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Bgame News nuovo Top Partner del Bologna FC: contenuti esclusivi per i tifosi rossoblù

Il sito di informazione sportiva sigla un accordo con il club di Serie A

Il Bologna FC 1909 amplia il proprio network di partnership annunciando l’ingresso di Bgame News come nuovo Top Partner del club rossoblù. L’accordo punta a rafforzare il legame tra la società emiliana e il territorio attraverso la produzione di contenuti editoriali dedicati ai tifosi e agli appassionati di sport.

Bgame News è un magazine online specializzato nell’infotainment sportivo che propone notizie, approfondimenti, curiosità e racconti dedicati ai protagonisti e ai valori dello sport. La collaborazione con il Bologna si inserisce nella strategia del club di sviluppare relazioni con realtà imprenditoriali locali accomunate da una visione orientata alla crescita, all’innovazione e alla valorizzazione della comunità.

Grazie alla partnership, i sostenitori rossoblù potranno accedere a contenuti esclusivi pensati per offrire nuove chiavi di lettura sul mondo Bologna e arricchire l’esperienza dei tifosi sia dentro sia fuori dallo stadio.

“Siamo orgogliosi di entrare nella famiglia del Bologna FC 1909 come Top Partner. Per Bgame News questa collaborazione rappresenta un’opportunità importante per valorizzare il racconto dello sport attraverso contenuti originali, autorevoli e coinvolgenti. Condividiamo con il Club valori come passione, innovazione e forte legame con il territorio. Insieme vogliamo offrire ai tifosi nuove esperienze editoriali e contribuire a rafforzare il dialogo tra la squadra, la città e la sua comunità, creando contenuti che sappiano informare, emozionare e coinvolgere”, ha dichiarato Massimo Bortolotti, amministratore delegato di Bgame News.

Sulla stessa linea Christoph Winterling, Chief Revenues Officer del Bologna FC 1909: “La partnership con Bgame News conferma la volontà del Club di collaborare con realtà del territorio capaci di creare contenuti di qualità e di coinvolgere la nostra comunità di tifosi. Insieme offriremo nuove opportunità di racconto e di engagement, arricchendo l’esperienza rossoblù dentro e fuori dal campo”.

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Mondiali 2026 da record su Flashscore: oltre 12,6 miliardi di visualizzazioni

Messi il calciatore più cercato, Brasile primo mercato mondiale

I Mondiali 2026 hanno segnato nuovi record per Flashscore, piattaforma conosciuta in Italia con il nome di Diretta.it. Nei 55 giorni della competizione, 84,66 milioni di utenti unici hanno consultato risultati, statistiche e contenuti dedicati al torneo, generando complessivamente 12,62 miliardi di visualizzazioni.

A conquistare il primato assoluto è stata la finale tra Spagna e Argentina, che ha totalizzato 92,41 milioni di visualizzazioni e coinvolto 18,98 milioni di utenti unici. Nessun’altra partita aveva mai raggiunto numeri così elevati nella storia della piattaforma.

“I Mondiali rappresentano il nostro più grande banco di prova in termini di scalabilità e lo abbiamo superato meglio di quanto avessimo previsto”, ha dichiarato Martin Matějka, direttore marketing di Livesport, la società che sviluppa Flashscore.

Secondo Matějka, il torneo ha portato sulla piattaforma oltre 30 milioni di utenti in più rispetto a una normale estate, il doppio dell’incremento generato complessivamente dagli Europei e dalla Copa América. I risultati hanno inoltre superato di oltre il 20% le previsioni elaborate nella primavera del 2026.

La crescita più consistente è stata rilevata in America Latina e in alcuni dei Paesi ospitanti, tra cui Perù, Indonesia, Messico e Colombia. Con l’inizio della fase a eliminazione diretta è aumentato in maniera significativa anche l’utilizzo delle applicazioni mobili. Nel luglio 2026, tutte le piattaforme di Livesport hanno raggiunto complessivamente circa 122 milioni di utenti, stabilendo un nuovo record mensile.

Il torneo ha riscritto la classifica degli incontri più seguiti su Flashscore. Otto delle prime dieci partite di sempre si sono disputate durante i Mondiali 2026, mentre 15 incontri sono entrati nella top 20 per numero di utenti. Soltanto le sfide più importanti della Champions League riescono a raggiungere livelli di attenzione paragonabili.

Alle spalle della finale tra Spagna e Argentina si è piazzato l’ottavo di finale tra Argentina ed Egitto, seguito da 18,76 milioni di utenti e capace di generare 85,88 milioni di visualizzazioni.

Al terzo posto figura la finale per il terzo posto tra Francia e Inghilterra, con 18,50 milioni di utenti e 69,88 milioni di visualizzazioni. Nella top 15 è rimasta anche la partita della fase a gironi tra Portogallo e Uzbekistan, che ha raccolto 17,39 milioni di utenti e 63,87 milioni di visualizzazioni.

Il Brasile è stato il mercato con il maggiore coinvolgimento durante la competizione, raggiungendo 1,2 miliardi di visualizzazioni. Alle sue spalle si sono collocate la Francia, con 785,8 milioni, e l’Italia, con 650 milioni.

Numeri rilevanti anche in Colombia e Ghana, che hanno registrato rispettivamente 450,7 milioni e 436,8 milioni di visualizzazioni, confermando la forte crescita della piattaforma al di fuori del mercato europeo.

Sul fronte dei protagonisti, Lionel Messi ha chiuso il torneo in testa alla classifica dei calciatori più consultati, con 13,8 milioni di aperture del profilo. L’argentino ha preceduto Kylian Mbappé, fermatosi a 10,3 milioni, Cristiano Ronaldo con 7,3 milioni e Mikel Oyarzabal con 7,2 milioni.

Spagna e Argentina sono state invece le nazionali più seguite, entrambe con 14,4 milioni di visualizzazioni del profilo. Seguono Francia, con 13,7 milioni, e Portogallo, con 12 milioni.

L’Argentina ha guidato anche la classifica delle nuove aggiunte tra le “squadre del cuore”, scelta da 1,6 milioni di utenti. La Spagna ha raccolto 1,4 milioni di preferenze, davanti a Francia con 1,3 milioni e Portogallo con un milione.

