contributo di esperti e startup. Infine, nell’ambito della strategia di open innovation, sono state supportate 39 startup, PMI e idee imprenditoriali innovative, su un totale di 587 mappate, e sviluppate ulteriormente le collaborazioni con il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano ed altre realtà innovative in Italia, Albania, Turchia e Marocco.

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Flutter SEA: Francesco Borsetti nuovo Managing Director di Snai Italia

Borsetti guiderà la strategia commerciale dello storico brand italiano del gioco

Flutter SEA, la regione Southern Europe & Africa del gruppo Flutter, ha annunciato la nomina di Francesco Borsetti come nuovo Managing Director di Snai Italia, a partire dal prossimo 15 settembre. Borsetti riporterà direttamente a Francesco Durante, CEO di Flutter SEA, e guiderà la strategia commerciale di Snai, lo storico brand italiano del settore del gioco che è entrato a far parte di Flutter SEA lo scorso 30 aprile.

Con un’ampia esperienza internazionale nel settore delle scommesse sportive e dell’iGaming, Borsetti ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità all’interno del gruppo Flutter, contribuendo alla crescita di brand come Paddy Power e Betfair nel Regno Unito e in Irlanda, e di TVG negli Stati Uniti, network di riferimento per le scommesse a totalizzatore e per la trasmissione di corse ippiche (ora FanDuel TV).

Nel suo ultimo incarico, ha guidato Paddy Power Online come Managing Director, con un forte focus sulle strategie di prodotto, marketing e sviluppo commerciale.

Borsetti entra così a far parte del Leadership Team di Flutter SEA, guidato dal CEO Francesco Durante, cui è affidata la responsabilità di guidare la crescita di Flutter in un mercato chiave come quello italiano e negli altri mercati della regione, potendo contare su brand di riferimento quali Sisal, Snai e PokerStars. 

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Cassazione: senza scontrino della giocata non si può dimostrare la vincita al gioco

Contestata la mancata dimostrazione della provenienza di una vincita

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate in merito a un accertamento fiscale nei confronti di un promotore finanziario, contestando la mancata dimostrazione della reale provenienza delle somme da una vincita al SuperEnalotto. La controversia trae origine da un avviso di accertamento notificato nel 2011, con il quale veniva rilevato un maggiore reddito di circa 497.000 euro, con imposte recuperate pari a 235.000 euro, sulla base di accertamenti bancari.

Il contribuente, che aveva dichiarato di aver incassato nel 1999 una vincita al SuperEnalotto, restituita a distanza di tempo tramite una parente, era stato inizialmente parzialmente accolto dalla Commissione Tributaria Regionale della Puglia. Ma la Suprema Corte ha stabilito che tale giustificazione non è sufficiente, in quanto la semplice attestazione bancaria non può sostituire la prova documentale rappresentata dallo scontrino della giocata.

Secondo la Cassazione, l’assenza dello scontrino non consente di ricondurre con certezza l’origine delle somme a una vincita legittima. Inoltre, è stato sottolineato che le movimentazioni bancarie non giustificate restano imponibili, anche quando provengano da terzi, se non adeguatamente motivate con elementi specifici.

La Corte ha inoltre ribadito che anche i promotori finanziari, ai fini fiscali, sono equiparati agli imprenditori, e pertanto soggetti alle stesse presunzioni sulle movimentazioni di conto. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado per una nuova valutazione della vicenda.

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Sapar a confronto con ADM: al centro il rilancio del comparto degli apparecchi da intrattenimento

Proposte per la sostenibilità, la legalità e la tutela delle imprese di gestione

Rilancio del settore degli apparecchi da intrattenimento: questa la parola d’ordine su cui si incentra la nuova stagione di Sapar voluta dal presidente Sergio D’Angelo e che è stata anche al centro dell’incontro tra una delegazione dell’associazione ed il Direttore dei Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Mario Lollobrigida.

La delegazione di Sapar era costituita dal presidente Sergio D’Angelo, dal vice presidente Francesco Gatti e dall’avvocato Francesco Badolato. È stato un incontro che si è svolto in un clima di grande cordialità e spirito di collaborazione.

Al centro dell’incontro alcuni dei temi più importanti per il settore degli apparecchi da intrattenimento ed in particolare per l’attività delle imprese del made in Italy. Quest’ultimi sono stati presentati al direttore di ADM come una figura imprescindibile per la sicurezza e la tutela dei giocatori ed il contrasto all’illegalità, rappresentando una vera e propria prima linea di legalità sul territorio.

La Sapar ha espresso grande preoccupazione per il futuro delle aziende di gestione nel nuovo bando.

È stata accolta con interesse anche la proposta di un nuovo apparecchio che dovrebbe prevedere la riduzione della perdita oraria fissa, l’aumento del payout al ed il contestuale abbassamento del Preu, l’aumento della vincita massima e innovazioni tecnologiche per aumentare la sicurezza degli apparecchi. L’obiettivo è introdurre sul mercato un apparecchio con maggiori tutele per il giocatore e rilanciare la raccolta, diminuita negli ultimi anni (-30% nel periodo 2019-2024), garantendo anche il gettito erariale. ADM ha accolto favorevolmente la proposta, che valuterà in attesa di ricevere un progetto articolato, tenendo conto anche della continuità del gettito erariale che potrebbe rappresentare un elemento di resistenza da parte della politica. Si è discusso anche dell’importanza di innovazioni sugli apparecchi per renderli più attrattivi proprio nell’ottica del contrasto al gioco illegale.

