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Frosini (Brightstar): “Nel riordino del gioco fisico importante tutelare tutti gli interessi in campo”

Gioco pubblico e politica devono venirsi incontro in una relazione efficace e nel rispetto dei ruoli

Straordinario il lavoro dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli per il successo della riforma e fondamentale il supporto della rete dei tabaccai

Dal riordino del gioco fisico allo stato dell’arte di Lotto e Gratta e Vinci, dal rapporto tra politica e giochi alla rete dei tabaccai passando per la trasformazione di ADM in un’Autorità indipendente. Queste le tematiche toccate da Giuliano Frosini, Senior Vice President Institutional Relations, Public Affairs and Media Communication di Brightstar, in una intervista rilasciata ad Agimeg.

Il tema di attualità in questo periodo è quello del riordino del gioco fisico. Secondo lei come dovrebbe essere questo riordino per salvaguardare gli interessi in campo che vanno dalla tutela dei giocatori a quella dei minori, dalle esigenze imprenditoriali a quelle dell’erario?

Non c’è una ricetta universale. Gli ingredienti sono numerosi: i minori ad esempio – non possono e non devono partecipare a giochi con vincite in denaro. Punto. I giocatori adulti vanno ovviamente tutelati, la loro sicurezza, la garanzia delle vincite, ma anche l’ordine pubblico che afferisce a tali attività. Per svolgere questo lavoro di programmazione e vigilanza mi pare giusto che lo Stato venga remunerato.

Al contempo vanno salvaguardate le iniziative di impresa e la remunerazione di quei capitali che vengono immobilizzati per produrre valore. Questa premessa la faccio per uscire anche dalla retorica del proibizionismo, auspicando regole stringenti sì, ma uniformi e chiare alle quali dover sottostare. Tuttavia, questi condimenti non ci devono dire puntualmente cosa va fatto ed in che modo. È chiaro che il cuore del riordino sia il modello distributivo e il cuore del cuore è una armonizzazione delle regole che consenta una applicazione uniforme a tutto il territorio nazionale.

È altrettanto chiaro che gli Enti Locali avranno – come è giusto – un ruolo fondamentale nel giungere (o non giungere) ad un set di regole condiviso con il livello nazionale. Regioni e Comuni non dovrebbero fare politiche economiche a spese dell’erario centrale, e quest’ultimo deve ricordarsi di avere a disposizione una riserva nazionale la cui facoltà di applicazione gli discende direttamente dalla direttiva europea in materia.

Nel merito, io non credo nel valore assoluto delle distanze dai punti di gioco, è una mia opinione. Credo invece che le recenti frontiere della tecnologia possano produrre limitazioni anche più pervicaci per la tutela dei giocatori e dei soggetti più fragili. Questa alternativa prevede investimenti significativi e, per questo motivo, le concessioni – che sono novennali e non centennali – devono essere sostenibili e stabili nel periodo. Ricordo – infine – due aspetti a lungo dibattuti:

1) inasprire le regole della distribuzione deve sempre tener conto del contrasto all’illegale, che non deve mai essere considerabile come alternativa;

2) che politiche fiscali troppo onerose per concessionari e giocatori producono il ripiegamento della curva del gettito con un effetto opposto a quello desiderato. Questi ingredienti sono quelli che possono determinare, a mio parere, la sostenibilità di un modello nel tempo. Parola al legislatore.

Qual è lo stato dell’arte del Lotto e Gratta e Vinci?

Più che di stato dell’arte parlerei di stato di salute, che è abbastanza buono. Le lotterie sono un evergreeen della tradizione del gioco pubblico e, per certi versi, anche di una tradizione culturale che, nel tempo, ha dato vita, per la natura stessa del gioco, ad un intrattenimento sostenibile e responsabile, con piccole puntate, spesso legate ad un evento, un sogno, un fatto strano o eclatante.