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LeoVegas Group, Giordano: “L’Italia è un mercato strategico, continueremo a investire su tutela del giocatore e innovazione”

A un anno dalla nomina, Carmine Giordano (LeoVegas Group) fa il punto sul mercato italiano del gioco online e presenta la nuova campagna con Teo Teocoli

A un anno dalla nomina, Carmine Giordano, Country Manager Italia di LeoVegas Group, traccia un bilancio positivo, sottolineando il rafforzamento del posizionamento del Gruppo sul tema del gioco responsabile e i riconoscimenti ottenuti agli EGR Italy Awards 2025 e agli Italian Gaming Awards 2026.

Giordano ha spiegato in un’intervista ad Agimeg che l’Italia è considerata un mercato strategico, nel quale il Gruppo continuerà a investire in comunicazione, tutela del consumatore e innovazione, mantenendo il cliente al centro della propria strategia.

È trascorso circa un anno dal suo ingresso come Country Manager per l’Italia di LeoVegas Group. Qual è il bilancio di questi primi dodici mesi? Quali obiettivi ritiene di aver raggiunto e quali sono invece le principali sfide ancora aperte nel mercato italiano?

“Il bilancio di questi primi dodici mesi è decisamente positivo. Abbiamo consolidato ulteriormente l’impegno e il posizionamento di LeoVegas Group sul tema del gioco responsabile, che per noi rappresenta un principio che guida in modo trasversale tutto ciò che facciamo. Tra i risultati raggiunti, sono inoltre particolarmente orgoglioso dei riconoscimenti ottenuti come il premio di Casinò Operatore dell’Anno agli EGR Italy Awards 2025 e il Social Engagement Award agli Italian Gaming Awards 2026. Sono segnali importanti, che confermano il valore del lavoro svolto dal team italiano e la solidità della strategia che stiamo portando avanti insieme al Gruppo.

L’Italia per il Gruppo rappresenta un mercato strategico e, proprio per questo, abbiamo scelto di investire ulteriormente nella sensibilizzazione sul gioco responsabile e in una comunicazione sempre più chiara, semplice ed efficace. È una direzione che continuerà a orientare anche le nostre scelte future.

In questo percorso c’è poi una costante: abbiamo continuato a mettere il cliente al centro della nostra strategia, lavorando per offrire un’esperienza di intrattenimento digitale sempre più sicura, trasparente e responsabile. È una visione che si riflette tanto nelle nostre campagne di comunicazione quanto nell’esperienza di prodotto, nelle attività di supporto e nella relazione quotidiana con gli utenti.

Le sfide? Naturalmente non mancano. Quello italiano è uno dei mercati più competitivi d’Europa, con operatori di grandi dimensioni e scenari in continua evoluzione. La nostra sfida è continuare a crescere mantenendo sempre elevati gli standard di qualità, innovazione e responsabilità, valorizzando il nostro approccio mobile-first e la forza internazionale del Gruppo LeoVegas e di MGM Resorts International”.

Il mercato italiano del gioco online sta vivendo una fase di profonda evoluzione, tra il riordino normativo e le nuove concessioni. Come si sta muovendo LeoVegas Group in questo scenario e quali opportunità vede per il Gruppo?

“LeoVegas Group è un operatore nativamente digitale e, in questa fase, guarda con grande attenzione all’evoluzione del quadro normativo e al tema delle nuove concessioni. Si tratta di un passaggio importante, che contribuirà a definire il contesto competitivo dei prossimi anni e che può rappresentare un’opportunità per rafforzare ulteriormente la solidità e la sostenibilità del mercato regolamentato.

Pur essendo un operatore online, osserviamo con attenzione anche l’evoluzione più ampia del settore: il mercato si sta muovendo verso esperienze sempre più integrate e coerenti, nelle quali il cliente si aspetta semplicità, continuità e qualità indipendentemente dal canale. Il nostro punto di riferimento resta sempre lo stesso: l’utente. Crediamo che l’evoluzione del settore debba andare nella direzione di un ecosistema sempre più sicuro, trasparente e responsabile, capace di coniugare innovazione, tutela del consumatore e competitività.

Siamo fiduciosi che istituzioni e autorità abbiano tutte le competenze necessarie per accompagnare questa fase di trasformazione. Come LeoVegas Group, inoltre, siamo membri storici di LOGiCO e crediamo molto nel valore del confronto tra operatori, associazioni di categoria e istituzioni, perché solo attraverso un dialogo costruttivo è possibile sostenere una crescita equilibrata e di lungo periodo del comparto”.

LeoVegas Group rimarrà un operatore di puro online o pensate a un’evoluzione anche sul mercato retail, magari partecipando al prossimo bando di gara?

“Noi crediamo in un mercato in cui i diversi canali possano evolvere in modo coerente e integrato, ma la nostra identità e il nostro focus restano fortemente digitali. Il nostro target è l’utente nativamente online ed è su questo segmento che continuiamo a concentrare strategia, investimenti e innovazione. Il nostro obiettivo è offrire un’esperienza digitale sempre più evoluta, intuitiva e sicura, pienamente in linea con le aspettative di un consumatore che oggi cerca qualità, immediatezza e affidabilità in ogni interazione con il brand”.

LeoVegas Group ha sempre puntato sull’innovazione tecnologica. Quanto queste tecnologie possono contribuire all’esperienza degli utenti ma anche alla tutela del giocatore?

“L’innovazione tecnologica fa parte del DNA di LeoVegas Group e rappresenta uno degli strumenti più importanti per migliorare l’esperienza degli utenti e rafforzare la tutela del giocatore. Da tempo investiamo in strumenti avanzati e modelli predittivi che ci aiutano a intercettare tempestivamente eventuali comportamenti a rischio e a intervenire in modo sempre più efficace sul fronte della prevenzione. In quest’ambito la tecnologia è una leva preziosa, perché consente di leggere i segnali con maggiore tempestività e di accompagnare gli utenti in un contesto di gioco più consapevole e protetto.

Questo approccio si inserisce in una visione più ampia che da sempre caratterizza LeoVegas Group. Penso, ad esempio, a LeoSafePlay, la nostra piattaforma dedicata al gioco responsabile, che mette a disposizione strumenti concreti come limiti personalizzati, contenuti informativi e percorsi di autovalutazione.