Si è toccata la problematica dei contratti stipulati tra esercenti e concessionari e delle penali per i recessi e le disdette spesso eccessive. In tal senso la Sapar ha proposto l’introduzione nella nuova concessione, tra i contenuti minimi dei contratti della filiera, la facoltà di inserimento di penali o corrispettivi per i recessi che comunque tutelino la libertà contrattuale e la facoltà di scelta dei concessionari da parte delle parti contrattuali più deboli.

Tra gli argomenti dell’incontro non poteva non trovare spazio anche la parte dedicata ai Comma 7. Si è discusso di proposte di rilancio complessivo del settore al di là di singoli aspetti come l’aumento del limite di vincita sui comma 7 A o sui comma 7 C bis e l’introduzione del monitor interattivo sui 7 A, proposte attualmente bloccate dalla politica. È stato sottolineato come questo segmento di mercato sia rimasto bloccato agli inizi degli anni 2000, quando rappresentava un’eccellenza a livello internazionali e che oggi si trova ad essere il fanalino di coda in Europa. Tenuto anche conto che il mercato italiano attualmente è fermo sotto molti punti di vista e fa fatica ad importare nuovi prodotti, Sapar si farà parte diligente per proporre innovazioni sugli apparecchi.

Tutte le proposte hanno registrato un grande interesse da parte dell’Agenzia, che ha apprezzato le dettagliate spiegazioni del presidente Sergio D’Angelo, del vice presidente Francesco Gatti e dell’avvocato Francesco Badolato, confermando che ADM terrà in considerazione tutti i suggerimenti presentati.

Insomma si è trattato di un incontro molto costruttivo, mirato a realizzare un modello di gioco sostenibile, con al centro la tutela dei giocatori, la prevenzione di comportamenti a rischio, la salvaguardia degli interessi erariali ed il sostegno alle imprese di gestione.

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“Sundas12Rule”, la proposta innovativa per un profondo cambiamento nel sistema calcio in Italia

Una nuova regola per valorizzare i vivai italiani e offrire pari opportunità ai giovani extracomunitari nati in Italia

Nel mondo del calcio in Italia viene nuovamente messa alla ribalta la questione dei giocatori extracomunitari. Questa volta la proposta, che può cambiare notevolmente i quadri generale del sistema pallone in Italia, arriva direttamente dall’agente Fifa Alessio Sundas.

La cosiddetta “Regola Sundas12” è stata presentata dallo stesso Sundas ai vertici del sistema calcistico italiano. “Pensata per tutelare e promuovere i giovani talenti italiani”, la proposta di Sundas mira a permettere ai giovani giocatori extracomunitari, anche quelli nati in Italia da genitori stranieri, “di ricevere lo spazio e le opportunità che meritano”, ha tenuto a precisare l’agente Fifa.

Una misura, questa, che apporterebbe evidenti benefici ai giocatori in termini di profili tecnici, sviluppo dei valori metrici e rappresenterebbe “un passo fondamentale anche verso la costruzione di un futuro più meritocratico e competitivo per il calcio italiano”.

Constatato il sofferente “stato di salute” del sistema calco in Italia – rendimento non particolarmente brillante della Nazionale italiana e il gap ancora da colmare da parte dei club italiani rispetto alla Premier League, Liga e Bundesliga in termini economici e di valori tecnici –  Sundas ha così mirato a “rimettere i vivai al centro del progetto, restituendo fiducia e spazi ai settori giovanili italiani”.

Una proposta al passo coi tempi che abbraccia l’innovazione e l’uso della tecnologia passando dai dati, con l’algoritmo Kbi (Key Biometric Indicators), parte del progetto Algortithm Soccer, che, come specificato dall’agente, “permette di analizzare oggettivamente le performance dei calciatori attraverso indicatori biometrici e tecnici“.

La “Sundas12 Rule” offre, dunque, un’opportunità quasi unica per abbracciare il cambiamento e chiede al sistema calcio italiano di creare le condizioni normative per attuarlo, dal momento che “i vivai languono, le società si affidano a logiche di breve termine, e il talento – quello vero – spesso resta bloccato, frenato da barriere che hanno poco a che vedere con lo sport”.

Per “un calcio più equo e meritocratico“, l’appello di Sundas è stato lanciato a Federazioni, club, dirigenti e allenatori per accantonare tutta quella serie di cavilli burocratici e lasciar spazio all’ascolto “di proposte coraggiose come questa”, ha dichiarato Sundas.

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Pedrizzi: “Tempi lunghi per la riforma del gioco fisico. La poca conoscenza del settore genera terrorismo politico”

L’ex senatore: “Mi piacerebbe che ci fosse più trasparenza per quanto riguarda il documento di riordino”

La riforma del comparto del gioco fisico rappresenta senza dubbio una delle sfide più rilevanti per gli operatori del settore. Da tempo si attende l’introduzione di una normativa nazionale capace di porre fine alla frammentazione a livello locale, ma una soluzione concreta appare ancora lontana. Sul tema – e non solo – è intervenuto Riccardo Pedrizzi, già senatore ed ex Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato durante la XIV legislatura, in un’intervista esclusiva rilasciata al direttore di Agimeg, Fabio Felici.

