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Padel, la solidarietà vince al Flaminia Padel Sporting Club: grande successo del torneo per ricordare Leonardo, Gaia e Camilla

70 coppie nelle categorie maschile, femminile e misto hanno dato vita ad una giornata all’insegna del Padel e della beneficenza

Il ricordo di Leonardo, Gaia e Camilla, i tre adolescenti scomparsi per tragici incidenti in Corso Francia a Roma, è ancora vivo nei cuori di parenti e amici. Per questo il Flaminia Padel Sporting Club ha deciso di organizzare un torneo di beneficenza in loro memoria, il 1° Torneo di beneficenza Padel Magazine Italia.

“Un sorriso per Leonardo, Gaia e Camilla” è stata l’occasione perfetta, sabato 1 luglio, per fare del bene e ritrovarsi tra amici e familiari. Tutto all’insegna del padel, perfetto pretesto per onorare una nobile causa. Tre tornei, uno maschile, uno femminile e uno misto, hanno animato la giornata romana: al di là dell’aspetto agonistico, forte è stata anche l’impronta emotiva nel ricordo dei tre giovanissimi prematuramente scomparsi.

Ad aggiudicarsi il torneo femminile è stata la coppia Simona D’Andrea e Benedetta Parenti. Il torneo misto ha visto trionfare Valentina Nobili e Francesco Mastromarino. Il torneo maschile se lo sono invece aggiudicato Reda Mazouni e Claudio Filippelli che hanno sconfitto in finale Claudio Bartolomei e Stefano Lamma, quest’ultimo papà di Leonardo, uno dei ragazzi ai quali era dedicato l’evento.

Proprio Stefano Lamma ha voluto celebrare una giornata particolarmente importante: “Credo che questo torneo sia il primo di una lunga serie per tenere viva la memoria di Gaia e Camilla e tenere alta l’attenzione sulla procedura giudiziaria che riguarda mio figlio Leonardo, rimasto vittima della mala gestione dei lavori stradali che si svolgono nel comune di Roma”, il suo commento.

“Stiamo portando avanti una lunga battaglia e intanto collaboriamo con varie associazioni che stanno cercando di far modificare il codice della strada – ha proseguito il papà di Leonardo – Si tratta di una cosa importante per cercare di educare tutti alla prudenza sulle strade per la sicurezza dei nostri ragazzi. Ovviamente insieme al nostro impegno stiamo cercando di fare in modo che anche le istituzioni si prendano le loro responsabilità”.

“L’organizzazione di tornei di questo tipo – ha concluso Stefano Lamma – è l’occasione per attirare l’attenzione ma anche un modo per aiutare persone meno fortunate, come Leonardo Di Ceglie, affetto da osteosarcoma e bisognoso di cure costose. Permettetemi di dire: Leonardo per Leonardo”.

A fare da cornice all’evento, lo splendido circolo del Flaminia Padel Sporting Club. A fare gli onori di casa, il maestro Claudio Bartolomei: “Questo evento è stato un grande successo e siamo orgogliosi di aver contributo. Siamo riusciti a richiamare tante persone e siamo molto contenti, questo torneo ci sta particolarmente a cuore per ricordare questi ragazzi e stare vicini alle famiglie”, ha detto.

Il padel come fonte di aggregazione per ricordare Leonardo, Gaia e Camilla: una manifestazione che ha avuto un grandissimo riscontro non solo tra gli appassionati del Flaminia, ma anche tra giocatori provenienti da altri club. Ulteriore dimostrazione che quando ci sono sport e solidarietà, non esistono circoli o bandiere.

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Al via il premio ‘Milano UAE President Cup’ all’ippodromo di San Siro

I protagonisti della gara saranno i purosangue arabi

All’ippodromo Snai San Siro la 26^ giornata stagionale di galoppo in programma a partire da oggi pomeriggio.  Tra le sei corse in calendario, con partenza alle ore 17:10, spicca come 4^ l’importante Premio Milano UAE Presidente Cup, prova di Gruppo II per i purosangue arabi di 4 anni ed oltre sulla distanza di 2000 metri circa su pista media. 

