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Capitanio (AGCOM): “Il divieto assoluto di pubblicità non favorisce la distinzione tra il gioco legale e quello illegale”

Il Commissario AGCOM, nel suo intervento in occasione della conferenza stampa in Senato, ha parlato della necessità di un nuovo paradigma del gioco responsabile

“Forse serve un nuovo paradigma del gioco responsabile”. È quanto ha osservato Massimiliano Capitanio, Commissario AGCOM, nel suo intervento alla conferenza stampa tenuta in Senato, in cui sono stati discussi i dati emersi dalla ricerca della Fondazione FAIR sul gioco responsabile e i giovani under 25.

“Siamo rimasti fermi al 2019, quando dopo l’entrata in vigore del Decreto Dignità l’Autorità – allora gestita dai nostri predecessori – fece un’informativa al Governo sottolineando come la norma che introduceva in teoria il divieto assoluto di pubblicità, avesse nella pratica delle criticità tuttora non risolte. Ad esempio, le sanzioni non modulabili fissate in un minimo di 50.000 euro, che proprio negli ultimi giorni è stata portata all’attenzione della Corte Costituzionale da un tribunale, in seguito all’applicazione della norma da parte dell’Autorità nei confronti di una persona fisica, un giovane creator, per 157.000 euro, avendo sommato tre condotte non rispettose”.

Capitanio ha proseguito sottolineando i problemi di una norma per certi aspetti già superata. “Il divieto assoluto di pubblicità, oltre a non consentire campagne di informazione sulla responsabilità del gioco, può non favorire la distinzione tra il gioco legale e quello illegale, e in questo i fatti di cronaca ci sono di supporto perché conosciamo i recenti scandali legati alle scommesse sportive su quali piattaforme fossero veicolate. Queste erano alcune delle criticità che sono rimaste”.

“L’Autorità ha fatto rispettare la norma emanando delle linee guida che non erano obbligatorie ma che hanno favorito la comprensibilità dei divieti. Sono stati sanzionati tutti i soggetti che hanno infranto la legge, come le piattaforme online o gli editori di testate giornalistiche, fino ai recenti provvedimenti che hanno colpito i singoli creator sui social”. Quindi, l’appello rivolto al legislatore. “Forse serve un nuovo paradigma del gioco responsabile. Le dipendenze di cui parliamo oggi sono speculari rispetto a tante altre. I giovani giocano molto online ma hanno le stesse microdipendenze nelle piccole transazioni nei videogiochi e nei social media”.

Tuttavia, l’utenza non è ancora così ricettiva. “La responsabilità e l’educazione civica e digitale è fondamentale per la crescita generale. Un provvedimento voluto dal precedente governo ha introdotto il filtro parentale sulle SIM dei minori. Sulle categorie di blocco individuate di AGCOM c’è anche il gioco. Nonostante questo, il filtro è stato adottato solo da mezzo milione di familiari: vuol dire che tutti gli altri possono accedere al gioco. I nostri operatori bloccano milioni di contenuti e al secondo posto ci sono proprio quelli sul gioco. Serve un aggiornamento delle linee guida che nel 2019 non potevano contenere riferimenti sul gioco responsabile, che oggi è un obbligo di investimento per gli operatori del settore, e occorre insistere su queste campagne che sono necessarie”.

“Grazie al Parlamento dal 2019 in tutte le scuole è tornata l’educazione civica, che prevede anche l’educazione digitale dove si può spiegare la differenza tra gioco legale e gioco illegale. L’Autorità ha introdotto il patentino digitale nelle scuole, come altro strumento di responsabilità di senso civico. Per le famiglie, che devono spiegare come debba essere spiegato il gioco, lo strumento è adottare il parental control, uno strumento di protezione nei confronti di chi non è ancora adeguato ad approcciarsi al gioco bloccando il contenuto. L’invito è quello di sperimentarlo. Poi l’auspicio da regolatore è che l’interlocuzione con il Governo permetta una sinergia affinché la regolamentazione di AGCOM possa prendere spunto dall’indicazione del legislatore, chiarendo quelle aree di ombra che non hanno consentito di comunicare bene agli utenti la differenza tra gioco legale e illegale e chiarendo la portata dell’informazione e della pubblicità, risolvendo anche il tema delle sanzioni” ha concluso Capitanio.

Capitanio, al termine dell’intervento, ha dichiarato ad Agimeg che: “C’è ancora da aspettare per le linee guida sulla pubblicità di gioco responsabile. Per noi valgono ancora quelle attualmente in vigore”.