Il riordino del gioco fisico è un tema che lei ha affrontato in maniera approfondita

“Mi piacerebbe che ci fosse più trasparenza nello scambio di documenti tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed il MEF, in maniera tale che anche il settore avesse parte attiva nella stesura di quello che dovrebbe essere il nuovo modello del gioco fisico. Invece, a parte qualche indiscrezione di stampa, se ne sa poco. Questo rimpallarsi di documenti, con interventi anche da parte della Conferenza Stato-Regioni, dura da molto, troppo tempo senza che nessuno sappia davvero quale è lo stato dell’arte”.

“Ho spesso usato, per quanto sta succedendo sul riordino del gioco fisico, l’espressione figurata del gioco dell’oca, cioè che si torna sempre a capo e si ricomincia, perché continuiamo ad assistere a questo rimpallarsi del documento di riordino, che viene trattato come fosse un segreto di Stato. E una cosa grave, secondo me, è che non si riesce a “salire” al livello politico. Ci vorrebbe un rappresentante autorevole del Governo che intervenisse mettendo allo stesso tavolo quantomeno i rappresentanti delle regioni di centro-destra, invitandoli ad una soluzione condivisa. Sarebbe un salto di qualità decisivo”.

Qui si rischia di andare incontro a tempi lunghissimi anche perché è una riforma complessa, difficile, divisiva. Ma tu puoi dare il tempo per i decreti applicativi a fine 2026, cioè pochi mesi prima delle elezioni? Ma chi la farà questa riforma? Chi si prenderà la briga per un tema così sensibile di scontentare una parte dell’elettorato? Andando poi in profondità, bisogna tenere conto dello schieramento definiamolo proibizionista, cioè i Cinque Stelle più una buona parte del PD. Ci tengo però a sottolineare che nel PD ho trovato anche persone preparate come Pier Paolo Baretta che quando gli dettero la delega mi chiamò per chiedermi di confrontarci per avere un quadro più completo di come era lo stato dell’arte del settore del gioco pubblico. Ma anche altri politici di sinistra hanno avuto un approccio serio con il settore e mi riferisco, ad esempio, a Mauro Maria Marino ed a Giorgio Benvenuto. Ma i pasdaran del PD e i Cinque Stelle continuano a fare terrorismo quando intervengono sul gioco pubblico”.

“Negli spazi che politiche proibizionistiche tolgono al gioco legale, si inserisce la criminalità organizzata come purtroppo dimostrato da tante operazioni delle Forze dell’Ordine ed in particolare della Guardia di Finanza. E sono queste politiche miopi di tipo proibizionistico, messe in atto purtroppo trasversalmente  da tutti gli schieramenti, frutto di una mancata conoscenza del settore che vanno combattute. Chi prende queste decisioni ha la paura, secondo me ingiustificata, di essere impopolare. Questi signori hanno mai letto e studiato i vari documenti come quelli dell’Istituto Superiore di Sanità, della Corte dei Conti, del Censis, dell’Istat, dell’Eurispes e di varie Università? Basterebbe informarsi per non evitare politiche obsolete, superate, dannose e riportare la questione su un binario di equilibrio e sostenibilità”.

In questa “ignoranza” sul settore rientra le lettura dei dati. Viene sempre citata la raccolta per attaccare il gioco pubblico e mai la spesa reale sostenuta dal giocatore

“La lettura dei dati sul gioco pubblico viene spesso fatta sia per ignoranza, nel senso di non conoscenza, ma purtroppo anche per malafede. Uno degli intervenuti ai recenti Stati Generali del Gioco Pubblico ha dichiarato che: “Per il gioco gli italiani spendono più della sanità”. Ma non è così. Alla raccolta di circa 150 miliardi di euro vanno tolti i 127 miliardi vinti da giocatori (se non ci fossero le vincite non ci sarebbe tutto quel rigiocato e la raccolta sarebbe nettamente inferiore). Dei 20,7 miliardi di euro spesi veramente dagli italiani, più della metà (11,6 miliardi) va all’Erario, quindi a favore della collettività, mentre solo la parte restante va come ricavo a tutta la filiera: dalle grandi multinazionali, al semplice tabaccaio o barista. Senza contare che con questa parte si da la possibilità di vivere a 150.000 famiglie legate, dal punto di vista lavorativo, al settore del gioco pubblico. Ma tutti questi ragionamenti non vengono fatti dalla gran parte della politica, che anzi quotidianamente aggredisce il settore con numeri campati in aria. Ripeto si tratta di vero e pericoloso terrorismo politico che, purtroppo, non viene contrastato adeguatamente dallo schieramento del centro-destra che dovrebbe essere sensibile alle ragioni di imprese e famiglie”.

Lei contesta anche la mancanza di attori importanti negli eventi che trattano di gioco

“Qualche giorno fa ho partecipato agli Stati Generali sul Gioco Pubblico anche con l’intento di verificare se l’intergruppo parlamentare coinvolto avesse davvero la possibilità di incidere sul percorso che sta facendo la riforma. Purtroppo ho dovuto constatare la grave assenza dei rappresentati del Governo, cioè del nostro interlocutore principale. E poi mancavano i grandi player che hanno un peso specifico importante. Con queste assenze ogni discorso lascia il tempo che trova”.