La prima edizione della corsa dei purosangue arabi risale al 1994 con l’obiettivo di diffondere in tutto il mondo la cultura e la tradizione di questa razza per volontà del compianto Sheikh Zayed Bin Sultan Al Nahyan (Presidente degli Emirati Arabi fino al 2004, anno della sua morte). L’UAE President Cup è giunta quest’anno alla sua 30ª edizione con una dotazione interamente dagli Emirati Arabi Uniti. Per l’Italia il montepremi è di 50.060 euro.

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Gioco illegale, il bilancio della Guardia di Finanza: da gennaio 2022 controlli e denunce a tappeto

Scoperti 389 centri scommesse clandestini e verbalizzati 9.302 soggetti, di cui 465 denunciati

La Guardia di Finanza celebra i 249 anni di vita e lo fa mettendo in mostra tutti i successi della sua attività a livello nazionale e sul territorio italiano. Negli svariati campi di operazione della Fiamme Gialli, sono i numeri a parlare, con particolare focus sui risultati conseguiti dal 1° gennaio 2022 al 31 maggio 2023.

Nell’ultimo anno e mezzo, la Guardia di Finanza ha eseguito oltre 1,5 milioni di interventi ispettivi e oltre 99 mila indagini per contrastare gli illeciti economico-finanziari e le infiltrazioni della criminalità nell’economia: un impegno “a tutto campo” a tutela di famiglie e imprese, destinato ad intensificarsi ulteriormente per garantire la corretta destinazione delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Le attività di contrasto al contrabbando hanno portato al sequestro di 596 tonnellate di tabacchi lavorati esteri e alla denuncia di 895 soggetti, di cui 170 tratti in arresto. In materia di riciclaggio e autoriciclaggio sono stati eseguiti 1.572 interventi, che hanno portato alla denuncia di 5.066 persone, di cui 379 tratte in arresto, e al sequestro di beni per un valore di oltre 1,7 miliardi. A circa 43 milioni ammontano, invece, i sequestri per usura.

Sono state analizzate oltre 240 mila segnalazioni di operazioni sospette, di cui quasi 750 attinenti al finanziamento del terrorismo. I controlli e le indagini contro il gioco illegale hanno permesso infine di scoprire 389 punti clandestini di raccolta scommesse e di verbalizzare 9.302 soggetti, di cui 465 denunciati all’Autorità giudiziaria.

Proprio per quanto riguarda il settore giochi e scommesse, in particolare, la Guardia di Finanza ha messo in atto attività a tappeto su tutto il territorio, dai piccoli comuni alle maggiori città italiane. A Roma, ad esempio, i 194 controlli contro il gioco illegale hanno permesso di scoprire 4 agenzie clandestine di scommesse e di verbalizzare 412 soggetti, di cui 6 denunciati all’Autorità Giudiziaria. A Venezia, invece, nel settore del gioco illegale sono stati eseguiti 65 controlli riscontrando 8 casi di irregolarità.

A livello regionale invece, la Guardia di Finanza dell’Emilia Romagna ha scoperto 17 punti clandestini di raccolta scommesse e verbalizzato 527 soggetti, di cui 53 denunciati all’Autorità giudiziaria. In Puglia, invece, i controlli e le indagini contro il gioco illegale hanno permesso di scoprire 62 punti clandestini di raccolta scommesse e di verbalizzare 1003 soggetti, di cui 63 denunciati all’Autorità giudiziaria.

Per quanto riguarda la Basilicata, sempre nel settore del gioco illegale ed irregolare, sono stati eseguiti 49 interventi e verbalizzati 96 soggetti. Nel vicino Molise,  i controlli e le indagini condotte contro il gioco illegale hanno permesso di verbalizzare 88 soggetti, di cui 4 denunciati all’Autorità giudiziaria (tutti nella provincia di Campobasso).

In Abruzzo le attività hanno permesso di verbalizzare 277 soggetti, di cui 9 denunciati all’Autorità giudiziaria. Nel territorio di Piemonte e Valle d’Aosta invece sono stati verbalizzati 47 soggetti, di cui 15 denunciati.