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Lollobrigida (ADM): “Pronti importanti interventi per un gioco più responsabile da parte dei giovani come limiti di spesa e di deposito più bassi”

Il Direttore Centrale Giochi (ADM) ha posto l’accento su alcuni strumenti necessari per raggiungere livelli di responsabilità nel settore giochi sempre più elevati

“La Legge 111 del 2023 fa da spartiacque rispetto al passato perché è focalizzata sugli interventi volti a raggiungere livelli di responsabilità nel settore giochi più elevati rispetto al passato. Il primo intervento che è stato fatto, il decreto legislativo 41 del 2024 sul gioco online va in maniera importante in questa direzione. Tutte le previsioni del decreto legislativo sono state riversate nella gara per le concessioni del gioco online che stiamo terminando in questi giorni e che vedranno la luce nel 2026 con interventi significativi di tutela del giocatore. Si tratta di interventi specifici per i giovani adulti, che avranno limiti di spesa e deposito più bassi rispetto agli altri giocatori. Il giocatore potrebbe tuttavia modificarli, ad oggi infatti non esiste una norma che ci consente di bloccare questi limiti per sempre”.

E’ quanto ha dichiarato Mario Lollobrigida, Direttore Centrale Giochi, Agenzia Dogane e Monopoli, in occasione della presentazione della ricerca della Fondazione Fair: “Gioco responsabile e giovani Under 25: motivazioni, contesti e strategie di intervento” in corso al Senato.

“I concessionari hanno un obbligo importante di investimento nel settore del gioco responsabile, fisso nei primi anni di concessione e poi determinato sulla base della raccolta del settore – ha proseguito Lollobrigida – . Prevediamo attività di policy di intervento verso i giocatori anche attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per intercettare i primi segnali di problematicità nel settore da parte dei giocatori, con interventi specifici con un contatto diretto da parte dei concessionari online. L’online è più semplice come controllo dal momento che esiste un rapporto diretto tra concessionario e giocatore. Ci attendiamo quindi buoni risultati. Un’importante quota dei ricavi del concessionario andranno indirizzati in campagne informative che saranno decise a livello di Governo. Il quadro si è modificato in maniera positiva, dobbiamo vedere i risultati. Siamo ancora all’anno zero per questo settore”.

Lollobrigida ha fatto poi il punto sull’importanza della prevenzione per evitare lo spostamento dei giocatori sul mercato illegale. “Con le nuove concessioni abbiamo già creato una struttura all’interno dell’Agenzia per mettere insieme le best practice, che studieremo, e le linee guida da fornire ai concessionari” – ha sottolineato -. “Si tratta di un lavoro complicato. Pochi giorni fa ho partecipato con i colleghi europei ad una conferenza sul tema del gioco responsabile. Tutti i Paesi comunitari hanno le stesse difficoltà. Qualcuno le ha affrontate in maniera secondo me errata che non ha determinato una diminuzione dei giocatori problematici, ma uno spostamento di questi dal gioco legale a quello illegale. La Danimarca, ad esempio, ha avuto, riguardo il gioco online, un incremento del gioco illegale dopo l’adozione di alcune misure restrittive. Facendo prevenzione, dobbiamo evitare lo spostamento dei giocatori sul mercato illegale“, ha concluso.

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Fondazione Fair: “La metà dei giovani ha familiarità con il concetto di gioco responsabile”

Presentato a Roma lo studio su “Gioco responsabile e giovani”

Appena la metà dei giocatori Under 25 (51%) afferma di avere familiarità con il concetto di “gioco responsabile”, che in un terzo dei casi (33%) viene addirittura percepito come inutile o inefficace.  Ancora più significativo relativo ai limiti di gioco: solo il 18% dei giocatori Under 25 dichiara infatti di impostare limiti specifici al gioco. Numeri che evidenziano una scarsa conoscenza degli strumenti di prevenzione e protezione, richiedendo azioni più decise per promuovere la cultura del gioco responsabile.

È quanto emerge dalla ricerca, dal titolo “Gioco responsabile e giovani under 25: motivazioni, contesti e strategie di intervento”condotta dall’Unità di Ricerca in Psicologia Economica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e promossa dalla Fondazione FAIR (Fondazione per l’Ascolto, l’Innovazione e la Ricerca sul Gioco Responsabile), che ha compiuto una fotografia del gioco con vincite in denaro nella fascia under 25, indagandone abitudini, vissuti e motivazioni.

Secondo lo studio, 1,9 milioni di giovani italiani tra i 18 e i 25 anni, il 41% di questa popolazione, hanno dichiarato di aver giocato o scommesso denaro almeno una volta negli ultimi tre mesi.

Il fenomeno non è confinato a particolari categorie sociali o aree geografiche, ma attraversa in maniera trasversale la popolazione giovanile. A differenziare maggiormente chi gioca da chi non gioca sono gli atteggiamenti e il modo in cui i giovani interpretano il denaro e il rischio.