Allo stesso tempo, per noi la tecnologia non sostituisce mai il fattore umano. Accanto agli strumenti innovativi ci sono persone, competenze e formazione continua. Disponiamo di team dedicati e investiamo costantemente nella formazione, perché crediamo che la tutela dell’utente richieda sì innovazione, ma anche sensibilità, esperienza e capacità di relazione. È dall’integrazione tra tecnologia e competenza umana che nasce un’esperienza davvero sicura e responsabile”.

Oggi presentate Teo Teocoli come ambassador della nuova campagna sul Gioco Responsabile. Perché avete scelto proprio lui e quale messaggio volete trasmettere ai giocatori? In che modo questa campagna si inserisce nella vostra strategia complessiva sulla sostenibilità e sul gioco responsabile?

“La scelta di Teo Teocoli nasce dalla volontà di dare continuità e al tempo stesso nuova forza al nostro percorso di comunicazione sul gioco responsabile che avevamo avviato nell’ultima campagna realizzata nel 2025, dove il protagonista era “nonno Leo”. Oggi abbiamo scelto di evolvere quella figura optando per un’icona dell’intrattenimento italiano, capace di unire grande riconoscibilità, credibilità e una forte vicinanza al pubblico.

Teo Teocoli rappresenta molto bene il tipo di linguaggio che vogliamo adottare: diretto, immediato, coinvolgente, ma allo stesso tempo capace di veicolare un messaggio serio e importante. Attraverso la sua personalità e il richiamo a personaggi entrati nell’immaginario collettivo, la campagna riesce a catturare l’attenzione e a parlare di responsabilità in modo efficace, accessibile e memorabile. Il messaggio che vogliamo trasmettere è chiaro: il gioco deve rimanere un’esperienza di intrattenimento sana e consapevole. Per noi sensibilizzare significa proprio questo, cioè promuovere una cultura della responsabilità che aiuti le persone a vivere il gioco nel modo corretto.

Questa campagna si inserisce perfettamente nella nostra visione complessiva. Il gioco responsabile è uno dei pilastri della sostenibilità del nostro business: è una responsabilità concreta che guida le nostre scelte, il nostro modo di comunicare e il nostro impegno di lungo periodo sul mercato italiano”.

Negli ultimi anni il concetto di Gioco Responsabile è diventato sempre più centrale nel dibattito pubblico. Secondo lei, qual è oggi la sfida più importante: sensibilizzare i giocatori, combattere il gioco illegale o trovare un equilibrio tra tutela dei consumatori e sviluppo del mercato regolamentato?

“Credo che queste tre sfide siano profondamente connesse e che non possano essere affrontate separatamente. Il punto di partenza, a mio avviso, deve essere sempre lo stesso: mettere l’utente al centro. Quando operatori, istituzioni e tutti gli attori della filiera condividono questo approccio, diventa possibile costruire un ecosistema fondato sulla fiducia, sulla trasparenza e sulla responsabilità. Ed è proprio questo equilibrio a rappresentare oggi la sfida più importante: garantire la massima tutela del consumatore e, allo stesso tempo, favorire uno sviluppo sano, sostenibile e competitivo del mercato regolamentato. È quella che mi piace definire “supply chain della responsabilità”.

Oggi gli operatori sono chiamati a fare un passo in più. Non basta più offrire una piattaforma: bisogna proporre un’esperienza di intrattenimento digitale di qualità, sicura, controllata e realmente orientata al valore per l’utente. Solo così si può rafforzare la fiducia nel mercato legale, promuovere comportamenti più consapevoli e contribuire a creare le condizioni per una crescita equilibrata del settore nel lungo periodo”, ha concluso.

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ADM entra nella Cabina di Regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli partecipa ai lavori del nuovo organismo istituito presso il Ministero dell’Agricoltura per coordinare le attività di vigilanza e contrastare frodi e illeciti

Si è ufficialmente insediata venerdì scorso, presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, la Cabina di Regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare presieduta dal Ministro Francesco Lollobrigida.

Durante l’incontro, il Gruppo di Lavoro, che riunisce rappresentanti delle principali amministrazioni e forze impegnate nella tutela della qualità delle produzioni agroalimentari, nella prevenzione e repressione delle frodi e nella salvaguardia degli interessi dei cittadini e delle imprese del settore, ha definito gli indirizzi operativi e le priorità che guideranno i lavori nei prossimi mesi, in un’ottica di collaborazione e condivisione delle competenze.

Come previsto dalla Legge n. 75 del 21 aprile 2026, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli partecipa di diritto ai lavori della Cabina di Regia con la presenza del Direttore Antifrode.

Al termine dell’evento, il cons. Sergio Gallo ha dichiarato: “Essere parte attiva della Cabina di Regia è motivo di grande orgoglio e soddisfazione per l’Agenzia delle Dogane e, in particolare, per la Direzione Antifrode che mi pregio di guidare. Questo gruppo di lavoro rappresenta un importante luogo di confronto permanente tra amministrazioni, forze di polizia, organismi di controllo e rappresentanze del settore produttivo. Sono certo che il lavoro comune consentirà di individuare priorità operative condivise e di orientare le attività di vigilanza verso i fenomeni che maggiormente incidono sulla competitività delle imprese e sulla fiducia dei consumatori”.

Tra i compiti della Cabina figurano la promozione della collaborazione tra gli organi di controllo per un incremento dell’efficacia dei controlli finalizzati alla prevenzione e alla repressione degli illeciti, a tutela dei cittadini e degli imprenditori del settore agroalimentare, la redazione annuale del Piano operativo dei controlli agroalimentari in cui sono individuate le prioritarie azioni coordinate di controllo e la promozione di campagne straordinarie di controllo per la salvaguardia delle produzioni italiane e per il contrasto alle frodi comunitarie e alle pratiche sleali.

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Stati Generali ADM: dal riordino del gioco fisico al contrasto dell’illegalità, passando per la tutela dei consumatori. Confronto tra Governo, ADM e operatori del settore

Il riordino del gioco fisico pronto per il Consiglio dei Ministri. Grazie all’intelligenza artificiale contrasto più mirato al gioco illegale e alla tutela dei soggetti più deboli

Si è svolta ieri, a Palazzo Wedekind, la sessione dedicata al settore dei giochi nell’ambito della terza edizione degli Stati Generali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dal titolo “Il bilanciamento delle regole del gioco legale come contrasto al gioco illegale e alla prevenzione del gioco minorile”.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle Istituzioni, del mondo accademico e degli operatori del comparto, che si sono confrontati anche sulle strategie di contrasto alla manipolazione degli eventi sportivi connessi alle scommesse.