Particolare attenzione poi anche in Campania, dove i controlli e le indagini contro il gioco illegale hanno permesso di scoprire 69 agenzie clandestine e di verbalizzare 988 soggetti, di cui 72 denunciati. In Sardegna, le indagini contro il gioco illegale hanno permesso di scoprire 5 punti clandestini di raccolta scommesse e di verbalizzare 316 soggetti, di cui 5 denunciati all’Autorità Giudiziaria.

Infine in Trentino Alto-Adige sono stati effettuati 55 interventi in materia di gioco illegale (20 in Trentino e 35 in Alto Adige), che hanno permesso di controllare in totale 109 soggetti (38 in Trentino e 71 in Alto Adige).

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Gioco d’azzardo, ludopatia in calo nel Lazio: -10,4 per cento di casi in quattro anni

I pazienti trattati con sintomi di dipendenza sono passati da 841 a 753

Buone notizie per i cittadini del Lazio: il gioco d’azzardo patologico nella regione è in calo negli ultimi anni, con una diminuzione del 10,4% dal 2019 al 2022. E’ quanto riferisce il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale, che ha pubblicato la “Relazione sul fenomeno delle dipendenze nel Lazio” contenente i dati relativi all’anno 2022.

In particolare, nel settore del gioco e delle scommesse, è sceso il fenomeno della ludopatia. In termini di numeri, il Lazio è passato da 841 pazienti trattati con sintomi di disturbo da gioco d’azzardo nel 2019, a 753 persone nel 2022.

Un bel segnale che però va in controtendenza con gli altri ambiti di intervento del Servizio pubblico per le Dipendenze (SerD). Se infatti la ludopatia è calata negli ultimi quattro anni, lo stesso non si può dire di abuso di alcol e droghe illegali. Una dimostrazione di quanto le campagne di sensibilizzazione e le iniziative di prevenzione del gioco d’azzardo patologico stiano funzionando sul territorio laziale.

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Semplificare o estinguersi: l’industria degli apparecchi senza vincite in denaro lancia un grido d’allarme

Il problema dell’omologazione degli apparecchi sta paralizzando il settore del puro intrattenimento dedicato a bambini e famiglie

I numerosi problemi del settore, la necessità di una normativa chiara e che vada verso una semplificazione per l’operatività degli apparecchi senza vincite in denaro e garanzie per gli investimenti delle aziende. Questi alcuni dei temi di cui si è discusso al convegno “Semplificare o estinguersi”, organizzato dagli Stati Generali dell’Amusement con il supporto di Leisure Group Italia e che si è tenuto a Roma. Protagoniste dell’evento le maggiori associazioni di categoria, imprenditori e il mondo della politica.

Confronti e discussioni per parlare del presente e del futuro di un settore, quello dell’intrattenimento e dei giochi senza vincita in denaro (dai biliardini alle gruette pesca peluche), che troppo spesso soffre di una nomea tanto negativa quanto ingiustificata. Presenti anche gli onorevoli Andrea Tremaglia (Fratelli d’Italia) ed Ettore Rosato (Italia Viva).

Ettore Rosato

Proprio Rosato ha sottolineato: “C’è un pregiudizio gigantesco dell’opinione pubblica rispetto a questo settore, invece il gioco delle vincite senza denaro, dal punto di vista sociale, ha un effetto positivo perché consente ai nostri ragazzi di stare insieme. Ovviamente la ludopatia è un tema serio, ma in questo caso non ha nessuna attinenza. È importante piuttosto proteggere le imprese dell’amusement perché creano numerosi posti di lavoro”.

Andrea Tremaglia

Della stessa opinione anche Tremaglia: “Il nuovo governo aiuta a lavorare chi vuole lavorare, sicuramente questo settore è uno di quelli su cui bisogna intervenire e porre attenzione. Bisogna fare una distinzione tra il gioco con vincita in denaro e quello senza vincita in denaro. Già questo sarebbe un passaggio culturale importante, troppo spesso si tende a fare di tutta l’erba un fascio e questo porta anche a rendere le norme e le leggi poco efficaci. In questo contesto, abbiamo presentato un emendamento per la semplificazione delle omologhe degli apparecchi”.