Il gioco prediletto è quello online (52%), apprezzato per immediatezza e discrezione, ma quello presso punti vendita fisici non è scomparso, in quanto riconosciuto come occasione di socialità e aggregazione dal 24% degli intervistati.

Anche il rapporto con il denaro assume un ruolo centrale. Se da un lato i giovani sono consapevoli dei rischi legati al “giocare per vincere”, dall’altro attribuiscono al denaro una forte valenza simbolica, associata tanto alla speranza di riscatto economico quanto all’adrenalina della posta in gioco.

«I dati della ricerca mostrano che gli attuali strumenti di tutela sono ancora percepiti come poco visibili, soprattutto per i più giovani – afferma Matteo Caroli, Presidente di Fondazione FAIR. Serve quindi un impegno maggiore e azioni più decise per promuovere la cultura del gioco responsabile e garantire prevenzione e maggiore trasparenza ai consumatori. In questo percorso, la Fondazione FAIR vuole essere un attore chiave, favorendo il dialogo tra le parti e sviluppando insieme soluzioni concrete che promuovano trasparenza, sicurezza e tutela dei giocatori».

«É necessario ascoltare le nuove generazioni, riconoscerne i bisogni, offrire risposte concrete per proteggerle da comportamenti rischiosi e promuovere la costruzione di una cultura più attenta e consapevole del loro benessere – dichiara la Senatrice Elena Murelli, Capogruppo Commissione Affari Sociali del Senato, che ha introdotto i lavori.  Faccio i miei complimenti alla Fondazione Fair per il ruolo che si è data nel voler indicare nuovi standard per la prevenzione del gioco patologico e la tutela dei giocatori».

«Il fenomeno del gioco tra i giovani – osservano i direttori scientifici della ricerca, Cinzia Castiglioni ed Edoardo Lozza – è complesso e non può essere affrontato con messaggi generici o interventi superficiali. Occorre sviluppare strategie di prevenzione e sensibilizzazione più mirate, in grado di parlare il linguaggio dei ragazzi e di intercettare i contesti reali in cui vivono. Allo stesso tempo è indispensabile adottare un nuovo paradigma, fondato su una maggiore consapevolezza e su un’assunzione di responsabilità più concreta da parte degli operatori del settore». 

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Libro Blu ADM: nel 2023 la spesa complessiva per giochi e scommesse sale a 20,7 miliardi

Campania regina delle scommesse sportive

Il Libro Blu 2023 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli fotografa un settore in leggera crescita: la spesa nel comparto dei giochi e delle scommesse ha toccato quota 20,7 miliardi di euro, in aumento dell’1,6% rispetto ai circa 20,4 miliardi del 2022. Ancora più marcata la crescita delle entrate erariali, che sono salite da 11,2 a 11,6 miliardi di euro (+3,6%).

Il maggiore contributo per le casse dello Stato arriva dalle AWP, con circa 4,1 miliardi di euro. Sul podio seguono Lotterie e Gratta e Vinci (1,7 miliardi), VLT (1,4 miliardi) e il Lotto (1,1 miliardi).

Per quanto riguarda il solo gioco fisico, la spesa complessiva ha raggiunto i 16,3 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 16,1 del 2022. La raccolta nazionale ha toccato i 65,1 miliardi, mentre le vincite restituite ai giocatori sono state pari a 48,8 miliardi.

Le regioni: Lombardia resta in testa ma arretra, Campania e Lazio confermano i livelli

La Lombardia guida la classifica con 2,86 miliardi di spesa, in netto calo rispetto ai 3,17 miliardi del 2022 (-9,9%). Seguono la Campania con 1,85 miliardi, sostanzialmente stabile, e il Lazio con 1,64 miliardi. Queste tre regioni da sole valgono oltre 6,3 miliardi, quasi il 40% del totale nazionale.

Alle spalle del podio troviamo Emilia-Romagna (1,29 miliardi) e Veneto (1,21 miliardi), entrambe in crescita. Piemonte e Sicilia superano quota 1,1 miliardi, mentre Puglia (928 milioni) e Sardegna (429 milioni) seguono più distanziate.

Tra le regioni di fascia media si collocano Calabria (455 milioni), Liguria (409 milioni) e Abruzzo (395 milioni). In coda rimangono Molise (84 milioni) e Valle d’Aosta (16,8 milioni).

Gratta e Vinci e Lotterie in crescita

Il comparto dei Gratta e Vinci e delle Lotterie ha registrato nel 2023 una spesa di 3,13 miliardi, +10,2% rispetto all’anno precedente.

La Lombardia guida anche questa graduatoria con 580 milioni, seguita dal Lazio con 393,7 milioni e dall’Emilia-Romagna con 256 milioni. Subito dietro la Campania (250,6 milioni) e il Veneto (240,3 milioni).