“Tornando al Governo, e lo dico venendo da quel mondo che lo esprime, è sotto gli occhi di tutti che si sta comportando in maniera incomprensibile sul tema del gioco pubblico ed in particolare sul riordino del gioco fisico. Il Governo dovrebbe trarre spunto da quanto di buono è stato fatto in alcune regioni, anche se governate dalla sinistra come la Campania e la Puglia”.

E tra i tanti problemi che impattano sul settore, oltre alla sovrapposizione delle normative, c’è quello delle competenze. Non è semplice fare sintesi tra quelle del Ministero delle Finanze, del Ministero degli Interni e del Ministero della Salute, senza parlare poi delle competenze confuse e sovrapponibili tra Stato, regioni, province e comuni. Insomma un puzzle difficile da comporre”.

Uno dei suoi cavalli di battaglia è stato sempre quello della destinazione del gettito che il settore del gioco versa all’Erario

“Bisognerebbe seguire la strada che hanno intrapreso altri paesi importanti come Spagna (ad esempio con l’associazione dei ciechi ONCE), Francia e Inghilterra. Mi riferisco al fatto che in questi paesi una buona parte delle entrate derivanti dai giochi hanno delle destinazioni di utilizzo verso il mondo del sociale e della cultura. Anche in Italia bisognerebbe destinare questi fondi direttamente a cause socialmente importanti e non farli soltanto confluire nella fiscalità generale”.

“E sarebbe importante, anche per accorciare le distanze tra le varie posizioni, una compartecipazione degli enti locali alla distribuzione delle entrate derivanti dal settore del gioco pubblico. Si tratterebbe di una soluzione, anche in base al principio di sussidiarietà,  equilibrata, giusta, visto l’impegno degli enti locali nelle attività di controllo e gestione del territorio, oltre che di informazione, di contrasto e di assistenza verso il fenomeno della ludopatia”.

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Brightstar Lottery completa la vendita del business Gaming & Digital per 4 miliardi di dollari

L’attività lotterie si è consolidata nel 2024 grazie alle ottime performance dell’Italia

International Game Technology PLC (“IGT”), quotata al NYSE con il nome IGT, operante come Brightstar Lottery (“Brightstar”, la “Società”), ha annunciato di aver portato a termine la vendita del business Gaming & Digital a una società holding detenuta da fondi gestiti da affiliate di Apollo Global Management, Inc., quotata al NYSE con il nome APO, in data 1° luglio 2025. A partire dal 2 luglio 2025, Brightstar inizierà a operare alla Borsa di New York con il nome di Brightstar Lottery, e il nuovo simbolo azionario, BRSL. Il codice CUSIP della Società rimarrà invariato e gli attuali azionisti non dovranno fare nulla.

“La vendita delle attività del business Gaming & Digital posiziona Brightstar verso un futuro ricco di opportunità”, ha dichiarato Marco Sala, Presidente Esecutivo di Brightstar. “La distribuzione equilibrata dei proventi, con una significativa riduzione dell’indebitamento, un rilevante ritorno di capitale agli azionisti, il finanziamento degli investimenti per la crescita e il miglioramento dei rendimenti, riflettono l’impegno costante del Consiglio nel creare valore per gli azionisti”.

“Da oggi inizia una nuova fase per la Società, costruita su una lunga tradizione di soluzioni responsabili e sostenibili fornite attraverso prodotti, servizi, tecnologie e competenze” ha affermato Vince Sadusky, CEO di Brightstar. “Sono estremamente orgoglioso del team Brightstar, il cui approccio innovativo e la dedizione al servizio dei clienti delle lotterie di tutto il mondo rappresentano le basi della solida posizione finanziaria e dell’affidabilità dei flussi di cassa della Società.”

La Società ha ricevuto circa $4.0 miliardi di proventi netti in contanti, che saranno destinati come segue:

  • $2.0 miliardi utilizzati per adempiere agli impegni contrattuali precedentemente comunicati per la riduzione del debito:
    • Rimborso integrale delle obbligazioni Senior Secured in USD al 4,125% con scadenza ad aprile 2026 e delle obbligazioni Senior Secured in EUR al 3,500% con scadenza a giugno 2026.
    • Prepagamento di €300 milioni sui Term Loan con scadenza a gennaio 2027.
    • L’importo residuo sarà destinato al prepagamento delle linee di credito revolving con scadenza a luglio 2027.
  • $1.1 miliardi di ritorno agli azionisti:
    • Il Consiglio di Amministrazione della Società ha deliberato un dividendo straordinario in contanti per gli azionisti ordinari pari a $3.00 per azione. La data di registrazione è fissata al 14 luglio 2025 e il pagamento avverrà il 29 luglio 2025.
    • Il Consiglio ha inoltre autorizzato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da $500 milioni della durata di due anni, che sostituisce quello precedente.
  • $500 milioni per finanziare parzialmente i futuri pagamenti relativi alla licenza Lotto in Italia.
  • $400 milioni per esigenze aziendali generiche.