Distante e (a destra) Milesi

Parola poi alle associazioni del settore, che a gran voce hanno lanciato soprattutto un appello alla politica: semplicità. E’ il caso del presidente di Sapar, la più antica associazione italiana impegnata nella tutela delle piccole e medie imprese di gestione degli apparecchi con e senza vincite in denaro, Domenico Distante: “E’ evidente la necessità di un riordino generale del comparto. Spero che il nuovo corso di ADM possa terminare il tempo delle proroghe e offrire delle certezze per gli investimenti delle imprese. Le ticket redemption sono gli apparecchi con maggiori criticità da questo punto di vista. Per quanto riguarda le omologhe è invece assolutamente necessaria una semplificazione della norma e l’autocertificazione potrebbe essere la soluzione in questo senso”.

“La complessità delle regole, l’equivoco e trasposizione di norme scritte per il gioco con vincita in denaro, l’indisponibilità degli enti certificatori, lo stop al proficuo e determinante tavolo tecnico con i Monopoli, hanno di fatto bloccato il comparto”, è stato invece il grido di SOS pronunciato da Alessandro Lama, Presidente Federamusement Confesercenti.

Alessandro Lama

Per Sergio Milesi di As.Tro, invece: “Il Governo deve intervenire il prima possibile nella semplificazione delle norme che regolamentano il settore, in particolare per quanto riguarda tutti gli apparecchi di puro intrattenimento, che sono una parte importante e fondamentale di tutti i centri di divertimento e sale giochi”.

“Il settore del gioco del puro intrattenimento si sta estinguendo a causa di queste norme stringenti sulle omologhe. Le norme attuali vanno smantellate e ne vanno fatte fare di nuove da chi conosce realmente il settore”, la proposta invece di Tiziano Tredese, presidente del Consorzio Family Entertainment Expo.

Tiziano Tredese

Il settore dell’amusement si è compattato e le richieste sono chiare: semplificazione, chiarezza, norme e regole adatte all’industria e meno pregiudizio nei confronti di un mondo che conta 60.000 addetti, 6.200 imprese, e decenni di attività con un impatto importante nella fascia di età dai 5 ai 25 anni, ovvero 9,8 milioni di bambini e ragazzi. La palla passa alla politica.

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Giochi, al via il Registro Unico degli Esclusi per la tutela dei giocatori e la lotta alle dipendenze

Linee guida e idee per creare un sistema di auto ed eteroesclusione da parte dei soggetti fragili e a rischio

E’ stata presentata a Roma, presso l’Università di Tor Vergata, la ricerca volta alla realizzazione di un Registro Unico delle Esclusioni (R.U.E.) del settore dei giochi con vincita in denaro in Italia.

L’obbiettivo è quello di ampliare l’attuale sistema dell’autoesclusione, ad oggi limitato al solo gioco on line. Un nuovo strumento nella lotta al gioco patologico, quindi, ma non solo: il Registro deve essere inteso come stimolo per ricercare la giusta connessione tra autodeterminazione, Stato e libertà di iniziativa economica nel settore del gioco.

In particolare, lo strumento dell’esclusione dal gioco, sia nella forma dell’autoesclusione sia dell’eteroesclusione, trova un’ampia e diversificata applicazione a livello internazionale ed è per tale motivo che è stata condotta un’analisi comparata delle esperienze di: Belgio, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Germania, e Arizona. In linea generale emerge uno scenario caratterizzato da una estrema variabilità delle soluzioni adottate dai diversi Paesi. I differenti approcci sono il riflesso di condizioni sociali, normative e politiche sul territorio estremamente differenziate con la conseguente manifestazione di un framework regolatorio e gestionale della esclusione dal gioco estremamente diversificato.