La raccolta complessiva è stata pari a 11,8 miliardi, con vincite distribuite per 8,7 miliardi.

AWP e VLT motore fiscale

Sul fronte delle entrate erariali, le AWP hanno garantito circa 4,1 miliardi, seguite da Lotterie e Gratta e Vinci (1,7 miliardi), VLT (1,4 miliardi) e Lotto (1,1 miliardi).

La spesa complessiva per AWP, VLT e Comma 7 si è attestata a 8,58 miliardi, leggermente inferiore agli 8,67 del 2022.

Lotto e SuperEnalotto

Il Lotto ha registrato nel 2023 una spesa di 2,23 miliardi di euro, con vincite superiori a 5,4 miliardi. Lombardia (347 milioni) e Campania (326 milioni) guidano la classifica, seguite da Sicilia (245 milioni), Lazio (214 milioni) e Puglia (200 milioni).

Discorso diverso per i giochi numerici a totalizzatore, trainati dal SuperEnalotto. La spesa si è fermata a 524 milioni, dimezzata rispetto al miliardo del 2022. La causa è legata ai quattro jackpot centrati nel 2023, incluso quello record da 371 milioni di euro. Lombardia, Veneto e Abruzzo hanno chiuso addirittura con saldi negativi, poiché le vincite hanno superato la raccolta.

Scommesse sportive: Campania padrona

Il settore delle scommesse sportive fisiche ha raggiunto nel 2023 una spesa di 1,34 miliardi, in crescita del +10,7% rispetto agli 1,21 del 2022. La raccolta è stata pari a 8 miliardi, con vincite per 6,65 miliardi.

La Campania si conferma leader assoluta con 326,8 milioni, pari a oltre il 24% del totale nazionale. Alle sue spalle Lombardia (163 milioni) e Sicilia (145,8 milioni).

Subito dietro Puglia (134,3 milioni) e Lazio (122 milioni), mentre Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Veneto oscillano tra i 50 e i 76 milioni.

In fondo alla classifica restano Molise (5 milioni) e Valle d’Aosta, sotto i 100.000 euro.

Ippica: Lombardia e Toscana al comando

Il gioco a base ippica ha chiuso il 2023 con una spesa complessiva di 81 milioni di euro. La Lombardia guida con 14 milioni, seguita da Toscana (12 milioni) e Campania (10 milioni).

Bingo, ancora forte al Sud

Gli italiani hanno speso 423 milioni per il Bingo, a fronte di vincite per oltre un miliardo. La Sicilia guida con 75 milioni, seguita dalla Campania (64 milioni), mentre Lazio e Lombardia si fermano a 56 milioni ciascuna.

Boom di conti online

Sul fronte digitale, nel 2023 sono stati aperti 5,2 milioni di nuovi conti di gioco online. La fascia più attiva è quella che comprende utenti tra i 25 ed i 34 anni.

La Campania ha registrato il 16,28% dei nuovi conti, seguita da Lombardia (13,49%), Sicilia (11,23%) e Lazio (10,46%).

Tra i giochi online, il più scelto è quello a base sportiva (21,7% degli utenti), seguito dagli skill games (16,3%).

Controlli e contrasto all’illegale

ADM ha effettuato quasi 19.900 controlli nel 2023, pari al 19,9% del totale degli esercizi censiti. Pur in calo rispetto al 2022, il numero resta più alto del 2021. Le sanzioni sono aumentate del 36%, anche se l’imposta accertata e il valore delle multe risultano in discesa.

Deciso incremento dell’attività di contrasto online: nel 2023 sono stati oscurati 490 siti illegali, +87,7% rispetto al 2022.

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Scommesse calcio

Serie A, il Napoli punta alla “manita”

Gli azzurri di Conte partono in pole per il bis in campionato, l’Inter di Chivu prepara il piano riscatto

Il Napoli di Antonio Conte, forte della conquista dello scudetto nella scorsa stagione al termine di una lotta serrata con l’Inter di Simone Inzaghi, rimane la squadra accreditata per il bis in Serie A.

Gli analisti, infatti, vedono ancora favoriti i partenopei a 2.50. Il Napoli ha già vinto quattro scudetti nella sua storia e punta alla conquista del quinto. Mentre Antonio Conte cerca il settimo titolo nella sua carriera da allenatore, dopo i 5 scudetti ottenuti in Serie A e il campionato vinto in Premier League.

La nuova Inter di Cristian Chivu riparte da un impianto collaudato e con una grande voglia di rivalsa dopo un finale di stagione a dir poco amaro. I nerazzurri partono dietro al Napoli e vengono valutati a 3.75.