La Società intende mantenere una solida struttura finanziaria, con un rapporto di leva finanziaria netta target (debito netto/EBITDA rettificato ultimi 12 mesi)1 pari a circa 3.0x, supportato dalla generazione di robusti flussi di cassa. Su base pro forma – includendo circa $100 milioni di costi residui post-closing, il pagamento anticipato della nuova licenza Lotto in Italia e la restituzione agli azionisti di $1.1 miliardi – la leva finanziaria netta al 31 marzo 2025 risultava pari a 3.5x.

[1] Il debito netto, la leva finanziaria netta, l’EBITDA rettificato e il debito netto pro forma sono indicatori finanziari non-GAAP. Per la definizione di debito netto, leva finanziaria netta e per la riconciliazione di debito netto ed EBITDA rettificato rispetto alle misure finanziarie con le voci più comparabili calcolate e presentate ai sensi dei principi contabili statunitensi (GAAP) al 31 marzo 2025, si rimanda al Comunicato sugli utili della Società del 13 maggio 2025, presentato alla Commissione per i Titoli e gli Scambi (Securities and Exchange Commission, SEC) tramite modulo 6-K in data 13 maggio 2025.

Attività Giochi e Servizi

Nel corso del 2024 IGT (dal 1° luglio ridenominata Brightstar) ha sottoscritto un accordo di cessione per 4,050 $bn dei business Gaming e Digital ad Apollo, che unitamente all’acquisizione contestuale di Everi, porterà alla creazione un gruppo globale focalizzato sul Gaming in cui De Agostini investirà acquisendo una partecipazione di minoranza. L’attuale IGT, al completamento dell’operazione previsto entro il terzo trimestre del 2025, sarà un pure player di Lotterie e cambierà la propria denominazione sociale in Brightstar. Marco Sala proseguirà nel ruolo di Executive Chairman della società.

Conseguentemente le attività Gaming e Digital sono state riclassificate nel 2024 nelle discontinued operations. L’attività Lotterie di IGT ha consuntivato un 2024 in linea con le attese, anche se leggermente inferiore all’esercizio precedente, grazie soprattutto all’andamento molto buono dell’Italia, che ha compensato il rallentamento degli instants in Nord America e livelli di jackpot inferiori a quelli eccezionali dell’esercizio precedente. Molto soddisfacente la generazione di free cash flow registrata dalla società nel 2024. IGT per la parte Lotterie ha conseguito Ricavi Netti pari a 2.327 M€. Si evidenzia, infine, che IGT ha confermato, in un contesto molto competitivo, la concessione della gestione del Gioco del Lotto per ulteriori 9 anni fino al 2034, con un esborso pari a 2,23 €bn. La gara, recentemente conclusa, è nella fase delle verifiche cui seguirà la formale aggiudicazione da parte dell’Agenzia Dogane e Monopoli.

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Ippica italiana, il settore alza la voce: “Serve una riforma urgente delle scommesse ippiche”

All’ippodromo La Ghirlandina di Modena confronto tra politica e il mondo dell’ippica italiana

Il comparto dell’ippica italiana torna a chiedere centralità nel panorama del gioco legale, in un contesto in cui, dopo anni di riforme parziali e scelte frammentate, il settore ha visto erodersi progressivamente la propria capacità di generare risorse per la filiera e per l’Erario. È questo lo scenario descritto a Modena, nella splendida location dell’ippodromo la Ghirlandina, durante la presentazione “Lo stato della riforma delle scommesse ippiche”, con il contribuito tecnico dell’Associazione di Filiera Ippica Nuova del dottor Giorgio Sandi, del dott. Alessandro Arletti, presidente della storica Società Modenese per l’Esposizione Fiere, Corse e Cavalli ed dei rappresentanti dell’ippica italiana.

Alessandro Arletti ha sottolineato in apertura come la riforma sia l’unico modo per riportare il trotto e il galoppo italiano al centro dell’interesse del pubblico. Le scommesse ippiche non sono solo un’occasione di svago per il pubblico, ma anche un canale concreto di raccolta fondi. Le scommesse consentono infatti di sostenere un sistema composto da persone che lavorano con passione e sacrificio: agricoltori, allevatori, allenatori e tanti altri professionisti che contribuiscono ogni giorno con immensi sacrifici a sostenere una filiera di primaria importanza nel nostro paese e a portare i cavalli italiani a vincere nel mondo. Dopo la lettura delle lettere inviate dal Presidente della Camera Lorenzo Fontana e dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, è intervenuto Giorgio Sandi di Ippica Nuova.

Sandi ha ripercorso la storia dell’ippica italiane e esposto un dettagliato piano di rilancio della scommessa ippica. Tra declino dei volumi, calo delle risorse e frammentazione normativa, l’ippica italiana prova a ripartire con una riforma delle scommesse che possa sostenere la filiera e restituire competitività al settore.

Un comparto frammentato e indebolito

Dopo la chiusura di UNIRE e il passaggio delle competenze ad ASSI prima e al MASAF e all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli poi, il settore ippico ha progressivamente perso peso. Se nel 1996 le scommesse ippiche generavano incassi superiori ai 5,4 miliardi di euro attualizzati, con una quota di mercato del 36%, nel 2021 il volume si era ridotto a 431 milioni di euro, pari allo 0,39% del mercato del gioco legale. Un declino aggravato dalla mancanza di un ente dedicato che potesse rappresentare gli interessi della filiera e sostenere l’ippica in termini di promozione e organizzazione, in un contesto in cui le scommesse sportive e altri giochi hanno conquistato ampie quote di mercato.