Questa idea da “sabato del villaggio” fa delle lotterie un gioco con un suo popolo di affezionati, attratto dalle novità e anche attento ai nuovi canali. Direi che – a proposito di novità – esse devono innovare nella continuità, essendo le lotterie il gioco conservatore più moderno che c’è.

Parlando di Lotto e Gratta e Vinci, non si può non parlare dei tabaccai. Il loro apporto per questo stato di salute florido è importante

Importantissimo, direi fondamentale e per certi versi essenziale. Prima di tutto perché la tabaccheria è il primo embrione istituzionale  di prossimità del cittadino. È un luogo abituato a rispondere ai primi bisogni dei cittadini, ma anche perché svolgono una attività di presidio e di controllo delle reti di offerta di prodotti che, per le loro caratteristiche, sono spesso soggetti alla riserva statale. D’altronde è un fatto storico; tabacchi e giochi, nella percezione odierna, ma, andando indietro nel tempo, anche sali e chinino e altri prodotti regolati. Insomma, il tabaccaio contempera da sempre impatti sociali e garantisce entrate erariali. Più fondamentali di così…

Cosa può fare il gioco per diciamo accorciare questa distanza e la politica? Possono venirsi incontro in qualche modo?

Assolutamente sì, possono anzi devono venirsi incontro, sviluppando una relazione che nella proficuità sia al contempo efficace ed efficiente. È chiaro che  il rispetto dei ruoli determina un po’ il meccanismo del coinvolgimento. Per quanto riguarda i consigli distinguerei le due parti.

Al settore: essere sempre irreprensibili e adottare comportamenti super corretti, solo così si possono far valere i legittimi affidamenti industriali. È un po’ come ai tempi della scuola: se uno che aveva buoni voti marinava la scuola a favore di una manifestazione era un intellettuale impegnato, se lo faceva qualcuno con voti scarsi era solo uno che non voleva andare a scuola. Quindi il consiglio è: rispetto delle regole.

Alla politica: riservarsi le decisioni strategiche e gli appalti, e trasformare l’Agenzia in una vera e propria Autorità Indipendente per la gestione della regolazione fine e della programmazione delle attività, così come avviene in numerosi altri settori come l’energia o le telecomunicazioni che, a volte, solo per questo, sono considerati “più pregiati”.

Abbiamo parlato di tabaccai, di operatori, di concessionari e l’ultimo attore importante è proprio la sopracitata Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. ADM è alle prese con un cambiamento radicale del settore, con l’avvio di una nuova stagione dei giochi. Come valuta l’attività dell’Agenzia in questo contesto?

La moderna Agenzia svolge un lavoro straordinario e, grazie anche ad una recente maggiore stabilità della sua leadership, sta portando avanti con successo i diversi obiettivi che il programma di Governo e le leggi le attribuiscono: riordino del gioco online, gara del lotto, gara a distanza, tra le altre cose; stante il contesto, ritengo che l’azione dell’Agenzia non sia solo efficace, ma abbia del miracoloso. Pensiamo soltanto, ad esempio, che le competenze fondamentali di cui è dotata sono prevalentemente giuridiche, in un periodo storico in cui questi mercati competono soprattutto su terreni digitale e tecnologici.

D’altronde la pervicacia della sua azione amministrativa viene dal lontano 1893, quando Lazzaro Gagliardo, Ministro del neonato Regno d’Italia diede vita alla Direzione Generale incaricata di sovrintendere al servizio del Gioco del Lotto, ben prima della nascita dei Monopoli, avvenuta “solo” nel 1927, comunque 100 anni fa.

Una storia lunga che oggi, solo per la parte giochi, vede l’Agenzia sovrintendere uno dei principali vettori di fiscalità del Paese e che, con una leadership motivata e la sintonia con i programmi di Governo, ha portato alla candidatura dell’Italia alla guida dell’Euca, la nascitura Agenzia delle Dogane Europea. Auguro che continui a farsi valere e dare lustro ai nostri modelli di regolazione di eccellenza internazionale.

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