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FAIR Forum, Maggi (Fondazione FAIR): “Porre la tutela del consumatore al centro delle strategie del gioco legale”

Al secondo FAIR Forum di Roma il confronto tra imprese, ADM e AGCOM: campagne comuni, nuove linee guida e strumenti per riconoscere i comportamenti a rischio

De Vita (Dir. Gen. FAIR): “Importante un confronto con le organizzazioni più critiche verso il settore per approfondire conoscenze utili alla prevenzione”

La responsabilità delle imprese del gioco si misura anche nella disponibilità a rinunciare ai ricavi quando arrivano da persone in difficoltà. È uno dei richiami emersi dalla seconda edizione del FAIR Forum, ospitata a Palazzo Montemartini, a Roma, dove istituzioni e operatori si sono confrontati su come trasformare la tutela dei consumatori in interventi verificabili. Sul tavolo, campagne di comunicazione condivise, strumenti di prevenzione costruiti sui comportamenti degli utenti e nuove regole per l’informazione digitale.

Dalla comunicazione alle scelte delle imprese

Per Giovanni Emilio Maggi, vicepresidente della Fondazione FAIR, la protezione del consumatore deve entrare nelle decisioni aziendali e coinvolgere direttamente i manager. Il rispetto delle norme costituisce il punto di partenza di un impegno che riguarda anche la trasparenza delle informazioni, il rapporto con i clienti e la capacità di verificare i risultati delle iniziative adottate.

Maggi

Una prospettiva nella quale il 2027, con l’evoluzione delle concessioni online e delle linee guida, rappresenterà un passaggio importante. La collaborazione della Fondazione con Ipsos punta proprio a raccogliere dati e valutare l’efficacia delle campagne. Maggi ha inoltre richiamato la necessità di rendere coerenti i livelli di protezione tra gioco online e rete fisica, utilizzati sempre più spesso dagli stessi consumatori.

ADM: campagne comuni e un tavolo sulla protezione degli utenti

Sul versante istituzionale, Mario Lollobrigida, direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha illustrato il percorso per coordinare la comunicazione sul gioco responsabile. Come riporta Agimeg, l’Agenzia ha concluso i lavori sugli indirizzi strategici per le campagne previste dall’articolo 15 del decreto legislativo 41/2024, trasmettendo il documento ai concessionari.

L’obiettivo è favorire iniziative condivise: “Non ci dispiacerebbe se i concessionari, tutti insieme o il maggior numero possibile, facessero delle campagne in comune, magari attraverso il contributo di enti del Terzo settore”, ha detto Lollobrigida.

L’Agenzia sta inoltre preparando un tavolo tecnico con i concessionari sulle linee guida per la protezione degli utenti online. Tra i temi indicati figurano il monitoraggio della spesa, l’impiego della tecnologia per prevenire comportamenti problematici e la definizione di standard condivisi.

Giuliani: dati, prevenzione e consapevolezza del rischio

La costruzione di misure concrete è stata al centro anche dell’intervento di Antonio Giuliani, direttore dell’Ufficio Gioco a distanza e scommesse dell’ADM: “È necessario dare contenuti concreti al concetto di gioco responsabile, valorizzando le migliori pratiche degli operatori, le esperienze internazionali e le evidenze analitiche a nostra disposizione”.

Le nuove linee guida saranno sviluppate attraverso il confronto con i concessionari e l’analisi delle relazioni degli operatori, delle banche dati dell’Agenzia e delle richieste di assistenza degli utenti. L’intenzione è tradurre le indicazioni in obblighi nel rapporto concessorio.

“Il giocatore resta al centro del gioco responsabile e che gli strumenti di tutela devono accompagnarlo nella comprensione del pericolo”, ha affermato Giuliani. L’esperienza dell’autoesclusione, con richieste di revoca presentate anche subito dopo l’attivazione, richiama la necessità di accompagnare i vincoli con una maggiore comprensione del rischio. In questo quadro si inseriscono le “spinte gentili”, interventi comportamentali che aiutano a compiere scelte più consapevoli.

AGCOM: prevenzione mirata e nuove regole per l’infotainment

Per Davide Gallino, rappresentante dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’efficacia della prevenzione richiede attenzione alle abitudini effettive degli utenti: frequenza dei depositi, velocità di gioco, intensità delle sessioni e prodotti utilizzati.

“L’elevato livello di riconoscimento delle linee guida sul gioco responsabile rappresenta un risultato positivo”, ha dichiarato, riferendosi all’atto di indirizzo pubblicato il 10 agosto e sviluppato attraverso una consultazione con associazioni, università, concessionari ed esperti.

Gallino ha inoltre illustrato una proposta di riconoscimento digitale dei contenuti, pensata per aiutare le piattaforme a distinguere le comunicazioni dei concessionari autorizzati da quelle degli operatori abusivi.

Un ulteriore passaggio riguarda l’aggiornamento delle linee guida del 2019 sull’infotainment, i contenuti che combinano informazione e intrattenimento. Le proposte di revisione, approvate dal Consiglio dell’Autorità e in fase di perfezionamento formale, saranno pubblicate e sottoposte a una consultazione pubblica di 30 giorni.

De Vita: la responsabilità passa anche dalla rinuncia ai ricavi

Nelle conclusioni, Stefano De Vita, direttore generale della Fondazione FAIR, ha posto una questione che riguarda direttamente le scelte economiche delle imprese: “Dobbiamo avere il coraggio di rinunciare a una parte del profitto se questo profitto deriva da persone che si stanno rovinando”.

Il percorso indicato parte dalla conoscenza delle diverse vulnerabilità e dalla disponibilità di strumenti di protezione comprensibili e utilizzabili. La comunicazione deve trovare riscontro nell’esperienza concreta del giocatore: la distanza tra le promesse delle campagne e ciò che accade sui siti comprometterebbe la credibilità delle iniziative.

De Vita ha sollecitato anche un confronto con le organizzazioni più critiche verso il settore, comprese le realtà cattoliche e quelle impegnate nelle periferie, che incontrano direttamente le conseguenze del gioco problematico. Da queste esperienze, ha osservato, possono arrivare conoscenze utili alla prevenzione, insieme a un’informazione sui rischi capace di raggiungere anche le scuole.

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