La liberalizzazione e i limiti delle scommesse a quota fissa

A partire dal 2020 la possibilità di offrire scommesse ippiche a quota fissa su tutte le corse europee e mondiali ha generato un leggero incremento delle giocate, ma con effetti marginali per la filiera ippica. Se da un lato l’incremento della raccolta ha portato a 668 milioni di euro nel 2023, dall’altro i proventi netti per la filiera sono calati da 52,2 milioni nel 2019 a 43,7 milioni nel 2023, evidenziando la minore resa delle scommesse a quota fissa rispetto a quelle a totalizzatore per la sostenibilità economica del comparto.

L’intervento fiscale di gennaio 2025, che ha dimezzato la quota destinata alla filiera ippica per rendere più competitiva la scommessa a quota fissa, ha aggravato la situazione: nei primi cinque mesi del 2025, la raccolta ha registrato un calo di 11,8 milioni di euro rispetto al 2024, mentre i proventi per la filiera si sono ridotti di oltre 7 milioni, ampliando ulteriormente il divario tra le esigenze del comparto e le dinamiche di mercato.

Le proposte per la riforma: un piano strutturale

Il documento presentato dalle categorie ippiche al MASAF e ad ADM il 19 maggio 2025 – ha sottolineato Sandi – prevede una riforma complessiva che punta a restituire al comparto una prospettiva di sviluppo sostenibile e a liberarlo dalla logica assistenziale che lo ha caratterizzato negli ultimi anni. Le linee guida della riforma includono:

• Unificazione dei totalizzatori ippici (agenzia e nazionale) per semplificare l’offerta di gioco e renderla più attrattiva per gli scommettitori.

• Allineamento del prelievo erariale tra scommesse a totalizzatore e a quota fissa.

• Introduzione del “Take Five Plus”, un nuovo gioco con jackpot e più categorie di vincita in sostituzione del Quinté, con l’obiettivo di attrarre nuovo pubblico e rinnovare l’immagine delle corse ippiche.

• Ripristino dei contributi del PREU derivanti dalle Newslot e VLT per sostenere la filiera ippica, riconoscendo il ruolo strategico che l’ippica ha avuto nella costruzione della rete pubblica del gioco legale.

• Creazione di una Commissione Tecnica per le scommesse ippiche, con funzioni di monitoraggio e proposta di innovazioni sui prodotti, in stretto raccordo con ADM e i concessionari.

• Sviluppo di nuovi format di corse ippiche, capaci di generare eventi popolari e di stimolare il “tifo”, un tempo patrimonio dell’ippica, oggi scomparso.

Un settore in attesa di risposte

Il comparto ippico guarda con attenzione alla creazione di una nuova Agenzia dedicata, promessa dal Sottosegretario con delega all’ippica Patrizio Giacomo La Pietra, nella speranza di avere un interlocutore diretto in grado di gestire con competenza le risorse e il rilancio del settore. L’obiettivo dichiarato è tornare a generare valore, contribuendo al sostegno dell’Erario e offrendo una prospettiva di stabilità alle imprese ippiche, in un contesto in cui le sfide di mercato richiedono rapidità di intervento e una strategia condivisa tra operatori, istituzioni e concessionari.

“Il tempo corre veloce – ha concluso Giorgio Sandi – e senza una vera riforma delle scommesse ippiche e della programmazione delle corse rischiamo di vedere morire un comparto considerato una punta di eccellenza del made in Italy”.

La proposta è stata accolta favorevolmente da tutti i politici presenti (sono intervenuti rappresentati sia della maggioranza sia dell’opposizione) che hanno confermato il loro supporto al progetto.

All’evento erano presenti molti parlamentari: On. Daniela Dondi, On. Stefano Vaccari PD, On. Rosaria Tassinari FORZA ITALIA, On. Marco Pellegrini M5S, On. Laura Cavandoli Lega Nord.

Per le categorie e Associazioni erano presenti: Dott. Giogio Sandi Ippica –nuova, Clara Bonfanti Rappresentante Proprietari Consulta Ippica, Roberto Toniatti Presidente Anact, Alessandro Gocciadoro Driver e rappresentante Allenatori Trotto Consulta ippica, Avv. Giovanni Sibilio Rappresentante CIGA Comitato Ippico Allenatori e Guidatori Trotto, GianMario Carboni: Presidente Allevatore Cavavllo Arabo e rappresentante consulta Allevatori, Dott. Ferruccio Badi Presidente FNP Equini Confagricoltura, Giuseppe Satalia Consigliere Merano Galoppo Pres. Ippica Educazione e formazione, Mattia Cadrobbi Presidente Fondo Italiano Allevamento – Consigliere ANICA.

Tra le presenze di pregio anche il Dott. Silvio Borrello per la tutela e benessere animale ed in particolare degli equidi, coordinatore dei lavori per le linee guida “Principi di tutela di gestioni con gli Equidi” presentata nel 2015. 