Leo: “La riforma del gioco fisico è pronta ed è al vaglio del Governo”

Tra i primi interventi, quello del viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo: “Innanzi tutto va rilevato che l’agenzia ha dato un notevole contributo nell’incremento del gettito complessivo e al tempo stesso ha rafforzato il lavoro anche negli ambiti extratributari. Inoltre mi piace sottolineare il contributo che l’agenzia offre nell’attuazione della riforma fiscale”.

“I comparti interessati sono sostanzialmente tre. Il comparto dei giochi, il comparto doganale e il comparto delle accise. Per quanto riguarda il comparto dei giochi, va detto che nel settore del gioco online abbiamo completato tutto l’iter legislativo, le concessioni sono già in essere e stiamo lavorando sui giochi fisici. Per quanto riguarda il riordino del settore del gioco fisico, abbiamo già avviato un percorso legislativo attualmente all’esame della presidenza del consiglio dei ministri e aspettiamo di poterlo trattare in uno dei prossimi consigli dei ministri questa tematica”.

“Il tema dei giochi fisici è di grande complessità, richiede un equilibrio tra esigenze erariali, la tutela dell’ordine pubblico, la protezione dei consumatori e la salvaguardia dei soggetti più vulnerabili. Bisognerà trovare una soluzione organica e coerente per garantire i meccanismi di controllo della legalità e garantire condizioni di concorrenza equilibrata tra gli operatori e una più efficace tutela della salute e della sicurezza dei cittadini. Questa impostazione serve anche per assicurare una competitività al nostro paese”, ha concluso Leo agli Stati Generali ADM.

Alesse: “Riqualificazione dell’offerta, prevenzione dei comportamenti patologici e contrasto a gioco illegale gli obiettivi dell’Agenzia”

“Grazie alla legge numero 41 del 2024 sulla riforma del gioco, stiamo facendo degli enormi passi in avanti e il MEF sta lavorando per superare le divergenze normative”, ha dichiarato Roberto Alesse, Direttore dell’Agenzia.

“Tra gli obiettivi dell’Agenzia c’è, in particolare, la riqualificazione dell’offerta e la prevenzione dei comportamenti patologici. In questo percorso abbiamo operato con la consapevolezza di fare scelte coraggiose e di non semplice attuazione e i risultati conseguiti si stanno rivelando soddisfacenti”.

“Resta centrale, nello specifico, l’impegno dell’Agenzia nel contrasto all’illegalità. Le nuove slot evolute destinate a sostituire quelle attuali saranno certificate e saranno controllate da remoto proprio per evitare comportamenti patologici“, ha detto.

“Proteggere cittadini e gioco legale”

“Ci stiamo muovendo anche per fermare un fenomeno illegale, il match fixing, pratica che consiste nell’alterare il risultato di un evento sportivo al fine di ottenere vantaggi. In merito a ciò l’Agenzia vuole confrontarsi con gli operatori per capire come contrastarlo”.

“L’azione dell’Agenzia continuerà ad essere mirata alla protezione dei cittadini e delle pratiche di gioco legali e vogliamo avvalerci di questa sede proprio per proseguire con questo obiettivo”, ha concluso.

Alesse: “Dai giochi oltre 11 miliardi di euro di introiti nel 2025”

“L’area dei giochi conferma un andamento sostanzialmente inalterato, con introiti di circa 11 miliardi e mezzo di euro. Quanto agli esiti della vigilanza tributaria, l’Agenzia ha interpretato la sua funzione di garante della legalità in modo sempre più incisivo”.

“Siamo stati in grado di ottimizzare i controlli, riducendoli dove possibile e rendendoli più selettivi senza comprometterne la loro efficacia. Al tempo stesso, ove necessario, abbiamo rafforzato i presidi”.

“Nel comparto del gioco pubblico – ha aggiunto -, noto per la pluralità di interessi coinvolti, è stato rafforzato il monitoraggio sul territorio. Lo testimonia l’aumento degli esercizi controllati, quasi 23.000 rispetto ai circa 19.000 dell’anno precedente”.

“Una crescita altrettanto significativa ha riguardato i siti web inibiti, che nel 2025 sono stati 1.038, ben 317 in più del 2024. Parallelamente si è registrato un miglioramento della compliance da parte degli operatori. Il numero delle sanzioni applicate è sceso da circa 3.300 nel 2024 a circa 2.600 nel 2025″.

Dogane, accise e gioco online: l’Agenzia accelera sull’intelligenza artificiale

“L’intelligenza artificiale può rappresentare un fattore abilitante per il rafforzamento della capacità analitica, del presidio operativo e della qualità dei controlli”.

“Operando secondo criteri di governo, tracciabilità, sicurezza e costante supervisione umana, l’intelligenza artificiale può supportare svariate svariate funzioni in tutti i settori di competenza dell’Agenzia”.

“Si consideri il contrasto all’offerta illegale di gioco sul web, il rafforzamento della compliance degli operatori doganali, l’analisi automatizzata su immagini di prodotti assoggettati ad accisa. L’evoluzione digitale sta prestando un fattivo contributo in termini di semplificazione”.

Riforma fiscale: accise, dogane e gioco pubblico al centro

“Nei settori della dogana, delle accise e del gioco, le scelte del legislatore richiedono una preventiva, rigorosa analisi giuridico-finanziaria e una successiva puntuale attuazione. I risultati raggiunti sul piano della qualità della normativa confermano la bontà di tali scelte organizzative, in un quadro generale segnato dall’avanzamento della riforma fiscale”.

“Con grande costanza è poi proseguita la redazione delle disposizioni sul riordino del settore del gioco fisico. Elaborato un primo schema di articolato, l’Agenzia sta esaminando e recependo le valutazioni rese in merito dall’autorità politica”.

Alesse: “Le società non sono più legate alla dimensione fisica”

“È sempre la sessione dedicata ai giochi pubblici a sollecitare in me riflessioni di carattere più generale. La storia dell’umanità ha sempre risposto a una logica dicotomica tra bene e male e, rispetto a questo assunto, oggi non regge più quell’impostazione filosofica secondo cui le società che funzionano meglio sono quelle con pochi abitanti. Questo principio non vale più, perché le società sono ormai virtuali e quindi globali”.