La Juventus di Igor Tudor vale quota 6.00, con il Milan di Massimiliano Allegri in lavagna a 7.50. Il nuovo corso di Gian Piero Gasperini alla Roma ha già galvanizzato il tifo giallorosso con un entusiasmo alle stelle. Un eventuale trionfo dei giallorossi è proposto a 10.00, ben distanti Atalanta e Como a 33.00. Appaiate a quota 50.00 Fiorentina, Bologna e Lazio.

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Report Eurispes “Scommesse, sport e media”: “L’Italia il più importante mercato europeo”

L’intelligenza artificiale va controllata per evitare utilizzi scorretti da parte degli operatori di gioco

Il settore delle scommesse sportive rappresenta oggi una delle industrie globali più dinamiche e pervasive. Con un valore stimato oltre i 536 miliardi di dollari a livello mondiale e un tasso di crescita superiore al 10% annuo, esso si configura come un comparto capace di incidere profondamente non soltanto sull’economia, ma anche sulla cultura sportiva, sui consumi mediatici e sugli equilibri sociali. L’Italia – sottolinea Agimeg – detiene il primato europeo in termini di raccolta, ma questa leadership porta con sé responsabilità e criticità che si riflettono in ambiti regolatori, fiscali e sanitari.

In questo contesto, l’Eurispes ha inteso osservare il settore attraverso uno report di ricerca che ne mette in luce potenzialità e aspetti critici.

Il mercato del gioco in Italia è dunque uno dei più grandi in Europa, con una continua crescita sia in termini di ricavi complessivi sia di penetrazione digitale. Nel 2024, l’ammontare totale giocato è stato di oltre 157 miliardi di euro, con un incremento del 6,5% rispetto all’anno precedente. Il Gross Gaming Revenue (GGR) ha raggiunto i 21,5 miliardi di euro nel 2023, confermando l’Italia come leader europeo nel settore.

Il gioco online ha visto una significativa espansione, con una raccolta di 92 miliardi di euro nel 2024. Questo canale ha superato quello fisico, rappresentando il 58,5% del totale delle giocate. La crescita del gioco online è stata trainata dalle preferenze delle fasce più giovani, con oltre il 50% dei conti online attivi detenuti da persone tra i 18 e i 34 anni.

Come ripetutamente osservato anche in precedenti studi sul tema condotti dall’Eurispesla presenza di una rete fisica strutturata e capillare contribuisce alla salvaguardia della legalità sul territorio e assume un ruolo estremamente importante nel sostegno alle attività di prevenzione e gestione del disturbo da gioco d’azzardo.

In questo contesto – sottolinea Agimeg – la crisi che sta vivendo il comparto fisico rischia di produrre effetti negativi sia in termini di aumento delle dipendenze sia in termini fiscali, dato che uno dei motivi del calo delle entrate in rapporto all’aumento della raccolta è legato proprio ai diversi tipi di prelievi presenti nei due comparti. Sotto questo punto di vista, infine, non si può che auspicare una rapida e incisiva riforma del settore fisico che, a differenza dell’online che è già stato riformato, è in attesa, da anni, di un intervento del legislatore.

Il modello misto italiano

Il panorama regolatorio europeo si presenta frammentato. Nei mercati liberalizzati (Regno Unito, Spagna, Malta) si registra una grande attrattività e ricavi ingenti, ma anche un’esposizione accentuata ai rischi di dipendenza. I monopoli di Stato (Francia, Finlandia, Paesi scandinavi) privilegiano la protezione dei consumatori, ma risultano meno competitivi. Nei mercati restrittivi (Germania, Polonia) prevalgono tassazioni elevate e severe limitazioni, che incentivano l’utilizzo di operatori offshore. L’Italia occupa una posizione intermedia, cercando di conciliare legalità e competitività.

Eurispes: le dinamiche del mercato italiano

Le scommesse sportive in Italia registrano una crescita annuale del 20%, con il 60% delle puntate effettuate online. Il calcio domina il panorama delle scommesse, seguito da basket e tennis. Innovazioni tecnologiche come le scommesse live e l’adozione mobile hanno ulteriormente stimolato il settore. Il calcio si conferma lo sport predominante (75% delle scommesse), seguito da basket (10%) e tennis (7%). Emergono nuove forme di gioco come gli eSports (+40% nel 2024), il social betting e le scommesse live, che rappresentano già il 60% del mercato online.

Impatto sociale e dipendenza

Il lato più problematico della crescita è rappresentato dalla dipendenza da gioco. Si stima che circa 1,5 milioni di italiani abbiano comportamenti problematici, ma solo una minoranza accede ai servizi di cura. Gli effetti negativi sono molteplici: indebitamento, conflitti familiari, isolamento sociale e disturbi psicologici. Le misure attuali, come l’autoesclusione e i limiti di spesa, sono ancora insufficienti. Altri Paesi, come Regno Unito e paesi nordici, adottano sistemi più avanzati, integrando monitoraggio e welfare.