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Imprese, istituzioni e terzo settore: manifesto EGP FIPE per regole chiare, tutela della salute e lotta all’illegalità

Parte dalla Lombardia un tour che toccherà anche Centro e Sud per definire una piattaforma condivisa in vista del riordino del settore

Serve un cambio di paradigma: dalla contrapposizione alla cooperazione. Se si vuole dare vita ad un sistema di gioco pubblico che sia sostenibile, trasparente e che tuteli nel modo migliore la salute delle persone, è indispensabile che tutti gli attori in campo facciano squadra. 

È questo il pensiero di fondo che ha spinto EGP FIPE, l’organizzazione di categoria degli esercenti attivi nei giochi regolamentati, facente parte di Confcommercio, a organizzare una serie di incontri in tutta Italia e coinvolgere attivamente istituzioni, imprese e realtà del Terzo Settore nell’elaborazione di una piattaforma di provvedimenti che possano migliorare e rendere sempre più sicuro e affidabile il settore dei giochi pubblici.

Confronto Aperto, il titolo scelto per questa iniziativa che ha debuttato oggi a Milano, presso la sede di Confcommercio, alla presenza di esponenti delle istituzioni regionali della Caritas, della Guardia di Finanza, e delle imprese del settore. L’occasione giusta per illustrare la base programmatica dalla quale partire: il Manifesto “Regole, Salute, Territori”,elaborato da EGP FIPE, che ha invitato tutti i presenti a condividerne le nuove linee di indirizzo.

“FIPE – spiega il presidente Emmanuele Cangianelli – propone innanzitutto la Certificazione degli esercizi legali che devono rispettare standard univoci di qualità, sicurezza, trasparenza e percorsi formativi dei dipendenti, per rafforzare la fiducia dei cittadini. Essi devono rappresentare un’offerta ben distribuita sul territorio per evitare, nello spirito della legislazione italiana impostata fin dal 1948, il proliferare delle attività illegali”.

“Parallelamente – aggiunge Cangianelli – occorre puntare sull’innovazione tecnologica, dall’adozione di terminali a controllo remoto sicuro, alla incentivazione all’uso, oltre al denaro contante, di sistemi di pagamento che possano migliorare la trasparenza del consumo, all’impiego dell’Intelligenza artificiale per garantire, nei punti a libero accesso, il controllo dell’età direttamente da parte dei device di gioco”.

Le regole uniformi per le imprese devono poi accompagnarsi, secondo EGP FIPE, a un’equa compartecipazione di Regioni e Comuni al gettito dei giochi, destinandolo a politiche socio sanitarie finalizzate a ridurre l’esclusione sociale, vera concausa di molte dipendenze tra le quali il gioco compulsivo. Dove non arriva la prevenzione primaria, infine, deve arrivare la mutualità: in questo le aziende aderenti a FIPE sono pronte a fare la loro parte insieme alle ASL e alle realtà del Terzo settore per intercettare i soggetti problematici e massimizzare informazione e controlli prima della generazione di dipendenze.

Questo comparto ha un impatto economico-sociale molto forte. La Fipe rappresenta gli esercizi pubblici, tra cui le sale gioco che operano in concessione dello Stato e vendono prodotti di gioco autorizzati dalle autorità competenti. In questi anni abbiamo assistito alla crescente differenziazione dell’intrattenimento e della sua evoluzione”, ha dichiarato Lino Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio. Ovviamente, la frammentazione normativa nei territori più dettata da azioni emotive piuttosto che costruttive. Per questo motivo da anni sosteniamo in modo concreto la EGP che si batte per le sale gioco. Tutelare queste imprese è fondamentale per prevenire l’illegalità e il disturbo da gioco d’azzardo. La ludopatia esiste, ma eliminare il gioco non può essere la risposta ma deve esserci una proposta normativa corretta che si fondi sulla formazione degli operatori, di controlli più mirati ed efficaci di ADM e delle forze dell’ordine. Le istituzioni devono avere un approccio pragmatico e coerente che rafforzi i presidi legali e scoraggi l’illegalità. L’obiettivo comune è quello di traguardare un sistema di gioco sicuro, responsabile, tracciabile e sostenibile. Infine, ringrazio Emmanuelle Cangianelli per l’importante lavoro svolto fino ad ora e del suo impegno per questo settore”.

L’ultimo appello è ai legislatori, affinché, in fase di riordino, pongano fine alla stagione dello squilibrio fiscale e normativo che negli ultimi anni ha determinato un’impennata incontrollata di forme di gioco online, non sempre pienamente controllate, a scapito dell’offerta nei punti vendita.

“Se lavoriamo in squadra – conclude il presidente di EGP FIPE – possiamo davvero essere efficaci. Ma se continuiamo con le contrapposizioni, finiremo per lasciare praterie ai pirati del gioco, ben lieti di approfittare di una domanda che permane comunque diffusa”.

Gioco pubblico in Lombardia: i numeri

In occasione della prima tappa di Confronto Aperto, EGP FIPE ha diffuso anche le analisi del gioco legale in Lombardia che, come in altre realtà italiane, si sta spostando verso consumi online sempre più marcati e incontrollati.