“Dobbiamo capire dove stiamo andando dal punto di vista sociologico, perché il linguaggio è ormai cambiato e la rivoluzione digitale sta trasformando il processo stesso di formazione del pensiero umano. Stiamo uscendo da una fase di stampo tradizionale e il mondo tende ormai a dividersi soltanto tra Stati di diritto e Stati commerciali”, ha aggiunto.

“Un modello di confronto strategico per il sistema Paese”

“L’idea degli Stati Generali è un’idea valida. Nel momento in cui ho compreso che l’amministrazione dell’ADM è strategica per il Paese e che necessita di un’interlocuzione costante e dinamica con il mondo economico legato a queste materie, ho ritenuto fondamentale creare uno spazio di confronto che ci aiutasse a servire in maniera efficiente il sistema Paese”.

“L’idea degli Stati Generali ci ricorda anche che ciascuno di noi ha un ruolo diverso da svolgere. Il ruolo della pubblica amministrazione, e quindi dell’ADM, deve restare imparziale: applicare la legge in modo rigoroso e avere come unica bussola la salvaguardia della legalità”.

“Abbiamo instaurato un rapporto corretto e sostanziale con tutti gli stakeholder, che oggi si rivolgono alla nostra amministrazione in modo formale e nel pieno rispetto del ruolo istituzionale dell’ADM”, ha concluso Alesse.

Lollobrigida: “Abbiamo l’obiettivo di rafforzare il gioco pubblico attraverso standard elevati”

Mario Lollobrigida, Direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, è intervenuto durante la Sessione Giochi “Le regole del gioco legale per il contrasto al gioco illegale e la prevenzione del gioco minorile” degli Stati Generali ADM.

“Questa sessione degli Stati Generali è incentrata sulle regole del gioco legale come strumento di contrasto all’illegalità e di protezione dei minori. Il contrasto al gioco illegale ha assunto una rilevanza particolare per l’ADM, che opera principalmente attraverso l’inibizione dei siti illegali e si inserisce in un modello integrato tra intelligence amministrativa e strumenti repressivi”.

“A questo si aggiungono le attività sul territorio svolte insieme alle forze di polizia. Inoltre, i software per l’analisi dei flussi di gioco ci consentono di effettuare controlli e analisi mirate”.

Gioco minorile e match fixing, ADM rafforza controlli e governance

“Monitoriamo periodicamente l’offerta di gioco a distanza e disponiamo di strumenti per l’analisi del gioco problematico. L’incontro degli Stati Generali ci aiuterà a comprendere quali siano i margini di miglioramento”.

“Il sistema nazionale si basa sulla legge 401 del 1989 e, con le nuove disposizioni introdotte dal decreto del 2025, è stata rafforzata la giustizia sportiva, introducendo elementi innovativi: è stato configurato uno scambio informativo per individuare condotte illecite attraverso strumenti di data analysis e intelligenza artificiale, così da comprendere eventuali pattern anomali”.

“Questo fenomeno ha ormai una dimensione internazionale e le tematiche affrontate in questa sessione evidenziano la necessità di un approccio regolatorio evoluto. L’ADM, nel suo ruolo di regolatore e autorità di controllo, vuole promuovere una governance che sia efficace e sostenibile dal punto di vista economico e sociale. L’obiettivo è rafforzare il gioco pubblico attraverso standard elevati, capaci di tutelare gli utenti e salvaguardare gli aspetti economici”, ha concluso.

“Sulle azioni illegali, è importante il ruolo di tutta la filiera. La parte più rilevante è sul gioco online, in cui ci sono più infiltrazioni. Sul gioco terrestre ovviamente cercheremo di contrastare quei pochi spazi di illegalità che ancora ci sono”.

Gioco illegale e siti clone: ADM punta su cooperazione internazionale

“Sul problema dei siti clone – ha aggiunto – che colpiscono direttamente i concessionari, il lavoro fatto nel 2025 deve essere la base per continuare a migliorare. Il problema è la riproduzione continua, per questo è necessario trovare un sistema a livello internazionale che vada a colpire questo genere di attività. In alcuni paesi è ancora più difficile questo compito, che rappresenta la sfida da vincere nei i prossimi anni”.

“Per quanto riguarda il gioco minorile è vero che tutto può iniziare con lo smartphone. Le loot boxes, ad esempio, sono un’anticamera del gioco d’azzardo, che attira e non poco i minori. Noi come Agenzia stiamo lavorando con azioni di sensibilizzazione nelle scuole, ma chiaramente non ci possiamo sostituire ai docenti. L’idea è quella di formare il personale scolastico in modo tale che possano proseguire questo lavoro”.

Match fixing: nuovi sistemi basati su AI per individuare eventi sospetti

“In merito al match fixing, abbiamo un’esperienza notevole pluriennale. Grazie ai dati raccolti in Italia in tempo reale possiamo intervenire tempestivamente con segnalazioni alle autorità competenti. Quindi anche qui stiamo implementando i sistemi per essere ancora più efficienti anche grazie all’intelligenza artificiale. Ci auguriamo dunque di aumentare il numero di eventi intercettati”.

“Un’azione singola, ad esempio, che può essere ininfluente ai fini del risultato può essere invece decisiva per quanto riguarda le scommesse. Il caso recente del portiere, è un esempio calzante in tal senso. Per fortuna siamo riusciti a rilevare anche questo”.

“Riuscire a bloccare la corresponsione delle vincite o la confisca sono dei mezzi che continueremo ad attuare e che possono scoraggiare le azioni fraudolente”, ha concluso.

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Forbes Italia e SiGMA lanciano la Top 50 del gioco legale: verso SiGMA World 2026

La Top 50 racconterà i profili più influenti del gioco legale prima dell’evento di Roma

Una importante ed innovativa iniziativa, firmata Forbes Italia e SiGMA Group, farà da apripista al percorso che porterà verso SiGMA World 2026, la più grande e partecipata manifestazione dedicata al gioco pubblico, che si terrà a novembre a Roma.

La Top 50 del Gioco Legale di Stato è un progetto che, più che stilare una classifica, cerca di raccontare chi sta davvero incidendo sull’evoluzione del settore. L’iniziativa nasce come una lettura dell’ecosistema del gioco legale, in una stagione in cui il comparto è chiamato a confrontarsi con temi centrali come regolazione, innovazione tecnologica, responsabilità, tutela dei giocatori e qualità del dibattito pubblico.