Le tecnologie emergenti

Le innovazioni tecnologiche rivestono un ruolo ambivalente. L’intelligenza artificiale consente un aggiornamento dinamico delle quote e la personalizzazione delle offerte, ma rischia di favorire comportamenti compulsivi. I big data e il tracciamento comportamentale permettono una segmentazione dettagliata dei giocatori, mentre la blockchain apre a modelli di scommesse peer-to-peer con rischi di riciclaggio. La pubblicità iper-mirata aumenta l’efficacia del marketing ma accentua la vulnerabilità dei soggetti fragili.
D’altra parte le tecnologie emergenti possono essere usate anche per segnalare tendenze di gioco problematiche prima che un giocatore possa sviluppare un comportamento patologico.

Una risorsa strategica

Il settore delle scommesse sportive si configura come una risorsa economica strategica, ma anche come una sfida sociale e politica. Senza un equilibrio tra apertura al mercato e tutela della salute pubblica, il rischio è una dipendenza sistemica: non solo dei giocatori, ma anche delle istituzioni sportive e dei media. Un approccio integrato – aggiornamento normativo costante, uso etico delle tecnologie, rafforzamento delle misure di prevenzione e regolamentazione della pubblicità – appare indispensabile per conciliare opportunità economiche e salvaguardia della coesione sociale.

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Lotterie e Gratta e Vinci

Gratta e Vinci, nei primi sei mesi del 2025 creati 34 neo milionari: Lombardia regina delle vincite

Tra le singole province più fortunate spiccano Como e Cagliari

Il 2025 si conferma un anno d’oro per i Gratta e Vinci. Da gennaio a giugno sono stati 34 i nuovi milionari, con una media di oltre sei al mese, in linea con i 73 registrati nell’intero 2024.

Secondo un’analisi di Agimeg, nei primi sei mesi dell’anno le 34 vincite sono state distribuite in 16 regioni italiane. La Lombardia ha guidato la classifica con 8 successi, seguita da Sicilia (4) ed ex aequo Emilia Romagna e Sardegna (3). Due vincite milionarie per Lazio, Piemonte, Toscana e Veneto, mentre un successo a testa è stato registrato in Abruzzo, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Puglia, Trentino-Alto Adige e Umbria. Solo quattro regioni erano rimaste a secco: Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Molise e Basilicata.

Tra le province più fortunate spiccano Como e Cagliari, entrambe con 3 milionari. Colpisce invece l’assenza di Milano, che nel 2024 figurava tra le più vincenti. La Lombardia primeggia anche per valore complessivo dei premi, con 25,5 milioni distribuiti, davanti a Sicilia (13,5 mln) e Sardegna (9 mln).

Un ruolo di primo piano lo ha avuto il tagliando “Il Turista per Sempre”, che ha regalato già 7 vitalizi nel 2025: sei nel primo semestre (Napoli, Bagnolo Cremasco, Ispra, Trecastagni, Erice e Pistoia) e uno a luglio a Sondrio. La rendita prevede 300.000 euro subito, 6.000 euro al mese per 20 anni e 100.000 euro finali.

La vincita più alta dell’anno è arrivata a Marmirolo (MN), con 6 milioni di euro grazie al biglietto “Super Gold”. Da segnalare che la seconda parte dell’anno è cominciata alla grande per quanto riguarda le vincite milionarie con i Gratta e Vinci. A luglio ci sono stati infatti ben 10 successi di questo tipo, tra cui due colpi da 5 milioni a Settimo Torinese (TO) e Melfi (PZ).

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Pedrizzi: “Tempi lunghi per la riforma del gioco fisico. La poca conoscenza del settore genera terrorismo politico”

L’ex senatore: “Mi piacerebbe che ci fosse più trasparenza per quanto riguarda il documento di riordino”

La riforma del comparto del gioco fisico rappresenta senza dubbio una delle sfide più rilevanti per gli operatori del settore. Da tempo si attende l’introduzione di una normativa nazionale capace di porre fine alla frammentazione a livello locale, ma una soluzione concreta appare ancora lontana. Sul tema – e non solo – è intervenuto Riccardo Pedrizzi, già senatore ed ex Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato durante la XIV legislatura, in un’intervista esclusiva rilasciata al direttore di Agimeg, Fabio Felici.