Un ruolo importante potrebbe avere, in Italia, la creazione di un “marketing responsabile per il gioco”. Nel caso del gioco d’azzardo, il marketing perde la sua veste commerciale per assumere quella sociale e diventa uno strumento per orientare i consumatori verso un consumo del gioco consapevole, sano e basato sull’intrattenimento. Di conseguenza, attraverso un approccio selettivo e mirato, il gioco può adottare delle strategie auto ed etero espulsive per i giocatori patologici e inclusive per i giocatori positivi.

La visione dell’esclusione dal gioco d’azzardo come una strategia piuttosto che come un semplice strumento individuale, se inserita nel contesto italiano, potrebbe includere:

  • la definizione di un framework normativo e regolatorio in grado di definire i principali aspetti funzionali della strategia;
  • la realizzazione di Registro Unico degli Esclusi (R.U.E.) che comprenda il gioco d’azzardo online, terrestre e anche l’eteroesclusione;
  • l’individuazione del ruolo della comunicazione e dell’informazione al consumatore, al giocatore, ai familiari e ai portatori di altri interessi.

Relativamente alla comunicazione potrebbe essere utile individuare e delle forme di pubblicità e comunicazione dello strumento dell’esclusione nell’ambito del vigente quadro normativo e tenuto conto del divieto di pubblicità, oltre che la previsione del divieto di qualsiasi forma di comunicazione commerciale individuale verso i giocatori esclusi per tutto il periodo del provvedimento ed eventualmente anche oltre.

Un lavoro mirato, quello del Registro Unico degli Esclusi, che mira alle seguenti obbiettivi:

  • un sistema di eteroesclusione come istituto di natura amministrativa e dunque non a valenza giudiziaria, non ritenendosi necessario l’intervento di una Autorità giudiziaria;
  • il riconoscimento del diritto di partecipazione al procedimento di eteroesclusione da parte del “segnalato”;
  • la garanzia di assoluta riservatezza del soggetto segnalante;
  • la dimostrabilità, in capo al segnalante, di avere un interesse personale o familiare o di altra natura ma giuridicamente rilevante, all’attivazione del divieto;
  • la legittimazione alla presentazione dell’istanza anche in capo a soggetti non familiari ma che siano comunque portatori di un interesse pubblico o economico rilevante, come ad esempio nel campo sanitario o bancario ovvero nel campo della tutela, curatela e/o amministrazione di sostegno.

I primi passi sono stati mossi e le linee guida tracciate. L’Italia è pronta a mettersi in prima linea nel contrasto al gioco patologico e alle dipendenze.

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Vermantia punta sull’Italia. Rossi (Dir. Business Development): ‘Mercato impegnativo ma gratificante, sempre pronti a innovare’

I clienti una parte integrante del nostro percorso di evoluzione’, sottolinea Rossi

Il mercato del gioco in Italia attira sempre più operatori e il nostro paese si conferma tra i più interessanti a livello europeo in termini di giocatori e investimenti. In questo contesto si inserisce quindi la strategia di Vermantia, leader globale nella fornitura di soluzioni di giochi e scommesse, che ha iniziato il 2023 con un forte portafoglio di servizi.

E’ lo stesso Direttore del Business Development, Renato Rossi, a mostrare una panoramica dell’azienda, pronta a svolgere un ruolo di primo piano all’interno dell’industria del gioco tricolore. “Il mercato italiano occupa un posto speciale nel settore delle scommesse, essendo uno dei mercati più antichi e consolidati a livello globale. E’ caratterizzato da alcune delle normative più severe a livello globale, il che lo rende un mercato impegnativo ma allo stesso tempo gratificante in cui operare”, il suo commento.

“La partnership con gli operatori italiani è molto apprezzata da noi di Vermantia, non solo per la loro longevità, ma anche per la loro natura di supporto. Siamo sempre impegnati a fornire le migliori soluzioni su misura ai nostri partner, e il mercato e gli operatori italiani hanno fornito un ambiente che incoraggia la sperimentazione e la realizzazione di molteplici storie di successo”, ha aggiunto.