Secondo quanto riportato nella presentazione dell’iniziativa, nell’articolo a firma Tony Colapinto pubblicato da SiGMA, la Top 50 punta a individuare figure che, in ruoli diversi, incidono sullo sviluppo del settore: professionisti della compliance e della regolazione, operatori dell’innovazione, esperti di gioco responsabile, accademici, analisti e media.

La Top 50 verso SiGMA World 2026 a Roma

Il progetto si inserisce, come detto, nel percorso che porterà a SiGMA World 2026, in programma alla Fiera di Roma dal 2 al 5 novembre 2026. La pubblicazione della Top 50 è prevista nelle settimane precedenti l’evento e avrà l’obiettivo di offrire una mappa dei nomi, delle competenze e delle visioni che stanno contribuendo a definire il futuro del mercato italiano.

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Eman Pulis (Sigma World): Roma può diventare il centro della nuova iGaming economy italiana

Pulis: “Puntiamo al dialogo tra operatori, autorità di regolamentazione, investitori e innovatori”

Saper leggere in anticipo quali saranno gli sviluppi del mercato del gaming internazionale e sviluppare eventi che producono importanti benefici economici e reputazionali di grande impatto per città e imprese, sono due delle caratteristiche che rendono unica l’attività di Eman Pulis, imprenditore maltese e fondatore di SiGMA Group. In dodici anni ha costruito una piattaforma internazionale capace di abbracciare mercati e continenti, mantenendo un livello di coerenza industriale raramente visto nel settore degli eventi. Quello che oggi appare come un ecosistema globale nasce, tuttavia, da un’intuizione che all’inizio sembrava quasi anticipare i tempi.

La sua forza è saper giocare d’anticipo su quelli che saranno gli sviluppi imprenditoriali del settore del gaming, trasformando città, imprese e lavoratori in un unico centro di interesse, con vantaggi per tutti. Ha inventato un modello esclusivo, di successo, che ha conquistato imprese e città in tutto il mondo e che dallo scorso anno è sbarcato anche a Roma.

Nell’edizione dello scorso anno, come riporta Forbes Italia, la prima edizione del Sigma World a Roma ha avuto un impatto economico di quasi 100 milioni di euro, con proiezioni che indicano un potenziale compreso tra 134 e 168 milioni di euro all’anno entro la fine del decennio. Roma ha accolto circa 30.000 delegati nel 2025, con una crescita prevista fino a 42.000-50.000 delegati internazionali entro il 2030. Queste cifre non si limitano ai report, ma si traducono in flussi tangibili lungo l’intera catena di approvvigionamento urbana: ospitalità, trasporti, logistica, organizzazione di eventi e servizi.

“Quando ho iniziato, molti pensavano che il settore fosse già saturo” – afferma Eman Pulis. “L’industria della tecnologia e dell’iGaming già contava su eventi consolidati negli Stati Uniti, in Asia e a Londra. Inserirsi in quel calendario non solo era difficile, ma sembrava anche inutile. Eppure, il punto non era aggiungere un’altra Expo, ma cambiare la logica stessa dell’evento, puntando sule relazioni umane prima degli affari, il networking come motore principale, la comunità come infrastruttura”.

In questo piano, l’Italia non è soltanto una tappa europea. È un hub. Il mercato italiano è ora il secondo più grande in Europa, ma ha ancora margini di crescita, in particolare nel segmento online. “A differenza del Regno Unito, che è maturo, l’Italia è ancora in fase di sviluppo – spiega Pulis – e questo significa opportunità”. Accanto alla dimensione economica, nella visione dell’imprenditore emerge un elemento meno tangibile ma centrale: la fiducia. “Malta e l’Italia si capiscono. C’è un’affinità naturale”.

È in questo contesto che emerge la posizione più chiara di Pulis sulla questione della regolamentazione. “Il gioco regolamentato è l’unica via da seguire”. La sua non è una dichiarazione di principio, ma un’analisi economica del settore. “Vietare o tassare eccessivamente il gioco online – sostiene – non elimina il fenomeno: lo sposta verso operatori offshore, privi di supervisione e garanzie. Se ci sono troppe restrizioni per gli operatori legali o se questi sono eccessivamente tassati, il mercato legale si restringe e quello illegale cresce”. Si tratta di un delicato equilibrio che coinvolge la politica, le istituzioni e l’industria. Il rischio, secondo Pulis, è che il gioco legale gestito dallo Stato possa diventare una leva di consenso politico, compromettendo la stabilità del sistema. “Quando il settore viene utilizzato come arma politica, tutti perdono: le aziende, i lavoratori, ma soprattutto i consumatori”.

In questo scenario, SiGMA World mira a posizionarsi come piattaforma di dialogo. Non solo tra gli operatori, ma anche tra le autorità di regolamentazione di diverse giurisdizioni, gli investitori e gli innovatori “L’assenza di dialogo danneggia tutti”, osserva Pulis. Non è un vicolo cieco, ma una linea di lavoro. E forse è proprio in questa tensione – tra regolamentazione e mercato, tra locale e globale, tra profitto e responsabilità – che è in gioco il futuro dell’intero ecosistema.

C’è anche un’altra dimensione che distingue il percorso di SiGMA: la componente filantropica. Non come una cornice da mostrare, ma come un pilastro strutturale. “La SiGMA Foundation è al centro di ciò che facciamo”, afferma Pulis. L’obiettivo è generare un impatto positivo su almeno un milione di persone che vivono in condizioni di povertà. Ma al di là dei numeri, è il cambiamento di prospettiva a essere significativo”.

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PVR e limite ricariche in contanti, dal convegno AGSI e GICO l’allarme del settore: “Norme così favoriscono l’illegale”

Occhi puntati sul limite di 100 euro in contanti di ricarica settimanale dei conti di gioco online

A Napoli si è tenuto il convegno “Giochi Legali: Albo PVR e Limiti di ricarica”, promosso dalle associazioni AGSI e GICO. L’iniziativa ha riunito operatori del settore, associazioni di categoria, legali ed esponenti istituzionali, offrendo uno spazio di confronto tecnico e articolato su uno dei nodi più delicati per il futuro del gioco legale in Italia: gli effetti della normativa sulle ricariche in contanti nei PVR (Punti Vendita Ricariche).