Il riordino del gioco fisico è un tema che lei ha affrontato in maniera approfondita

“Mi piacerebbe che ci fosse più trasparenza nello scambio di documenti tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed il MEF, in maniera tale che anche il settore avesse parte attiva nella stesura di quello che dovrebbe essere il nuovo modello del gioco fisico. Invece, a parte qualche indiscrezione di stampa, se ne sa poco. Questo rimpallarsi di documenti, con interventi anche da parte della Conferenza Stato-Regioni, dura da molto, troppo tempo senza che nessuno sappia davvero quale è lo stato dell’arte”.

“Ho spesso usato, per quanto sta succedendo sul riordino del gioco fisico, l’espressione figurata del gioco dell’oca, cioè che si torna sempre a capo e si ricomincia, perché continuiamo ad assistere a questo rimpallarsi del documento di riordino, che viene trattato come fosse un segreto di Stato. E una cosa grave, secondo me, è che non si riesce a “salire” al livello politico. Ci vorrebbe un rappresentante autorevole del Governo che intervenisse mettendo allo stesso tavolo quantomeno i rappresentanti delle regioni di centro-destra, invitandoli ad una soluzione condivisa. Sarebbe un salto di qualità decisivo”.

Qui si rischia di andare incontro a tempi lunghissimi anche perché è una riforma complessa, difficile, divisiva. Ma tu puoi dare il tempo per i decreti applicativi a fine 2026, cioè pochi mesi prima delle elezioni? Ma chi la farà questa riforma? Chi si prenderà la briga per un tema così sensibile di scontentare una parte dell’elettorato? Andando poi in profondità, bisogna tenere conto dello schieramento definiamolo proibizionista, cioè i Cinque Stelle più una buona parte del PD. Ci tengo però a sottolineare che nel PD ho trovato anche persone preparate come Pier Paolo Baretta che quando gli dettero la delega mi chiamò per chiedermi di confrontarci per avere un quadro più completo di come era lo stato dell’arte del settore del gioco pubblico. Ma anche altri politici di sinistra hanno avuto un approccio serio con il settore e mi riferisco, ad esempio, a Mauro Maria Marino ed a Giorgio Benvenuto. Ma i pasdaran del PD e i Cinque Stelle continuano a fare terrorismo quando intervengono sul gioco pubblico”.

“Negli spazi che politiche proibizionistiche tolgono al gioco legale, si inserisce la criminalità organizzata come purtroppo dimostrato da tante operazioni delle Forze dell’Ordine ed in particolare della Guardia di Finanza. E sono queste politiche miopi di tipo proibizionistico, messe in atto purtroppo trasversalmente  da tutti gli schieramenti, frutto di una mancata conoscenza del settore che vanno combattute. Chi prende queste decisioni ha la paura, secondo me ingiustificata, di essere impopolare. Questi signori hanno mai letto e studiato i vari documenti come quelli dell’Istituto Superiore di Sanità, della Corte dei Conti, del Censis, dell’Istat, dell’Eurispes e di varie Università? Basterebbe informarsi per non evitare politiche obsolete, superate, dannose e riportare la questione su un binario di equilibrio e sostenibilità”.

In questa “ignoranza” sul settore rientra le lettura dei dati. Viene sempre citata la raccolta per attaccare il gioco pubblico e mai la spesa reale sostenuta dal giocatore

“La lettura dei dati sul gioco pubblico viene spesso fatta sia per ignoranza, nel senso di non conoscenza, ma purtroppo anche per malafede. Uno degli intervenuti ai recenti Stati Generali del Gioco Pubblico ha dichiarato che: “Per il gioco gli italiani spendono più della sanità”. Ma non è così. Alla raccolta di circa 150 miliardi di euro vanno tolti i 127 miliardi vinti da giocatori (se non ci fossero le vincite non ci sarebbe tutto quel rigiocato e la raccolta sarebbe nettamente inferiore). Dei 20,7 miliardi di euro spesi veramente dagli italiani, più della metà (11,6 miliardi) va all’Erario, quindi a favore della collettività, mentre solo la parte restante va come ricavo a tutta la filiera: dalle grandi multinazionali, al semplice tabaccaio o barista. Senza contare che con questa parte si da la possibilità di vivere a 150.000 famiglie legate, dal punto di vista lavorativo, al settore del gioco pubblico. Ma tutti questi ragionamenti non vengono fatti dalla gran parte della politica, che anzi quotidianamente aggredisce il settore con numeri campati in aria. Ripeto si tratta di vero e pericoloso terrorismo politico che, purtroppo, non viene contrastato adeguatamente dallo schieramento del centro-destra che dovrebbe essere sensibile alle ragioni di imprese e famiglie”.