Parole al miele per l’Italia, quindi, che rappresentano un bel riconoscimento da parte di un operatore abituato a lavorare a livello internazionale. “Nel 2023, la velocità e la personalizzazione sono fondamentali nel settore dei giochi e delle scommesse – prosegue Rossi – Consideriamo i nostri clienti una parte integrante del nostro percorso di evoluzione, e l’azienda garantisce che gli operatori, indipendentemente dalle dimensioni, possano contare sui nostri servizi”.

Analisi lucida della situazione presente, quindi, ma con uno sguardo sempre al futuro: “Le soluzioni di gestione dei contenuti di Vermantia rappresentano un servizio di punta per il 2023. Sebbene il mercato omnichannel sia presente da molto tempo, c’è un continuo spazio di sviluppo non solo a breve e medio termine, ma anche a lungo termine.  La chiave è sempre rivoluzionare e innovare e lo stiamo facendo snellendo i processi ed eliminando le complessità. Il nostro obiettivo è offrire agli operatori un’esperienza senza problemi, fornendo un servizio di alta qualità e ottenendo notevoli risparmi sui costi”, ha concluso il Direttore del Business Development di Vermantia.

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Riforma fiscale, il gioco pubblico a un punto di svolta. Alesse (dir. ADM): ‘Tutela soggetti vulnerabili, contrasto al gioco illegale e questione territoriale le priorità’

Sul tavolo proposte normative per risolvere le numerose criticità del settore

La Riforma Fiscale entra nel vivo ed è tempo di audizioni presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati. I temi sono tanti, così come numerosi si preannunciano gli interventi che il Governo dovrà attuare in ambito normativo e di tassazione in diversi settori. Tra questi, di massimo interesse è la partita relativa alla riforma del gioco pubblico, che da anni chiede norme chiare per regolamentare al meglio un’industria di primaria importanza per lo Stato Italiano.

In questo contesto, oggi è stata la volta direttore dell’ADM Roberto Alesse: il numero 1 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel suo intervento davanti ai deputati della Commissione Finanze, ha posto l’accento anche sul settore dei giochi: “Siamo di fronte all’esigenza di riordinare, complessivamente, il settore dei giochi pubblici”, ha esordito.

Alesse ha quindi snocciolato tutte le problematiche relative alla materia del gioco pubblico in Italia: “La delega prevista per il settore dei giochi non ha per oggetto soltanto gli aspetti di natura fiscale, ma anche quelli relativi all’attività amministrativa, regolatoria, socio-sanitaria e di contrasto della criminalità. Di fondamentale importanza è la conferma del modello organizzativo che prevede la coesistenza di un regime concessorio e di un regime autorizzatorio, che costituisce un forte presidio contro le attività delle organizzazioni criminali

“Del resto, la riserva statale dei giochi è basata sulla buona fede e sulla tutela dell’ordine pubblico, sulla protezione dei soggetti più deboli, ed in particolare i minori, sul controllo della diffusione dei prodotti di gioco e sulla corretta gestione della fiscalità – ha sottolineato Alesse – Le finalità sottese a tali principi non possono che essere raggiunte attraverso una compiuta regolamentazione pubblica che detti regole precise”.

“Sono previsti, in particolare, la diminuzione dei limiti di giocata e di vincita, l’obbligo di formazione per i gestori ed esercenti, il rafforzamento dei meccanismi di autoesclusione, le caratteristiche minime che devono possedere le sale e gli altri luoghi in cui si offre gioco, la certificazione di ogni singolo apparecchio, con passaggio graduale ad apparecchi che consentano il gioco solo da ambiente remoto ed il divieto di raccogliere gioco su competizioni sportive dilettantistiche riservate esclusivamente a minori di anni diciotto. Il primo obiettivo della delega è quindi quello di assicurare la riduzione dei rischi connessi al disturbo da gioco d’azzardo patologico”, ha precisato il direttore di ADM.

Inoltre, secondo Alesse, uno dei punti cruciali del disegno di legge riguarda l’introduzione di una disciplina di concertazione tra Stato, Regioni ed enti locali: “In questo senso appare quindi auspicabile e imprescindibile riattivare la Conferenza unificata per la predisposizione di un nuovo piano di distribuzione dei punti di gioco che preveda un sistema unico di dislocazione e l’individuazione di criteri di distanza uniformi. A tal proposito è da sottolineare come l’effetto espulsivo conseguente all’introduzione dei limiti di distanza ha, in molti casi, comportato la sostituzione dell’offerta di gioco legale con forme di raccolta illecita”.