Particolare attenzione è stata dedicata al tetto di 100 euro per le ricariche in contanti, misura che – secondo quanto emerso nel corso dell’incontro – rischia di incidere in modo significativo sulla tenuta economica della rete dei PVR, sulla competitività del gioco legale e, più in generale, sull’equilibrio tra offerta regolata e mercato non autorizzato.

Nel corso dei lavori è stato più volte sottolineato come la rete dei PVR rappresenti una componente strutturale del sistema, con migliaia di esercizi coinvolti su tutto il territorio nazionale e un ruolo rilevante sia in termini economici sia in termini di presidio della legalità.

Chiacchio: “Così si spinge il consumatore fuori dal circuito legale”

Tra gli interventi principali, quello di Pasquale Chiacchio, presidente AGSI ed organizzatore dell’incontro, che ha lanciato un forte allarme sugli effetti delle attuali restrizioni: “Lo Stato non sta facendo altro che dare un assist al mercato illegale, perché quando un consumatore trova difficoltà nel legale si rivolge altrove. Si rischiano perdite erariali importanti”, ribadendo la necessità di un cambio di approccio. Quello che manca oggi è il confronto. Chiediamo con forza di sederci a un tavolo e trovare una soluzione”.

Fiori: “Nessuna risposta dalle istituzioni, serve un passo indietro”

Sulla stessa linea Remo Fiori, presidente CIGO, che ha denunciato l’assenza di dialogo con l’amministrazione: “Abbiamo fatto una richiesta di audizione ma non abbiamo avuto alcun seguito”. Fiori ha posto l’accento sull’assenza di una motivazione chiara alla base della norma: “Perché esiste questo limite? Da cosa scaturisce? Non abbiamo una risposta”, aggiungendo: “Le restrizioni non aiutano il settore e rischiano di favorire il gioco illegale”.

Catapano: “Una norma di repressione, non di prevenzione”

Dal punto di vista tecnico e giuridico, Giuseppe Catapano (Rettore Università AUGE e Rettore Emerito Università Popolare di Milano) ha definito l’impostazione normativa: “Non è una norma di prevenzione, è una norma di repressione”. E ha aggiunto: “Il limite dei 100 euro rappresenta l’incapacità di prevenire e controllare, e si finisce per colpire direttamente una categoria”, evidenziando il rischio di effetti contrari agli obiettivi dichiarati.

Cilenti: “Si penalizza un settore che crea lavoro e gettito”

Il presidente della Commissione Politiche Sociali del Comune di Napoli, Massimo Cilenti, ha sottolineato le ricadute economiche e sociali: “Si stanno prendendo decisioni che comprimono l’attività legale, che impiega decine di migliaia di persone e produce un gettito importante per lo Stato”. Ponendo inoltre un interrogativo sull’efficacia delle misure: “Riusciamo davvero a controllare questi limiti anche rispetto a ciò che accade fuori dal circuito regolato?”.

Zamparelli (STS): “Paradosso normativo e rischio per la sostenibilità dei PVR”

Nel suo intervento, Emilio Zamparelli, presidente STS, ha parlato di una contraddizione evidente: “Si regolamenta il settore ma allo stesso tempo si impedisce di lavorare”. Ha inoltre evidenziato l’impatto concreto sugli operatori: “Ci sono sanzioni anche molto elevate per gli esercenti, con effetti diretti sulla sostenibilità delle attività”, definendo l’attuale situazione “un paradosso normativo”.

Allara: “Rete fondamentale per il sistema, limite incoerente”

Infine, Alessandro Allara, podcaster ed esperto di gioco online, ha evidenziato il ruolo strategico della rete dei PVR: “È una rete consolidata che nasce da una domanda reale, non da un capriccio degli operatori”. E ha sottolineato il peso sul mercato: “Per alcuni operatori, i clienti provenienti dalla rete fisica rappresentano anche oltre il 50% della base”. Critica anche sulla coerenza del sistema: “Esistono canali alternativi che consentono ricariche superiori ai 100 euro: o il sistema è uniforme o questo limite va modificato”.

Dal convegno è emersa una posizione unitaria: la necessità di aprire con urgenza un tavolo di confronto con le istituzioni, al fine di individuare soluzioni equilibrate che tengano conto delle esigenze del settore. Le associazioni AGSI e GICO hanno ribadito la piena disponibilità al dialogo, sottolineando come l’obiettivo comune debba essere quello di garantire legalità, tutela del consumatore e sostenibilità economica della filiera dei PVR, evitando che interventi normativi non calibrati possano compromettere il sistema del gioco legale in Italia.

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Relazione MEF sul gioco pubblico, nel 2025 oltre 11,4 miliardi di euro all’Erario

In calo le slot, mentre cresce il gioco online

La Relazione del MEF trasmessa in Parlamento traccia il bilancio del settore del gioco pubblico in Italia per il 2025. La fotografia scattata è quella di un mercato con una raccolta complessiva che supera i 165 miliardi di euro e un contributo per lo Stato che oltrepassa gli 11,4 miliardi di euro.

Per quanto riguarda le awp, nel 2023 la raccolta si attestava a 17 miliardi di euro, con un gettito erariale pari a 4,1 miliardi. Nel 2024 si registra una prima flessione, con la raccolta che scende a 15,9 miliardi e l’Erario a 3,8. Il calo prosegue nel 2025, quando la raccolta raggiunge 14,9 miliardi di euro e le entrate si fermano a 3,6 miliardi.

Andamento differente per le VLT, che nel triennio mostrano una sostanziale stabilità. Nel 2023 la raccolta è stata pari a 16,7 miliardi di euro, con un gettito erariale di 1,4 miliardi. Nel 2024 si osserva una leggera flessione della raccolta a 16,6 miliardi, mentre l’erario resta invariato a 1,4. Nel 2025, infine, la raccolta si attesta a 16,5 miliardi di euro, confermando una tenuta complessiva del segmento, con entrate erariali ancora ferme a 1,4 miliardi.

Il settore del bingo in Italia chiude il 2025 con segnali contrastanti: i numeri reggono, ma il calo dello 0,47% rispetto all’anno precedente e una serie di criticità operative tratteggiano un settore che fatica a trovare stabilità

Tra i punti deboli del comparto, due concessioni in meno rispetto al 2024, alcune sale costrette a fermarsi per alluvioni, smottamenti o crolli, altre bloccate da procedure di sfratto o in attesa del via libera delle Questure per la licenza ex articolo 88 TULPS. Il quadro operativo restituito dal MEF è quello di un settore esposto a discontinuità difficili da prevedere e, soprattutto, da gestire.