Lei contesta anche la mancanza di attori importanti negli eventi che trattano di gioco

“Qualche giorno fa ho partecipato agli Stati Generali sul Gioco Pubblico anche con l’intento di verificare se l’intergruppo parlamentare coinvolto avesse davvero la possibilità di incidere sul percorso che sta facendo la riforma. Purtroppo ho dovuto constatare la grave assenza dei rappresentati del Governo, cioè del nostro interlocutore principale. E poi mancavano i grandi player che hanno un peso specifico importante. Con queste assenze ogni discorso lascia il tempo che trova”.

“Tornando al Governo, e lo dico venendo da quel mondo che lo esprime, è sotto gli occhi di tutti che si sta comportando in maniera incomprensibile sul tema del gioco pubblico ed in particolare sul riordino del gioco fisico. Il Governo dovrebbe trarre spunto da quanto di buono è stato fatto in alcune regioni, anche se governate dalla sinistra come la Campania e la Puglia”.

E tra i tanti problemi che impattano sul settore, oltre alla sovrapposizione delle normative, c’è quello delle competenze. Non è semplice fare sintesi tra quelle del Ministero delle Finanze, del Ministero degli Interni e del Ministero della Salute, senza parlare poi delle competenze confuse e sovrapponibili tra Stato, regioni, province e comuni. Insomma un puzzle difficile da comporre”.

Uno dei suoi cavalli di battaglia è stato sempre quello della destinazione del gettito che il settore del gioco versa all’Erario

“Bisognerebbe seguire la strada che hanno intrapreso altri paesi importanti come Spagna (ad esempio con l’associazione dei ciechi ONCE), Francia e Inghilterra. Mi riferisco al fatto che in questi paesi una buona parte delle entrate derivanti dai giochi hanno delle destinazioni di utilizzo verso il mondo del sociale e della cultura. Anche in Italia bisognerebbe destinare questi fondi direttamente a cause socialmente importanti e non farli soltanto confluire nella fiscalità generale”.

“E sarebbe importante, anche per accorciare le distanze tra le varie posizioni, una compartecipazione degli enti locali alla distribuzione delle entrate derivanti dal settore del gioco pubblico. Si tratterebbe di una soluzione, anche in base al principio di sussidiarietà,  equilibrata, giusta, visto l’impegno degli enti locali nelle attività di controllo e gestione del territorio, oltre che di informazione, di contrasto e di assistenza verso il fenomeno della ludopatia”.

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Scommesse calcio

Mondiale per Club: Chelsea favorito sul Fluminense, Psg più avanti del Real

Gli operatori danno fiducia ai Blues e ai campioni d’Europa, ma mai sottovalutare la squadra di Xabi Alonso. I brasiliani cercano un’altra impresa

Da un lato Fluminense e Chelsea, dall’altro Paris Saint-Germain e Real Madrid. Sono le quattro pretendenti per il Mondiale per Club, di cui stasera è in programma la prima semifinale tra i brasiliani e la formazione guidata da Enzo Maresca. In vista di questa sfida i Blues partono favoriti, per quanto il Fluminense abbia già dimostrato di saper sovvertire i pronostici. Il successo degli inglesi è a 1.63, il pareggio è proposto a 3.72, mentre l’eventuale vittoria dei sudamericani nei novanta minuti è a 5.63. Non ci si aspetta molte reti: l’Under 2.5 è a 1.68, l’Over 2.5 è a 2.02. Per lo stesso motivo, è più probabile che almeno una delle due squadre non riesca ad andare a segno: il No Gol è a 1.67, il Gol è a 2.04.

Per quanto riguarda la seconda semifinale, che si disputerà domani, il Psg ha legittimato anche in questa competizione il suo status. Non sorprende, allora, che nel confronto col Real Madrid, siano i francesi a godere di maggiore considerazione. La vittoria dei parigini è a 2.32, contro 2.85 per il segno 2; il pareggio è proposto a 3.58. Gli operatori prevedono un grande spettacolo: l’Over 2.5 è a 1.52, l’Under 2.5 è a 2.31. Allo stesso modo, si prospetta una gara aperta: il Gol è a 1.46, il No Gol è a 2.48.

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Million Day

Million Day, l’estrazione delle 20:30 di domenica 1 giugno

Nuova estrazione del concorso che mette in palio 1 milione di euro tutti i giorni

Ultimo appuntamento della domenica con l’estrazione del Million Day delle 20:30. Bisogna selezionare cinque numeri a scelta tra 1 e 55 e compilare la propria giocata per poter partecipare (online oppure in ricevitoria).

Il concorso è tanto apprezzato dai giocatori italiani per la sua formula unica di lotteria. In aggiunta, l’opzione Extra consente di partecipare ad una seconda estrazione con la possibilità di vincere premi fino a 100.000 euro.

La combinazione vincente è:

2-10-12-20-54

I numeri Extra:

1-6-29-31-32