–  +10% la spesa complessiva per giochi legali in Lombardia tra il 2019 e il 2024, superando 3,8 miliardi di euro

–  +434 milioni di euro (+164%) di spesa nel gioco online a fronte di -431 milioni di euro (-20%) di spesa su apparecchi da gioco fisici

–  +7,6 miliardi di euro le giocate online; -2 miliardi quelle nei punti vendita fisici

–  oltre 2.800 punti vendita con apparecchi da gioco chiusi in 5 anni, con circa 3.000 Punti Vendita Ricariche (PVR, a servizio del gioco online) stimati attivi in Lombardia a fine 2024

“Anche a livello regionale – spiega EGP FIPE – occorre valorizzare la formazione di tutti gli operatori dell’offerta, rendendola obbligatoria, certificata e fruibile anche in modalità digitale. La Lombardia sta valutando la propria legislazione ma è necessario fare di più. Occorre allinearsi al quadro concessorio nazionale per introdurre strumenti digitali di automisurazione, autoesclusione ed incentivare la tracciabilità dei pagamenti, senza continuare a penalizzare gli operatori autorizzati che garantiscono legalità e trasparenza”.

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Governance e trasparenza: il nuovo Sport Transparency Index valuta lo sport europeo

Il progetto è promosso dallo Sport Integrity Global Alliance (SIGA) con partner istituzionali e il supporto dell’Unione Europea

E’ stato ufficialmente lanciato a Bruxelles lo Sport Transparency Index (Sport T Index), il primo strumento indipendente e basato su evidenze concrete per misurare la trasparenza e la buona governance nello sport europeo. Il progetto è promosso dalla Sport Integrity Global Alliance (SIGA) insieme a un consorzio di partner istituzionali, ed è co-finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Erasmus+.

Il nuovo indice si propone di promuovere una cultura dell’integrità e della responsabilità valutando le informazioni rese pubblicamente disponibili da club, leghe, federazioni nazionali e organismi sportivi internazionali. L’analisi si basa su 15 indicatori universali di trasparenza suddivisi in tre ambiti principali: organizzativo, operativo e finanziario. Tutti i dati sono ricavati esclusivamente dai siti web ufficiali delle entità valutate.

sport transparency index

Tra le realtà che si sono distinte nelle valutazioni iniziali, spiccano il Milan, Juventus, la Bundesliga tedesca, oltre alle federazioni di tennis tavolo, canottaggio e tennis della Germania, quella di taekwondo francese, e le associazioni slovene di sci e atletica. Tutte hanno ottenuto un punteggio pari a 14 indicatori su 15, posizionandosi tra le più virtuose in Europa.

Durante l’evento inaugurale, esponenti istituzionali, accademici e dirigenti sportivi hanno sottolineato l’urgenza di trasparenza, vigilanza e riforma nel mondo dello sport. Tra gli interventi principali quelli di Emanuel Macedo de Medeiros, CEO globale di SIGA, e di rappresentanti della Brussels School of Governance, dell’ICSS e della Commissione Europea.

Ampio spazio è stato dedicato alle testimonianze dei primi utilizzatori dell’indice, tra cui European Aquatics, la Kosovo Swimming Federation e la Royal Belgian Swimming Federation, che hanno condiviso come il nuovo strumento stia già contribuendo a migliorare i loro modelli di governance.

top performing clubs

Anche i club sportivi, come Olympiakos, la Fribourg Olympic Basket Academy e HAŠK Mladost Zagreb, hanno espresso apprezzamento per gli strumenti pratici offerti dal progetto, tra cui pacchetti formativi e linee guida utili per attuare riforme strategiche. Per il calcio è intervenuto Andre Mosqueira do Amaral, CEO della Lega portoghese, che ha espresso l’obiettivo di raggiungere il punteggio massimo.

Emanuel Macedo de Medeiros, CEO di SIGA, ha lanciato un appello forte al mondo dello sport: “Lo Sport Transparency Index non è solo una classifica. È uno specchio rivolto a chi governa, guida e trae beneficio dallo spettacolo sportivo. Chiede una cosa semplice, fondamentale: siete all’altezza dei valori dello sport? State onorando la fiducia di atleti, tifosi e della comunità economica globale? Questo indice è più di un tabellone – è uno strumento di cambiamento. Ci dà il potere – a noi giornalisti, ai decisori politici, ai tifosi, agli atleti – di chiedere conto a chi detiene il potere, per garantire che lo sport sia gestito come dovrebbe: con integrità e trasparenza. Non si tratta di puntare il dito o distribuire colpe. Non si tratta di fare nomi e creare scandali. Si tratta di fare luce su ciò che si può migliorare, di incoraggiare chi ha responsabilità a fare di più e meglio”.

Anche Mohammed Hanzab, presidente dell’ICSS, tra i partner del progetto, ha sottolineato: “Lo Sport Transparency Index non serve a colpevolizzare, ma a premiare quelle organizzazioni sportive – club e federazioni – che scelgono di rendere pubblici i propri sforzi per tutelare e migliorare la trasparenza e la governance interna. È anche un modo per incoraggiare altri a seguire lo stesso esempio. L’indice risponde a una domanda crescente da parte di tifosi e sponsor: capire come sono gestiti gli sport che sostengono. E soddisfa il desiderio di molte organizzazioni sportive di rendere visibile questo impegno, valorizzando la trasparenza come un asset prezioso”.