A fronte di un fatturato complessivo di 1,5 miliardi di euro, calcolato sul valore nominale delle cartelle acquistate dai concessionari presso gli uffici ADM, il gettito erariale si è fermato a 180 milioni euro, corrispondente al 12% del fatturato. La contrazione dello 0,5% rispetto al 2024, seppur contenuta, interrompe una fase di relativa stabilità.

Per quanto riguarda le scommesse, il comparto mostra una crescita significativa nel periodo osservato, con un incremento della raccolta pari al +20,9% e delle entrate erariali del +27,4%. Il 2025 è stato un anno chiave anche sul piano regolatorio, con la conclusione della gara per le nuove concessioni del gioco online.

Più nel dettaglio, nel segmento delle scommesse sportive a quota fissa su eventi reali, il canale telematico continua a rappresentare la componente principale del mercato.

Nel 2025, la raccolta online ha raggiunto i 13.905,55 milioni di euro, in lieve calo rispetto ai 14.347,63 milioni del 2024, ma comunque superiore ai 13.054,28 milioni del 2023. Sul fronte fiscale, l’Imposta Unica generata dal canale digitale è salita a 413,36 milioni di euro, rispetto ai 389,45 milioni del 2024 e ai 354,08 milioni del 2023.

Il canale fisico nel 2025 registra una raccolta di 5.285,12 milioni di euro, in flessione rispetto ai 5.479,41 milioni del 2024, ma ancora sopra i 5.124,16 milioni del 2023. Anche in questo caso si osserva una crescita delle entrate erariali, con un’Imposta Unica pari a 208,66 milioni di euro, rispetto ai 190,91 milioni del 2024 e ai 185,93 milioni del 2023.

Il comparto delle scommesse a quota fissa su eventi simulati (virtuali) evidenzia un trend di crescita ancora più marcato, in particolare sul fronte online.

Nel 2025, la raccolta tramite canale telematico ha toccato i 1.607,65 milioni di euro, in aumento rispetto ai 1.439,24 milioni del 2024 e ai 1.076,50 milioni del 2023. L’Imposta Unica ha seguito lo stesso andamento, passando da 30,30 milioni nel 2023 a 39,40 milioni nel 2024, fino a raggiungere i 49,19 milioni nel 2025.

Anche il canale fisico mostra una crescita significativa: la raccolta è salita a 3.478,55 milioni di euro nel 2025, rispetto ai 3.217,70 milioni del 2024 e ai 2.871,71 milioni del 2023. Le entrate erariali hanno raggiunto i 127,97 milioni di euro, in aumento rispetto ai 104,58 milioni del 2024 e ai 91,46 milioni del 2023.

Il comparto delle lotterie nel 2025 è in movimento, con dinamiche differenziate tra i vari segmenti. A trainare la crescita sono le lotterie istantanee.

I Gratta e Vinci si confermano il segmento più dinamico dell’intero comparto, con una raccolta di 12,9 miliardi di euro, in aumento del 2,70% rispetto all’anno precedente. Il Gioco del Lotto si attesta a 8,2 miliardi (+1,00%), mentre i giochi numerici a totalizzatore registrano una flessione del 4,26%, fermandosi a 1,7 miliardi.

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Giornata nazionale del Made in Italy, D’Angelo: “Fondamentale la tutela dei gestori, il riordino del gioco fisico non penalizzi le imprese italiane”

Nel giorno del Made in Italy cresce la preoccupazione: “Il riordino non favorisca pochi grandi operatori”

“Mentre il Ministero delle Imprese del Made in Italy festeggia la giornata nazionale, un altro ministero a pochi metri di distanza, il MEF, sta lavorando sulla riforma del gioco fisico. Si tratta – ha dichiarato Sergio D’Angelo, presidente Sapar – di una riforma che, se andrà avanti come da indiscrezioni giornalistiche, porterà ad una sorta di “privatizzazione” del mercato del gioco fisico”. 

“Di fatto verranno escluse dal mercato 2300 aziende di gestione, eccellenze italiane e prima linea di difesa sul territorio della salute pubblica, della tutela dei minori e degli interessi erariali. Sono aziende che poche settimane fa hanno dato vita all’evento fieristico internazionale “Enada Primavera”, una delle filiere più importanti in Italia dal punto di vista occupazionale e non solo. Bisogna ricordare che tra aziende di gestione e relativo indotto, la filiera del gioco fisico in Italia conta circa 5000 aziende con 80.000 addetti. Le preoccupazioni per questa possibile “privatizzazione” del settore del gioco fisico da parte di pochi concessionari, tutti in mano a fondi o imprenditori esteri, non sono solo delle imprese ma anche di tanti politici.

“La riforma del gioco pubblico entra nella fase decisiva, ma tra operatori e osservatori cresce la preoccupazione per l’assenza di un pieno confronto politico. Bisogna sciogliere i nodi ancora sul tappeto e, innanzitutto, trai più importanti quello circa la formazione di un eventuale oligopolio.”. È quanto dichiarato dal senatore Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanza e Tesoro di Palazzo Madama, ricordando le tappe della vicenda.

“C’è da chiedersi vogliamo dare forza al libero mercato e alla concorrenza o vogliamo stringere verso l’oligopolio? Un rischio da evitare e quindi non è possibile aumentare i limiti di concentrazione dei punti fisici a pochi soggetti. Dobbiamo garantire il libero mercato o non andare verso una gestione di pochi soggetti”. Questo il pensiero dell’onorevole Andrea De Bertoldi, presidente dei Liberali Cristiano Democratici – Gruppo Lega.

Insomma nel giorno dedicato al Made in Italy, sono proprio le piccole e medie aziende di gestione italiane a lanciare un grido d’allarme per non essere escluse da una riforma che potrebbe farle scomparire, con danni per l’occupazione, la tutela dei giocatori e le entrate erariali.

“Il Made in Italy è molto più di un’etichetta; è un simbolo di eccellenza – ha concluso D’Angelo – che evoca qualità, tradizione, che rappresenta un’opportunità economica importante, rendendolo un patrimonio unico. Per questo chiediamo al Governo di non disperde questo patrimonio rappresentato dalle imprese di gestione ed anzi di tutelarlo nel rispetto di una qualità lavorativa unica nel suo genere.