“La delega prevede inoltre un’intensificazione del contrasto del gioco illegale e delle infiltrazioni delle organizzazioni criminali nell’offerta di gioco mediante il rafforzamento della disciplina sulla trasparenza e sui requisiti soggettivi e di onorabilità di tutti gli operatori di gioco”, ha proseguito Alesse, per poi soffermarsi sulla questione fiscale.

“La complessità del settore del gioco pubblico dipende dal fatto che, sotto il profilo fiscale, sussistono prelievi che hanno natura tributaria ed altri di natura extratributaria e, tra queste, vi sono prelievi costituiti da un “utile” erariale – ha detto – Il disegno di legge reca la previsione dell’adeguamento delle disposizioni in materia di prelievo erariale sui singoli giochi. In particolare, vi è l’opportunità di armonizzare i ricavi dei concessionari che all’attualità sono, per taluni giochi, autodeterminati dai medesimi concessionari, mentre per altri giochi sono valutati nell’ambito della gara per l’affidamento della concessione”.

Sempre in riferimento al contrasto al gioco illegale, Alesse ha ribadito: “E’ necessario procedere al riordino dei rapporti intercorrenti tra il regolatore e gli organismi di certificazione degli apparecchi da intrattenimento e divertimento secondo criteri che devono essere ispirati a maggiore rigore, specificità e trasparenza. Il disegno di legge propone la definizione, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, di piani annuali di controlli volti al contrasto della pratica del gioco illecito”.

“Da ultimo, il disegno di legge reca la previsione di una relazione annuale alle Camere presentata dal Ministro dell’economia e delle finanze sui risultati economici della gestione e sui progressi in materia di tutela dei consumatori di giochi e della legalità. Si osserva, al riguardo, che l’Agenzia già provvede alla pubblicazione del “Libro Blu” che rappresenta una sintesi dei risultati conseguiti nei settori di competenza e, in particolare, nel settore del gioco pubblico”, ha concluso Alesse.

Insomma, gli argomenti sul tavolo sono tanti e il settore del gioco pubblico sembra essere a un punto di svolta. Quella svolta che operatori e concessionari chiedono da tanto tempo: la palla passa al Governo.

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L’Italia e il gioco: Gratta e Vinci, Lotto, SuperEnalotto e scommesse i più praticati

Leggera flessione dei giocatori rispetto al periodo pre-pandemia

“Il nuovo Rapporto Italia 2023 rappresenta uno spaccato dell’attualità economica, politica e sociale del nostro Paese. Viviamo in tempi in cui accadono eventi imprevedibili con grandi cambiamenti in atto, dobbiamo essere in grado di far fronte a queste rivoluzioni”, il commento di Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes.

Il settore del gioco è preso in esame dal Rapporto Italia 2023, a cura dell’Eurispes. Il centro di ricerca politica, economica, sociale e della formazione ha fotografato le abitudini e i trend del nostro paese e un ampio focus è stato dato anche al settore dei giochi e delle scommesse, da sempre centrale nella tradizione popolare tricolore.

Gratta e Vinci, Lotto, SuperEnalotto e scommesse fanno ormai parte della quotidianità di molti e sono entrati stabilmente nelle abitudini della popolazione italiana. Una tradizione che non smette, quella dei giochi con vincita in denaro, e che contribuisce al divertimento e allo svago di moltissimi cittadini.

Tra tutti, sottolinea Eurispes, il gioco più popolare in Italia è il Gratta e Vinci: solo il 15,3% degli italiani non ci gioca mai, mentre il 56,5% lo fa qualche volta, il 21,8% spesso e il 6,3% sempre. Risultano poi molto diffusi tra la popolazione anche Lotto e SuperEnalotto (solo un italiano su quattro non ci gioca mai) e le lotterie (il 36,3% non ci gioca mai).

Inoltre, quasi la metà del campione partecipa alle scommesse sportive: il 25,9% qualche volta, il 16,4% spesso, il 5,3% sempre. Poco appeal invece per scommesse non sportive, slot, vlt e giochi di carte. Ancora più indietro l’ippica (il 76,2% degli italiani non ci gioca mai), i casinò (75%) e il Bingo (70,1%).

Dall’indagine Eurispes, emerge che il 38% dei cittadini ha conoscenza diretta o indiretta dell’esistenza di circuiti di gioco illegale. Quasi un terzo (31,6%) ne è a conoscenza ma non ne ha mai preso parte, il 6,4% ha anche partecipato, il 62% risponde invece negativamente. Il 21,3% degli intervistati afferma poi di partecipare a giochi con vincita in denaro, mentre il 78,7% dichiara di non farlo mai. Nello specifico, il 12% gioca solo dal vivo, il 4,2% solo online, il 5,1% in entrambi i modi.

I giochi e le scommesse restano quindi una delle attività preferite dagli italiani, ma con una piccola flessione rispetto al periodo pre-pandemia. Mettendo questi risultati a confronto con quelli ottenuti nell’indagine realizzata nel 2019, si registra infatti un calo dei giocatori italiani (dal 28,2% del 2019 al 21,3% del 2023). Rispetto al periodo pre-Covid sono diminuiti coloro che giocano solo dal vivo (erano il 18,3%) e, al contrario, lievemente aumentati coloro che giocano esclusivamente online (dal 2% al 4,2%).

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Giochi e scommesse, Centro e Sud America le nuove frontiere: ‘Mercato regolamentato e norme chiare, così il settore aiuta i paesi latinoamericani’

Sanchez Ortega (Ente regolatore Panama): ‘Sicurezza e stabilità per operatori e giocatori’

Le nuove frontiere del gioco passano anche dai paesi latinoamericani: un mercato in espansione a cui molti operatori stanno guardando con interesse. A maggior ragione, assume un significato particolare la settima edizione della Cumbre Iberoamericana del Juego, l’evento di riferimento per gli operatori del gioco dell’area LATAM.

L’edizione 2023 ha preso il via a Panama e vede i principali attori e regolatori latinoamericani protagonisti di incontri, panel e discussioni per il futuro e il presente del settore. I mercati del Centro e del Sud America rappresentano ad oggi un’opportunità e sono sempre di più le aziende che si spingono oltreoceano per espandere il proprio business.

In questo contesto, ad aprire i lavori è stato Manuel Sánchez Ortega, Segretario Esecutivo della “Junta de control de Juegos” di Panama, l’ente regolare del gioco del paese centroamericano. “Il lavoro del nostro ente è garantire la sicurezza dell’industria sia dal lato degli operatori sia da quello dei giocatori”, le sue parole.

Sanchez Ortega ha voluto porre l’accento sull’importanza del settore nel suo paese: “Regolare il gioco è un aspetto molto importante, a Panama l’industria del gioco è tra i primi dieci contribuenti del paese. L’industria impiega direttamente più di 10.000 persone e allo stesso tempo gli operatori investono tramite sponsorizzazioni alle società sportive sia professionistiche che amatoriali, aiutando così lo sport nazionale”.

Anche nei paesi latinoamericani, quindi, gli operatori del gioco svolgono un ruolo fondamentale sia a livello fiscale sia a livello sociale. Il tutto, prosegue Sanchez Ortega, all’interno di un mercato regolamentato: “Sicurezza vuol dire stabilità, sia per i clienti sia per i giocatori, per questo la normativa deve essere stabile e non cambiare continuamente”, ha concluso.

Dalla Cumbre Iberoamericana del Juego parte quindi un messaggio agli operatori internazionali: il mercato della zona LATAM è pronto ad accogliere nuovi investimenti e nuove aziende. All’evento presenti tutti i regolatori latinoamericani, durante la manifestazione è stata premiata Cirsa per l’importante contributo economico dato ai cittadini di Panama all’inizio della pandemia.